Ringrazio Salvatore Vassallo per l'informazione. Mi sarebbe molto utile avere, se e' possibile, un riferimento bibliografico o qualcosa di 'citabile'.
Su quella che scrive Giuseppe Pavoletti, mi pare quindi che siamo completamente d'accordo.
Ho l'impressione che in questa discussione ci siano problemi di
comunicazione perché non tutti usano lo
stesso linguaggio.
Normalmente in ambito catalografico per "record di autorità" non si
intende "record fatto bene e affidabile", ma
"record realizzato con specifiche procedure di controllo in modo da
conferirgli un carattere di riferimento
per tutti i catalogatori".
Di conseguenza non è che tutti i record che non sono di autorità siano
malfatti, incompleti e inutilizzabili, anzi
ce ne sono certamente alcuni che sono stati sottoposti a controlli
analoghi a quelli dei record di autorità ma che
per vari motivi non sono stati contrassegnati formalmente come tali.
Allargare troppo l'area dei record di autorità non ha molto senso: se
tutti i record diventano di autorità, tanto
vale lasciar perdere il concetto e parlare solo di archivio dei titoli,
degli autori ecc.
Dal punto di vista di un'entità esterna che richiede dei record ad un
sistema, secondo me la cosa corretta
è contrassegnare i record in modo da permettere di scegliere quello che si
desidera: se uno vuole solo
i record di autorità (nel senso indicato sopra) deve poter avere solo
quelli, analogamente chi vuole
invece cercare tra tutti gli elementi deve essere in grado di farlo.
Nell'esempio da cui è partita la discussione, è chiaro che l'opac BNF
vuole solo i record contrassegnati
come d'autorità, e se SBN ne ha pochi non può dargliene molti. Se l'opac
BNF avesse voluto cercare in
tutto l'archivio autori presumibilmente avrebbe potuto farlo: ne avrebbe
trovati molti di più, ma il livello
qualitativo e soprattutto la certezza del dato sarebbero stati minori.
Chi vuole utilizzare i dati decide che cosa gli serve, chi li produce deve
fornirgli non solo più dati possibile,
ma anche i mezzi per scegliere.
Sottoscrivo. Per questo motivo, credo che si possano mostrare tutti i record e non solo alcuni. L'unico aspetto su cui non sono d'accordo completamente e' che non abbia senso allargare troppo l'area dei record di autorita'. O meglio, sono d'accordo che su questo senso si dovrebbe aprire un dibattito molto ampio all'interno della nostra comunita'. Perche' *di fatto* e' quello che sta avvenendo con i linked data e sarebbe opportuno interrogarsi su quello che noi possiamo e dobbiamo fare per garantire dati di qualita' ai nostri utenti.
Con Mauro Guerrini, ci diciamo sempre piu' spesso che 'catalogazione' e' un termine che sta perdendo di senso e che dovrebbe essere rimpiazzato (un brutto, e per ora unico, candidato e' 'metadatazione'). La produzione di un catalogo e' ormai soltanto uno dei possibili esiti di un altro lavoro, che e' quello che nel web semantico sta diventando il 'vero lavoro di catalogazione', cioe' la metadatazione, ovvero la descrizione (ma e' un termine vecchio ...) o l'assegnazione di attributi e relazioni alle entità.
Prendiamo il solito attore western: fino ad oggi, se ha scritto un libro (piu' in generale ha una responsabilita' in una risorsa bibliografica), o se e' soggetto di un libro (piu' in generale ancora ha una relazione con una risorsa bibliografica), e' un'entita' che ha interesse bibliografico. Altrimenti no. Nel primo caso finisce in un archivio di autorita' (con un livello qualsiasi; non e' questo il punto), altrimenti niente. Domani: sul web semantico ci sono molti dati a disposizione di tutti relativi agli attori western, tra i quali il nostro. Non si tratta di archivi di autorita' e nemmeno di archivi di 'titoli', 'autori' ecc. Sono archivi di entità, definite e raggruppate nelle forme piu' varie (per esempio Geonames o MusicBrainz) e con i dati associati piu' disparati (in termini di attributi e di relazioni; p.e. Vasco Rossi su MusicBrainz, ha gia' il legame con Wikidata, Wikipedia it e en, e con VIAF http://musicbrainz.org/artist/3bf74908-e8b3-4158-8fae-4fd795bb4474/relations...).
Se il nostro attore western p.e. scrive un libro, cosa succede? Non essendoci necessariamente la disponilibta' di 'dati di autorita' ' (cioe' prodotti con metodo, mediante la citazione delle fonti su cui si basano, e dichiarandone il 'valore'; penso che questa definizione possa corrispondere ai requisiti posti da te), se ci troviamo di fronte alla necessita' di creare (o sara' solo collegare?) dati 'di interesse bibliografico', siamo obbligati a collegare il nostro dato con uno o piu' (linked) dati presenti nel web.
Quale/i dato/i scegliere?
Qui sta il punto: il confine tra un dato 'bibliografico' (ma ovviamente anche 'archivistico', 'museale' ecc.) e un altro dato 'qualsiasi' non avra' piu' molto senso. Diventera' molto piu' importante collegare dati 'di interesse archivistico, bibliografico, museale' (cioe' i dati che produciamo o ci interessano) con dati 'di qualita' ', tra tutti quelli disponibili sul web semantico. L'aspetto metodologico connesso alla qualita' dei dati e' anche un nodo fondamentale per una 'teoria unificata' delle professioni dei bibliotecari, degli archivisti e dei curatori museali.
