Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
- una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
- una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui vengono descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi: http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
Beppe
Ecco il link, se vi interessa, ma sono poche cose: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-pubbliche-dati/
A presto, f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui vengono
descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
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Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Avevo scelto di non citare nessuno e avevo detto che avrei linkato l'url ma una di voi mi ha fatto presente in privato che forse qualcuno di voi non sarebbe stato d'accordo. Io su due piedi non capisco perché dal momento che l'archivio della lista è pubblico e aperto a tutti, ma nel dubbio ho tolto questo pezzo e aspetto vostro esplicito assenso per reintegrarlo:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, anche molto dettagliata ma come dicono loro stessi parziale delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla lista http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari e leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Aspetto vostre! f
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Il giorno 15 luglio 2013 15:48, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ecco il link, se vi interessa, ma sono poche cose: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-pubbliche-dati/
A presto, f
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Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse
trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui vengono
descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Per me non c'è problema ad usare la frase suggerita dal Tropico, con link e tutto.
Ciao Giulio
Io la vedo così:
quando ci siamo espressi in lista non sapevamo come sarebbero stati usati i nostri pareri, il che fa differenza (magari non ti esprimi o ci pensi una giornata ecc.). Quindi eliminrei l'espressione:
"anche molto dettagliata"
e scriverei una cosa che secondo me è più vera (e prudente):
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Detto questo credo che sia vostra facoltà decidere se le cose che abbiamo scritto, penso nella fretta, facendo altro ecc., sono degne di attenzione o meno.
Se dovessi adesso rispensarci sentirei la necessità di aggiungere dell'altro (vedi sotto al punto 1 e al punto 2). In particolare non sono d'accordo con l'idea di parlare dei presunti "costi", cosa che citate nel blog (ci ritorno ancora sotto al punto 1 con un'ulteriore dimostrazione). Enrico credo che usasse il termine costi/benefici in senso più metaforico che "economico". Il suo esempio credo si riferisse alle biblioteche di area scientifico/medica dell'università di Torino, che fino all'incirca al 2007 erano fuori da SBN a differenza delle biblioteche di area umanistica e area economica. Può sembrare strano che una università sia mezza fuori e mezza dentro a SBN, ma dal punto di vista dell'utenza di quelle biblioteche, che conosco perché ci ho lavorato, non era affatto strano. Gli utenti di quelle aree cercano periodici, come si sa. E SBN gestisce molto male i periodici (come è stato detto anche su questa lista). Avevano a disposizione un catalogo online più smilzo, funzionale e comprensibile. Per cui in quel caso per "costi" si potrebbero intendere i costi in senso di attività per il cambiamento, e poi un flusso di lavoro più lento per la catalogazione: tutto poco giusticato perché non si sarebbe tradotto in benefici né per gli utenti né per i bibliotecari (sulla importanza in certi casi di stare fuori da SBN ritorno sotto al punto 2) Solo che se scrivete la parola costi nel blog molto probalmente si presta a fraintendimenti, si penserà innanzitutto a costi economici.
Un altro grosso fraintendimento è che dal posto del vostro blog sembrerebbe di dover concludere che sia importante capire perché non tutti sono in SBN. Sembra che dovrebbero starci tutti, che sia un problema stare fuori, che la cosa dimostri che qualcosa non va. Ma per me sarebbe come fare una inchiesta per capire perché certe persone non hanno né patente né automobile. I motivi possono essere vari. Si può anche studiarli, ma non è obbligatorio fare e avere quelle cose.
Comunque, aggiungerei almeno queste considerazioni:
1) sui costi:
dato che tutto SBN si è sempre basato sulla creazione di "nodi locali" composti in genere da più di una istituzione, questo ha permesso a piccole istituzioni di appoggiarsi a quella che poteva gestire un server, mettere tecnici a disposizione, ecc. Per es. a Venezia molte piccole istituzioni non avrebbero mai potutoavere un loro gestionale e il fatto di potersi appoggiare alla biblioteca capofila del Polo, la Marciana, ha consentito loro di avere un software, non doversi preoccupare della gestione del server ecc., ed entrare in contatto con altri bibliotecari;
2) sulla opportunità di "non"stare in SBN, in certi casi: bisognerebbe anche chiedersi: Per quali motivazioni a volte certe biblioteche hanno aderito. Senza dare per scontato che sia sempre stata una scelta positiva e che lo sia tutt'ora Anche qui ci sono un sacco di cose da dire. Le motivazioni sono varie e non sempre necessariamente positive. La ragione economica ricordata sopra al punto 1 ha anche finito per funzionare un po' da alibi per non chiedere alla propria istituzione dei soldi. Penso per es. a certe biblioteche di pubblica lettura di comuni di dimensioni medie. Ora vediamo l'altra faccia della medaglia rispetto a 1) sopra. Una delle facce "negative" può essere stata questa: avere un opac di Polo condiviso, con perdita di immagine (una ragione per non aderire, ricordata da Sabrina Masoli), ma soprattutto con servizi di ricerca non così efficienti per gli utenti. Prendo il caso di un polo grosso: non piccolo e cittadino come Venezia, ma su scala regionale: il Polo TO01, che fino a 8 anni fa voleva dire: tutto il Piemonte tranne la provincia di Biella. Risultato: anche biblioteche civiche di città medio-piccoile, per es. Fossano (provincia di Cuneo), erano lì dentro, ma come si può immaginare i dati dle loro posseduto erano molto dispersi, per es. nel caso di opere posseudte da molte biblioteche sparse sul terriotiro regionale. Il risultato poteva essere per l'utente trovare un titolo (o più di uno a seconda del numero delle edizioni e delle eventuali duplicazioni) ma con legati molti, molti dati di localizzazione all'interno dei quali doveva cercare quelli della sua biblioteca. Ovvio: era un opac regionale. Ed era l'inico! Non esistevano singoli opac di Biblioteca. Neppure gorssoe biblioteche come la Biblioteca Nazionale di Troino o aggregati come le biblioteche unbievrsiatrie, psosedevano un opac loro. C'era solo l'opac collettivo regionale. Ora è chiaro che all'utente della Biblioteca civica di Fossano (per fare un solo esempio) non poteva importare nulla di sapere che un giallo, un romanzo qualsiasi lo avevano anche a Casale Monferrato (prov. di Alessandria) o a Collegno (prov. di Torino), o a Pinerolo. Per le biblioteche pubbliche essere in Poli così grossi non porta alcun vantaggio E allora perché partecipavano? Perché la Regione Piemonte era stata tra le prime a essere attivissima su SBN e praticamente si capiva bene che per essere considerati dalla Regione e avere finanziamenti dovevi essere in SBN. Il punto è che c'era solo quel polo (tranne il caso di Biella). Quindi aderire a SBN voleva dire essere dentro a quel grosso calderone. Assicurava finanziamenti e ti levava la grana di chiedere soldi al tuo ente. E per quanto riguarda gli utenti, pazienza. Anche queste pessime strategie, fanno parte di SBN: adesioni quasi "forzate" o comunque "raccomandate". E per cosa, poi? Un po' come le conversioni religiose imposte. E per l'esempio citato, come per tanti altri, la situazione rimane invariata anche oggi. Ecco perché si poteva desiderare stare "fuori". Ecco perché in quei casi anche oggi sarebbe meglio stare fuori. Meglio per l'utente, intendo. Quindi io semmai aggiungerei al questionario per le biblioteche pubbliche: avete un opac vostro con cui comunicare la vostra immagine e fidelizzate l'utente? Fa una grossa differenza soprattutto se si è in provincia. E chi sta in SBN e non ha neppure un proprio opac gli darei un voto negativo. Questo è incrociare i dati e scoprire se certe scelte hanno senso oppure no.
pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 16:02, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Avevo scelto di non citare nessuno e avevo detto che avrei linkato l'url ma una di voi mi ha fatto presente in privato che forse qualcuno di voi non sarebbe stato d'accordo. Io su due piedi non capisco perché dal momento che l'archivio della lista è pubblico e aperto a tutti, ma nel dubbio ho tolto questo pezzo e aspetto vostro esplicito assenso per reintegrarlo:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, anche molto dettagliata ma come dicono loro stessi parziale delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla lista http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari e leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
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Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse
trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui
vengono descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
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Che sia molto "dettagliato", se pur molto parziale, non mi pare cosa non vera... Ma posso elidere quella parola, non è un problema.
