Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Come dicevo anche su FB, io sono d'accordo su tutto, tranne che su un punto: la firma digitale secondo me è eccessiva, rischia di scoraggiare l'utente che passa e facilmente potrebbe segnalare un (eventuale) errore.
Ho visto che anche in una qualsiasi scheda della New York Public Library, poi, è possibile modificare, ma non ho provato personalmente perchè ci vuole il login. Sarebbe bello vedere cosa effettivamente si può fare.
Riguardo poi il mio talk, ho ribadito altrove e ribadisco anche qui che il mio punto non era tanto aprire all'utenza esterna (cosa che vedo con favore), ma soprattutto ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce. Secondo me si possono introdurre strumenti "più" orizzontali all'interno della comunità bibliotecaria, e provare dunque ad agire diversamente con i livelli di autorità delle voci. Alcune sperimentazioni potrebbero di/mostrare una migliore (o, perchè no, peggiore) efficienza.
Andrea
2015-03-17 18:57 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi serena.sangiorgi@gmail.com ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
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Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può
inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
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-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
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Qualche anno fa si era iniziato a parlare di Biblios.net, vi ricordate? http://biblios.net/how Qualcuno ha esperienza di quel framework? Sembrava una cosa promettente ma non so che seguito abbia avuto.
Il giorno 18 marzo 2015 10:29, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può
inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
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-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
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Edit: di Biblios.net se ne parlava nel 2009: https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-...
Il giorno 18 marzo 2015 10:43, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Qualche anno fa si era iniziato a parlare di Biblios.net, vi ricordate? http://biblios.net/how Qualcuno ha esperienza di quel framework? Sembrava una cosa promettente ma non so che seguito abbia avuto.
Il giorno 18 marzo 2015 10:29, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da
parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore può
inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Ciao a tutti, questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline.
Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali (venture).
Le slides sono queste: http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ e l'articolo è qui: http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital...
Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e macchinosa e inefficiente.
L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero essere portate anche in SBN, per esempio.
Aubrey
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
Giusto per dire: https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/07/catalogazione-sociale-il-mode...
Il giorno 18 marzo 2015 10:53, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Edit: di Biblios.net se ne parlava nel 2009: https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-...
Il giorno 18 marzo 2015 10:43, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Qualche anno fa si era iniziato a parlare di Biblios.net, vi ricordate?
http://biblios.net/how Qualcuno ha esperienza di quel framework? Sembrava una cosa promettente ma non so che seguito abbia avuto.
Il giorno 18 marzo 2015 10:29, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da
parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore
può inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una
discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: http://www.idref.fr/autorites/autorites.html
In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo davanti a una forma di cooperazione allargata.
E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile.
Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per scoraggiare interventi inappropriati).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni <zanni.andrea84@gmail.com > ha scritto:
> Ciao a tutti, > questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di > Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline. > > Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il > lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato > egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, > Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su > metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi > usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali > (venture). > > Le slides sono queste: > http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ > e l'articolo è qui: > http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital... > > Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto > per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed > è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. > Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: > ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e > che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e > macchinosa e inefficiente. > > L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi 15 > anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra > utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero > essere portate anche in SBN, per esempio. > > Aubrey > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari >
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
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A naso è un progetto che non è andato molto distante, perchè poco dopo la sua partenza sono iniziate le peripezie https://en.wikipedia.org/wiki/LibLime di LibLime con la community di Koha. Nonostante le bellissime intenzioni (oltre alla collaborazione si parlava di *rilasciare i record con licenza libera*) restava un prodotto dedicato ai clienti LibLime. Per curiosità mi sono iscritto e posso dirti che, molto semplicemente, non funziona più :( Penso da almeno qualche anno.
Però forse non ho capito il punto della discussione: aggiungere strumenti che permettano a non bibliotecari di editare record? Oppure migliorare la comunicazione tra i catalogatori di sistemi bibliotecari diversi?