Il processo di 'metadatazione' nel web semantico, esiste gia'. La comunita' del web semantico lo sta gia' facendo da tempo; e lo fa a prescindere dalle regole catalografiche. Per inciso: il terrore panico che ha preso i redattori di RDA era proprio inseguire questa corsa alla 'taggazione', cercando di creare il piu' velocemente possibile regole utilizzabili da chiunque e non solo dai 'catalogatori'. Chi produce dati 'non bibliografici' non si cura dei problemi legati al lavoro di autorita'. Altro punto da discutere assieme e': cosa stiamo facendo noi e cosa possiamo fare?
Penso che sia tempo che nelle biblioteche, e in generale nel nostro
settore di studio, si pubblichino anche lavori in fieri e non solo lavori
'pubblicabili'.
Mi pare che i cataloghi, ed in particolare SBN, funzionino proprio così.
In SBN la maggior parte dei catalogatori
inserisce dati basandosi sulla pubblicazione che sta trattando ed
eventualmente facendo altri controlli
a seconda di quello che giudica possibile ed opportuno, ma trattandosi di
un catalogo collettivo ci potrà
sempre essere qualcun altro che integra e corregge in base a maggiori
informazioni.
Pubblicare solo dati di autorità e mantenere gli altri visibili solo
internamento (anche alla luce delle
considerazioni molto interessanti che hai fatto sui rapporti tra linked
data e lavoro negli AF) sarebbe
una politica catalografica folle, ma io non conosco nessuno che faccia in
questo modo.
Io non faccio parte del mondo di SBN e se parlo di biblioteche, mi riferisco alla generalita' delle biblioteche. Per esperienza diretta so che nel mondo delle biblioteche non SBN ci sono molti cataloghi fuori dall'OPAC. Per questo motivo non credo, sinceramente, che tutta la catalogazione di tutte le biblioteche di SBN avvenga solo in SBN: l'abitudine ai cataloghi 'speciali' e' dura a morire :-)
Sono d'accordo con te: pubblicare dati di autorita' e tenere gli altri nascosti sarebbe una politica folle; anzi, secondo me e' folle - nella prospettiva che ho cercato confusamente di tracciare - anche pubblicare tutti gli altri dati e tenere nascosti (o parzialmente visibili) una parte di dati di autorita'. Almeno fino a quando avra' senso la distinzione tra dati di autorita' e dati descrittivi che rimane (forse solo) nei nostri cataloghi.
Carlo
Il giorno 26 agosto 2013 11:09, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Carlo Bianchini Sent: Thursday, August 22, 2013 10:04 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Attori californiani di western in SBN sì, ma narratori postmoderni italiani no: ovvero, quando i catalogatori dall'estero consultano le voci di autorità SBN e non trovano quelle su autori italiani
Riguardo al primo punto a me piacerebbe molto poter vedere un'record d'autorita' di livello diverso da AUF, assieme al suo livello.
Ho l'impressione che in questa discussione ci siano problemi di comunicazione perché non tutti usano lo stesso linguaggio.
Normalmente in ambito catalografico per "record di autorità" non si intende "record fatto bene e affidabile", ma "record realizzato con specifiche procedure di controllo in modo da conferirgli un carattere di riferimento per tutti i catalogatori".
Di conseguenza non è che tutti i record che non sono di autorità siano malfatti, incompleti e inutilizzabili, anzi ce ne sono certamente alcuni che sono stati sottoposti a controlli analoghi a quelli dei record di autorità ma che per vari motivi non sono stati contrassegnati formalmente come tali.
Allargare troppo l'area dei record di autorità non ha molto senso: se tutti i record diventano di autorità, tanto vale lasciar perdere il concetto e parlare solo di archivio dei titoli, degli autori ecc.
Dal punto di vista di un'entità esterna che richiede dei record ad un sistema, secondo me la cosa corretta è contrassegnare i record in modo da permettere di scegliere quello che si desidera: se uno vuole solo i record di autorità (nel senso indicato sopra) deve poter avere solo quelli, analogamente chi vuole invece cercare tra tutti gli elementi deve essere in grado di farlo.
Nell'esempio da cui è partita la discussione, è chiaro che l'opac BNF vuole solo i record contrassegnati come d'autorità, e se SBN ne ha pochi non può dargliene molti. Se l'opac BNF avesse voluto cercare in tutto l'archivio autori presumibilmente avrebbe potuto farlo: ne avrebbe trovati molti di più, ma il livello qualitativo e soprattutto la certezza del dato sarebbero stati minori.
Chi vuole utilizzare i dati decide che cosa gli serve, chi li produce deve fornirgli non solo più dati possibile, ma anche i mezzi per scegliere.
Penso che sia tempo che nelle biblioteche, e in generale nel nostro
settore di studio, si pubblichino anche lavori in fieri e non solo lavori
'pubblicabili'.
Mi pare che i cataloghi, ed in particolare SBN, funzionino proprio così. In SBN la maggior parte dei catalogatori inserisce dati basandosi sulla pubblicazione che sta trattando ed eventualmente facendo altri controlli a seconda di quello che giudica possibile ed opportuno, ma trattandosi di un catalogo collettivo ci potrà sempre essere qualcun altro che integra e corregge in base a maggiori informazioni.
Pubblicare solo dati di autorità e mantenere gli altri visibili solo internamento (anche alla luce delle considerazioni molto interessanti che hai fatto sui rapporti tra linked data e lavoro negli AF) sarebbe una politica catalografica folle, ma io non conosco nessuno che faccia in questo modo.
Beppe
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