Comunque non so quanti altri assensi aspettare, su una lista di centinaia di persone. Indi per ora non faccio nulla, lascio com'è fino a che non capisco in qualche modo di avere una risposta condivisa.
Per astrarre dal caso particolare mi sarebbe utile, se voleste condividerlo, un breve vademecum su come citare/usare i testi e le url degli archivi. Quando faccio un'intervista è semplice: non concedo all'intervistato di revisionarla a meno che non si tratti di faccende molto delicate o su cui non sento di avere il pieno controllo, e in quel caso permetto la rilettura e poi si discute su ogni modifica proposta. Per il resto se un intervistato mi risponde "ABC" e io riporto "ABC" non accetto che poi mi chieda di togliere "B", se la trovo un'informazione utile. L'attività giornalistica è molto ben distinta da quella di un ufficio stampa... Ma in questo caso, trattandosi di una conversazione pubblica (se pur a sottoscrizione) dal tono informale, non so come sia più giusto procedere. Decidete una regola se potete, che sia io che altri possano applicare senza bloccarci nell'attesa dell'assenso unanime.
Ciao!
f
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Il giorno 15 luglio 2013 16:41, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io la vedo così:
quando ci siamo espressi in lista non sapevamo come sarebbero stati usati i nostri pareri, il che fa differenza (magari non ti esprimi o ci pensi una giornata ecc.). Quindi eliminrei l'espressione:
"anche molto dettagliata"
e scriverei una cosa che secondo me è più vera (e prudente):
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Detto questo credo che sia vostra facoltà decidere se le cose che abbiamo scritto, penso nella fretta, facendo altro ecc., sono degne di attenzione o meno.
Se dovessi adesso rispensarci sentirei la necessità di aggiungere dell'altro (vedi sotto al punto 1 e al punto 2). In particolare non sono d'accordo con l'idea di parlare dei presunti "costi", cosa che citate nel blog (ci ritorno ancora sotto al punto 1 con un'ulteriore dimostrazione). Enrico credo che usasse il termine costi/benefici in senso più metaforico che "economico". Il suo esempio credo si riferisse alle biblioteche di area scientifico/medica dell'università di Torino, che fino all'incirca al 2007 erano fuori da SBN a differenza delle biblioteche di area umanistica e area economica. Può sembrare strano che una università sia mezza fuori e mezza dentro a SBN, ma dal punto di vista dell'utenza di quelle biblioteche, che conosco perché ci ho lavorato, non era affatto strano. Gli utenti di quelle aree cercano periodici, come si sa. E SBN gestisce molto male i periodici (come è stato detto anche su questa lista). Avevano a disposizione un catalogo online più smilzo, funzionale e comprensibile. Per cui in quel caso per "costi" si potrebbero intendere i costi in senso di attività per il cambiamento, e poi un flusso di lavoro più lento per la catalogazione: tutto poco giusticato perché non si sarebbe tradotto in benefici né per gli utenti né per i bibliotecari (sulla importanza in certi casi di stare fuori da SBN ritorno sotto al punto 2) Solo che se scrivete la parola costi nel blog molto probalmente si presta a fraintendimenti, si penserà innanzitutto a costi economici.
Un altro grosso fraintendimento è che dal posto del vostro blog sembrerebbe di dover concludere che sia importante capire perché non tutti sono in SBN. Sembra che dovrebbero starci tutti, che sia un problema stare fuori, che la cosa dimostri che qualcosa non va. Ma per me sarebbe come fare una inchiesta per capire perché certe persone non hanno né patente né automobile. I motivi possono essere vari. Si può anche studiarli, ma non è obbligatorio fare e avere quelle cose.
Comunque, aggiungerei almeno queste considerazioni:
- sui costi:
dato che tutto SBN si è sempre basato sulla creazione di "nodi locali" composti in genere da più di una istituzione, questo ha permesso a piccole istituzioni di appoggiarsi a quella che poteva gestire un server, mettere tecnici a disposizione, ecc. Per es. a Venezia molte piccole istituzioni non avrebbero mai potutoavere un loro gestionale e il fatto di potersi appoggiare alla biblioteca capofila del Polo, la Marciana, ha consentito loro di avere un software, non doversi preoccupare della gestione del server ecc., ed entrare in contatto con altri bibliotecari;
- sulla opportunità di "non"stare in SBN, in certi casi:
bisognerebbe anche chiedersi: Per quali motivazioni a volte certe biblioteche hanno aderito. Senza dare per scontato che sia sempre stata una scelta positiva e che lo sia tutt'ora Anche qui ci sono un sacco di cose da dire. Le motivazioni sono varie e non sempre necessariamente positive. La ragione economica ricordata sopra al punto 1 ha anche finito per funzionare un po' da alibi per non chiedere alla propria istituzione dei soldi. Penso per es. a certe biblioteche di pubblica lettura di comuni di dimensioni medie. Ora vediamo l'altra faccia della medaglia rispetto a 1) sopra. Una delle facce "negative" può essere stata questa: avere un opac di Polo condiviso, con perdita di immagine (una ragione per non aderire, ricordata da Sabrina Masoli), ma soprattutto con servizi di ricerca non così efficienti per gli utenti. Prendo il caso di un polo grosso: non piccolo e cittadino come Venezia, ma su scala regionale: il Polo TO01, che fino a 8 anni fa voleva dire: tutto il Piemonte tranne la provincia di Biella. Risultato: anche biblioteche civiche di città medio-piccoile, per es. Fossano (provincia di Cuneo), erano lì dentro, ma come si può immaginare i dati dle loro posseduto erano molto dispersi, per es. nel caso di opere posseudte da molte biblioteche sparse sul terriotiro regionale. Il risultato poteva essere per l'utente trovare un titolo (o più di uno a seconda del numero delle edizioni e delle eventuali duplicazioni) ma con legati molti, molti dati di localizzazione all'interno dei quali doveva cercare quelli della sua biblioteca. Ovvio: era un opac regionale. Ed era l'inico! Non esistevano singoli opac di Biblioteca. Neppure gorssoe biblioteche come la Biblioteca Nazionale di Troino o aggregati come le biblioteche unbievrsiatrie, psosedevano un opac loro. C'era solo l'opac collettivo regionale. Ora è chiaro che all'utente della Biblioteca civica di Fossano (per fare un solo esempio) non poteva importare nulla di sapere che un giallo, un romanzo qualsiasi lo avevano anche a Casale Monferrato (prov. di Alessandria) o a Collegno (prov. di Torino), o a Pinerolo. Per le biblioteche pubbliche essere in Poli così grossi non porta alcun vantaggio E allora perché partecipavano? Perché la Regione Piemonte era stata tra le prime a essere attivissima su SBN e praticamente si capiva bene che per essere considerati dalla Regione e avere finanziamenti dovevi essere in SBN. Il punto è che c'era solo quel polo (tranne il caso di Biella). Quindi aderire a SBN voleva dire essere dentro a quel grosso calderone. Assicurava finanziamenti e ti levava la grana di chiedere soldi al tuo ente. E per quanto riguarda gli utenti, pazienza. Anche queste pessime strategie, fanno parte di SBN: adesioni quasi "forzate" o comunque "raccomandate". E per cosa, poi? Un po' come le conversioni religiose imposte. E per l'esempio citato, come per tanti altri, la situazione rimane invariata anche oggi. Ecco perché si poteva desiderare stare "fuori". Ecco perché in quei casi anche oggi sarebbe meglio stare fuori. Meglio per l'utente, intendo. Quindi io semmai aggiungerei al questionario per le biblioteche pubbliche: avete un opac vostro con cui comunicare la vostra immagine e fidelizzate l'utente? Fa una grossa differenza soprattutto se si è in provincia. E chi sta in SBN e non ha neppure un proprio opac gli darei un voto negativo. Questo è incrociare i dati e scoprire se certe scelte hanno senso oppure no.
pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 16:02, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Avevo scelto di non citare nessuno e avevo detto che avrei linkato l'url
ma una di voi mi ha fatto presente in privato che forse qualcuno di voi non sarebbe stato d'accordo. Io su due piedi non capisco perché dal momento che l'archivio della lista è pubblico e aperto a tutti, ma nel dubbio ho tolto questo pezzo e aspetto vostro esplicito assenso per reintegrarlo:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, anche molto dettagliata ma come dicono loro stessi parziale delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla lista http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari e leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
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Il giorno 15 luglio 2013 15:48, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ecco il link, se vi interessa, ma sono poche cose:
http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-pubbliche-dati/
A presto, f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse
trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui
vengono descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Il 15 luglio 2013 17:06, Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto: [...]
