Infatti io sono convinto che anche Worldcat abbia torto :D Però non conosco le loro ragioni e i loro accordi, quindi non posso giudicare. Il mio pensiero è che un link a un fornitore commerciale è pubblicità gratuita, e basta. Il fatto poi che lo si faccia per pigrizia (per metterne uno mettiamo il più "famoso") o peggio giustificandolo con ragioni "bibliografiche" (Amazon arricchisce il catalogo con copertine, abstract, ecc.) secondo me aggrava solo le cose. Se io voglio mettere il banner del mio negozio su un sito devo pagare. Non capisco perché Amazon o chi per loro non debbano farlo. Diverso è il caso in cui le informazioni di Amazon sono usate NEL catalogo: al Cern avevo lavorato a un sistema di suggerimenti che si basava sulle API di Amazon per catturare le copertine. La politica di Amazon è chiara: se vuoi l'icona della copertina devi mettere un link al nostro sito. Ma mi sembra giusto.
Poi tutta questa è solo una mia riflessione di principio. Dal punto di vista puramente tecnico collegare i diversi record dei diversi cataloghi è interessante e divertente. Però dal punto di vista della natura del servizio (un catalogo pubblico, o Wikipedia stessa) credo che sia semplicemente inopportuno.
Enrico
Il giorno 19 novembre 2013 20:55, serena sangiorgi < serena.sangiorgi@unipr.it> ha scritto:
Quello che mi da abbastanza fastidio è che Worldcat abbia sempre ragione e gli opac nazionali sempre torto. Bisognerebbe piuttosto aggiungere un terzo fornitore, italiano, ai 2 presenti: Maremagnum. Per copertura di -Amazon: libri in commercio (circa)
- Abebooks: mercato antiquario internazionale
-Maremagnum: antiquaria italica. Non toglierli. Per quanto riguarda una royalty o come si vuol chiamare per essere presenti in opac nazionale, ci si puo provare, ma alla fine credo che l'interesse finale dell'utente sia più importante. Io preferisco che ci siano. In fondo gli opac nazionali devono fare quello che gli pare, come la LOC, che con le sue schede distribuite dal 1901 ci ha imposto il Marc [grazie Karen : https://en.wikipedia.org/wiki/Natale_Battezzati]
Serena Sangiorgi
Il 19 novembre 2013 14:45, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Io personalmente non ho mai apprezzato il collegamento a librerie commerciali da parte degli opac pubblici.
E infatti nel 2011 (ricordavo bene, ma ovviamente una ricerca su google aiuta) British library era stata criticata dagli editori inglesi per i suoi link a Amazon in opac. http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-15332307
http://www.telegraph.co.uk/culture/books/booknews/8830766/British-Library-cr...
Gli editori inglesi criticavano --non a torto-- una pubblicita' gratuita ad un concorrente, tra l'altro non inglese, fatta proprio da una somma istituzione inglese, insomma: alto tradimento. Fatto e' che apparentemente adesso in opac BL il link ad amazon non c'e'. Imho ok link in opac ai grandi bookseller, pero' ci si fa pagare da questi ultimi, si mette sul mercato questo servizio come servizio pubblicitario, facendo "pesare" il numero di accessi all'opac.
A meno che non ci siano accordi espliciti fra gli enti non capisco proprio perché si debba indirizzare
verso
un servizio commerciale.
esatto, preciso.
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