Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... /anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che "tutti stiano andando in direzione del Marc21" ci sembra comunque una affermazione un po' forte ... Ma l'argomento per noi fondamentale è che l'ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all'opac SBN fosse l'interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata/."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield - e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti. 1) L'affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
2) Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati dall'interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l'accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Ciao,
il problema di cui parli ha vari risvolti che un nuovoSBN dovrebbe affrontare efficacemente e che dovrebbero essere integrati in una proposta AIB da presentare al MiBAC. In particolare:
1) costi della partecipazione a SBN 2) compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC: la conversione da un formato all'altro comporta problemi
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software: 1) per EosWeb 2) altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre 2 domande:
1) trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
2) se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... *anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata*."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield - e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Rispondo brevemente:
1) costi della partecipazione a SBN Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
2) compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC: la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d'Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana
per sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli <s.masoli@ifnet.it mailto:s.masoli@ifnet.it> ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21. Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi. Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs. Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... /anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che "tutti stiano andando in direzione del Marc21" ci sembra comunque una affermazione un po' forte ... Ma l'argomento per noi fondamentale è che l'ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all'opac SBN fosse l'interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata/." Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield - e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche. Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti. 1) L'affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale. 2) Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati dall'interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l'accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane. Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto. Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo! Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ciao,
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
credo che si debba precisare a scanso di equivoci che non esistono costi -nel senso di tariffe percepite dal gestore del sistema SBN (ICCU, o chi per lui)- per l'adesione a SBN.
I costi, ovviamente, ci sono, ma riguardano i software utilizzati (nel senso di eventuali canoni/licenze e costi connessi alla gestione) e, piu' in generale, il costo delle risorse umane che vengono impegnate per la stesura della convenzione e del progetto di adesione a SBN da parte del Polo.
Andrea
Ciao a tutti,
temo che il fattibile sia rimansto quello che indicato già qualche mese fa: fare un z39.50 proxy con conversione Unimarc/MARC21 usando uno dei tool di IndexData.
Se per la configurazione/setup si puo' pensare a risorse volontarie all'interno del gruppo GuMARC21 (e dunque anche di me ), questo non vale per l'HW necessario e la sua successiva gestione sistemistica.
In particolare ci vuole un buona larghezza di banda. E che ICCU non blocchi l'IP per via delle troppe conessioni da un'unica fonte.
Ciao a tutti Zeno Tajoli
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
1) pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
2) politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti,
vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... *anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata*."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che
pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Le istituzioni di cui parla Sabrina Masoli vogliono usufruire del livello più semplice di adesione: la cattura delle notizie? O anche inviare in Indice l'indicazione del proprio posseduto?
In ogni caso mi pare che potrebbe anche avere un senso prevedere un pagamento per l'adesione a quel livello, pagamento giustificato dal fatto di mettere a disposizione un servizio di cattura records che si traduce in un beneficio per le biblioteche. Ma sarebbe sensato, pragmatico e corretto fare allora come fanno all'estero: non far sparire quel servizio ma dire alle istituzioni: vi costa tot e ve lo garantiamo. Poi sarebbe altrettanto sensato concepire un prezzo inferiore a quello che pagherebbero le biblioteche nel commissionare uno sviluppo al produttore. Così le biblioteche avrebbero possibilità di scelta. Invece adesso si tira giù la saracinesca e si chiude la porta a qualsiasi negoziazione. Non è una bella cosa.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 17:17, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a
fronte
del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li
paga?
Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra
essere
quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione
dell'uscita
Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo
il
colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta
altra
strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il
colloquio
con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità
che
pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e
nei
rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a
partecipare
a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e
condivisione?
Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede
l'uso
di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello
che si
chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è
pur
vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con
l'Indice
SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e
Marc21
per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni
interessate
e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU
per
garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della
cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si
è
svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione
della
chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott.
Simonelli di
ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa
problematica,
nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di
mappatura
corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione.
Fino
a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in
MARC21,
molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma
che
costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal
2010 di
richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il
futuro, se
ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato
MARC21; ma
questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando
in
direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte
...
Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato
che
la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che
a fini
di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i
tempi
delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene
di
andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago
Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né
Casalini-Amicus, né
altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e
sostenere la
causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la
possibilità e
l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un
servizio
così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun
modo
la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra
banche dati
e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche
e di
formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne
faranno
seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21
una
questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a
tutte
quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo
aderendo
al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito
la
forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul
nuovosbn
ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi
chiedo:
cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come
rappresentare
la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il
servizio
che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Invece adesso si tira giù la saracinesca e si chiude la porta a qualsiasi negoziazione. Non è una bella cosa.
Su questo sono assolutamente d'accordo! -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:52, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Le istituzioni di cui parla Sabrina Masoli vogliono usufruire del livello più semplice di adesione: la cattura delle notizie? O anche inviare in Indice l'indicazione del proprio posseduto?