Per astrarre dal caso particolare mi sarebbe utile, se voleste condividerlo, un breve vademecum su come citare/usare i testi e le url degli archivi. Quando faccio un'intervista è semplice: non concedo all'intervistato di revisionarla a meno che non si tratti di faccende molto delicate o su cui non sento di avere il pieno controllo, e in quel caso permetto la rilettura e poi si discute su ogni modifica proposta. Per il resto se un intervistato mi risponde "ABC" e io riporto "ABC" non accetto che poi mi chieda di togliere "B", se la trovo un'informazione utile.
Da giornalista confermo che, di solito, il modus operandi è questo.
Bella domanda. Io non sono intervenuto nel thread, per cui non sono parte in causa, ma nonostante non ci sia niente di scabroso in quello che si è detto convengo con chi si è sentito un po' spaesato dalla richiesta. Non credo che tu Francesca abbia fatto niente di male (l'archivio, come ricordi, è pubblico), ma è effettivamente diverso parlare "in libertà" o parlare sapendo che la conversazione verrà citata.
Io direi che, da ora in avanti, chi parla qui sia ancora più consapevole di cosa comporta avere un archivio aperto, con tutto quello che comporta (d'altronde, l'abbiamo chiesto anche per AIB-CUR). in modo che i giornalisti possano fare il loro lavoro. A loro, di converso, chiederei invece di esplicitare quando vogliono pubblicare qualcosa, anche solo per permettere a qualcuno di mandare un ulteriore messaggio di chiarimento, o di spiegarsi meglio.
Può essere una soluzione accettabile per tutti (non sono in vena di grandi idee oggi, per cui criticate pure).
Andrea
2013/7/15 Luca Martinelli martinelliluca@gmail.com
Il 15 luglio 2013 17:06, Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto: [...]
Per astrarre dal caso particolare mi sarebbe utile, se voleste
condividerlo,
un breve vademecum su come citare/usare i testi e le url degli archivi. Quando faccio un'intervista è semplice: non concedo all'intervistato di revisionarla a meno che non si tratti di faccende molto delicate o su cui non sento di avere il pieno controllo, e in quel caso permetto la
rilettura
e poi si discute su ogni modifica proposta. Per il resto se un
intervistato
mi risponde "ABC" e io riporto "ABC" non accetto che poi mi chieda di togliere "B", se la trovo un'informazione utile.
Da giornalista confermo che, di solito, il modus operandi è questo.
-- Luca "Sannita" Martinelli http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla! -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 15 luglio 2013 17:27, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Bella domanda. Io non sono intervenuto nel thread, per cui non sono parte in causa, ma nonostante non ci sia niente di scabroso in quello che si è detto convengo con chi si è sentito un po' spaesato dalla richiesta. Non credo che tu Francesca abbia fatto niente di male (l'archivio, come ricordi, è pubblico), ma è effettivamente diverso parlare "in libertà" o parlare sapendo che la conversazione verrà citata.
Io direi che, da ora in avanti, chi parla qui sia ancora più consapevole di cosa comporta avere un archivio aperto, con tutto quello che comporta (d'altronde, l'abbiamo chiesto anche per AIB-CUR). in modo che i giornalisti possano fare il loro lavoro. A loro, di converso, chiederei invece di esplicitare quando vogliono pubblicare qualcosa, anche solo per permettere a qualcuno di mandare un ulteriore messaggio di chiarimento, o di spiegarsi meglio.
Può essere una soluzione accettabile per tutti (non sono in vena di grandi idee oggi, per cui criticate pure).
Andrea
2013/7/15 Luca Martinelli martinelliluca@gmail.com
Il 15 luglio 2013 17:06, Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto: [...]
Per astrarre dal caso particolare mi sarebbe utile, se voleste condividerlo, un breve vademecum su come citare/usare i testi e le url degli archivi. Quando faccio un'intervista è semplice: non concedo all'intervistato di revisionarla a meno che non si tratti di faccende molto delicate o su cui non sento di avere il pieno controllo, e in quel caso permetto la rilettura e poi si discute su ogni modifica proposta. Per il resto se un intervistato mi risponde "ABC" e io riporto "ABC" non accetto che poi mi chieda di togliere "B", se la trovo un'informazione utile.
Da giornalista confermo che, di solito, il modus operandi è questo.
-- Luca "Sannita" Martinelli http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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2013/7/15 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla!
LOL. (non credo sia solo un caso di licenza, sai, ma magari Sannita sa meglio di me. Nel senso, credo che uno abbia un diritto, che non è il copyright, di essere citato correttamente (rientra nei diritti morali? quindi nel BY?))
Ad ogni modo, CC-BY o CC-BY-SA, direi.
Aubrey
Io credo che il diritto alla corretta citazione sia proprio quello che diceva Francesca: che il giornalista riporti *esattamente* cio' che ho detto, anzi, nel caso di cui parliamo, scritto.
Il 15 luglio 2013 17:35, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
2013/7/15 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla!
LOL. (non credo sia solo un caso di licenza, sai, ma magari Sannita sa meglio di me. Nel senso, credo che uno abbia un diritto, che non è il copyright, di essere citato correttamente (rientra nei diritti morali? quindi nel BY?))
Il diritto d'autore non c'entra assolutamente niente. Io ho il dovere di citare correttamente e fedelmente la fonte (motivo per cui mi porto sempre dietro un registratore quando lavoro, già con quello trovo gente che dice che ho riportato male le cose e mi fa le correzioni...).
Dopodiché se la fonte dice qualcosa di giornalisticamente interessante, io la riporto. Poi, siccome sono anche una persona perbene, chiedo il permesso di riportare l'affermazione - che di fatto significa: vuoi che il tuo nome e cognome sia affiancato alla dichiarazione o mi tengo sul vago? Perché ci sta pure che qualcuno possa NON voler essere pubblicato con nome e cognome - e io ho l'obbligo di tutelare la sua identità.
Dopodiché, questa è una mailing list pubblica e, onestamente, non ho mai letto cose del tipo "certo che quel direttore X è un [censura]" o che "dio mio, l'azienda Y fa proprio prodotti di [censura]", ho letto critiche anche dure ma garbate alla situazione, dettate dalla volontà di superare le attuali difficoltà.
Capisco che qualcuno possa avere paure di possibili ripercussioni, ma rendetevi anche conto che comunque alla lista e alle persone ci si può risalire tale e quale, anche se non si fa nome e cognome, e che comunque non c'è nulla di penalmente rilevante. Inoltre non mi pare che i colleghi di Tropico abbiano assorbito le informazioni senza citare la fonte.
Se pensate che dire qualcosa possa essere controproducente per voi, non ditela e basta. Anche se, giornalismo a parte, vi invito proprio al contrario: se non si dicono le cose che non funzionano, le cose continueranno a non funzionare, my 2 cents.
In linea di massima sappiate che io vi leggo non sempre nell'ottica di racchiudere in un pezzo le informazioni. In seconda battuta i giornalisti fanno, quando lo fanno, uno dei lavori più utili alla società, come i bibliotecari, quindi vogliategli bene, e non trattateli sempre con sospetto;) Se rilasciate un'intervista a Repubblica sapete già quel che vi aspetta. Con le dovute proporzioni su Tropico e fortunatamente in molti altri post le cose sono diverse.
Procederei così se siete d'accordo:
1. quando volessi citare l'intervento di uno di voi in lista chiederò direttamente a quella persona il permesso; 2. riporterò invece senza problemi un'opionione generica/condivisa senza citazione diretta e senza fare nomi ma solo il nome della lista in cui l'ho intercettata; 3. non linkerò i thread (anche se mi pare un po' limitante per tutti) ma solo l'url della pagina di iscrizione alla lista (e solo per aiutare a diffonderla, altrimenti evito pure questo); 4. su temi di particolare interesse potremo aprire doc condivisi esterni alla lista in cui sia molto chiaro l'obiettivo giornalistico e i nomi dei partecipanti, un po' come abbiamo fatto per il pezzo su #salvateSBN; 5. se voleste mai pubblicare voi stessi pezzi sul Tropico, proponete pure; 6. sarà il giornalista a decidere dell'interesse o meno di una riflessione, ma tutti possono contribuire nei commenti al pezzo per arricchire di altri punti di vista la questione, e fare le pulci al giornalista, che nel mio caso apprezza quasi sempre;)
Che ne dite?
