Il giorno 29 novembre 2013 15:49, Accurimbono accurimbono@yahoo.it ha scritto:
Buon pomeriggio a tutti, esco dal lurking :) Sono un wikisourciano, se si può dire così, spezzo una lancia per Minsenti, pur concordando con Andrea sul funzionamento Wiki.
Ecco approfondiamo un attimo tutta la questione. Anche così si impara. Così lasciamo perdere le questioni teoriche che evidentemente possono provocare dissenso e si ragiona sul piano concreto.
Il punto da capire innanzitutto è questo: la pagina esisteva da non so quando, ma in una forma abbastanza diversa e molto più semplice.
Da inizio novembre sta assumendo un aspetto complesso: e qui chiarisco che cosa voglio dire:
1) complesso perché richiede competenze piuttosto specifiche per arrivare a inserire editing che servano all'obiettivo. E forse più che competenze è una questione di informazioni: che in vari casi bisogna farsi spiegare direttamente dai produttori, quindi conoscenze non banali e sicuramente pochissimo diffuse perché legate al comportamento idiosincratico dei vari software. Informazioni che non si rintracciano in nessuna fonte di tipo libraria o altro. Bisogna coinvolgere i produttori: quindi bisogna conoscerli. Il che vuole dire: solo alcune persone sono nelle condizioni di farlo. Non basta la rarità di queste informazioni per farne informazioni preziose da proteggere?
2) complessa per la funzione che svolge: una funzione di servizio e se non funziona c'è disservizio
Per questo motivo è una pagina: 1) vulnerabile (o meglio vulnerabile è il servizio che deve sorreggere) per il tipo di informazioni che contiene: basta cambiare un parametro delle URL elencate (con fatica) e quelle modificate male non funzioneranno. Il dnano non è certo la stessa cosa di cose come erroi di battitura nelle voci
2) il danno sarà moltiplicato per tutti i libri non trovati cliccando sugli ISBN disseminati nelle voci di Wikipedia a partire da quando un certo catalogo cesserà di rispondere a causa di URL scorrette contenute in quella pagina di servizio.
Quindi per il momento parliamo soprattutto dei danni provenienti da eventualità. Ma di fatto parliamo anche di perplessità che derivano da un fatto reale: si è già creata un'occasione di editing sbagliato, una sola nel giro di 3 settimane (è significativa? per me sì dato che la pagina nell'aspetto attuale è molto giovane). Non è chiaramente un vandalismo (non direi proprio). Ma come ho detto, per la funzione di servizio che svolge, un errore ha N conseguenze, non sarà limitato a quella pagina.
Per tutte le ragioni dette, io non vedo motivo per lasciare aperto l'editing. Lì non c'è alcuna ragione di utilità del microediting.
In conclusione: non sono sicuro di avere la risposta pratica, concreta. Non ne so abbastanza. Ma chiedo: è possibile restringere la facoltà di editing a poche persone definite e restando pronti ad assegnarli anche ad altre N persone che si presentassero con i requisiti giusti?
Pierfranco
Tutti pareri e discorsi interessanti, ma nella pratica, per questa pagina specifica, si sono verificati atti di vandalismo o modifiche distruttive frequenti oppure stiamo parlando di eventualità?
Indipendentemente dalla risposta, segnalo che per i template molto complessi (mi sembra il caso di questa pagina) c'è un avviso in cima alla pagina che avverte l'utente incauto di far attenzione prima di modificare e far danni.
Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Template:Template_complesso
Un avviso del genere si potrebbe apporre anche su questa pagina, visto che viene utilizzata per la ricerca di _tutti_ i libri con ISBN, senza per questo inibire la modifica e quindi il contributo all'utente che capita per la prima volta e magari vuole correggere un errore, i microedit che sono la forza dei sistemi wiki.
Il template:Bio è addirittura protetto, ma stiamo parlando di un template la cui corruzione, anche per pochi minuti, minerebbe la visualizzazione di tutte le biografie su it.wiki, quindi un caso molto particolare, prima di proteggere una pagina bisogna pensarci bene e valutare bene costi/benefici.
Saluti a tutti
Il giorno 29 novembre 2013 15:41, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Il giorno 29 novembre 2013 15:32, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Quello da cui sono infastidito, tendenzialmente, è che mi pare che tu critichi (costruttivamente, anche) spesso e verbosamente, senza però capire del tutto bene di quello che stai parlando. E parlo di roba pratica. Sono mesi che siamo su questa lista e le modifiche concrete che hai fatto su Wikipedia sono pochissime:
https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Contributi/Pierfrancomin...
Io ho espresso delle perplessità legate alla pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Fonti_librarie La mia esperienza. Piccolissima, ovviamente, ma nello specifico vale lo stesso perché è una pagina speciale. C'è un numero minimo di editing che consente di esprimere perplessità? Se reagisci così scoraggi le critiche.