In ogni caso mi pare che potrebbe anche avere un senso prevedere un pagamento per l'adesione a quel livello, pagamento giustificato dal fatto di mettere a disposizione un servizio di cattura records che si traduce in un beneficio per le biblioteche. Ma sarebbe sensato, pragmatico e corretto fare allora come fanno all'estero: non far sparire quel servizio ma dire alle istituzioni: vi costa tot e ve lo garantiamo. Poi sarebbe altrettanto sensato concepire un prezzo inferiore a quello che pagherebbero le biblioteche nel commissionare uno sviluppo al produttore. Così le biblioteche avrebbero possibilità di scelta. Invece adesso si tira giù la saracinesca e si chiude la porta a qualsiasi negoziazione. Non è una bella cosa.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 17:17, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità
che pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del
MARC: la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato
nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto
solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
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Solo una precisazione: Ifnet ha sviluppato il modulo di interfacciamento a Indice2 per Eos.Web, e il polo CEI-BIB lo sta usando da anni (primo e unico polo in marc21). La questione che ho sollevato riguarda le biblioteche che lavorano in marc21 ma che non vogliono far parte di un polo; le stesse biblioteche che fino a giugno 2012 hanno derivato da SBN via Z39.50 senza costi aggiuntivi. La polemica nel Gumar21 nasce proprio da questo: la chiusura di un servizio esistente e molto utlizzato, all'improvviso e senza possibilità di dialogo o alternative. Lunedi rispondo anche sulle questioni CIPE/OCLC.
Ciao, Sabrina Il giorno 28/giu/2013 17:55, "Andrea Marchitelli" marchitelli@gmail.com ha scritto:
Invece adesso si tira giù la saracinesca e si chiude la porta a
qualsiasi negoziazione.
Non è una bella cosa.
Su questo sono assolutamente d'accordo!
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:52, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Le istituzioni di cui parla Sabrina Masoli vogliono usufruire del livello più semplice di adesione: la cattura delle notizie? O anche inviare in Indice l'indicazione del proprio posseduto?
In ogni caso mi pare che potrebbe anche avere un senso prevedere un pagamento per l'adesione a quel livello, pagamento giustificato dal
fatto di
mettere a disposizione un servizio di cattura records che si traduce in
un
beneficio per le biblioteche. Ma sarebbe sensato, pragmatico e corretto fare allora come fanno
all'estero:
non far sparire quel servizio ma dire alle istituzioni: vi costa tot e
ve lo
garantiamo. Poi sarebbe altrettanto sensato concepire un prezzo
inferiore a
quello che pagherebbero le biblioteche nel commissionare uno sviluppo al produttore. Così le biblioteche avrebbero possibilità di scelta. Invece adesso si tira giù la saracinesca e si chiude la porta a qualsiasi negoziazione. Non è una bella cosa.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 17:17, Andrea Marchitelli <
marchitelli@gmail.com>
ha scritto:
Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto
solo
il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice
(nella
modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare
questa
funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di
questo
sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a
favore
dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti
a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di
interoperabilità
che pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e
nel
rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri
non
abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso,
è
pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa
funzione e
ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del
MARC: la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una
soluzione
efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più
di
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al
GUMARC21,
ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e
Documentazione
URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana
per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi
dell'ICCU
per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare
della
cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it
ha
scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di
cui
Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che
si
è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la
questione
della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso
Z39.50
all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli
formati
supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti
con
biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano
andando
in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’
forte
... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre
considerato
che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto
che
a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto
bene
di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato
nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito
uno
scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto
solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in
nessun
modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli
altri
dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte
tecnologiche
e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come
il
Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il
MARC21
una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una
vera
e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere
tecnicamente
impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da
subito
la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
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Andrea, sono d'accordo con quanto dici a proposito dello spirito di cooperazione e confermo che OCLC si fa pagare il servizio di Catalogazione via Z39.50. Ma...non è un discorso che sta in piedi in questo caso: ci sono biblioteche che lavorano in unimarc, che non sono in SBN, ma che derivano da SBN via Z39.50 gratuitamente. Posso citare il Sistema bibliotecario d'ateneo dell'Università di Pisa, oppure il Servizio bibliotecario senese tanto per rimanere in Toscana. E immagino che ci siano tante altre realtà che "sfruttano" SBN senza dare il benché minimo contributo all'Indice.
La discriminazione tra utenti unimarc e marc21 mi sembra evidente. Qual è la posizione ufficiale dell'AIB in merito a questo problema? Sabrina
Il 28/06/2013 17:17, Andrea Marchitelli ha scritto:
Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che
pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ciao Sabrina, non volevo minimamente giustificare la discriminazione tra utenti unimarc e marc21, dicevo solamente che permettere la derivazione via Z39.50 potrebbe -in generale- essere un servizio da offrire a pagamento, a chi non sia in SBN.
Non credo che esista una posizione AIB su questo tema, pero' il documento che si sta elaborando potrebbe accogliere questa proposta di parificazione tra i formati.