Postilla: non ho assolutamente il tempo di condurre interviste su questo tema dell'aderenza all'SBN, per quanto mi interesserebbe. Credo che spetti ad altri (retribuiti per farlo magari) questo livello di approfondimento.
f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 15 luglio 2013 17:48, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Il 15 luglio 2013 17:35, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
2013/7/15 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla!
LOL. (non credo sia solo un caso di licenza, sai, ma magari Sannita sa meglio
di
me. Nel senso, credo che uno abbia un diritto, che non è il copyright, di essere citato correttamente (rientra nei diritti morali? quindi nel BY?))
Il diritto d'autore non c'entra assolutamente niente. Io ho il dovere di citare correttamente e fedelmente la fonte (motivo per cui mi porto sempre dietro un registratore quando lavoro, già con quello trovo gente che dice che ho riportato male le cose e mi fa le correzioni...).
Dopodiché se la fonte dice qualcosa di giornalisticamente interessante, io la riporto. Poi, siccome sono anche una persona perbene, chiedo il permesso di riportare l'affermazione - che di fatto significa: vuoi che il tuo nome e cognome sia affiancato alla dichiarazione o mi tengo sul vago? Perché ci sta pure che qualcuno possa NON voler essere pubblicato con nome e cognome - e io ho l'obbligo di tutelare la sua identità.
Dopodiché, questa è una mailing list pubblica e, onestamente, non ho mai letto cose del tipo "certo che quel direttore X è un [censura]" o che "dio mio, l'azienda Y fa proprio prodotti di [censura]", ho letto critiche anche dure ma garbate alla situazione, dettate dalla volontà di superare le attuali difficoltà.
Capisco che qualcuno possa avere paure di possibili ripercussioni, ma rendetevi anche conto che comunque alla lista e alle persone ci si può risalire tale e quale, anche se non si fa nome e cognome, e che comunque non c'è nulla di penalmente rilevante. Inoltre non mi pare che i colleghi di Tropico abbiano assorbito le informazioni senza citare la fonte.
Se pensate che dire qualcosa possa essere controproducente per voi, non ditela e basta. Anche se, giornalismo a parte, vi invito proprio al contrario: se non si dicono le cose che non funzionano, le cose continueranno a non funzionare, my 2 cents.
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Il giorno 15 luglio 2013 18:28, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
In linea di massima sappiate che io vi leggo non sempre nell'ottica di racchiudere in un pezzo le informazioni.
...
Procederei così se siete d'accordo:
...
Ecco queste mi sembrano ipotesi interessanti perché vanno nel senso di una collaborazione più consapevole e frutto di rifllessione. Invece non condivido i discorsi che ho letto che sembrano suggerire un'associazione tra una mailing list come questa e le interviste. Sono 2 cose diversissime. Che qualcuno iscritto non iscritto alla lista legga quello che scrivo per me è simile ad ascoltare una conversazione non diretta a una certa persona. Ma l'intervista è: Il signor X ha detto questo (poi la faccenda registratore, o no è un altro paio di maniche: è il problema della fedeltà nel riproporre i contenuti di un intervista e può succedere che si vedano le cose in maniera diversa). Ma ripeto: se qualcuno mi ascolta mentre parlo non potrà poi dire che pubblica una intervista a me. Mentre se qualcuno mi intervista me lo viene a dire, e se io accetto cercherò di dire quello che sembra utile dire, saggio, intelligente ecc. ecc.
Aggiungerei questo: se vi pare che certi pareri siano interessanti, potrà essere vostra cura approfondire con l'interessato.
Comunque l'idea della doppia intervista era bella perché sintetica e significativa. Tenetela da parte. Magari un giorno salta fuori il tempo e l'occasione.
pierfranco
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 15 luglio 2013 17:48, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Il 15 luglio 2013 17:35, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha
scritto:
2013/7/15 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla!
LOL. (non credo sia solo un caso di licenza, sai, ma magari Sannita sa
meglio di
me. Nel senso, credo che uno abbia un diritto, che non è il copyright,
di
essere citato correttamente (rientra nei diritti morali? quindi nel
BY?))
Il diritto d'autore non c'entra assolutamente niente. Io ho il dovere di citare correttamente e fedelmente la fonte (motivo per cui mi porto sempre dietro un registratore quando lavoro, già con quello trovo gente che dice che ho riportato male le cose e mi fa le correzioni...).
Dopodiché se la fonte dice qualcosa di giornalisticamente interessante, io la riporto. Poi, siccome sono anche una persona perbene, chiedo il permesso di riportare l'affermazione - che di fatto significa: vuoi che il tuo nome e cognome sia affiancato alla dichiarazione o mi tengo sul vago? Perché ci sta pure che qualcuno possa NON voler essere pubblicato con nome e cognome - e io ho l'obbligo di tutelare la sua identità.
Dopodiché, questa è una mailing list pubblica e, onestamente, non ho mai letto cose del tipo "certo che quel direttore X è un [censura]" o che "dio mio, l'azienda Y fa proprio prodotti di [censura]", ho letto critiche anche dure ma garbate alla situazione, dettate dalla volontà di superare le attuali difficoltà.
Capisco che qualcuno possa avere paure di possibili ripercussioni, ma rendetevi anche conto che comunque alla lista e alle persone ci si può risalire tale e quale, anche se non si fa nome e cognome, e che comunque non c'è nulla di penalmente rilevante. Inoltre non mi pare che i colleghi di Tropico abbiano assorbito le informazioni senza citare la fonte.
Se pensate che dire qualcosa possa essere controproducente per voi, non ditela e basta. Anche se, giornalismo a parte, vi invito proprio al contrario: se non si dicono le cose che non funzionano, le cose continueranno a non funzionare, my 2 cents.
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Non vedo il motivo di usare sempre e comunque il punto 3. Se c'è cosapevolezza che non è un'intervista, e se si cita come dibattita, secondo me ha senso linkare i thread.
Aubrey
2013/7/15 Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it
In linea di massima sappiate che io vi leggo non sempre nell'ottica di racchiudere in un pezzo le informazioni. In seconda battuta i giornalisti fanno, quando lo fanno, uno dei lavori più utili alla società, come i bibliotecari, quindi vogliategli bene, e non trattateli sempre con sospetto;) Se rilasciate un'intervista a Repubblica sapete già quel che vi aspetta. Con le dovute proporzioni su Tropico e fortunatamente in molti altri post le cose sono diverse.
Procederei così se siete d'accordo:
- quando volessi citare l'intervento di uno di voi in lista chiederò
direttamente a quella persona il permesso; 2. riporterò invece senza problemi un'opionione generica/condivisa senza citazione diretta e senza fare nomi ma solo il nome della lista in cui l'ho intercettata; 3. non linkerò i thread (anche se mi pare un po' limitante per tutti) ma solo l'url della pagina di iscrizione alla lista (e solo per aiutare a diffonderla, altrimenti evito pure questo); 4. su temi di particolare interesse potremo aprire doc condivisi esterni alla lista in cui sia molto chiaro l'obiettivo giornalistico e i nomi dei partecipanti, un po' come abbiamo fatto per il pezzo su #salvateSBN; 5. se voleste mai pubblicare voi stessi pezzi sul Tropico, proponete pure; 6. sarà il giornalista a decidere dell'interesse o meno di una riflessione, ma tutti possono contribuire nei commenti al pezzo per arricchire di altri punti di vista la questione, e fare le pulci al giornalista, che nel mio caso apprezza quasi sempre;)
Che ne dite?
Postilla: non ho assolutamente il tempo di condurre interviste su questo tema dell'aderenza all'SBN, per quanto mi interesserebbe. Credo che spetti ad altri (retribuiti per farlo magari) questo livello di approfondimento.
f
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Il giorno 15 luglio 2013 17:48, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Il 15 luglio 2013 17:35, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha
scritto:
2013/7/15 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ma gli archivi non hanno una licenza? Sarebbe il caso di definirla!
LOL. (non credo sia solo un caso di licenza, sai, ma magari Sannita sa
meglio di
me. Nel senso, credo che uno abbia un diritto, che non è il copyright,
di
essere citato correttamente (rientra nei diritti morali? quindi nel
BY?))
Il diritto d'autore non c'entra assolutamente niente. Io ho il dovere di citare correttamente e fedelmente la fonte (motivo per cui mi porto sempre dietro un registratore quando lavoro, già con quello trovo gente che dice che ho riportato male le cose e mi fa le correzioni...).
