Premessa: quello che sto per scrivere è un pensiero mio, non dell'associazione che spesso rappresento.
Io confermo in tutto e per tutto la sensazione di Piefranco: non c'è una proposta coordinata e sistematica, non c'è stata una strategia per decidere "ora con i bibliotecari facciamo questa cosa per avere redattori". Molto, molto più semplicemente, ci siamo messi lì e ci siamo detti che c'è "spazio per collaborare".
Ovviamente, da parte nostra (dei wikimediani) l'interesse è portare "cose" in Wikimedia, siano esse voci, utenti, competenze, immagini, scansioni, dati. E' sicuramente il motivo per cui stiamo facendo quello che facciamo.
E' stato ed è un navigare a vista, una strategia bottom up (che è un po' un abito mentale wikipediano).
Una delle prime cose che io, personalmente, volevo era avere da subito *i bibliotecari, in wikipedia*, perchè le loro competenze professionali possono essere molto utili. Perchè Wikipedia è molto vuota di info sulla biblioteconomia e information science: e perchè l'information science serve sempre Una cosa che volevo era avere bibliot\ecari che si infilassero qui: https://www.wikidata.org/wiki/Wikidata:Books_task_force e ci dessero una mano con i metadati. perchè a me sembra assurdo che lo schema di metadati di uno che sarà in 6 mesi il più grande contenitore di dati del mondo (se non lo è già) deve avere un mapping di metadati fatto *da me* (ovviamente, altri si sono messi lì in mezzo, ma sono strasicuro che nessuno sia un bibliotecario).
Cioè, fondamentalmente, la mia domanda personale è : ma dove sono i bibliotecari? dove sono stati tutto questo tempo mentre i nerd costruivano la più grande enciclopedia della storia? dove sono adesso che costruiamo il più grande database (Wikidata)? perchè non ci vengono ad aiutare a costruire la più grande biblioteca digitale (Wikisource)? o il più grande repository di immagini libere (Commons)?
Il mio impegno in questa cosa viene dunque dal lo scorgere una necessità, un cosa che va fatta, un buco che va riempito (poi, ovviamente, mi diverto, che è poi il motivo per cui stiamo tutti qui a fare cose non essendo pagati).
C'è anche un "bias" sistematico: io sono partito come Wikipediano e mi sono formato come bibliotecario (digitale) nel mentre, per cui ho sempre associato e collegato quello che imparavo alla mia pratica su wiki(source). Per me sono inscindibili. E, come ho ripetuto tante volte, lavorando entrambi nell'"accesso all'informazione" i punti di contatto e sinergia sono veramente tanti.
Mi ripeto ancora: i bibliotecari a wikipedia possono offrire * contenuti (digitalizzazioni, informazioni, testi, video, foto, dati, ecc.) * competenze * facilitazione (formazione utenti, ecc.)
L'ultima, paradossalmente, è quella che mi interessa di meno. Non è facile fare un wikipediano da zero, come non è facile fare un bibliotecario da zero. E' un discorso di competenze (che si imparano) e cultura/esperienza (che si impara anche quella, ma ci vuole tempo). Io credo che pochi utenti ma buoni siano molto più incisivi di tanti utenti formati pochissimo. E' per questo che sono molto interessato dal modello bibliohackathon: vediamo cosa ne verrà fuori.
Ieri mi sono riletto il capitolo dell'Atlas di David Lankes (Migliorare la società) e rimango della mia opinione che quando lui parla dei "nuovi bibliotecari", parla dei Wikipedian :-)
Aubrey
2013/10/23 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Segnalo, se già non lo sapete, che l'AIB ha un Gruppo di studio sull'Information Literacy coordinato da Laura Ballestra e che questo gruppo ha scritto un documento su "literacy digitale e biblioteche". Stefano Parise l'ha inviato ai CEN e alla dott.ssa Rosa Barrese, dell'Agenzia per l'Italia Digitale.