In generale, da anni il comitato nazionale SBN discute dell'eventuale tariffazione di servizi aggiuntivi a quelli "dovuti" alla cooperazione. Il tema comunque e' molto complesso.
andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Andrea M. Forse sarebbe necesario fare chiarezza
il personale il software e l'hardware dell'ICCU usato per la gestione dell'Indice SBN e delle connessioni è pagato con soldi pubblici le biblioteche presenti in SBN pagano le ditte private proprietarie del LIS usato con soldi pubblici
perchè una biblioteca che deriva da SBN i i record dovrebbe pagarli? semmai ci dovrebbe essere una moral suasion a condividere i posseduto localizzando e aprendo al prestito interbibliotecario. Ma non certo chiedere soldi.
tanto più dopo la circolare che specifica che i prodotti digitali delle P.A. sono open di default? Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 01 luglio 2013 14:28, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Andrea, sono d'accordo con quanto dici a proposito dello spirito di cooperazione e confermo che OCLC si fa pagare il servizio di Catalogazione via Z39.50. Ma...non è un discorso che sta in piedi in questo caso: ci sono biblioteche che lavorano in unimarc, che non sono in SBN, ma che derivano da SBN via Z39.50 gratuitamente. Posso citare il Sistema bibliotecario d'ateneo dell'Università di Pisa, oppure il Servizio bibliotecario senese tanto per rimanere in Toscana. E immagino che ci siano tante altre realtà che "sfruttano" SBN senza dare il benché minimo contributo all'Indice.
La discriminazione tra utenti unimarc e marc21 mi sembra evidente. Qual è la posizione ufficiale dell'AIB in merito a questo problema? Sabrina
Il 28/06/2013 17:17, Andrea Marchitelli ha scritto:
Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione.
SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano.
Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento: http://www.oclc.org/z3950.en.html
Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice)
Andrea
Andrea Marchitellimarchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsentipierfranco.minsenti@gmail.com pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio.
In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC.
È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione.
Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni:
- pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a
pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene
- politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che
pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero.
Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato.
pierfranco
Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Rispondo brevemente:
- costi della partecipazione a SBN
Non so quanto costi l'adesione a livello 2.
- compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC:
la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione.
Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software:
- per EosWeb
Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50.
- altri? per es. istituzioni con Amicus?
Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB):
Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d’Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche
Altre 2 domande:
- trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per
sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa?
Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi).
- se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni
interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice?
Esatto.
Che fare? Grazie di nuovo Sabrina
Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che “tutti stiano andando in direzione del Marc21” ci sembra comunque una affermazione un po’ forte ... Ma l’argomento per noi fondamentale è che l’ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all’opac SBN fosse l’interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield
- e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel
gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti.
- L’affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo
per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
- Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati
dall’interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l’accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina
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Riporto nella discussione il contributo di un mio (ipotetico) amico bibliotecario romano: "L'ICCU cce fa pagà? E a noi che cce frega? Tanto via Z39.50 noi importiamo da qui.: http://www.loc.gov/cgi-bin/zgate?ACTION=INIT&FORM_HOST_PORT=/prod/www/da... O se faranno pagà pure da li americani?" Ambasciator non porta pena: relata refero. Paolo
Il 01/07/2013 14:46, giaccai@gmail.com ha scritto:
Andrea M. Forse sarebbe necesario fare chiarezza
il personale il software e l'hardware dell'ICCU usato per la gestione dell'Indice SBN e delle connessioni è pagato con soldi pubblici le biblioteche presenti in SBN pagano le ditte private proprietarie del LIS usato con soldi pubblici
perchè una biblioteca che deriva da SBN i i record dovrebbe pagarli? semmai ci dovrebbe essere una moral suasion a condividere i posseduto localizzando e aprendo al prestito interbibliotecario. Ma non certo chiedere soldi.
tanto più dopo la circolare che specifica che i prodotti digitali delle P.A. sono open di default? Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 01 luglio 2013 14:28, Sabrina Masoli <s.masoli@ifnet.it mailto:s.masoli@ifnet.it> ha scritto:
Andrea, sono d'accordo con quanto dici a proposito dello spirito di cooperazione e confermo che OCLC si fa pagare il servizio di Catalogazione via Z39.50. Ma...non è un discorso che sta in piedi in questo caso: ci sono biblioteche che lavorano in unimarc, che non sono in SBN, ma che derivano da SBN via Z39.50 gratuitamente. Posso citare il Sistema bibliotecario d'ateneo dell'Università di Pisa, oppure il Servizio bibliotecario senese tanto per rimanere in Toscana. E immagino che ci siano tante altre realtà che "sfruttano" SBN senza dare il benché minimo contributo all'Indice. La discriminazione tra utenti unimarc e marc21 mi sembra evidente. Qual è la posizione ufficiale dell'AIB in merito a questo problema? Sabrina Il 28/06/2013 17:17, Andrea Marchitelli ha scritto:Sulla derivazione da SBN via Z39.50, pero', credo che vada fatto un altro tipo di considerazione. SBN non e' un sistema che offre servizi, free o a pagamento, a terzi. SBN e' un servizio nazionale di cooperazione, che nasce e cresce sulla condivisione dei dati bibliografici, in primis tra le biblioteche che partecipano. Mi chiedo, senza alcuno spirito polemico verso nessuno, perche' (e a spese di chi) SBN dovrebbe offrire servizi come la derivazione a chi non vuole partecipare alla cooperazione. OCLC (WorldCat), per esempio, mi risulta che offra il servizio a pagamento:http://www.oclc.org/z3950.en.html