Ciaooo Giuliooooo
Il giorno 18 marzo 2015 10:54, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Giusto per dire: https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/02/07/catalogazione-sociale-il-mode...
Il giorno 18 marzo 2015 10:53, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Edit: di Biblios.net se ne parlava nel 2009:
https://bonariabiancu.wordpress.com/2009/11/22/library-mashups-2-mashing-up-...
Il giorno 18 marzo 2015 10:43, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Qualche anno fa si era iniziato a parlare di Biblios.net, vi ricordate?
http://biblios.net/how Qualcuno ha esperienza di quel framework? Sembrava una cosa promettente ma non so che seguito abbia avuto.
Il giorno 18 marzo 2015 10:29, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Aggiungo un'altro pezzettino piccolissimo: il controllo e la verifica da
parte di esperti può essere anche *ex post,* invece che a priori *.* So bene che questo forse non sarebbe accettato, ma per l'utente è molto diverso vedere il risultato della sua azione subito piuttosto che dopo qualche giorno o settimana. Magari si vedrebbe che c'è una sostanziale buona volontà da parte degli utenti, e vengono segnalati o corretti errori direttamente. Magari no. Ricordiamoci però che la "naturalezza" in questi sistemi è importantissima. Il fatto che wikipedia lasci a tutti la possibilità di modificare è una scelta ben precisa: preferisce dare potere alla buona volontà di molti, dovendo poi gestire la cattiva volontà (o la semplice ignoranza) di altri, piuttosto che il contrario. Per adesso, ha funzionato.
Il punto è che per me è decisamente interessante e affascinante che una comunità di volontari inesperti abbia costruito un'enciclopedia che, pur con tutti i suoi limiti funziona, con picchi di qualità altissima e valli di mediocrità enormi. Mi chiedo cosa possa fare una comunità decisamente più omogenea (i catalogatori SBN), che hanno principalmente un solo obiettivo (catalogare) e hanno a disposizione svariate ore del loro lavoro quotidiano. Secondo me esperimenti (importazione di alcuni strumenti o metodi un po' più "wiki") se ne potrebbero fare, anche solo per vedere come va.
Aubrey
2015-03-17 21:13 GMT+01:00 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com:
Come credo di aver gia' scritto tempo fa, per anni sono stata incaricata del controllo di qualita' e bonifica del pregresso di un grande opac (non facente parte di SBN) e ho, quindi, toccato con mano quanto siano faticose operazioni di questo tipo. Controllare a campione i record prodotti da catalogatori e da chi effettua e crea le registrazioni degli ordini (nel catalogo), individuare le tipologie di errori piu' ricorrenti e segnalarle ai colleghi anziche' correggerli direttamente, cercare di fare formazione mirata, formare un team di colleghi che porti avanti, pian piano, la bonifica dei record di vecchia data in seguito a regole - o, piu' spesso, a prassi - catalografiche mutate...
Credo che tutto questo dovrebbe essere presente in ogni ambiente catalografico di dimensioni medio-grandi (anche, se non di piu', nei nuovi "non-cataloghi" collegati del futuro) anche se "costa"; la "cooperazione controllata", almeno nella mia esperienza, ha dimostrato di ripagare gli sforzi e le energie spesi.
SBN ha indubbi meriti nella storia delle biblioteche italiane e su questo, a mio parere, non ci piove. Devo dire pero' che anche 10 anni fa, in condizioni di risorse e personale molto migliori di adesso, la collaborazione con il mondo SBN era molto difficile; dico questo sia da interna (prima di "approdare" a Pisa ho lavorato in BNCF e poi nelle biblioteche dell'Univ. di Firenze) sia da esterna (mandavo segnalazioni frequenti su record bibliografici e di autorita' lacunosi o errati, ma mi resi conto che il tentativo di collaborazione, pur apprezzato a parole, non portava ad alcun effetto pratico).