Mi pare che costruire sinergie con quel gruppo e le sue proposte sarebbe molto fruttuoso. Una delle "debolezze" del rapporto wikipedia-biblioteche e su cui mi fa riflettere la questione posta da Giulio Blasi è infatti legata, e ci sot pensando adesso, all'assenza di sinergie con AIB, probabilmemte perché non sono stati identificati gli interlocutori giusti e le iniziaitve appropriate. Il Gruppo sull'information literacy mi parrebbe il gruppo giusto. A condizione però che le iniziative dei corsi wikipedia in biblioteca assumano programmaticamente questa fisionomia, cosa che mi confermate non è avvenuta. Ora è verissimo quello che dice Virginia, che anche nell'attuale fisionomia dei corsi wikipediani in biblioteca, quelle cose in un certo senso le impari "per forza", però un conto è dire che la redazione di voci è l'obiettivo e un'altra cosa è dire che per le biblioteche Wikipedia dovrebbe essere semmai uno strumento e presentarla esplicitamente come tale. Sono cose molto diverse e su questa differenza bisognerebbe riflettere. Poi la biblioteca non può rinunciare a elaborare una offerta di servizi e una immagine all'interno della quale quelle attività (come le altre attività) sono esplicitamente presentate come coerenti con la sua mission e non come cose estemporanee. E questo inevitabilmente influirebbe sulla fisionomia dei corsi, la scaletta dei contenuti. Infine, come ho già scritto sarebbe um modo per realizzare concretamente la funzione prevista dal documento programmaticossulle biblioteche pubbliche, che altimenti rischia di rimanere un esercizio retorico.
Pierfranco
Il giorno 23 ottobre 2013 09:14, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
giusto 2 soldini pratici (che magari saranno utili a Gianni nel
pensare ai corsi che vuole organizzare). Ho già visto in atto qualche (comprensibile) ingenuità nei bibliotecari che si avvicinano a Wikipedia, ad esempio:
- buttarsi sui corsi come esperienza "nuova" per rinnovare un'offerta
di attività che altrimenti langue. Per fare i corsi servono i wikipediani. Realisticamente, per trovarli la cosa più semplice è rivolgersi a Wikimedia Italia che, però, non è un ente di formazione, ovvero non è del tutto attrezzata al momento per venire incontro a richieste di una certa frequenza e intensità. Andrea (se tira fuori la testa dal suo hackaton per un momento) vi dirà che possiamo fare tutto, ma prendetelo con le molle: possiamo fare diverse cose, ma non tutto ;-)
- pensare ai cittadini come redattori delle voci sul territorio:
nessuno scrive su Wikipedia "su commissione", per così dire. In primo luogo, non è realistico: se devono spenderci il loro tempo libero, le persone giustamente scrivono di quello che gli piace, magari la loro serie tv preferita e non la chiesetta romanica di grande pregio. In secondo luogo, esiste anche il rischio (sostenuto certamente dalle migliori intenzioni) di presentare wikipedia appunto come "vetrina" di qualcosa: la biblioteca, l'ente, un'azienda che ospita un'iniziativa, un territorio, ecc. Questo atteggiamento è sbagliato in partenza. Essere percepiti come persone che hanno un interesse/coinvolgimento personale/istituzionale nel "promuovere" qualcosa (qualunque cosa) è il modo migliore per farvi criticare ogni singola sillaba che scriverete
quanto a quello che dice Pierfranco sulle potenzialità di wikipedia come "palestra" di information literacy, confermo che tutto quello che è stato fatto fino ad ora non ha avuto modo di riflettere accuratamente su ciò. Dire che siamo alle prime sperimentazioni mi pare più corretto e credo che Pierfranco dunque abbia ragione. Dopodiche, fortunatamente l'interesse wikipediano a trovare nuovi contributori e quello bibliotecario a sviluppare l'information literacy nei cittadini non sono in contrasto. Uno dei punti di forza dello scrivere sull'enciclopedia è che sviluppa le capacità critiche e documentarie "per forza"
buona giornata virginia
2013/10/23 giaccai@gmail.com:
Caro Gianni grazie del tuo intervento tutt'altro che fuori luogo.