Un modo per usufruire dei vantaggi della catalogazione partecipata, contribuendo pero' con il proprio posseduto all'arricchimento del SBN esiste, ed e' l'adesione, al livello minimo (cattura del record e invio delle localizzazioni all'Indice) Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com <mailto:marchitelli@gmail.com> - Roma Il 28 giugno 2013 17:08, Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti@gmail.com> <mailto:pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:Direi che questo è il classico problema che consiste nel decidere: a fronte del fatto che l'interoperabilità ha dei costi, almeno iniziali, chi li paga? Se riesco a scaricarli sull'altro è un vantaggio. In questo caso la posizione dell'ICCU, da quello che scrivi, sembra essere quella di liberarsi dei costi che attribuiva alla manutenzione dell'uscita Z39.50 in MARC21. Il risultato è che i costi dell'interoperabilità ricadono tutti sulle istituzioni esterne. Se l'Indice chiude lo Z39.50 e mantiene aperto solo il colloquio via SBN-MARC è chiaro che alle istituzioni esterne non resta altra strada che dotare il loro client di una funzione aggiuntiva per il colloquio con l'Indice basato sul protocollo non standard SBN-MARC. Quindi in questo caso specifico i costi dell'adesione all'indice (nella modalità 2, ma penso che non cambi nulla se la modalità fosse la 4) consistono nella richiesta al produttore di EOSWeb di sviluppare questa funzione aggiuntiva: il colloquio tramite protocollo SBN-MARC. È chiaro che a questo punto se il produttore caricasse i costi di questo sviluppo su una singola istituzione, potrebbe essere poco sostenibile, mentre sarebbe opportuno valutare a quante istituzioni può vendere questa soluzione. Mi pare che abbiate verificato che i rapporti di forza giocano a favore dell'ICCU e quindi vedo solo 2 soluzioni: 1) pratica: verificare quanto cosa lo sviluppo e quanti sono disposti a pagarlo, a suddividere la spesa. Però su una definizione dei costi favorevole alle biblioteche potrebbe incidere anche la vostra capacità di convincere il produttore. Tra l'altro, se avete già a disposizione uno studio per la mappatura da MARC21 a SBN-MARC, il produttore potrebbe giovarsene 2) politica: questo problema esemplifica i problemi di interoperabilità che pone SBN e che si traducono in costi aggiuntivi per le istituzioni e nel rischio che i produttori esteri valutino l'inopportunità di fare gli sviluppi necessari. Quindi ha rilevanza nel discorso dell'AIB su SBN e nei rapporti con il Ministero. Allo stesso tempo però mi chiedo sempre: come fanno all'estero a partecipare a WorldCat per la derivazione di records? E per la fornitura e condivisione? Solo con la modalità di invio di file per importazioni batch come è stato previsto per il consorzio CIPE? Questa è una modalità che non richiede l'uso di protocolli di comunicazione. Ma possibile che i gestionali esteri non abbiano funzioni di derivazione e invio immediati e che quindi quello che si chiede qui è semplicemente una cosa che altrove i gestionali mettono a disposizione per il colloquio con WorldCat? Se tutto ciò ha un senso, è pur vero che creare funzioni apposite per il colloquio con WorldCat ha un ritorno economico che non è paragonabile al caso del colloquio con l'Indice SBN. Ma è comunque un elemento di confronto per volere questa funzione e ottenerla a un prezzo sensato. pierfranco Il giorno 28 giugno 2013 16:42, Sabrina Masoli<s.masoli@ifnet.it> <mailto:s.masoli@ifnet.it> ha scritto:Rispondo brevemente: 1) costi della partecipazione a SBN Non so quanto costi l'adesione a livello 2. 2) compatibilità tra il formato SBN e i formati della famiglia del MARC: la conversione da un formato all'altro comporta problemi Noi abbiamo affrontato il problema mappatura tra SBN-Marc/Unimarc e Marc21 per lo sviluppo del modulo di colloquio con Indice2, e abbiamo più volte offerto collaborazione e competenze all'ICCU per trovare una soluzione efficace, ma come puoi immaginare la cosa non è mai stata presa in considerazione. Per chiarire l'incidenza, puoi dirci quali sono le istituzioni interessate e i loro software: 1) per EosWeb Per quanto riguarda Eos.Web le biblioteche interessate sono poco più di 50. 2) altri? per es. istituzioni con Amicus? Altre istituzioni sono sicuramente quelle che partecipano al GUMARC21, ovvero (escludendo i Clienti Eos.Web e il Polo CEI-BIB): Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia Biblioteca Luiss Guido Carli Biblioteca Università commerciale Luigi Bocconi Biblioteca universitaria di Lugano Casalini Libri Centro Studi Americani, Roma Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, Biblioteca Istituto Universitario Europeo, Biblioteca John Cabot University, Frohring Library Servizio Biblioteche Provincia di Como Servizio Biblioteche Provincia di Varese Sistema bibliotecario Trentino Sistema Brianza Biblioteche Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca d'Ateneo Università degli studi di Catania, Centro Biblioteche e Documentazione URBE, Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche Altre 2 domande: 1) trovo che sarebbe stato utile approfittare della giornata romana per sollevare il problema: interoperabilità tra formati e servizi dell'ICCU per garantire l'apertura a tutti. Non eravate pronti ad approfittare della cosa? Lo penso anche io ma purtroppo non l'abbiamo fatto (tralascio i motivi). 2) se il problema si è posto nel 2012, da allora le istituzioni interessate hanno smesso di ricavare records dall'Indice? Esatto. Che fare? Grazie di nuovo Sabrina Il giorno 28 giugno 2013 15:55, Sabrina Masoli<s.masoli@ifnet.it> <mailto:s.masoli@ifnet.it> ha scritto:Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21. Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi. Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs. Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che "tutti stiano andando in direzione del Marc21" ci sembra comunque una affermazione un po' forte ... Ma l'argomento per noi fondamentale è che l'ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all'opac SBN fosse l'interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata." Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield - e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche. Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti. 1) L'affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale. 2) Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati dall'interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l'accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane. Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto. Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo! Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Riporto nella discussione il contributo di un mio (ipotetico) amico
"E nun te posso fa salì, ve conosco a voi Pink Floyd! Poi ve pijate li record mia pe' fa li cataloghi vostra, eh. Mò te saluto, sta a girà il nastro devo dì scarpe, ciao."