Mi sto sempre piu' convincendo che l'ostacolo piu' grande al "ripensare ad una cooperazione bibliotecaria più fluida e veloce" non sia costituito tanto dalla scarsita' di risorse - finanziarie e umane - quanto da un modo troppo spesso autoreferenziale di intendere il nostro lavoro... E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
Buona serata a tutti, simona
Il giorno 17 marzo 2015 20:17, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
In SBN esiste una proposta di correzione, che qualsiasi catalogatore
può inoltrare all'ICCU. Il problema è che a Roma non hanno abbastanza personale per gestire questa cosa, i tempi sono troppo lunghi e quindi... beh, esistono i gestori di Polo con licenza di uccidere, più o meno attenti a questi aspetti o con più o meno tempo a disposizione per agire. Quello che da dentro abbiamo più volte lamentato non è la mancanza di strumenti, ma la scarsa applicabilità: la struttura immaginata è robusta, ma resa malfunzionante da varie & eventuali. L'uso delle firme digitali anche secondo me è terrificante, non ha il minimo senso "autoritativo" nel merito della proposta fatta (non è che con la firma digitale, che ho, mi posso permettere di vantare conoscenze. Magari con la laurea, o con il brevetto di istruttore subacqueo, in certi campi) Serena
Il giorno 17 marzo 2015 18:57, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Aggiungo una riflessione svolta altrove qualche giorno fa (in una > discussione su FB). Si tratta di un caso che conosco di > cooperazione allargata all'esterno, ai non bibliotecari, della gestione di > un authority file. Parlo di Idref: authoririty file del catalogo collettivo > delle università francesi: Sudoc. Consultabile liberamente da qui: > http://www.idref.fr/autorites/autorites.html > > In questo caso l'allargamento all'esterno concerne una attività > specifica: la verifica sulla qualità, cioè la segnalazione di eventuali > errori e modifiche da introdurre. Chiunque può segnalare. Per questo siamo > davanti a una forma di cooperazione allargata. > > E' semplice: IdRef mostra per ogni record in alto a destra 2 > pulsanti ben visibili che rinviano a 2 moduli: "Migliorare il > record" e "Segnalare un errore". L'apertura cooperativa a tutti non > riguar5da quindi l'editing dei record (come in Wikidata), perché nel caso > di un catalogo di biblioteca e authority file questo è impensabile, ma è > apertura nel senso di: aiutateci con segnalazioni e noi valuteremo. Questa > modalità fa quindi salvo il principio delle competenze specialistiche che > occorrono per gestire un catalogo e il connesso authority file. Allo stesso > tempo ammette che nella realtà il principio può non essere applicato sempre > in maniera corretta e coerente. Si tratta quindi di riconoscere > realisticamente che i cataloghi contengono errori e molte persone, se non > proprio chiunque, possono essere in grado di fare una segnalazione utile. > Allo stesso tempo, se le segnalazioni sono aperte a tutti, va però > introdotto un filtro da parte di un esperto: perché solo un esperto sa > valutare se effettivamente quello segnalato dall'utente X è un errore da > correggere e/o se la correzione suggerita è buona e utile. > > Se SBN mostrasse pubblicamente nella interfaccia Ricerca nelle Voci > di autorità dell'Opac, tutti i record di autorità come fa IdRef, non solo > il 4% come fa adesso, e inserisse pulsanti simili, sarebbe ottimo. > Dichiarerebbe con modestia la propria (ovvia) fallibilità e potrebbe > usufruire di energie esterne. Ma notate che nel caso di IdRef: 1) questa > apertura non è da intendersi nel senso della orizzontalità pura tipica di > Wikidata e Wikipedia, perché il sistema verticale delle competenze va > salvaguardato; 2) ci vuole la firma digitale (credo sia un modo per > scoraggiare interventi inappropriati). > > Pierfranco Minsenti > > > > > > > Il giorno 17 marzo 2015 10:05, Andrea Zanni < > zanni.andrea84@gmail.com> ha scritto: > >> Ciao a