In questa lista convivono 2 anime: una smanettona interessata alla
gestione
degli open data (sono i messaggi che tu ed io seguiamo con fatica) ed
una
più interessata alla creazione di contenuti in Wikipedia e quindi a discutere regole e fare formazione.
Tu scrivi: tutto ciò potrebbe essere agevolmente superato se avessimo una
categoria di
bibliotecari motivati e disponibili a rimettersi in discussione e a ridefinire le proprie competenze
La questione centrale è appunto questa: chi deve indurre questa
motivazione?
-- l'università ? -- l'AIB ? -- la singola persona con il suo senso civico?
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
Il giorno 23 ottobre 2013 00:12, gianni stefanini gianni.stefanini@csbno.net ha scritto:
Carissimi,
finalmente un tema sul quale posso intervenire: assisto ai dibattiti
che
si intrecciano su questa lista con timore quasi reverenziale
constatando
quanto ancora sia lontana (o forse dovrei dire diversa) la
professionalità
media del bibliotecario di ente locale da quella che qui si esprime.
Faccio qualche considerazione sia allacciandomi all'intervento di
Susanna
che a quello di Virginia che ho appena visto:
- leggendo tutti gli scambi di mail mi si è consolidata l'opinione che
nelle nostre strutture (biblioteche pubbliche) manca una
professionalità che
ho visto presente su questa lista. Non ci sono, in generale,
biblioteche
abbastanza grandi che si possano permettere di coltivare in ambito
locale
queste professionalità. I continui processi organizzativi hanno portato fuori dalle nostre strutture le competenze nella gestione dei dati che nascevano innanzittutto dai catalogatori (nella mia struttura, Csbno un consorzio di circa 50 biblioteche pubbliche, acquistiamo 70.000
documenti
l'anno con 20.000 catalogazioni che otteniamo tutte dall'esterno,
tutto ciò
ci ha alleggerito dei costi ma ci ha privato di professionalità).
- in questi mesi mi sono convinto di due cose: ricostruire una
competenza
nella gestione dei dati, magari in comune con altre reti per affrontare anche le questioni della circolazione dei nostri dati (pochissime delle grandi reti lombarde sono collegate a Sbn che abbiamo sempre visto
come una
macchina farraginosa e inefficiente e in ogni caso non utile per i
nostri
servizi)
- l'altra, sviluppare attività di conoscenza e diffusione di Wikipedia:
stiamo ragionando su progetti che chiamiamo "spazio pubblico digitale"
nel
quale potenziare l'accesso al digitale sia di coloro che vi sono ancora esclusi che di coloro che vi "abitano" in una logica aperta di
scambio. In
questo spazio pensiamo di collocare significativi interventi di
conoscenza e
diffusione degli strumenti di Wikipedia finalizzati da una parte ad un
uso
più consapevole e dall'altra a fornire strumenti, innanzittutto ai bibliotecari ma anche agli utenti, per diventare redattori. Obiettivi primari saranno la descrizione del territorio e della sua storia (non abbiamo biblioteche che possano costituire da sole una voce di
Wikipedia, ma
i nostri territori e i suoi monumenti si)
- le competenze professionali che ci mancano dovranno servirci anche a
capire come aprire i nostri mondi opac all'universo informativo "che
c'è là
fuori" in una logica di connessione tra le informazioni e i servizi
fisici e
reali (spostamento di documenti) che ancora continuiamo a fare con
notevole
intensità
- non cito la questione dei documenti digitali in biblioteca perchè è
ampiamente e sapientemente presidiata da Giulio Blasi e con lui stiamo cercando di lavorare affinchè il progetto di Mlol si connetta con
tutte le
articolazioni della biblioteca.
Vorrei fare due ultime sottolineature, una sull'intervento di Susanna
ed
una su quello di Virginia che ringrazio entrambe per le considerazioni sempre stimolanti ed intelligenti che ci danno.