Leggermente modificata, Elio non se ne avra' a male http://www.youtube.com/watch?v=bXTdaWlCY9o :))
Andrea
il personale il software e l'hardware dell'ICCU usato per la gestione dell'Indice SBN e delle connessioni è pagato con soldi pubblici
ma con l'obiettivo di garantire il SBN
le biblioteche presenti in SBN pagano le ditte private proprietarie del LIS usato con soldi pubblici
si, ma partecipa anche alla cooperazione, impegnandosi al minimo al prestito interbibliotecario (dal liv. 2) se non all'arricchimento e alla correzione dei dati del catalogo.
perchè una biblioteca che deriva da SBN i i record dovrebbe pagarli?
IMHO perche' usufruisce gratuitamente del prodotto di un lavoro distribuito, al quale non partecipa
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Andrea
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi).
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo. Allora facciamo chiudere il rubinetto anche per i formati unimarc e sutrs, no?
Il 01/07/2013 15:08, Giovanna Frigimelica ha scritto:
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi). _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo.
Ma infatti il problema e' proprio questo: quando c'erano (tanti) soldi si sono fatte le cose alla grande, piu' o meno bene, ma spendendo e spandendo, senza nessuna riflessione sulla sostenibilita', sulle priorita' ecc. Ora i soldi non ci stanno piu' e, invece di decidere strategicamente che cosa sostenere e cosa no, si aspetta che le cose si disfino da sole.
Lo Z39.50 sui formati UNIMARC e SUTRS, purtroppo, temo che si chiudera' da solo, quando si guastera' piu' profondamente il sistema.
Per come la vedo io, per spiegarmi, sarebbe necessario: - verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico) - se effettivamente utilizzato, ripristinarlo
Parallelamente andrebbero affrontati, in un'analisi complessiva dei problemi di SBN e delle possibili soluzioni, i temi legati ai servizi, fondamentali e aggiuntivi, gratuiti o a pagamento ecc.
Riparare MARC21 e' un problema di manutenzione di software, non e' governance; continuare a erogare il servizio senza riflessione, invece, e' tema di politiche e non di sistemi.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 01 luglio 2013 15:16, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo. Allora facciamo chiudere il rubinetto anche per i formati unimarc e sutrs, no?
Il 01/07/2013 15:08, Giovanna Frigimelica ha scritto:
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi). _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Non credo che sia la soluzione efficace e sostenibile sia per ICCU che per le biblioteche chiedere e magari pagare uno Z39.50 per MARC 21 Perché quella che per l'ICCU è soluzione "standard" è SBN-MARC : una cosa che non deve mantenere ad hoc per qualcuno perché è la soluzione per tutti.
Vedo che la documentazione sui livelli di adesione all'Indice prevede un livello minimo basato su sola cattura, senza dare né dati di possesso né records bibliografici.
Lo si legge in questo documento AKR-SPF-00-30 - SBN Evoluzione - Protocollo SBN-MARC Specifiche.pdf a pagg. 9-11.
Inoltre vper i livelli di adesione, vedi anche ICCU (2011). "Processo di certificazione al Protocollo SBNMARC: Definizioni": «“LIVELLI DI COOPERAZIONE”: i quattro livelli individuati dal Comitato nazionale di coordinamento SBN “1 - Cattura; 2 - Cattura e localizzazione per possesso; 3 - Cattura e localizzazione per possesso, creazione e correzione dei record non condivisi; 4 - Cattura e localizzazione per possesso e gestione, creazione e correzione e allineamento”. < http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmar...
.
Per livello 1 si intende quindi l'uso del protocollo SBN-MARC.
Sul Blog del Polo SBN Ligure c'è un post dedicato ai Livelli di cooperazione in SBNMARC del 2012: http://pololig.wordpress.com/tag/sbnmarc/
Il problema è oggi anche per partecipare a livello1 bisogna entrare in un Polo o costituirlo (!). Quindi secondo me quello che dovrebbe fare l'AIB come azione politica è: chiedere che le modalità partecipative a SBN siano più flessibili, riconoscendo una maggiore autonomia alla singola biblioteca, cosa che attualmente non avviene. Per es. le biblioteche che volessero partecipare solo al livello 1 di adesione a SBN (uso dell'Indice come una base dati per la catalogazione derivata) non dovrebbero essere costrette a creare un Polo e quindi a chiedere l'autorizzazione alla propria Regione, come previsto dalle attuali modalità di adesione a SBN
pierfranco
Il giorno 01 luglio 2013 15:34, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa
unimarc
allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo.
