Rispondo a Francesca Santarelli per chiarire due equivoci:
Zotero è stato fatto per integrarsi con opac, con biblioteche digitali, archivi elettronici, banche dati Google Scholar e quant'altro. Anche con i blog. Non è un prodotto che dovrebbe sostituire i portali a cui pensi tu perché si integra con loro, con una miriade. Questo è uno dei punti forti. Però non puoi provare con i due opac nazionali SBN: http://www.internetculturale.it/ e http://opac.sbn.it/ perché sono tra le poche cose con cui NON funziona (forse perché sono statali? prova a pensarci perché con gli opac commerciali italiani funziona... possibile che non si faccia mente locale su questo?).
Ma l'unico modo per capire è se lo scarichi e lo installi in Firefox: poi fai delle prove con opac, con Google Scholar, con Europeana ecc. ecc.
Conclusione: non bisogna cercare il prodotto che fa tutto. Ma cercare prodotti che fanno bene ognuno un insieme coerente di funzioni e che si integrano tra loro grazie all'uso di standard.
Secondo equivoco: non si capisce se interessa una piattaforma per la condivisione e il chatting attorno ai libri, come è il caso di Anobii, Goodreads, ecc. = cose molto famose e usate MA che non hanno a che fare con i cataloghi di biblioteca. Oppure se interessa un opac di biblioteca che fa anche quelle cose, almeno in parte. Gli esempi di questo secondo tipo sono stati citati. Quindi? Entrambi poi, sia gli Anobii vari che gli opac di seocnda generazione, come dice Giulio hanno tutti gli stessi limiti di mancata esportazione. Allora la tua soluzione è: un unico portale nazionale.
Due problemi rilevanti che non consideri in questa tua soluzione: 1) la soluzione funziona solo se è sostitutiva: uno sostituisce tutti. Altrimenti come dice Giulio hai solo una nuova piattaforma che si aggiunge alle altre. Per la soluzione sosttitutiva hai bisogno di promulgare una legge con 2 articoli: il primo articolo imporrà alle biblioteche di usare una unica piattaforma nazionale e chiudere i contratti con i fornitori dei loro opac; l'articolo 2) imporrrà alle ditte di opac di riconvertirsi o chiudere. Estremo? C'è un'altra modalità per imporre la piattaforma unica quando ogni biblioteca ha il diritto di scegliere il fornitore, visto che lo paga? E inoltre così i bibliotecari hanno autonomia di scelta. E infine perché così potrebbe esprimersi anche la comunità locale di utenti di cui parli. Perché se la piattaforma nazionale fosse imposta a tutti top down: come farebbero le comunità locali a esprimersi? O manderebbero dei rappresentanti un una specie di parlamento nazionale degli utenti dell'unico opac nazionale?
2) proviamo a immaginare di non imporre nulla a nessuno in maniera top down ma di convincere e incentivare tutti a passare a una unica piattaforma nazionale. Per es. l'opac SBN potrebbe arricchirsi di funzioni social. Ma: come fai a convincere gli utenti a mettere le cose lì? E se preferiscono farlo altrove?
Questo è il grosso problema: gli utenti fanno come vogliono. Gli utenti non li costringi. Lo stesso vale per Social Book. Come ne promuovi l'uso?
Il punto è: parti dall'online? Sarà facile, partire. Basta avere un informatico. Ma poi, come arriverai da lì alle persone reali e a condizionare le loro abitudini facendo in modo che usino il tuo portale ammesso che non possiamo fare fuori tutti gli altri per legge?
Ci vuole un lavoro di promozione. Ci vogliono tante altre cose. Ma una cosa è certa: se fosse facile lo farebbero tutti.
Consiglio una ripassata del film The Facebook per vedere come nasce una piattaforma di successo dal nulla. Altri consigli non ne ho.