tutti, >> questa è la relazione che ho presentato, come Presidente di >> Wikimedia Italia, al Convegno delle Stelline. >> >> Per me era la prima volta come relatore, e invece di spiegare il >> lavoro che Wikimedia Italia fa con le biblioteche (già spiegato >> egregiamente negli anni passati da Susanna Giaccai, Virginia Gentilini, >> Pierfranco Minsenti) ho provato a mettere insieme qualche appunto su >> metodi, strumenti e tecniche che i progetti comunitari e collaborativi >> usano. Con la speranza che possano essere utili per le biblioteche digitali >> (venture). >> >> Le slides sono queste: >> http://aubreymcfato.github.io/slides/comunit%C3%A0/ >> e l'articolo è qui: >> http://aubreymcfato.com/2015/03/15/costruire-comunita-le-biblioteche-digital... >> >> Chi c'era sa che il mio talk è stato un po' contestato, soprattutto >> per la parte su SBN. Sono risultato più provocatorio di quanto volessi, ed >> è colpa del mio istrionismo da palco e quindi del mio tono. >> Ribadisco, ancora una volta, che io non ho nulla contro SBN in sè: >> ho invece un sacco di cose contro tutto ciò che fa funzionare male SBN, e >> che rende (quando succede) la cooperazione bibliotecaria farraginosa e >> macchinosa e inefficiente. >> >> L'idea è semplicemente che i progetti collaborativi, negli ultimi >> 15 anni, abbiano scoperto metodi e tecniche ottime per la cooperazione fra >> utenti e la costruzione di comunità: alcune di queste tecniche potrebbero >> essere portate anche in SBN, per esempio. >> >> Aubrey >> >> _______________________________________________ >> Bibliotecari mailing list >> Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it >> Configurazione utente: >> http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari >> > > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari >
-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
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Però forse non ho capito il punto della discussione: aggiungere strumenti che permettano a non bibliotecari di editare record? Oppure migliorare la comunicazione tra i catalogatori di sistemi bibliotecari diversi?
Entrambi. Ma nel mio talk/articolo, io parlavo della seconda. E non solo comunicazione (che rimane importantissima), ma proprio strumenti migliori per la collaborazione: orizzontalità VS gerarchia di livelli, version control delle modifiche, pagina di discussione per ogni record, modalità del consenso. Una cosa del genere :-)
Andrea
_______________________________________________
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Simona Turbanti, 17/03/2015 21:13:
E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
SBN però è fatto da tutti, non solo da chi lo gestisce. Questo per dire che chissà, può essere che LOC riesca a gestire meglio le segnalazioni anche perché quelle che riceve sono "migliori" di quelle che circolano in SBN.
Anche in tal caso, però, possono esserci delle cure. Una volta due wikipediani italofoni si annullarono a vicenda, interminabilmente, l'inserimento e rimozione di una virgola (seriamente). Però tutto è visibile, quindi uno dei due fu bloccato per qualche tempo e la "figuraccia" resta visibile a imperitura memoria.
Federico "avvocato del diavolo" Nemo
Ciao, per evitare di parlare di SBN, che a volte sembra di sparare sulla croce rossa, ho preso quello che da tutti i catalogatori del mondo (e da alcuni non catalogatori, tipo me) e' considerato uno dei piu' riusciti esempi di collaborazione in ambito cataloghi.
Come funziona la collaborazione degli utenti generici in worldcat? Lo dicono loro stessi: "Can I add information to WorldCat? Yes! On the WorldCat page for a particular item, you can enter a rating and review under the "Reviews" tab, and contribute factual notes or a book's table of contents under the "Details" tab. Note that only you can modify or delete your own review, but other users can edit information that has been contributed under Details (similar to Wikipedia)."