Pierfranco
Il punto è che, prima di proporre modifiche interne al software di Wikipedia o alle policy della comunità, secondo me bisognerebbe conoscere meglio questa comunità e le sue policy. E l'unico modo per conoscere Wikipedia, e fare parte della comunità, è scriverci ed usarla. E' come se io mi mettessi a questionare ogni cosa delle REICAT o della catalogazione bibliotecaria avendo inserito 4 schede in Sebina. Sarei scorretto nel volerlo fare, e forse anche un po' maleducato (nel senso "tecnico" che essere maleducati significa non rispettare una norma sociale (non scritta, magari)). Wikipedia è una comunità, cioè è fatta di persone, quindi ha norme sociali.
Aubrey
2013/11/29 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Solo una cosa: nel corso del tempo Wikipedia è cambiata molto inserendo sistemi di controllo, di valutazione delle voci ecc. Tutte innovazioni frutto della pratica, che insegna molto. Quindi Wikipedia non è wiki "puro" (che forse non esiste) ma wiki + sistemi di controllo: che possono anche, immagino, evolvere nel tempo.
Quello che ho scritto quindi è da intendersi nel senso di un invito a riflettere su quello che ci insegna la pratica in modo da cercare soluzioni, che poi magari cambieranno ecc. Anche Wikipedia cambia, no? Invece nelle tue risposte trovo sempre una traccia di approccio radicale ai modelli: il wiki è così, la comunità è così, ecc. Insomma una visione che secondo me corre il rischio dell'irrigidimento un po' ideologico che viene dal fatto di filosofeggiare sui modelli, in questo caso modelli collettivisti (wikiani). Io invece sono molto allergico alle ideologie, e più propenso a prendere decisioni che risolvano le cose. Poi ho per natura una mentalità critica che mi porta a dire: perché le cose stanno così? non potrebbero stare meglio in un altro modo? Chiaro che può esserci un problema di coerenza: in certe situazioni l'"altro modo" magari non potrà essere una cosa del tutto diversa dal punto di partenza. Non dico che bisogna sempre ribaltare tutto. Si capisce. Ma sicuramente non sono la persona che si fa bastare risposte del tipo: le cose sono così perché sono così. Che significherebbe anche negare il cambiamento. E se ci pensi invece è un tuo tratto caratteristico di considerare perfettamente ammissibili risposte tautologiche [?] Ma è un vizio dei matematici?
Pierfranco
Il giorno 29 novembre 2013 11:25, Andrea Zanni < zanni.andrea84@gmail.com> ha scritto:
2013/11/29 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
In sostanza il problema che pongo è questo: Wikipedia non consente a qualsiasi editor di mettere le mani su funzioni interne che stanno dietro e la fanno funzionare. Si tratta di una comunità molto ristretta. È una questione di garantire il servizio e dei rischi che si produrrebbero ad aprirlo a chicchessia. Lo capisce chiunque. Ma un problema molto simile si pone per quella pagina. Per cui il problema è: riconosciuta l'esigenza, e il fatto che la pratica dimostra che la soluzione adottata finora non non appare sufficientemente efficace, quali sono gli strumenti messi in atto per filtrare e non tenere troppo aperto l'editing.
Piefranco, io capisco il tuo discorso. Come al solito hai capito bene e profondamente vari aspetti della questione. C'è solo una cosa che (secondo me) non hai compreso bene: la libertà di editing, quindi l'apertura al disservizio, all'edit scorretto, al vandalismo, è quello che rende Wikipedia quello che è. Aperta significa anche vulnerabile.
Come risolve Wikipedia questa cosa? Con le persone. Con la comunità che si prende su e rispiega per l'ennesima volta che certe cose si possono fare e altre no, che certi edit sono corretti e altri sono in parte. Ogni limitazione "software" è in sè una sconfitta al principio wiki: come quella pagina (particolarmente settoriale e "delicata") ce ne sono altre mille, anche più delicate (linee guida, policy, template di un certo tipo, ecc.) Non esiste, quindi, un modo diversa di restringere quella pagina a persone che hanno tot edit o tot competenze: si discute nella pagina di discussione, si edita tutti la stessa pagina, si corregge ognuno il lavoro dell'altro. Questo vuol dire che "la comunità" fa le cose: è sia in senso astratto ma anche in senso concretissimo. Tutto il lavoro su Wikipedia (anche il controllo di sè stessa) sta agli utenti.
Questa, lo capisco, è una differenza fondamentale rispetto al nostro ambiente di lavoro (*qualsiasi* ambiente di lavoro). Ha i suoi pro e i suoi contro. Alla lunga, secondo me e secondo altri, i pro vincono, ma questo non vuol dire che ogni tanto sarebbe più semplice se le cose stessero diversamente.
Aubrey
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