Ciao a tutti,
Il 12/03/2014 10:32, Pavoletti Giuseppe Carlo ha scritto:
Mi permetto di osservare che le difficoltà sono date dal fatto che spesso i bibliotecari mancano un po' di cultura scientifica e quindi faticano ad assimilare argomenti tecnici quando sono esposti in modo minimamente rigoroso.
sottoscrivo questo punto, e' anche il 'tradurre in algoritmi' che dicevo ieri.
ma non si può considerare tra le sue competenze normali mettere le mani in un programma complesso come Koha perché se uno ha appreso più o meno il linguaggio di programmazione usato ma non ha una professionalità di livello adeguato rischia di migliorare una cosa e mandarne all'aria altre dieci.
su questo non sono cosi d'accordo. Qui a Marsigla (hackfest di Koha) stiamo facendo riscrivere l'output unimarc a dei bibliotecari (che sanno bene unimarc) dopo aver insegnato le basi XSLT e llustrato le macro che ci sono già. Poi ci sono diversi livelli di intervento. -- CSS e Jquery cambaino molto dell'interfaccia e non toccano codice -- Template per il livello 'View' che e' solo HTML con variabili, IF e cicli. -- Codice perl (livello 'Control') di base, qui metterei il limite per un bibliotecario. -- Se si opera con modifiche a livello API o struttura del DB si è al lvello dei programmatori.
In realta sono i software a dover avere uno struttura di test che permettono di cambiare qualcosa e non distruggere altro.
E in cod4lib stanno pubblicizzando questo: http://pycon.blogspot.ca/2014/02/software-carpentry-at-pycon.html Python e basi unix per bibliotecari in 2 giorni