A Susanna vorrei rammentare che ci saranno pure le difficoltà esterne
ed
oggettive per le biblioteche pubbliche, pochi soldi, dirigenti
incompetenti,
carenza di adeguati piani formativi, ma che tutto ciò potrebbe essere agevolmente superato se avessimo una categoria di bibliotecari
motivati e
disponibili a rimettersi in discussione e a ridefinire le proprie competenze. La metafora della rana bollita non è del tutto peregrina e
credo
rappresenti bene una situazione fatta di immobilismo ed incompetenza
molto
più diffusa dei casi straordinari di bibliotecari attivi ed
intelligenti.
A Virginia vorrei dire che mentre condivido il suo pessimismo per la situazione generale (come appena detto) non condivido la sua
conclusione:
l'unico modo per cambiare qualcosa, per non lasciarsi travolgere, è
quello
di costruire e realizzare nuove idee, nuove proposte, nuovi servizi.
Solo
così cattureremo l'attenzione dell'opinione pubblica che può essere
quella
che sostiene e motiva la nostra esistenza. Non tanto per sopravvivere e basta bensì con la consapevolezza che queste nostre strutture sparse in questo disgraziato Paese possono davvero essere una speranza per tutti.
Scusate i toni forse un po' fuori luogo per questa lista, ma dover convincere bibliotecari, dirigenti, amministratori e politici in
generale ha
fatto di me ormai un comiziante :-)
In ogni caso ribadisco che come Csbno stiamo cercando di muoverci nella direzione che vi ho indicato e che chiederemo presto aiuto alla lista
per
realizzare progetti concreti. Grazie per l'ospitalità Gianni Stefanini
Il 22/10/2013 10:32, giaccai@gmail.com ha scritto:
Io vorrei essere un po' più ottimista.
Mi riferisco qui alle biblioteche comunali. Per favore non usate
l'orrenda
espressione "biblioteche di pubblica lettura"; usate "biblioteche
pubbliche"
come fa il documento AIB che cita Pierfranco. A chi sostiene che sono biblioteche pubbliche anche quelle che che la legge chiama "biblioteche pubbliche statali" ripetiamo che le biblioteche di ente locale si
chiamano
biblioteche pubbliche e le biblioteche pubbliche statali si chiamano biblioteche statali..
Premetto che è vero che le condizioni sono quelle note: pochi soldi, dirigenti incompetenti, scarso riconoscimento del proprio valore,
carenza di
adeguati piani formativi ecc. ecc. ecc.
Però nonostante questo molte biblioteche comunali sono piene di
cittadini
e di cittadini contenti del servizio offerto; tra questi servizi ci
sono
stati anche interventi di promozione all'uso di internet (parlo degli
anni
'90) che poi si sono trasformati in fornitura di accesso. L'onda dell'OpenAccess, con le annesse problematiche di accesso
aperto/chiuso, che
ha coinvolto le biblioteche universitarie non è ancora giunta forte
nelle
biblioteche comunali, ma sta iniziando per esempio con il servizio
MLOL e le
connesse problematiche di costi per l'accesso a banche dati e servizi online.
In questa logica la collaborazione a Wikipedia si può concretizzare in:
- interventi di alfabetizzazione al suo uso
- interventi di alfabetizzazione alla redazione di voci
- donazione di materiale locale (opuscoli, foto, registrazion sonore)
- convolgimento delle scuole
- ecc. ecc.
sono tutti questi interventi che rendono la biblioteca comunale agente attivo di promozione della cittadinanza e dell'apprendimento
permanente.
Questa cose stanno avvenendo in molte biblioteche pubbiche italiane
anche
se va riconosciuta il grave problema della inadeguatezza della
formazione
data dalle Università.
Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
-- ___________________________________ GIANNI STEFANINI Direttore Generale del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord - Ovest Via Valassina, 1 - 20037 Paderno Dugnano MI Tel. +39 02 9906071 - Fax +39 02 93664708 Mailto: gianni.stefanini@csbno.net http://www.csbno.net ___________________________________
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari