Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che
pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
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