In sostanza, a parte il richiamo a wikipedia, che e' sempre appealing ma mi pare usato male, in questo caso, l'utente puo' aggiungere recensioni e poco piu'.
Come funziona la collaborazione di utenti primari (intendo le biblioteche e i bibliotecari)? Si associano, pagano e inviano le proprie holdings. nessuno corregge e integra nessun altro, salvo i bibliotecari (e gli algoritmi automatici) di OCLC.
Insomma, il miglior catalogo collaborativo del mondo non prevede... che si collabori realmente!
Anche per la collaborazione e la conversazione ci deve essere un motivo e anche un risultato.
Non credo che il modello wiki sia tout-court risolutivo (se anche fosse applicabile) dei problemi di SBN che ha, innanzitutto, da ripensare i suoi obiettivi primi, le sue funzioni e la collaborazione istituzionale che lo regge.
Si parlava delle proposte di correzione. Le proposte di correzione non vanno all'ICCU, vanno al Polo che ha creato il record, e dovrebbero essere indirizzate, se non ricordo male, alla biblioteca/operatore che ha creato (o modificato, ora non ricordo) il record. Perche' non si risponde, allora, posto che gia' rispondere permetterebbe di stabilire una conversazione?
Magari perche' chi ha creato il record e' andato in pensione (e non e' stato sostituito), o perche' e' ancora a lavoro, a catalogare a 10 centesimi a cattura (e forse nella sua scala di priorita' la conversazione sul catalogo viene dopo il ricevere uno stipendio minimamente decente) o ancora perche' non e' capace perche' in nessun corso SBN le proposte di correzione sono oggetto di specifica formazione.
Forse sono andato piu' in la' di quanto volessi, come lunghezza e come tema... scusatemi! :) andrea
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il giorno 18 marzo 2015 14:29, Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com ha scritto:
Simona Turbanti, 17/03/2015 21:13:
E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/ catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
SBN però è fatto da tutti, non solo da chi lo gestisce. Questo per dire che chissà, può essere che LOC riesca a gestire meglio le segnalazioni anche perché quelle che riceve sono "migliori" di quelle che circolano in SBN.
Anche in tal caso, però, possono esserci delle cure. Una volta due wikipediani italofoni si annullarono a vicenda, interminabilmente, l'inserimento e rimozione di una virgola (seriamente). Però tutto è visibile, quindi uno dei due fu bloccato per qualche tempo e la "figuraccia" resta visibile a imperitura memoria.
Federico "avvocato del diavolo" Nemo
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Ottimo intervento Ciao Mauro
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Il giorno 18/mar/2015, alle ore 14:51, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, per evitare di parlare di SBN, che a volte sembra di sparare sulla croce rossa, ho preso quello che da tutti i catalogatori del mondo (e da alcuni non catalogatori, tipo me) e' considerato uno dei piu' riusciti esempi di collaborazione in ambito cataloghi.
Come funziona la collaborazione degli utenti generici in worldcat? Lo dicono loro stessi: "Can I add information to WorldCat? Yes! On the WorldCat page for a particular item, you can enter a rating and review under the "Reviews" tab, and contribute factual notes or a book's table of contents under the "Details" tab. Note that only you can modify or delete your own review, but other users can edit information that has been contributed under Details (similar to Wikipedia)."
In sostanza, a parte il richiamo a wikipedia, che e' sempre appealing ma mi pare usato male, in questo caso, l'utente puo' aggiungere recensioni e poco piu'.
Come funziona la collaborazione di utenti primari (intendo le biblioteche e i bibliotecari)? Si associano, pagano e inviano le proprie holdings. nessuno corregge e integra nessun altro, salvo i bibliotecari (e gli algoritmi automatici) di OCLC.
Insomma, il miglior catalogo collaborativo del mondo non prevede... che si collabori realmente!
Anche per la collaborazione e la conversazione ci deve essere un motivo e anche un risultato.