Ma infatti il problema e' proprio questo: quando c'erano (tanti) soldi si sono fatte le cose alla grande, piu' o meno bene, ma spendendo e spandendo, senza nessuna riflessione sulla sostenibilita', sulle priorita' ecc. Ora i soldi non ci stanno piu' e, invece di decidere strategicamente che cosa sostenere e cosa no, si aspetta che le cose si disfino da sole.
Lo Z39.50 sui formati UNIMARC e SUTRS, purtroppo, temo che si chiudera' da solo, quando si guastera' piu' profondamente il sistema.
Per come la vedo io, per spiegarmi, sarebbe necessario:
- verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si
tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico)
- se effettivamente utilizzato, ripristinarlo
Parallelamente andrebbero affrontati, in un'analisi complessiva dei problemi di SBN e delle possibili soluzioni, i temi legati ai servizi, fondamentali e aggiuntivi, gratuiti o a pagamento ecc.
Riparare MARC21 e' un problema di manutenzione di software, non e' governance; continuare a erogare il servizio senza riflessione, invece, e' tema di politiche e non di sistemi.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 01 luglio 2013 15:16, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa
unimarc
allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo. Allora facciamo chiudere il rubinetto anche per i formati unimarc e
sutrs,
no?
Il 01/07/2013 15:08, Giovanna Frigimelica ha scritto:
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi). _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Confesso che il livello 1 l'avevo proprio rimosso (anzi, ero convinto che non ci fosse). Resta il problema che esiste in teoria e non in pratica, probabilmente per le difficolta' alle quali accennava Pierfranco.
Se GUMARC21 avesse dati sarebbe interessante vederli. E sarebbe interessante anche capire come GUMARC21 abbia intenzione di muoversi in futuro, per capire come SBN sia realmente aperto a comunita' non SBN. andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 01 luglio 2013 15:44, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Non credo che sia la soluzione efficace e sostenibile sia per ICCU che per le biblioteche chiedere e magari pagare uno Z39.50 per MARC 21 Perché quella che per l'ICCU è soluzione "standard" è SBN-MARC : una cosa che non deve mantenere ad hoc per qualcuno perché è la soluzione per tutti.
Vedo che la documentazione sui livelli di adesione all'Indice prevede un livello minimo basato su sola cattura, senza dare né dati di possesso né records bibliografici.
Lo si legge in questo documento AKR-SPF-00-30 - SBN Evoluzione - Protocollo SBN-MARC Specifiche.pdf a pagg. 9-11.
Inoltre vper i livelli di adesione, vedi anche ICCU (2011). "Processo di certificazione al Protocollo SBNMARC: Definizioni": «“LIVELLI DI COOPERAZIONE”: i quattro livelli individuati dal Comitato nazionale di coordinamento SBN “1 - Cattura; 2 - Cattura e localizzazione per possesso; 3
- Cattura e localizzazione per possesso, creazione e correzione dei record
non condivisi; 4 - Cattura e localizzazione per possesso e gestione, creazione e correzione e allineamento”. http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/.
Per livello 1 si intende quindi l'uso del protocollo SBN-MARC.
Sul Blog del Polo SBN Ligure c'è un post dedicato ai Livelli di cooperazione in SBNMARC del 2012: http://pololig.wordpress.com/tag/sbnmarc/
Il problema è oggi anche per partecipare a livello1 bisogna entrare in un Polo o costituirlo (!). Quindi secondo me quello che dovrebbe fare l'AIB come azione politica è: chiedere che le modalità partecipative a SBN siano più flessibili, riconoscendo una maggiore autonomia alla singola biblioteca, cosa che attualmente non avviene. Per es. le biblioteche che volessero partecipare solo al livello 1 di adesione a SBN (uso dell'Indice come una base dati per la catalogazione derivata) non dovrebbero essere costrette a creare un Polo e quindi a chiedere l'autorizzazione alla propria Regione, come previsto dalle attuali modalità di adesione a SBN
pierfranco
Il giorno 01 luglio 2013 15:34, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo.
Ma infatti il problema e' proprio questo: quando c'erano (tanti) soldi si sono fatte le cose alla grande, piu' o meno bene, ma spendendo e spandendo, senza nessuna riflessione sulla sostenibilita', sulle priorita' ecc. Ora i soldi non ci stanno piu' e, invece di decidere strategicamente che cosa sostenere e cosa no, si aspetta che le cose si disfino da sole.
Lo Z39.50 sui formati UNIMARC e SUTRS, purtroppo, temo che si chiudera' da solo, quando si guastera' piu' profondamente il sistema.
Per come la vedo io, per spiegarmi, sarebbe necessario:
- verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si
tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico)
- se effettivamente utilizzato, ripristinarlo
Parallelamente andrebbero affrontati, in un'analisi complessiva dei problemi di SBN e delle possibili soluzioni, i temi legati ai servizi, fondamentali e aggiuntivi, gratuiti o a pagamento ecc.
