Mi sembra che il secondo articolo sia molto più interessante. Il primo è forse più "importante" perché parla Darnton, perché è su Repubblica (e quindi alla ribalta per tutti), perché tocca tutti i punti chiave delle biblioteche digitali (copyright, monopoli editoriali, sforzi di preservazione, ecc.).
Il secondo però è più interessante perché arriva al cuore della biblioteca digitale: la potenzialità "hyper" del testo (e quindi della lettura) digitale. Il fatto che un testo possa essere e debba essere "qualcosa di più".
Per restare nel tema della lista, tutto questo è molto affine allo strumento wiki. Fra le potenzialità del wiki c'è la pagina "talk" associata ad ogni voce: il risultato finale della voce è accompagnato dalle discussioni che hanno portato a quella particolare stesura, e alle proposte per migliorarla. La voce in un wiki diventa "qualcosa di più". È questo il genere di features che è importante sottolineare, promuovere, insegnare. Il fatto che lo strumento digitale non è soltanto "più comodo", non è soltanto una copia più leggera del cartaceo, ma diventa uno strumento veramente nuovo e creativo. Senza dimenticare poi le altre funzioni "hyper": i link ad altre voci, i collegamenti esterni, i link alla versione in altre lingue, ecc. Il testo è perennemente arricchito.
Enrico
Il giorno 21 settembre 2012 15:01, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Intervista di Robert Darnton su Repubblica
http://www.repubblica.it/mobile-rep/venerdi/2012/09/21/news/nella_rete_il_sa...
(che fa il paio con un'altro bel post letto oggi: http://boingboing.net/2012/09/20/182389.html)
Aubrey
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