Dopodiché se la fonte dice qualcosa di giornalisticamente interessante, io la riporto. Poi, siccome sono anche una persona perbene, chiedo il permesso di riportare l'affermazione - che di fatto significa: vuoi che il tuo nome e cognome sia affiancato alla dichiarazione o mi tengo sul vago? Perché ci sta pure che qualcuno possa NON voler essere pubblicato con nome e cognome - e io ho l'obbligo di tutelare la sua identità.
Dopodiché, questa è una mailing list pubblica e, onestamente, non ho mai letto cose del tipo "certo che quel direttore X è un [censura]" o che "dio mio, l'azienda Y fa proprio prodotti di [censura]", ho letto critiche anche dure ma garbate alla situazione, dettate dalla volontà di superare le attuali difficoltà.
Capisco che qualcuno possa avere paure di possibili ripercussioni, ma rendetevi anche conto che comunque alla lista e alle persone ci si può risalire tale e quale, anche se non si fa nome e cognome, e che comunque non c'è nulla di penalmente rilevante. Inoltre non mi pare che i colleghi di Tropico abbiano assorbito le informazioni senza citare la fonte.
Se pensate che dire qualcosa possa essere controproducente per voi, non ditela e basta. Anche se, giornalismo a parte, vi invito proprio al contrario: se non si dicono le cose che non funzionano, le cose continueranno a non funzionare, my 2 cents.
-- Luca "Sannita" Martinelli http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ciao, a me pare che Minsenti consideri solo alcuni aspetti, importanti per carita', ma non gli unici, nella sua precisazione "sulla opportunità di "non"stare in SBN, in certi casi".
Insomma, stiamo facendo lo stesso errore del passato, cioe' quello di ridurre SBN a un servizio informatico.
Creare grandi poli in SBN e non "poletti" iperspecializzati ha il suo senso. Innanzitutto perche' le Regioni sono dentro SBN nella pienezza della loro mission di coordinamento, che in alcuni casi deteriori e' diventata distribuire i soldi, ma in generale si chiama orientare le scelte locali di politica bibliotecaria. Lo prevede anche il primo protocollo SBN (1984, art. 2 http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/normativa/protoc_intesa/pagin...)
Stare in un grande polo regionale non vuol dire (non dovrebbe voler dire) solo avere i soldini di mamma regione, ma attivare tavoli di coordinamento intersistemi (finanziati dalle regioni), fare formazione, stabilire accordi e partneship di alto livello ecc. Vogliamo far finta di niente di fronte al fatto che con SBN, oltre a informatizzare di fatto molte biblioteche italiane, si e' creata anche una comunita' professionale (piu' catalografica che altro, purtroppo, ma comunita').
Quindi vedo benissimo poli grandi, aggregati di universita' ed enti di ricerca, accanto a poli altrettanto grandi di biblioteche pubbliche e anche grandi poli misti per tipologia. Ci saranno sicuramente anche degli svantaggi, ma ci sono svantaggi, soprattutto economici e di organizzazione a livello nazionale, ad avere decine e decine di poli medi e piccoli.
Tra l'altro, lo svantaggio per l'utente io lo vedo solo nei casi in cui si siano fatte scelte non avvedute tecnologicamente. Non capisco che problema ci sia, ormai, pur tenendo fermi i dati in un unico repository, ad avere oltre a un unico OPAC di polo, degli OPAC piu' piccoli, per ente o per sottogruppi di enti. Tanto per dirne una, lavoro su un polo SBN che non ha un opac di polo, ma solo diversi OPAC (gestiti con applicativi diversi di fornitori diversi) delle diverse realta' che partecipano al polo.
Non trovo nella piccolezza alcun grosso vantaggio. Forse che in WorldCat non partecipano enti piccoli e molto specializzati? Condividono i loro dati con milioni di altri, e danno ai loro utenti una vista specializzata del loro patrimonio.
Insomma, a me i poli sbn monobiblioteca e monoente preoccupano: costano e non sempre hanno un gran senso. Le biblioteche vivono di cooperazione, non solo di scelte indipendentiste (ma poi sempre finanziate con fondi statali...).
Andrea
Il giorno 16 luglio 2013 09:57, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
n polo SBN che non ha un opac di polo, ma solo diversi OPAC (gestiti con applicativi diversi di fornitori diversi) delle diverse realta' che partecipano al polo.
Quale è il Polo SBN che non ha un opac di Polo e che vede partecipare enti con applicativi diversi tra loro?
pierfranco
Quale è il Polo SBN che non ha un opac di Polo e che vede partecipare enti con applicativi diversi tra loro?
Applicativi OPAC diversi, non gestionali (che questo e' per definizione impossibile) E' il Polo MIL http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/poli_biblioteche/italia/l...
Il giorno 16 luglio 2013 09:57, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
un polo SBN che non ha un opac di polo, ma solo diversi OPAC (gestiti con applicativi diversi di fornitori diversi) delle diverse realta' che partecipano al polo.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il giorno 16 luglio 2013 09:57, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Non capisco che problema ci sia, ormai, pur tenendo fermi i dati in un unico repository, ad avere oltre a un unico OPAC di polo, degli OPAC piu' piccoli, per ente o per sottogruppi di enti. Tanto per dirne una, lavoro su un polo SBN che non ha un opac di polo, ma solo diversi OPAC (gestiti con applicativi diversi di fornitori diversi) delle diverse realta' che partecipano al polo.
Svantaggi: 1) devi preoccuparti di alimentare l'opac con riversamenti periodici. Conosco due situazioni dove è stato fatto questo, entrambe basate sull 'uso di EasyWeb oper gestire l'opac: l'Università di Pavia e l'Università Iuav. Ma richiedeva riversamenti UNIMARC settimanali con questi svantaggi: 1) controlli; 2) divario temporale di 7 giorni tra il lavoro nel gestionale e ciò che appare in opac; 3) nell'opac alimentato via UNIMARC non appaiono le noitizie sugli acquisti perché non colloquia con il gestionale; 2) se vuoi che l'opac abbia anche notizxie sulla disponibilità dei volumi (a prestito/sullo scaffale) e far accedere ai servizi di rpenotazoone, suggerimento acquisto ecc., devi far colloquiare l'opac con il gestionale: almeno con il modulo prestiti. In Iuav la soluzione è stata: non usare il, modulo prestiti del gestionale di Polo (Sebina) e usare invece il modulo Fluxus che colloquia con l'opac WeasyWeb. Credo che anche per Pavia valga lo stesso discorso. Consegeunza: la base dati anagrafica delgi utenti icsritti al rprestito non coincide con quella del Polo, che è nel gestionale di Polo, ovviamente. 3) risultato di questa scelta di uso di opac indipendenti dai gestionali: maggiore lavoro; divario temporale nella informazione; spese in più e moduli non usati del gestionale di Polo.
Non trovo nella piccolezza alcun grosso vantaggio. Forse che in WorldCat non partecipano enti piccoli e molto specializzati? Condividono i loro dati con milioni di altri, e danno ai loro utenti una vista specializzata del loro patrimonio.
In realtà come gli esempi che ho fatto ieri nel thread che ho rinominato, si tratta sempre di enti che hanno il loro gestionale e il loro opac. Per loto WolrdCat è solo una base dati di riversamento come binario parallelo al proprio opac integrato nel proprio gestionale, e/o una base dati per la cattura di notizie. Non mi risulta di biblioteche che si "anneghino" completamente in WorldCat rinunciando a un proprio opac e gestionale anche perché salvo il nuovo prodotto cloud che risponde a tutte le esigenze, WolrdCat è solo catalogo. Una biblioteca ha bisogno anche di gestire prestiti, acquisti, periodici. Quindi ha bisongo di un gestionale proprio. Per questo i paragoni con WordCat secondo me non tengono.
pierfranco
Questi svantaggi non mi pare che significhino che i poli SBN grandi non funzionano, che era il tema su cui ero intervenuto io (parlavo di politica bibliotecaria nazionale, regionale e locale).
Nel merito degli svantaggi segnalati:
- devi preoccuparti di alimentare l'opac con riversamenti periodici
solo nel caso di applicativi diversi (scelta niente affatto necessaria, ma pure possibile)
- se vuoi che l'opac abbia anche notizxie sulla disponibilità dei
volumi [...] devi far colloquiare l'opac con il gestionale
"Basta" fare una chiamata al gestionale e visualizzare la risposta in OPAC attraverso AJAX o simili. Il problema non e' tecnologico, ma politico: alcuni fornitori non accettano di far colloquiare il proprio applicativo con quelli di altri fornitori concorrenti
- risultato di questa scelta di uso di opac indipendenti dai gestionali
Sono d'accordo con te, infatti parlavo d'altro. Hai estrapolato tu una frase che ho aggiunto en passant, tra parentesi, in conclusione di un messaggio che puntava l'attenzione altrove.