Non credo che il modello wiki sia tout-court risolutivo (se anche fosse applicabile) dei problemi di SBN che ha, innanzitutto, da ripensare i suoi obiettivi primi, le sue funzioni e la collaborazione istituzionale che lo regge.
Si parlava delle proposte di correzione. Le proposte di correzione non vanno all'ICCU, vanno al Polo che ha creato il record, e dovrebbero essere indirizzate, se non ricordo male, alla biblioteca/operatore che ha creato (o modificato, ora non ricordo) il record. Perche' non si risponde, allora, posto che gia' rispondere permetterebbe di stabilire una conversazione?
Magari perche' chi ha creato il record e' andato in pensione (e non e' stato sostituito), o perche' e' ancora a lavoro, a catalogare a 10 centesimi a cattura (e forse nella sua scala di priorita' la conversazione sul catalogo viene dopo il ricevere uno stipendio minimamente decente) o ancora perche' non e' capace perche' in nessun corso SBN le proposte di correzione sono oggetto di specifica formazione.
Forse sono andato piu' in la' di quanto volessi, come lunghezza e come tema... scusatemi! :) andrea
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il giorno 18 marzo 2015 14:29, Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com ha scritto:
Simona Turbanti, 17/03/2015 21:13:
E su questo terreno gli stranieri ci battono, impietosamente; non esisterebbero altrimenti form per la segnalazione di errori come questo della Library of Congress, rivolti per altro non solo a librarians ma a tutta la comunita': http://www.loc.gov/contact/catalog-record-error-report/ E, vi assicuro, l'errore viene realmente corretto, come per magia!
SBN però è fatto da tutti, non solo da chi lo gestisce. Questo per dire che chissà, può essere che LOC riesca a gestire meglio le segnalazioni anche perché quelle che riceve sono "migliori" di quelle che circolano in SBN.
Anche in tal caso, però, possono esserci delle cure. Una volta due wikipediani italofoni si annullarono a vicenda, interminabilmente, l'inserimento e rimozione di una virgola (seriamente). Però tutto è visibile, quindi uno dei due fu bloccato per qualche tempo e la "figuraccia" resta visibile a imperitura memoria.
Federico "avvocato del diavolo" Nemo
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Mi sono informata dippiù:
Il giorno 18 marzo 2015 14:51, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, (...)
Si parlava delle proposte di correzione. Le proposte di correzione non vanno all'ICCU, vanno al Polo che ha creato il record, e dovrebbero essere indirizzate, se non ricordo male, alla biblioteca/operatore che ha creato (o modificato, ora non ricordo) il record. Perche' non si risponde, allora, posto che gia' rispondere permetterebbe di stabilire una conversazione?
Dipende dal livello del record. Non vanno tutti all'ICCU per correzione o smistamento, come pensavo.
MIN e MED possono essere sistemati da un qualsiasi MED che abbia il record/libro stesso (cioè il catalogatore ha il volume in mano, presupposto insuperabile della catalogazione in SBN) MAX invece è responsabilità del polo che crea/innalza il livello record a MAX: arriva al gestore di polo SUP: la correzione va alla Nazionale di Firenze
Magari perche' chi ha creato il record e' andato in pensione (e non e' stato sostituito), o perche' e' ancora a lavoro, a catalogare a 10 centesimi a cattura (e forse nella sua scala di priorita' la conversazione sul catalogo viene dopo il ricevere uno stipendio minimamente decente) o ancora perche' non e' capace perche' in nessun corso SBN le proposte di correzione sono oggetto di specifica formazione.
La gestione delle proposte di correzione non può essere nei "corsi SBN" perchè sta nei "corsi per gestore di polo SBN" (? ok, ok...) Ovvero, mi sbagliavo ma non del tutto, le proposte di correzione rispecchiano la costruzione di SBN e i livelli di catalogazione (questo mi pare condivisibile).