Riparare MARC21 e' un problema di manutenzione di software, non e' governance; continuare a erogare il servizio senza riflessione, invece, e' tema di politiche e non di sistemi.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 01 luglio 2013 15:16, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo. Allora facciamo chiudere il rubinetto anche per i formati unimarc e sutrs, no?
Il 01/07/2013 15:08, Giovanna Frigimelica ha scritto:
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi). _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Se non erro Zeno ha fatto un'indagine approfondita sulle biblioteche che usano marc21, su richiesta del GUMARC21, che doveva sostenere a suon di cifre la nostra causa durante l'incontro - sfumato - con Simonelli.
- verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico)
Zeno, hai anche dati "storici" sull'uso del MARC21 via Z39.50? altrimenti a chi chiedere? a ICCU?
PS: Elio genio assoluto!!!
Il 01/07/2013 15:34, Andrea Marchitelli ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo.
Ma infatti il problema e' proprio questo: quando c'erano (tanti) soldi si sono fatte le cose alla grande, piu' o meno bene, ma spendendo e spandendo, senza nessuna riflessione sulla sostenibilita', sulle priorita' ecc. Ora i soldi non ci stanno piu' e, invece di decidere strategicamente che cosa sostenere e cosa no, si aspetta che le cose si disfino da sole.
Lo Z39.50 sui formati UNIMARC e SUTRS, purtroppo, temo che si chiudera' da solo, quando si guastera' piu' profondamente il sistema.
Per come la vedo io, per spiegarmi, sarebbe necessario:
- verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si
tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico)
- se effettivamente utilizzato, ripristinarlo
Parallelamente andrebbero affrontati, in un'analisi complessiva dei problemi di SBN e delle possibili soluzioni, i temi legati ai servizi, fondamentali e aggiuntivi, gratuiti o a pagamento ecc.
Riparare MARC21 e' un problema di manutenzione di software, non e' governance; continuare a erogare il servizio senza riflessione, invece, e' tema di politiche e non di sistemi.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 01 luglio 2013 15:16, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Concordo con voi, ma la questione rimane sempre la stessa: chi usa unimarc allo stato attuale deriva gratuitamente, chi usa marc21 non può farlo. Allora facciamo chiudere il rubinetto anche per i formati unimarc e sutrs, no?
Il 01/07/2013 15:08, Giovanna Frigimelica ha scritto:
Secondo me qui il tema e' anche come far si' che SBN costi meno e come possa autofinanziarsi. ben venga il discorso sui dati di autorita' (e' un progetto collaborativo, se andiamo decentemente in viaf), ma visto che i soldi non ci sono non vedo un assurdo che una biblioteca non-SBN paghi qualcosa per utilizzare quei dati (se valgono qualcosa).
Non capisco perche' SBN dovrebbe agevolare, con i suoi dati, chi non ci sta dentro e non produce ricchezza "nel" sistema.
Secondo me i dati devono essere gratuiti, quello che in caso SBN si deve far pagare e' qualunque cosa costi per farti avere questi dati (se mi stai chiedendo di fare un modulo aggiuntivo, per dire, che ti consenta di fare catalogazione derivata al di fuori di SBN, paghi). _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Ciao a tutti,
----- Messaggio originale -----
Da: "Sabrina Masoli" s.masoli@ifnet.it A: bibliotecari@wikimedia.it Inviato: Lunedì, 1 luglio 2013 16:00:30 Oggetto: Re: [Bibliotecari] SBN e l'impossibilità di derivare via Z39.50 per utenti MARC21
Se non erro Zeno ha fatto un'indagine approfondita sulle biblioteche che usano marc21, su richiesta del GUMARC21, che doveva >sostenere a suon di cifre la nostra causa durante l'incontro - sfumato - con Simonelli.
i sistemi interessati ai record di SBN in formato MARC21 sono tutti nell'associazione GUMARC21. Dunque il totale di eventuali 'pagatori' e' 17 + i sistemi Eos WEB (quanti sono, 5-7 ?) + 17 installazioni URBE [ogniuna ha una sua installazione, e' un polo di cordinamento con un suo meta su 739.50 comune]
Un totale di circa 40-50 installazioni Infatti non ha moltissima rilevanza contare le biblioteche, si devno contare le installazioni software.
Chi tra questi usa i software Aleph o Koha non ha un forte interesse a pagare per avere i dati direttamente in MARC21, puo' installare un convertitore on-the-fly che gli fa la conversione. In Aleph questo fa parte del pacchetto base, in Koha c'e' del codice ad hoc da prendere dal repository di sviluppo.
Non so se Amicus, Millennium e Eos WEB abbiano già attivabile questa conversione on-the-fly o se debba essere pagata a parte.
- verificare l'effettivo utilizzo del formato MARC21 via Z39.50 (se si
tratta di pochissime biblioteche e' anche antieconomico) Zeno, hai anche dati "storici" sull'uso del MARC21 via Z39.50? altrimenti >a chi chiedere? a ICCU?
