Provo a buttare giu' un paio di riflessioni serali sul tema.
Concordo con la visione espressa da Serena e Carlo, secondo cui sarebbe rischioso rimettersi alla logica dipartimentale, abbandonando la struttura dei sistemi bibliotecari.
I "grandi" servizi - prestito, informazioni bibliografiche, DD e ILL - sono rivolti alla comunita' generale degli atenei (studenti e docenti) e devono rimanere slegati dalle logiche proprie dei docenti, al contrario di alcuni servizi particolari - ricerche bibliografiche mirate, valutazione della ricerca, per es. - che e' quantomai opportuno si sviluppino in aree miste, composte da bibliotecari con competenze "ad hoc" e docenti. Sono convinta i bibliotecari delle universita' abbiano le "skill" adatte a sviluppare questi servizi specialistici e specializzati, cosi' come i colleghi delle biblioteche di ente locale possiedono potenzialita' in altri campi, dalla promozione della lettura all'organizzazione di eventi legati al mondo del libro e dell'editoria.
In conclusione, la mia idea e' che sarebbe un errore tornare sui nostri passi e rimettere in discussione gli SBA, pur con tutte le carenze attuali. Dovremmo invece adoprarci il piu' possibile per fare in modo di essere presenti, come bibliotecari, in quelle aree di interesse accademico (dalle "praterie" dell'open access a quelle legati alla valutazione della ricerca), e di acquisire sempre piu' competenze che rendano indispensabile - o, almeno, preziosa - la nostra collaborazione. Ed evitare, inutile dirlo, quegli atteggiamenti, putroppo ancora abbastanza diffusi, di diffidenza nei confronti del nuovo che fa preferire restare blindati nella "propria" stanza a catalogare - tanto per citare un'attivita' - piuttosto che confrontarsi con le praterie di cui sopra...
Di nuovo buona unconference a chi andra' ;-) simona
Il giorno 26 settembre 2013 14:14, Favale, Carlo Carlo.Favale@amm.unitn.itha scritto:
Quella che sta venendo avanti non è una "distribuzione" ma una "frammentazione", pericolosissima deriva tipicamente italiana, la quale mi spiace per chi ci crede ma non è una soluzione, è consegnare la biblioteca al direttore del dipartimento. A rotazione 3+3 anni di mandato. Serena _______________________________________________
Peggio ancora: il materiale finisce negli studi dei docenti e nessuno lo vede più!
Gli SBA piuttosto devono essere sganciati dalle amm.ni centrali e resi pienamente autonomi.
Carlo Favale Università degli Studi di Trento - Sistema bibliotecario di Ateneo mailto:carlo.favale@unitn.it
"Homo sine pecunia, imago mortis"" (Regimen sanitatis salernitanum)
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