Il che significa, certamente, che la comunicazione va migliorata e magari anche imposta: spesso si cattura e basta, anche senza essere cottimisti, senza voler "perfetto" il record (modalità catalogatore che ci-mette-una-mattina-per-libro off)
"meglio un libro catalogato male che un libro catalogato affatto", non so chi lo diceva ma mi colpì moltissimo secoli fa quando studiavo per i concorsi. Ha ancora un suo perchè, forse anche di più oggi con i cataloghi in rete: da qualche parte ci arrivi.
Serena
Giusto una postilla, affinche' sia chiaro che non credo l'intento di nessuno sia "sparare" su SBN, di cui personalmente apprezzo i tanti meriti. Ho sentito spesso lamentare, in vari Poli SBN in varie parti d'Italia, la difficolta' di comunicare con i colleghi di altri Poli (senza pensare alle due Nazionali) e penso questa sia una mancanza importante in un servizio che e' nato con il preciso focus della collaborazione... E' vero, le cause possono essere molte e mal riducibili in uno scambio mail, ma non ci nascondiamo dietro alla scarsita' di risorse poiche' questo accadeva anche oltre dieci anni fa.
Da ultimo, sono convinta anche io che l'ottimo sia nemico del bene e che non sia auspicabile spendere un'ora a libro, se non in contesti e per materiali particolari. Infatti, il controllo di qualita' non e' finalizzato (soltanto) a mantenere un livello di qualita' accettabile - non certo la perfezione - in un catalogo, ma anche (e soprattutto) a far percepire l'opac e la catalogazione come "cosa di tutti", di cui tutta la comunita' e' responsabile...
simona
Il giorno 18 marzo 2015 15:37, Serena Sangiorgi serena.sangiorgi@gmail.com ha scritto:
Mi sono informata dippiù:
Il giorno 18 marzo 2015 14:51, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, (...)
Si parlava delle proposte di correzione. Le proposte di correzione non vanno all'ICCU, vanno al Polo che ha creato il record, e dovrebbero essere indirizzate, se non ricordo male, alla biblioteca/operatore che ha creato (o modificato, ora non ricordo) il record. Perche' non si risponde, allora, posto che gia' rispondere permetterebbe di stabilire una conversazione?
Dipende dal livello del record. Non vanno tutti all'ICCU per correzione o smistamento, come pensavo.
MIN e MED possono essere sistemati da un qualsiasi MED che abbia il record/libro stesso (cioè il catalogatore ha il volume in mano, presupposto insuperabile della catalogazione in SBN) MAX invece è responsabilità del polo che crea/innalza il livello record a MAX: arriva al gestore di polo SUP: la correzione va alla Nazionale di Firenze
Magari perche' chi ha creato il record e' andato in pensione (e non e' stato sostituito), o perche' e' ancora a lavoro, a catalogare a 10 centesimi a cattura (e forse nella sua scala di priorita' la conversazione sul catalogo viene dopo il ricevere uno stipendio minimamente decente) o ancora perche' non e' capace perche' in nessun corso SBN le proposte di correzione sono oggetto di specifica formazione.
La gestione delle proposte di correzione non può essere nei "corsi SBN" perchè sta nei "corsi per gestore di polo SBN" (? ok, ok...) Ovvero, mi sbagliavo ma non del tutto, le proposte di correzione rispecchiano la costruzione di SBN e i livelli di catalogazione (questo mi pare condivisibile).
Il che significa, certamente, che la comunicazione va migliorata e magari anche imposta: spesso si cattura e basta, anche senza essere cottimisti, senza voler "perfetto" il record (modalità catalogatore che ci-mette-una-mattina-per-libro off)
"meglio un libro catalogato male che un libro catalogato affatto", non so chi lo diceva ma mi colpì moltissimo secoli fa quando studiavo per i concorsi. Ha ancora un suo perchè, forse anche di più oggi con i cataloghi in rete: da qualche parte ci arrivi.
