Io non parlavo di rendere pubblici in anticipo i risultati di un lavoro, cosa che naturalmente non sarebbe utile. Io parlavo di una cosa diversa: cioè di comunicare l'iniziativa (non i risultati) iniziando da: 1) dire che è in corso e che in che cosa consiste 2) dire che obiettivi si propone 3) dire che metodo adotta
Dire tutte queste è semplicemente mettere al corrente, insieme a dichiarare gli obiettivi, spiegare e giustificare quale è il metodo adottato. Non è da confondere con il pubblicare in anticipo dei risultati su cui si è incerti. È una questione di trasparenza e di avere le idee chiare su obiettivi e metodi. Il silenzio su entrambe queste cose non è giustificabile, né se ne vede l'utilità. Se tutti facessero così allora anche di cose come per es. i progetti di legge si saprebbe solo alla fine, quando sono belle e pronti. Ma non è più così. Oggi possiamo leggere i testi delle proposte, seguire i verbali delle discussioni. Naturalmente non dico che si debba seguire lo stesso criterio alla lettera. Ma è un dato di fatto che la trasparenza sul lavoro degli enti pubblici impone che anche i momenti iniziali e l'iter sia comunicato. Non solo al momento dei risultati.
Il giorno 24 aprile 2014 13:36, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Questo, al momento, mi vede contrario, rischiamo di fare due volte lo stesso lavoro. Prima IMHO è meglio fare e pubblicare i dataset, poi ci occupiamo di pulire i dati.
Appunto: è quello che ho detto io. È quello che ha fatto la Germania: prima pubblicare i dati, che in questo caso vorrebbe dire: 1) dare tutto al VIAF 2) rendere tutte le schede di autorità visibili pubblicamente dall'opac SBN.
Perlomeno io intendevo questo. Non c'è nessun lavoro doppio perché il lavoro doppio è un problema quando è manuale (tempi e costi) ma non è un problema quando è un computer a svolgerlo e semplicemente consiste nel fargli lavorare quantità più elevate. Invece il contrario, cioè prima pulire i dati e poi pubblicarli, è la ricetta seguita sinora. Peccato che il lavoro sull'authority file per i records italiani sia finito da anni e non sia continuato per i records di autori stranieri, per cui il metodo della disponibilità di fondi statali straordinari per estendere il lavoro di collaboratori anche a records di autori stranieri sembra ormai da tempo una ipotesi seppellita. È evidente l'assenza di fondi straordinari su cui poter contare. Considerare realisticamente questo dato di fatto porta a dire che il metodo va ribaltato: prima si pubblica e poi si pulisce. In ogni caso era l'ipotesi avanzata anche dallo stesso direttore ICCU circa 1 anno fa. Non ho detto nulla di nuovo, quindi. Non capisco su cosa dici che non sei d'accordo. penso ci sia un equivoco. Non credo che tu conosca l'iter di lavoro sulla pulizia dei records di autorità di autori italiani, il metodo seguito, il finanziamento e per quali ragioni appaiono tutte soluzioni non ripetibili mentre una enorme parte di lavoro rimane da fare.
Pierfranco