Quindi Simona Turbanti sei d'accordo anche tu che c'è bisogno di uniformare l'authority files dell'ICCU alle pratiche catalografiche in uso all'estero?
Finora l'ICCU non ha mai ritenuto di discostarsi da pratiche molto vecchie radicate nelle RICA anche perché le direttive sugli authority files a livello internazionale a differenza della descrizione bibliografica non hanno mai (finora) inteso dare norme uniformi ma hanno sempre consentito di mantenere gli usi del paese. È vero che l'uso delle date solo per disambiguare non contravviene a nessuna linea guida internazionale. Ma è altrettanto vero che quasi nessuno nel resto del mondo segue questa pratica. Quasi tutti inseriscono le date sempre come qualificazione del nome.
La norma RICA confermata anche da REICAT deriva da un set di norme nate per la catalogazione con macchina da scrivere: quando risparmiare sul lavoro era anche importante. Oggi non si possono più accettare norme legate a un contesto tecnologico così lontano e tramontato e che di fatto erano "pragmatiche", non legate a principi veri e propri.
Ma nel mondo dei web, dello scambio dati, di Linked Open Data non si può più ragionare come si fa con un catalogo chiuso. C'è bisogno di dati ricchi, non dati poveri pensati per il mondo delle macchine da scrivere e per i cataloghi cartacei perché viene enormemente ampliato il contesto in cui è necessario avere a dsiposizione meccanismi di disambiguazione. Non si può più ragionare come in un catalogo chiuso. E non si può neppure fare come ICCU che in molti casi usa solo le note per arricchire i records di autorità, perché le note discorsive no sono fatte per essere lette e interpretate da un elaboratore.
È curioso notare come da qui si capisca che SBN è ancora un catalogo vecchio perché inficiato da pratiche non realmente legate al computer, e meno che mai alle potenzialità dei dati nel web.
Inoltre ormai è emerso un altro punto di riferimento che non è una norma, una direttiva IFLA o qualcosa del genere, ma è un progetto molto concreto, il VIAF, che tra l'altro finisce per creare quello che si può chiamare uno standard de facto.
Insomma: di motivi per cambiare ce ne sono tanti. Concordi?
Pierfranco Minsent
Il giorno 01 giugno 2013 18:59, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
A proposito del progetto di bonifica - o forse meglio, arricchimento - dell'authority SBN mediante l'aggiunta delle date. Come noto, le nostre regole di catalogazione da sempre prescrivono di aggiungere qualificazioni cronologiche solo in caso di omonimie, a differenza del contesto internazionale dove si "contestualizza" cronologicamente a priori; fanno eccezione in SBN gli autori antichi e medievali, che includono gli estremi cronologici benche' superflui ai fini di disambiguazione (cfr. http://bit.ly/11iru53).
Nell'AF di SBN, in ogni caso, gli anni di nascita (e morte) sono sempre presenti nel campo "Datazione" che, se come credo si sono rifatti a UNIMARC Authorities, potrebbe essere una nota (tag 340).
Da ultimo, se il lavoro me lo permette, saro' a Roma il 20. Buona serata, Simona Turbanti
Il giorno 01 giugno 2013 15:52, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io penso di andare a Roma il 20 giugno all’auditorium del Goethe Institut
(via Savoia 15). Chi vuole potrà iscriversi per parlare (max 5 minuti, mi hanno detto).
Vorrei buttare sul tavolo il problema molto concreto di SBN in rapporto al VIAF: è l'esempio giusto per dimostrare che non c'è apertura internazionale perché danno i dati a OCLC ma poi si disinteressano dei pasticci che nascono e del fatto che invece di vedere i dati italiani integrati in una rete comune, finiscono isolati creando duplicati inutili. Vorrei essere molto concreto e proporgli di contattare OCLC per rifare la procedura di migrazione dati nel VIAF non prima però di aver pulito la banca dati authority per i dati sugli scrittori italiani tramite procedure automatiche che aggiungano sempre le date nella qualificazione del nome andandole a prendere dalle note, dove ci sono.
Se poi non lo fanno allora si potrà dire apertamente che anche di fronte a proposte estremamente concrete, non fanno nulla e si disinteressano. Allora forse non restrebbe che lanciare un Occupy ICCU.
Il pericolo di quel dibattito è che su SBN si finisca per fare discorsi molto fumosi. Bisognerebbe invece preparare un agenda concreta. Se qualcuno pensa di andare vorrebbe buttare giù delle riflessioni in modo da organizzarci negli interventi?
Pierfranco Minsenti
Il giorno 01 giugno 2013 15:06, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Il 01 giugno 2013 14:53, Cristian Consonni kikkocristian@gmail.com ha
scritto:
Credo che quei dati siano abbastanza interessanti che qualcuno possa costruirci sopra (esempio banale: un'app con la mappa di tutte le biblioteche d'Italia).
Ecco. THIS. Una cosa di cui bisogna assolutamente parlare, a proposito di Open Data ecc., è la possibilità di usare Open Data e Open Api per "fare cose" con i dati SBN/ICCU (tutti: authority file, soggetti, bibliografici, biblioteche, ecc.). L'idea che con i dati aperti possano nascere mille applicazioni d'uso che non erano state nemmeno previste. Uno dei successi di Mendeley ad es. è stato anche questo. Sottolineare questo quando si parla di open data in SBN è importante. A proposito, chi va a Roma il 20 giugno? (Per chi era distratto: http://www.aib.it/attivita/comunicati/2013/35049-rilancio-sbn/)
-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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