Non mi risulta di biblioteche che si "anneghino" completamente in WorldCat rinunciando a un proprio opac
Neppure a me, e' proprio quello che dicevo io. Si puo' stare in un "polo" grande mantenendo la proprie specificita'.
Scrivevi "C'era solo l'opac collettivo regionale." Il problema era quello, non era che fosse un unico polo SBN
Andrea
Nel caso della aggregazione del patrimonio bibliografico di vari enti in un catalogo collettivo, mi pare importante cercare una soluzione effice per bilanciare i possibili vantaggi derivanti dalla aggregazione basata sull'uso di un unico gestionale con l'esigenza per ogni ente (che lo voglia) di avere un proprio opac, curare la propria immagine, offrire un catalogo filtrato. È una esigenza che per adesso il mondo SBN non ha preso in considerazione. In questo SBN è stato quindi diversissimo da WorldCat che è sempre stato un binario paralleo che non sostitutisce l'uso da parte di ogni biblioteca di un proprio gestionale e quindi la disponibilità di un proprio opac. Il mondo WorldCat, chissà perché a volte evocato come la frontiera di un nuovo SBN (per es. Leombroni, 2009) non ha mai avuto il livello intermedio dei Poli. Per questo le biblioteche in WorldCat non hanno il problema di perdere la visibilità Invece SBN con la struttura a Poli crea questo problema. Da qui discende anche il problema per chi non fosse ancorsa in SBN di cambiare software se volesse entrare in un Polo già costituito con cui non condividesse il gestionale. È anche per questo che ultimamente sono nati nuovi piccoli Poli: per non dover cambiare gestionale (per es. qui a Venezia per il sistema bibliotecario urbano questo è stato il motivo). Di nuovo il problema dipende dalla esistenza necessaria in SBN dei Poli (perché? questo punto è il punto critico).
Oggi è possibile, volendo, unire le due esigenze: aggregazione ma anche mantenimento della propria immagine distintiva, a patto almeno di voler adottare lo stesso gestionale (il limite è invalicabile a causa dell'architettura a Poli). La soluzione più efficace consiste in prodottti che consentano di avere N profili opac diversi totalmente personalizzabili. Credo che adesso SebinaYou lo consenta, mentre l'opac di Sebina Open Library consente sì una profilatura ma ridotta a un numero troppo scarso di elementi stilistici di base per essere soddisfacente. La differenza è che SebinaYou incorpora un CMS. Anche DiscoveryNG incorpora un CMS.
Forse Giulio puo dirci se le biblioteche di un Polo che avesse Clavis+DiscoveryNG potrebbero, se volssero, avere ognuna un opac completamente diverso? E se hanno tra i loro clienti gruppi, anche non SBN, dove partecipano biblioteche di enti diversi che hanno queste esigenze?
La seconda soluzione per rispondere all'esigenza di una interfaccia specifica, ma che rispetto alla prima ha delle complessità in più e richiede una spesa in più, consiste nell'uso di un Next generation Opac che consenta l'harvestizzazione periodica automatica di specifici subsets di records, magari ogni 24 ore, e sia dotato di un plugin per colloquiare con il gestionale per visualizzare le informazioni di disponibilità in tempo reale. Il problema è che nessuna ditta italiana ha firmato l'accordo americano del 2008 per l'esposizione aperta dei dati di disponibilità da parte dei gestionali sponsorizzato dalla Digital Library Federation che ha creato il gruppo di lavoro ILS Discovery Interface Task Group (ILS-DI) da cui è uscito il documento di raccomandazioni tecniche: "An API for effective interoperation between integrated library systems and external discovery applications": http://www.diglib.org/architectures/ilsdi/DLF_ILS_Discovery_1.1.pdf
Quindi una delle evoluzioni di SBN per rispondere alle esigenze e critiche delle biblioteche dovrebbe essere questa: adozione di gestionali che: 1) hanno un opac personalizzabile in tutto in N profili realmente diversi; 2) esposizione tramite web services standard dei dati di disponibilità
Questo consentirebbe di aggregarsi in un Polo ma senza perdere visibilità.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 10:40, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Questi svantaggi non mi pare che significhino che i poli SBN grandi non funzionano, che era il tema su cui ero intervenuto io (parlavo di politica bibliotecaria nazionale, regionale e locale).
Nel merito degli svantaggi segnalati:
- devi preoccuparti di alimentare l'opac con riversamenti periodici
solo nel caso di applicativi diversi (scelta niente affatto necessaria, ma pure possibile)
- se vuoi che l'opac abbia anche notizxie sulla disponibilità dei
volumi [...] devi far colloquiare l'opac con il gestionale
"Basta" fare una chiamata al gestionale e visualizzare la risposta in OPAC attraverso AJAX o simili. Il problema non e' tecnologico, ma politico: alcuni fornitori non accettano di far colloquiare il proprio applicativo con quelli di altri fornitori concorrenti
- risultato di questa scelta di uso di opac indipendenti dai gestionali
Sono d'accordo con te, infatti parlavo d'altro. Hai estrapolato tu una frase che ho aggiunto en passant, tra parentesi, in conclusione di un messaggio che puntava l'attenzione altrove.
Non mi risulta di biblioteche che si "anneghino" completamente in WorldCat rinunciando a un proprio opac
Neppure a me, e' proprio quello che dicevo io. Si puo' stare in un "polo" grande mantenendo la proprie specificita'.
Scrivevi "C'era solo l'opac collettivo regionale." Il problema era quello, non era che fosse un unico polo SBN
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Il 16 luglio 2013 14:22, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Questo consentirebbe di aggregarsi in un Polo ma senza perdere visibilità.
Quindi sei d'accordo con me che sarebbe meglio che la comunita' SBN fosse suddivisa in pochi grandi poli, che condividano politiche e programmi (e fondi)?
Andrea
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il giorno 16 luglio 2013 14:32, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Quindi sei d'accordo con me che sarebbe meglio che la comunita' SBN fosse suddivisa in pochi grandi poli, che condividano politiche e programmi (e fondi)?
Vedo il vantaggio indiscutibile delle economie di scala. Però non può essere l'unico elemento da considerare e ci possono essere situazioni dove può essere preferibile adottare altre soluzioni.
pierfranco
Sono d'accordo completamente, lo dico sempre e ovunque (che noia! :): gli aspetti tecnici e quelli economici non devono essere gli unici aspetti da considerare nei progetti, siano progetti di portata molto locale (quale e' il software piu' adatto per catalogarmi la biblioteca di casa), sia di portata nazionale o internazionale (SBN).
Purtroppo in questi anni abbiamo visto che le scelte tecniche e le valutazioni economiche sono venute sempre prima del ragionamento sugli obiettivi e sui servizi che si volevano erogare.
Il 16 luglio 2013 14:48, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Vedo il vantaggio indiscutibile delle economie di scala. Però non può essere l'unico elemento da considerare e ci possono essere situazioni dove può essere preferibile adottare altre soluzioni.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Mi stupisco che qualcuno non sia d'accordo a rendere pubblici i propri interventi in questa lista.
Ricordo che questa è una lista nata nel agosto 2011 per promuovere la collaborazione tra Wikipedia e le biblioteche; grazie ad alcune felici incursioni in AIB-CUR siamo passati dalla ventina di iscritti a fine 2012 ai 122 attuali.
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesi scorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Tornando all'articolo di Tropico del libro, dato che non si riesce con poche frasi a chiarire il problema SBN si SBN no, potrebbero tentare una intervista a Claudio Leombroni, coordinatore della Rete bibliotecaria di Ravenna e San Marino (da sempre propositiìvo sul tema SBN) e Gianni Stefanini (coordinatore della Rete bibliotecaria del NordEst Milano) una grande esperienza nell'ambito delle biblioteche pubbliche che non sono in SBN. Credo che entrambi non sarebbero ingessati nel rispondere.
