Ciao, a me pare che Minsenti consideri solo alcuni aspetti, importanti per carita', ma non gli unici, nella sua precisazione "sulla opportunità di "non"stare in SBN, in certi casi".
Insomma, stiamo facendo lo stesso errore del passato, cioe' quello di ridurre SBN a un servizio informatico.
Creare grandi poli in SBN e non "poletti" iperspecializzati ha il suo senso. Innanzitutto perche' le Regioni sono dentro SBN nella pienezza della loro mission di coordinamento, che in alcuni casi deteriori e' diventata distribuire i soldi, ma in generale si chiama orientare le scelte locali di politica bibliotecaria. Lo prevede anche il primo protocollo SBN (1984, art. 2 http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/normativa/protoc_intesa/pagin...)
Stare in un grande polo regionale non vuol dire (non dovrebbe voler dire) solo avere i soldini di mamma regione, ma attivare tavoli di coordinamento intersistemi (finanziati dalle regioni), fare formazione, stabilire accordi e partneship di alto livello ecc. Vogliamo far finta di niente di fronte al fatto che con SBN, oltre a informatizzare di fatto molte biblioteche italiane, si e' creata anche una comunita' professionale (piu' catalografica che altro, purtroppo, ma comunita').
Quindi vedo benissimo poli grandi, aggregati di universita' ed enti di ricerca, accanto a poli altrettanto grandi di biblioteche pubbliche e anche grandi poli misti per tipologia. Ci saranno sicuramente anche degli svantaggi, ma ci sono svantaggi, soprattutto economici e di organizzazione a livello nazionale, ad avere decine e decine di poli medi e piccoli.
Tra l'altro, lo svantaggio per l'utente io lo vedo solo nei casi in cui si siano fatte scelte non avvedute tecnologicamente. Non capisco che problema ci sia, ormai, pur tenendo fermi i dati in un unico repository, ad avere oltre a un unico OPAC di polo, degli OPAC piu' piccoli, per ente o per sottogruppi di enti. Tanto per dirne una, lavoro su un polo SBN che non ha un opac di polo, ma solo diversi OPAC (gestiti con applicativi diversi di fornitori diversi) delle diverse realta' che partecipano al polo.
Non trovo nella piccolezza alcun grosso vantaggio. Forse che in WorldCat non partecipano enti piccoli e molto specializzati? Condividono i loro dati con milioni di altri, e danno ai loro utenti una vista specializzata del loro patrimonio.
Insomma, a me i poli sbn monobiblioteca e monoente preoccupano: costano e non sempre hanno un gran senso. Le biblioteche vivono di cooperazione, non solo di scelte indipendentiste (ma poi sempre finanziate con fondi statali...).
Andrea