Caro Pierfranco, non esiste del tutto quello che chiedi, ma esiste una lista dei redirect: https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Redirect
ed una lista dei Template:disambigua (usato nelle pagine Disambigua) http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Disambigua
Ci sono poi anche i template:Nota disambigua (che sono usati nelle voci singole per rimandare alle altre voci omonime)(es. quel template usato in Eugenio Onegin) http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Nota_disambigua
Spero possano essere utili.
Andrea
2013/1/28 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Per riprendere il discorso più "in topic", credo che se i Graph che vediamo in Google, insomma i riquadri con i sommari delle informazioni principali, piaceranno agli utenti, i sistemi bibliotecari faranno una impressione un po' più povera al confronto.
L'esigenza sarebbe quella di riuscire ad imparare di più sulle opportunità offerte dal mash up dei dati per estenderle ai sistemi usati in biblioteca.
Sarebbe anche utile poter ottenere da Google che migliori il KnowledgeGraph (continuo a trovare un limite notevole la scelta di usare solo dati da Wikipedia Italia e quando lì non ce ne sono, amen). Infine sarebbe anche utile capire meglio come funzione il KnowledgeGraph di Google in maniera da agire su Wikipedia per poter ottenere dei miglioramenti in Google, sfruttando il meccanismo che è emerso per via del tutto deduttiva dal risultato in Google lavoro sulle voci del romanzo di Puskin.
Io però non capisco una cosa che dovrebbe spiegare Andrea: non capisco quali sono gli strumenti per amministrare Wikipedia, e che quindi servono per capire, per es., quante voci hanno già rinvii e note di disambiguazione e quali/quante no. Quello che mi rende perplesso è la sensazione che in assenza di strumenti di analisi si debba procedere a casaccio: nel senso che quando vedi qualcosa, inserisci e via. Ma così non si possono ottenere risultati consistenti, o meglio, non si ha nessuna idea complessiva di cosa ci sia da fare. L'esempio che mi è venuto in mente relativo a Puskin è chiaramente solo un esempio e faccio fatica a pensare che farsi venire in mente delle casistiche per andare a fare verifiche e quindi, se occorre, interventi puntuali, sia una strada percorribile.
In fondo è come fare pulizie sulle intestazioni presenti in un catalogo (per es, intestazioni autore o intestazioni soggetto): per poter fare degli interventi hai bisogno di studiare la situazione devi poter fare delle analisi: devi poter ottenere elenchi di tutto e poi applicare strumenti di analisi e di filtro per isolare gruppi e casistiche. Se non puoi fare queste cose, non puoi fare interventi sul catalogo che possano raggiungere una dimensione di intervento significativa. Mi pare che lo stesso discorso valga per le voci di Wikipedia.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 27 gennaio 2013 22:45, Nicola Madonna nmadonna@unina.it ha scritto:
Ciao a tutti,
anch'io come Pierfranco sono nuovo di questa lista. Trovo molto interessanti i temi dibattuti, anche se gia' faccio fatica a seguire tutti i post. Chiedo scusa se continuo su questo argomento leggermente off topic, ma vorrei segnalare a Pierfranco che gia' cinque o sei anni fa l'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste aveva inserito nel proprio Opac (http://library.ictp.it/) la localizzazione dei documenti posseduti tramite una cartina dinamica. Il Catalogo dell'ICTP utilizza oggi come allora Aleph. Nel riquadro dedicato alla disponibilita' c'e' un link "want to locate it?" che fino a non molto tempo fa mostrava la cartina con il punto esatto in cui si trova il volume. Purtroppo ora c'e' l'avviso "Map temporarily not available...". Il sistemista era Enrico Fratnik (che ora si occupa di altro) ed era riuscito a fare molte cose interessanti con Aleph.
Nicola Madonna
Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti@gmail.com**> ha scritto:
Sì, facevo riferimento al nuovo servizio di ricerca in Facebook appena
presentato. Decisamente: Graph va di moda, esattamente come pochi anni fa andava di moda dire mash up.
Per questo dico che le biblioteche daranno di nuovo l'impressione di essere indietro perché non hanno nulla: né mash up, né Graph. Ma almeno il link dinamico alle piantine, almeno quello potrebbero averlo. Naturalmente come dici tu la realizzabilità della cosa dipende sia dal fatto che la biblioteca faccia un contratto con una ditta per l'uso di un'applicazione specifica per creare piantine dinamiche online (negli Stati Uniti ce ne sono più d'una di queste applicazioni ed esiste anche qualche articolo al riguardo), sia dai dati disponibili e da uso di etichette RFID. Allora a quel punto potrebbe inserirsi il mash up dentro l'opac o dentro il discovery tool. Negli Stati Uniti c'è chi l'ha fatto molto bene, e chi un poco meno bene. Ma qui nessuno sembra muoversi in quella direzione.
Ora però siamo troppo Off Topic. Tutta colpa del Graph!
Pierfranco
Il giorno 27 gennaio 2013 18:30, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
Ah, ma Pierfranco, quando parlavi di Graph e Facebook facevi
riferimento a GraphSearch?!?! Perchè ho scoperto cos'è solo adesso e completamente per caso http://newsroom.fb.com/News/**562/Introducing-Graph-Search-**Betahttp://newsroom.fb.com/News/562/Introducing-Graph-Search-Beta Eh, sì, va proprio di moda...
Ciao Giulio
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