Un saluto Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze*
Il giorno 15 luglio 2013 16:02, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Avevo scelto di non citare nessuno e avevo detto che avrei linkato l'url ma una di voi mi ha fatto presente in privato che forse qualcuno di voi non sarebbe stato d'accordo. Io su due piedi non capisco perché dal momento che l'archivio della lista è pubblico e aperto a tutti, ma nel dubbio ho tolto questo pezzo e aspetto vostro esplicito assenso per reintegrarlo:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, anche molto dettagliata ma come dicono loro stessi parziale delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla lista http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari e leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Aspetto vostre! f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 15 luglio 2013 15:48, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ecco il link, se vi interessa, ma sono poche cose: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-pubbliche-dati/
A presto, f
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Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse
trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui
vengono descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Che le discussioni in rete siano citabili lo abbiamo già visto in tante altre occasioni.
Però devo dire che forse in questo specifico caso, quello che mi colpisce è un insieme di fattori: 1) non trovo che siano state dette cose tanto particolari. Non si può cioè scrivere: guardate che lì è nato un nuovo punto di vista; 2) c'è uno scollamento tra il modo improvvisato con cui se ne è parlato e l'ampiezza del problema. Insomma: a me pare che citare quelle conversazioni non sia di particolare interesse.
Infatit la prima cosa che ho detto è stata: non semplifichiamo il problema. Ci vuole una indagine. Altri erano d'accordo.
Quindi semmai potreste scrivere: nella lista di discussione tal dei tali è stata segnalata la necessità di non semplificare il problema ma di indagarlo.
Detto questo, ripeto che sono contrario a voler vedere nel fatto di non essere tutti in SBN un problema (non tutti ci sono: è un guaio? è perché?). Non siamo in uno stato socialista. Le cose devono essere delle opportunità. Se per qualcuno non sono tali (e qualcuno avrebbe ragione), gli altri non lo devono vedere come un problema.
Per Susanna: il problema non è rendere o non rendere publbica una discussione: il problema è dire se ha senso, se è significativo.
La soluzione che proponi tu della doppia intervista: a uno che è sempre stato in SBN (Leombroni) e uno (Stefanini) che non c'è mai stato ha un senso e la sottoscrivo.
pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 17:35, giaccai@gmail.com ha scritto:
Mi stupisco che qualcuno non sia d'accordo a rendere pubblici i propri interventi in questa lista.
Ricordo che questa è una lista nata nel agosto 2011 per promuovere la collaborazione tra Wikipedia e le biblioteche; grazie ad alcune felici incursioni in AIB-CUR siamo passati dalla ventina di iscritti a fine 2012 ai 122 attuali.
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesi scorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Tornando all'articolo di Tropico del libro, dato che non si riesce con poche frasi a chiarire il problema SBN si SBN no, potrebbero tentare una intervista a Claudio Leombroni, coordinatore della Rete bibliotecaria di Ravenna e San Marino (da sempre propositiìvo sul tema SBN) e Gianni Stefanini (coordinatore della Rete bibliotecaria del NordEst Milano) una grande esperienza nell'ambito delle biblioteche pubbliche che non sono in SBN. Credo che entrambi non sarebbero ingessati nel rispondere.
Un saluto Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze*
Il giorno 15 luglio 2013 16:02, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Avevo scelto di non citare nessuno e avevo detto che avrei linkato l'url
ma una di voi mi ha fatto presente in privato che forse qualcuno di voi non sarebbe stato d'accordo. Io su due piedi non capisco perché dal momento che l'archivio della lista è pubblico e aperto a tutti, ma nel dubbio ho tolto questo pezzo e aspetto vostro esplicito assenso per reintegrarlo:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, anche molto dettagliata ma come dicono loro stessi parziale delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla lista http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari e leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
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Il giorno 15 luglio 2013 15:48, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ecco il link, se vi interessa, ma sono poche cose: http://tropicodellibro.it/notizie/biblioteche-pubbliche-dati/
A presto, f
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Il giorno 15 luglio 2013 14:29, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Mi permetto di segnalare due miei piccoli scritti in cui si può forse
trovare qualche cosa di utile per l'argomento di questo thread:
una breve storia di SBN aggiornata all'estate 2001: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=723&numero=253
una storia di SBN in Liguria (aggiornata a luglio 2011), in cui
vengono descritti i vari punti di vista e soluzioni che si sono susseguiti dagli anni '80 ad oggi:
http://www.culturainliguria.it/cultura/DTS_GENERALE/20110728/sbninliguria_%2... (questo indirizzo cambierà tra non molto)
Ovviamente bisogna tener conto della data di questi articoli, soprattutto per il primo che è del 2001 (ma anche per il secondo, scritto a luglio 2011, ci sarebbe qualcosa da aggiornare)
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il mio (semplice) pensiero è che gli archivi sacrosantamente aperti e una rielaborazione giornalistica sono due livelli differenti. I primi per chi davvero vuole sapere tutto di una discussione, la seconda una sintesi e che verrà presa per buona da un sacco di gente (e che probabilmente non verificherà mai le fonti). Mi scuso coi giornalisti presenti e non voglio generalizzare ma, data l'esperienza che credo tutti abbiamo dell'essere travisati dai giornalisti, secondo me un po' di cautela ci sta. Quindi d'accordo con Andrea: essere consapevoli tutti che qui si parla in pubblico + dichiarazione da parte di chi sta pubblicare delle sue intenzioni
virginia
________________________________
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesi scorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
Bene, quindi mi pare che finora, contraddicetemi se sbaglio, siete tutti d'accordo con questo pezzo e link:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Quindi il mio vademecum rimane eccetto che per la questione dei thread che a quanto ho capito allora si possono linkare.
Lo aggiungo al pezzo? f
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Il giorno 16 luglio 2013 09:32, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesi scorsiperchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
No, veramente non sono molto d'accordo.
Bisogna distinguere 2 cose molto diverse. Un conto è dire che gli archivi sono pubblici, un altro conto è dire che tutto quello che vi viene scritto merita di essere citato. Non metto in dubbio che in teoria il fatto che l'archivio di una mailing list sia pubblico dà a chiunque la possibilità di citare un singolo messaggio o un thread. Ma se usciamo fuori dal mero piano della liceità a farlo, dobbiamo riconoscere che qualsiasi citazione implica un lavoro di selezione a monte (cito A ma non cito B). La selezione implica un metro di giudizio, anzi più d'uno: uno sulla sostanza, un altro sulla opportunità ecc. Il problema della selezione è ancora più evidente quando sono coinvolte persone che fanno lavori diversi: da un parte noi, dall'altra Il Tropico del libro. Posto che la situazione è questa, un lavoro ben fatto a mio parere presuppone che ci si confronti tra gruppi così diversi per identificare ciò che è sensato, opportuno, utile che venga citato. Poi le idee potrebbero anche divergere, ma confrontrasi sulla cosa è utile a tutti.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 10:59, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Bene, quindi mi pare che finora, contraddicetemi se sbaglio, siete tutti d'accordo con questo pezzo e link:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Quindi il mio vademecum rimane eccetto che per la questione dei thread che a quanto ho capito allora si possono linkare.
Lo aggiungo al pezzo? f
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Il giorno 16 luglio 2013 09:32, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesiscorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Il pezzo citato l'hai proposto tu per la pubblicazione un po' di email fa... hai cambiato idea nel frattempo?
Non considero un link a una conversazione a più voci e* in progress* una "selezione". Solo: ehi, lì se ne parla se v'interessa. Non capisco quale sia il problema.
Quanto al confronto comune su quel che devo dire quando faccio la giornalista posso assicurarvi che m'interessa moltissimo ma non sempre ne avrò il tempo, perché faccio anche una marea di altre cose, e i tempi dell'informazione sono più stretti di quelli del dibattito speculativo in mailing list.
In ogni caso finché non decidete altrimenti tutti d'accordo o con magari un minisondaggio non linko nulla.
f
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Il giorno 16 luglio 2013 11:02, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
No, veramente non sono molto d'accordo.
Bisogna distinguere 2 cose molto diverse. Un conto è dire che gli archivi sono pubblici, un altro conto è dire che tutto quello che vi viene scritto merita di essere citato. Non metto in dubbio che in teoria il fatto che l'archivio di una mailing list sia pubblico dà a chiunque la possibilità di citare un singolo messaggio o un thread. Ma se usciamo fuori dal mero piano della liceità a farlo, dobbiamo riconoscere che qualsiasi citazione implica un lavoro di selezione a monte (cito A ma non cito B). La selezione implica un metro di giudizio, anzi più d'uno: uno sulla sostanza, un altro sulla opportunità ecc. Il problema della selezione è ancora più evidente quando sono coinvolte persone che fanno lavori diversi: da un parte noi, dall'altra Il Tropico del libro. Posto che la situazione è questa, un lavoro ben fatto a mio parere presuppone che ci si confronti tra gruppi così diversi per identificare ciò che è sensato, opportuno, utile che venga citato. Poi le idee potrebbero anche divergere, ma confrontrasi sulla cosa è utile a tutti.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 10:59, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Bene, quindi mi pare che finora, contraddicetemi se sbaglio, siete tutti
d'accordo con questo pezzo e link:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Quindi il mio vademecum rimane eccetto che per la questione dei thread che a quanto ho capito allora si possono linkare.