Pierfranco
Il giorno 25 febbraio 2014 17:33, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Questo Zotero mi pare utile e me lo studio con calma, ma non copre i servizi connessi alla biblioteca, quelli citati dalla blogger.
Comunque, che mi dici dell'email a proposito di Social Book? Che ne pensi?
Francesca
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Il giorno 25 febbraio 2014 17:24, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Negli stati scandinavi esistono portali nazionali.
Però attenzione: bisogna prima capire bene esigenze e possibili soluzioni. Per es.: se l'esigenza è quella di salvare ricerche bibliografiche con note connesse e avere una soluzione sempre portabile, allora esistono altri strumenti. Uno dei migliori è Zotero: perché:
- è gratuito.
- integrato nel browser Firefox
- copia benissimo record bibliografici in una cartella sul computer
dell'utente (o volendo su una cartella o hard disk mobile). Per es. scarica i record bene anche dal portale Discovery 4) scarica anche i full-text: sia file PDF, che intere pagine web = tutta la pagina, cioè tutti i files che la compongono e che così poi il computer potrà visualizzare esattamente com'era anche se nel frattempo fosse diventata irraggiungibile, cancellata, messa ad accesso riservato. Infine ad un record salvato possono essere associati altri tipi di files: .dco, powe point ecc. 5) se vuoi puoi avere anche l'esatta copia copia della tua cartella Zotero online: così hai tutto e la copia può essere periodica e automatica; 6) se vuoi puoi dare accesso ad altri alla tua cartella online e anche creare una cartella collaborativa, di gruppo. Oppure la tieni privata. O ancora: crei cartelle private e altre pubbliche 7) può essere usato per compilare bibliografie e riferimenti bibliografici da inserire in qualsiasi tipo di documento e con lo stile bibliografico che scegli tu da un elenco. Per es. basta installare in word o in open office un apposito plugin gratuito e da Word o da Open Office cliccando sul pulsante apposito vai a fare una ricerca in Zotero e a selezionare la risorsa che vuoi citare. Zotero inserirà nel documento che stai scrivendo la referenza bibliogarfica formatatta come hai scelto tu.
In sostanza sto parlando di questo: http://www.zotero.org/ Gratuito per tutte le piattaforme.
Che cosa vuoi di più? Io lo uso da anni (è nato nel 2006) e mi trovo benissimo. Ho migrato la cartella locale da un computer all'altro e ho sempre quella online con la copia di tutto. Questa è la risposta per una persona che:
- cerca
- salva
- condivide
- scrive
Perché pensare a un software unico di stato?
Il desiderio non è sbagliato: ma le soluzioni a una esigenza in genere sono tante. Guardiamoci attorno prima di pensare alla soluzione statale. molto lontana.
Pierfranco
Il giorno 25 febbraio 2014 16:53, Giovanna Frigimelica < gfrigimelica@gmail.com> ha scritto:
Unica pecca, è un giardino chiuso, come tutti gli altri. Penso che lo
Stato
dovrebbe acquisire/riprogettare questo prodotto a tutte le
biblioteche, in
modo da mettere a sistema lo sforzo sia di sviluppo che di impegno dei bibliotecari che di utilizzo dei cittadini.
Per fare si' che lo "Stato" faccia questo bisognerebbe cambiare la Costituzione... la promozione della cultura e' competenza delle Regioni (infatti la maggior parte delle biblioteche esistenti sul territorio sono "pubbliche" e dipendono dal Comune). Quello che potrebbe fare lo Stato (se con questo termine intendiamo un ente centrale tipo l'ICCU o il Mibac) e' mettere a disposizione degli interessati sw open source che vengano utilizzati o realizzati per i propri scopi, cosa che fa molto parzialmente al momento.
Capisco che l'osservazione sia un po' off topic rispetto alla discussione che state portando avanti, ma mi sembrava importante sottolinearlo, perche' e' una cosa che sento dire spesso ed e' sostanzialmente errata. Ciao, Giovanna _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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