Edit: di Biblios.net se ne parlava nel 2009: https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-...
Il giorno 18 marzo 2015 10:43, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Qualche anno fa si era iniziato a parlare di Biblios.net, vi ricordate? http://biblios.net/how Qualcuno ha esperienza di quel framework? Sembrava una cosa promettente ma non so che seguito abbia avuto.
Il giorno 18 marzo 2015 10:29, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da
parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può
inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
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