I dati possono essere chiesti solo a ICCU. Ci dissero che dopo la partenza del Polo CEI-Bib in numeri sono diminuiti molto. CEI-Bib usava molto la derivata su MARC21 perche' sta facendo recupero del pregresso ma Sabrina lo sa meglio di me.
In realta la difesa del formato MARC21 direttamente sullo Z39.50 era politica. Avevo scritto: "Il server z39.50 di SBN svetta per dimensioni rispetto a tutti gli altri server z39.50 con risorse prevalenti in italiano. E' praticamente il biglietto da visita delle biblioteche italiane nel mondo. Attualmente i software di catalogazione non sono estremamente efficienti nel derivare records da fonti z39.50 che non siano nel formato MARC da loro scelto. Stante la forte presenza di MARC21 nello scenario internazionale, la scelta di non essere anche in MARC21 potrebbe limitare abbastanza la circolazione dei record bibliografici di opere italiane. Inoltre le biblioteche italiane che adottano MARC21 potrebbero vedere nei record di SBN l'unica vera fonte per catalogare si in MARC21 ma con le regole di REICAT. A livello internazionale i record in formato MARC21 si abbinano alle AACR2, con SBN si potrebbe aver il formato MARC21 ma regole REICAT. Anche queste biblioteche avrebbero dunque una guida autorevole all'uso delle REICAT."
Pero' che ora ci saimo pochi soldi e' reale.
Ecco qua.
Ciao Zeno Tajoli
________________________________
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 01, 2013 2:47 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]SBN e l'impossibilità di derivare via Z39.50 per utenti MARC21 tanto più dopo la circolare che specifica che i prodotti digitali delle P.A. sono open di default?
Mi sembra un punto molto interessante, perché qui emergono due prospettive distinte:
- la prospettiva SBN "classica" esposta da Marchitelli: SBN è una struttura di cooperazione a cui, in linea di principio, tutti possono partecipare per fornire i loro dati e beneficiare di quelli altrui; è una prospettiva giustificata, perché se finora tutti si fossero preoccupati solo di catturare da opac il catalogo SBN non ci sarebbe del tutto: se c'è, è perché qualcuno i dati li ha creati
- la prospettiva degli open data, per cui i dataset vengono resi pubblici con licenze molto ampie a disposizione per qualsiasi uso
Ma scavando un po' le due cose non sono distanti come sembrano, perché a me pare che dietro l'idea degli open data non ci sia solo uno schema un cui uno produce i dati e l'altro si limita a fruirne per sé, ma un contesto i cui i dati "liberati" vengono utilizzati per fornire ulteriori servizi che altrimenti non sarebbero possibili.
A mio parere quindi l'ICCU non dovrebbe preoccuparsi tanto dello specifico problema se rendere disponibili i dati dell'opac Z39.50 in formato MARC21, ma di quali dataset rendere pubblici e in quali formati o con quali procedure, aspetto sotto il quale SBN è finora in grave ritardo. E' ovvio peraltro che nessuno potra mai fornire dati in tutti i formati esistenti, quindi è del tutto legittimo che si scelga di supportarne alcuni e non altri. Unimarc è un formato internazionale gestito dall'IFLA, mentre MARC21 è un formato gestito negli USA dalla Library of Congress e utilizzato in particolare nei software di origine statunitense o interessati al mercato dei paesi di lingua inglese, quindi non mi sembra assurdo che dovendo scegliere tra i due venga privilegiato l'Unimarc.
Dalla discussione qua e là sembra emergere l'idea che l'adeguamento al MARC sia una specie di frontiera che SBN dovrebbe raggiungere per essere al passo coi tempi: in realtà il MARC (Unimarc o MARC21 che sia) è ancora utilissimo, anzi spesso indispensabile nella pratica, ma è in ultima analisi da classificare come un formato legacy che verosimilmente sarà sostituito da qualche altra cosa, anche se per adesso non è chiaro che cosa.
Dal punto di vista delle biblioteche comunque nella posizione espressa da Sabrina Masoli mi stupisce un po' il fatto che tra gli utenti MARC21 l'adesione ad SBN anche a livello 3 non venga proprio presa in considerazione: o catturiamo dall'opac, o altrimenti che cosa ci importa di SBN? Cosa peraltro curiosa perché, come è stato detto anche in un messaggio precedente, EosWEB è certificato compatibile a livello 3.
Infine vorrei osservare che non è appropriato confrontare Z39.50 e SBN-MARC, il primo standard e il secondo no come se fossero sullo stesso piano. Z39.50 è un protocollo di interrogazione e recupero delle informazioni, mentre SBN-MARC gestisce tutta l'interazione tra polo e indice, quindi le operazioni di creazione, modifica e cancellazione di dati. Io non conosco un protocollo più standard che svolga le stesse operazioni. Peraltro SBN-MARC è un protocollo pubblicamente documentato (http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/evoluz_indice_sbn/pagina_...), quindi non è neppure un semplice protocollo proprietario, anche se non mi pare che l'ICCU abbia mai specificato se è possibile utilizzarlo liberamente al di fuori di SBN (nel caso qualcuno volesse creare un sistema diverso, anche fuori dall'Italia, ma con architettura analoga).
Beppe Pavoletti
giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it
bibliotecari@liste.wikimedia.it