Serena
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Quindi (banalizzo quello che scrive Simona, lei non me ne vorra' perche' tanto sa che sono limitato ;) forse gia' una mailing list dei catalogatori sbn dedicata a gestire le proposte di correzione sarebbe un bel passo avanti e a costo quasi zero...
posto che resterebbe il problema di chi si iscrive alla lista e come si gestisce il turnover delle persone che lavorano a progetto, due mesi per catalogare in sbn, uno a spasso, sei a fare non so che e poi ancora a catalogare in sbn
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il giorno 18 marzo 2015 18:33, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Giusto una postilla, affinche' sia chiaro che non credo l'intento di nessuno sia "sparare" su SBN, di cui personalmente apprezzo i tanti meriti. Ho sentito spesso lamentare, in vari Poli SBN in varie parti d'Italia, la difficolta' di comunicare con i colleghi di altri Poli (senza pensare alle due Nazionali) e penso questa sia una mancanza importante in un servizio che e' nato con il preciso focus della collaborazione... E' vero, le cause possono essere molte e mal riducibili in uno scambio mail, ma non ci nascondiamo dietro alla scarsita' di risorse poiche' questo accadeva anche oltre dieci anni fa.
Da ultimo, sono convinta anche io che l'ottimo sia nemico del bene e che non sia auspicabile spendere un'ora a libro, se non in contesti e per materiali particolari. Infatti, il controllo di qualita' non e' finalizzato (soltanto) a mantenere un livello di qualita' accettabile - non certo la perfezione - in un catalogo, ma anche (e soprattutto) a far percepire l'opac e la catalogazione come "cosa di tutti", di cui tutta la comunita' e' responsabile...
simona
Il giorno 18 marzo 2015 15:37, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
Mi sono informata dippiù:
Il giorno 18 marzo 2015 14:51, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, (...)
Si parlava delle proposte di correzione. Le proposte di correzione non vanno all'ICCU, vanno al Polo che ha creato il record, e dovrebbero essere indirizzate, se non ricordo male, alla biblioteca/operatore che ha creato (o modificato, ora non ricordo) il record. Perche' non si risponde, allora, posto che gia' rispondere permetterebbe di stabilire una conversazione?
Dipende dal livello del record. Non vanno tutti all'ICCU per correzione o smistamento, come pensavo.
MIN e MED possono essere sistemati da un qualsiasi MED che abbia il record/libro stesso (cioè il catalogatore ha il volume in mano, presupposto insuperabile della catalogazione in SBN) MAX invece è responsabilità del polo che crea/innalza il livello record a MAX: arriva al gestore di polo SUP: la correzione va alla Nazionale di Firenze
Magari perche' chi ha creato il record e' andato in pensione (e non e' stato sostituito), o perche' e' ancora a lavoro, a catalogare a 10 centesimi a cattura (e forse nella sua scala di priorita' la conversazione sul catalogo viene dopo il ricevere uno stipendio minimamente decente) o ancora perche' non e' capace perche' in nessun corso SBN le proposte di correzione sono oggetto di specifica formazione.
La gestione delle proposte di correzione non può essere nei "corsi SBN" perchè sta nei "corsi per gestore di polo SBN" (? ok, ok...) Ovvero, mi sbagliavo ma non del tutto, le proposte di correzione rispecchiano la costruzione di SBN e i livelli di catalogazione (questo mi pare condivisibile).
Il che significa, certamente, che la comunicazione va migliorata e magari anche imposta: spesso si cattura e basta, anche senza essere cottimisti, senza voler "perfetto" il record (modalità catalogatore che ci-mette-una-mattina-per-libro off)
"meglio un libro catalogato male che un libro catalogato affatto", non so chi lo diceva ma mi colpì moltissimo secoli fa quando studiavo per i concorsi. Ha ancora un suo perchè, forse anche di più oggi con i cataloghi in rete: da qualche parte ci arrivi.
Serena
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