Ciao a tutti, vorrei sottoporre alla lista una questione che riguarda gli utenti italiani che utilizzano MARC21.
Faccio parte del gruppo GUMARC21 (http://gumarc21.unicatt.it/) di cui Zeno è uno degli esperti; durante l'ultimo incontro del gruppo, che si è svolto a Roma a febbraio, uno dei punti in programma era la questione della chiusura di SBN verso lo scarico in Marc21 via Z39.50. La dott. Simonelli di ICCU è stata invitata a partecipare espressamente per questa problematica, nella speranza di intavolare un dibattito sulla possibilità di mappatura corretta e pulita di SBN>MARC21 per il ripristino dell'accesso Z39.50 all'OPAC SBN nella "nostra" sintassi.
Faccio un piccolo passo indietro per delineare meglio la situazione. Fino a giugno 2012 era possibile derivare da SBN via Z39.50 record in MARC21, molto "sporchi" (manchevoli di campi, sottocampi e punteggiatura) ma che costituivano sempre una traccia e un aiuto importante e molto usato dai nostri utenti Eos.Web; poi un anno fa la triste novità: i soli formati supportati rimanevano unimarc e sutrs.
Nel luglio 2012 Gabriele Lunati scrisse alla Simonelli chiedendo spiegazioni in merito a questa scelta drastica, e lei addusse come giustificazione il fatto che ci fosse stato un crollo a partire dal 2010 di richiesta di record in USMARC e che " ... /anche nei contatti avuti con biblioteche prima del rilascio del nuovo target, non era stato messo in evidenza particolare interesse per MARC21. Non escludiamo per il futuro, se ci fossero risorse disponibili, di poter offrire anche un formato MARC21; ma questa eventualità non appare immediata ... Che "tutti stiano andando in direzione del Marc21" ci sembra comunque una affermazione un po' forte ... Ma l'argomento per noi fondamentale è che l'ICCU ha sempre considerato che la finalità primaria di un accesso Z39.50 all'opac SBN fosse l'interrogazione del catalogo (eventualmente in parallelo con altri cataloghi Z39.50) a fini di informazione bibliografica, piuttosto che a fini di catalogazione derivata/."
Il tanto atteso incontro con Simonelli però non c'é stato: il dibattito con lei era previsto dalle 17 alle 18 e, avendo un po' sforato con i tempi delle presentazioni precedenti, la nostra interlocutrice ha visto bene di andarsene alla chetichella, senza dire niente. Non commento sul tempismo della sparizione - meglio del mago Copperfield - e sorvolo sull'indignazione che questo comportamento ha suscitato nel gruppo di esperti; comunque a questo episodio vergognoso è seguito uno scambio di email in cui Ifnet (e PUTROPPO solo noi: né Casalini-Amicus, né altri presenti e "indignati" sono intervenuti per contribuire e sostenere la causa) chiedeva spiegazioni e, nonostante tutto, ribadiva la possibilità e l'apertura verso una collaborazione con ICCU per ripristinare un servizio così importante per le nostre biblioteche.
Quello che abbiamo sostenuto nel carteggio è riassumibile in due punti. 1) L'affermazione di Simonelli che lo Z39.50 sia da ICCU mantenuto solo per funzioni di ricerca e non di derivazione non giustifica in nessun modo la preclusione a cataloghi basati sul MARC21, che al pari degli altri dovrebbero potersi giovare di questo servizio nazionale. In un panorama internazionale, in cui la possibilità di scambio informativo tra banche dati e cataloghi è diventato elemento mandatorio per le scelte tecnologiche e di formato, e date anche le recenti adesioni di realtà importanti come il Sistema Bibliotecario Trentino e del CIPE a Worldcat.org - a cui ne faranno seguito altre - ci pare discutibile se non miope considerare il MARC21 una questione marginale.
2) Con la scelta di eliminare il MARC21 dai formati supportati dall'interfaccia Z39.50, ICCU impedisce di fatto l'accesso a SBN a tutte quelle realtà che utilizzano questo formato, applicando così una vera e propria discriminazione a cui sarebbe possibile porre rimedio solo aderendo al protocollo Indice2, cosa che in alcuni casi può essere tecnicamente impossibile e che comunque rappresenta sempre un investimento economico altamente oneroso e non compatibile con le finanze spesso esauste delle biblioteche italiane.
Il discorso, come potete immaginare, è caduto nel vuoto.
Mi sono iscritta da poco a questa lista ma ho percepito fin da subito la forza, basata sul livello altissimo di professionalità, competenze e vivacità intellettuale dei partecipanti: e la giornata romana sul nuovosbn ne è dimostrazione concreta e, per me, assai rincuorante. Quindi vi chiedo: cosa ne pensate? vorrei confrontarmi con voi per capire come rappresentare la voce di chi ha fatto la scelta del MARC21 (che immagino per ICCU sia incomprensibile e sciagurata...) e tentare di riavere, almeno, il servizio che già c'era. Io non demordo!
Grazie a tutti e scusate la lunghezza della mail. Sabrina