Lo aggiungo al pezzo? f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 16 luglio 2013 09:32, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesiscorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
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Allora mi spiego meglio: la mia proposta di correzione della frase è da intendersi come proposta se proprio intendi fare quel rimando, che come si è detto, considerata la pubblicità degli archivi, puoi sempre fare senza chiedere autorizzazione. Detto questo, a me continua a sembrare che quel rimando dia troppo risalto a una conversazione che rispetto alla complessità del problema rimane molto sulle generali, per cui io personalmente non inserirei nulla. Le mie sono valutazioni sulla sostanza. Sono ovviamente espressione di un punto di vista personale.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 11:43, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Il pezzo citato l'hai proposto tu per la pubblicazione un po' di email fa... hai cambiato idea nel frattempo?
Non considero un link a una conversazione a più voci e* in progress* una "selezione". Solo: ehi, lì se ne parla se v'interessa. Non capisco quale sia il problema.
Quanto al confronto comune su quel che devo dire quando faccio la giornalista posso assicurarvi che m'interessa moltissimo ma non sempre ne avrò il tempo, perché faccio anche una marea di altre cose, e i tempi dell'informazione sono più stretti di quelli del dibattito speculativo in mailing list.
In ogni caso finché non decidete altrimenti tutti d'accordo o con magari un minisondaggio non linko nulla.
f
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Il giorno 16 luglio 2013 11:02, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
No, veramente non sono molto d'accordo.
Bisogna distinguere 2 cose molto diverse. Un conto è dire che gli archivi sono pubblici, un altro conto è dire che tutto quello che vi viene scritto merita di essere citato. Non metto in dubbio che in teoria il fatto che l'archivio di una mailing list sia pubblico dà a chiunque la possibilità di citare un singolo messaggio o un thread. Ma se usciamo fuori dal mero piano della liceità a farlo, dobbiamo riconoscere che qualsiasi citazione implica un lavoro di selezione a monte (cito A ma non cito B). La selezione implica un metro di giudizio, anzi più d'uno: uno sulla sostanza, un altro sulla opportunità ecc. Il problema della selezione è ancora più evidente quando sono coinvolte persone che fanno lavori diversi: da un parte noi, dall'altra Il Tropico del libro. Posto che la situazione è questa, un lavoro ben fatto a mio parere presuppone che ci si confronti tra gruppi così diversi per identificare ciò che è sensato, opportuno, utile che venga citato. Poi le idee potrebbero anche divergere, ma confrontrasi sulla cosa è utile a tutti.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 10:59, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Bene, quindi mi pare che finora, contraddicetemi se sbaglio, siete tutti
d'accordo con questo pezzo e link:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Quindi il mio vademecum rimane eccetto che per la questione dei thread che a quanto ho capito allora si possono linkare.
Lo aggiungo al pezzo? f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 16 luglio 2013 09:32, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesiscorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Lo farò ma dalla prossima occasione, in modo che tutti siano (come ora lo sono credo) perfettamente consapevoli della possibilità che ciò avvenga. Riflettete in santa pace, che questa mailing list mi pare una felice oasi con potenziale rivoluzionario:)
Ciao f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 16 luglio 2013 11:50, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Allora mi spiego meglio: la mia proposta di correzione della frase è da intendersi come proposta se proprio intendi fare quel rimando, che come si è detto, considerata la pubblicità degli archivi, puoi sempre fare senza chiedere autorizzazione. Detto questo, a me continua a sembrare che quel rimando dia troppo risalto a una conversazione che rispetto alla complessità del problema rimane molto sulle generali, per cui io personalmente non inserirei nulla. Le mie sono valutazioni sulla sostanza. Sono ovviamente espressione di un punto di vista personale.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 11:43, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Il pezzo citato l'hai proposto tu per la pubblicazione un po' di email
fa... hai cambiato idea nel frattempo?
Non considero un link a una conversazione a più voci e* in progress* una "selezione". Solo: ehi, lì se ne parla se v'interessa. Non capisco quale sia il problema.
Quanto al confronto comune su quel che devo dire quando faccio la giornalista posso assicurarvi che m'interessa moltissimo ma non sempre ne avrò il tempo, perché faccio anche una marea di altre cose, e i tempi dell'informazione sono più stretti di quelli del dibattito speculativo in mailing list.
In ogni caso finché non decidete altrimenti tutti d'accordo o con magari un minisondaggio non linko nulla.
f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 16 luglio 2013 11:02, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
No, veramente non sono molto d'accordo.
Bisogna distinguere 2 cose molto diverse. Un conto è dire che gli archivi sono pubblici, un altro conto è dire che tutto quello che vi viene scritto merita di essere citato. Non metto in dubbio che in teoria il fatto che l'archivio di una mailing list sia pubblico dà a chiunque la possibilità di citare un singolo messaggio o un thread. Ma se usciamo fuori dal mero piano della liceità a farlo, dobbiamo riconoscere che qualsiasi citazione implica un lavoro di selezione a monte (cito A ma non cito B). La selezione implica un metro di giudizio, anzi più d'uno: uno sulla sostanza, un altro sulla opportunità ecc. Il problema della selezione è ancora più evidente quando sono coinvolte persone che fanno lavori diversi: da un parte noi, dall'altra Il Tropico del libro. Posto che la situazione è questa, un lavoro ben fatto a mio parere presuppone che ci si confronti tra gruppi così diversi per identificare ciò che è sensato, opportuno, utile che venga citato. Poi le idee potrebbero anche divergere, ma confrontrasi sulla cosa è utile a tutti.
pierfranco
Il giorno 16 luglio 2013 10:59, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Bene, quindi mi pare che finora, contraddicetemi se sbaglio, siete tutti
d'accordo con questo pezzo e link:
Per chi vuole iniziare a farsi un'idea, per quanto parziale, delle possibili motivazioni per cui le biblioteche aderiscono o non aderiscono al SBN consigliamo di iscriversi alla listahttp://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecarie leggere e seguire questo thread: "Biblioteche non in SBN, perché?http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#1459 ".
Quindi il mio vademecum rimane eccetto che per la questione dei thread che a quanto ho capito allora si possono linkare.
Lo aggiungo al pezzo? f
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Il giorno 16 luglio 2013 09:32, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Monday, July 15, 2013 5:36 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Abbiamo polemizzato molto fortemente verso AIB-CUR nei mesiscorsi perchè i suoi archivi non sono aperti ed ora ci accorgiamo che neanche noi siamo d'accordo ad essere aperti?
Io sono l'ultimo arrivato su questa lista, ma devo dire che non capisco il senso di tutta questa discussione.
Da una parte si è deciso che gli archivi della lista siano pubblici, e poi si creano problemi se qualcuno vuole citarli o linkarli?
E' esattamente come se qualcuno volesse utilizzare una citazione di un libro: nei limiti previsti dalla legge sul diritto d'autore lo può fare senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. Cosa c'entrano le interviste? Qui non si tratta di intervistare qualcuno ma di citare scritti preesistenti e già pubblici.
A maggior ragione si può fare riferimento a contenuti pubblicati senza citarli ma esponendone il contenuto, come se uno illustrasse e commentasse il contenuto di qualche pubblicazione: lo può fare bene o male, ma questo si può sapere solo dopo che l'ha fatto.
Neppure capisco i problemi che qualcuno si fa sull'interesse della discussione (che peraltro a me pare non trascurabile). La discussione c'è, è pubblicamente disponibile in rete, reperibile con i motori di ricerca, e chiunque la può vedere, lasciamo che chi legge giudichi se è interessante o no.
Diverso è stabilire una licenza per l'uso dei materiali dell'archivio: anch'io sarei d'accordo con la CC-BY o CC-BY-SA (con preferenza per quest'ultima).
Forse potrebbe essere anche il caso di chiarire meglio a chi si iscrive che gli archivi della lista sono pubblici, per evitare che qualcuno scriva senza rendersene conto.
Beppe
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