Vi pare normale che William Shakespeare non abbia una scheda di autorità (visibile) su SBN, mentre "Shakespeare, William <pseud.>" autore di "Pocahontas e Culo Splendente, Varese, 1997" ce l'abbia? [1]
E vi pare normale che l'authority file VIAF del più noto abbia collegato erroneamente il record SBN dello pseudonimo? [2]
:(
Ieri per sbaglio avevo aggiunto il codice SBN all'item Wikidata relativo a Shakespeare, per fortuna mi sono accorto e l'ho rimosso a mano, e ho segnalato l'errore nell'apposita pagina [3].
Buona giornata a tutti!
[1] http://id.sbn.it/af/IT%5CICCU%5CCFIV%5C180213 [2] https://viaf.org/viaf/96994048/ [3] https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia%3AVIAF%2Ferrors&dif...
È un problema già emerso l'anno scorso: purtroppo nel caso di tantissimi autori stranieri non è stato ancora creato un corrispondente record di autorità con livello massimo (livello AUF) nell'authority file di SBN, cioè per quegli autori per ora esistono records di autorità con livelli inferiori. Il risultato è che in tutti questi casi il rispettivo record di autorità, che ha livello inferiore ad AUF, non viene reso visibile nell'opac SBN (che è stato impostato per rendere visibili solo records con livello AUF) e pertanto ognuno di questi records non possiede neppure una URI che possa essere citata in Wikidata o Wikipedia. Nel frattempo vengono creati records di autorità di livello massimo ma per autori del tutto secondari, come si è visto per es. anche nel caso di attori western. Il catalogatore che nei Poli ha il livello per poter creare records di livello AUF lavora solo sui nuovi records, non interviene sui records già creati per elevarne il livello e farli così rientrare tra gli autori AUF, cioè non lavora sui records già esistenti di Shakespeare o su Proust. Perché? Perché purtroppo l'ICCU (e i Poli sono d'accordo) sembra aver concepito l'operazione di controllo sui records già esistenti per elevarli al livello AUF come operazione da affidare solo a collaboratori esterni quando ha i soldi per pagarli. I catalogatori fissi non sembrano doversi far carico di tale lavoro. Non è mai stato spiegato perché, per cui si dà per scontato che i catalogatori fissi non possano fare tale lavoro (?). Questo è il motivo per cui si producono questi assurdi divari tra l'inesistenza di records AUF per importanti autori stranieri e l'esistenza di records AUF per casi assolutamente secondari. La creazione di records AUF non segue una politica coordinata e soprattutto tralascia gli autori importanti, già esistenti ma creati a livelli inferiori.
In realtà il problema emerge innanzitutto adesso: è la creazione del VIAF, l'uso di link esterni a partire da Wikidata e Wikipedia che fa emergere la cattiva gestione dei records AUF in SBN, l'assenza di importanti autori stranieri e la creazione di nuovi records AUF dedicati a autori di nessuna importanza, cosa di per sé non sbagliata, ma che fa emergere il divario con l'assenza di records AUF per autori importanti. È solo dal punto di vista delle esigenze dovuto alla creazione di un sistema di linking esterno che queste grosse falle di SBN emergono.
Quindi il problema è dovuto all'impostazione del lavoro di pulizia dell'authority file SBN decisa vari anni fa dall'ICCU: lavorare sugli autori italiani, innanzitutto, sfruttando fondi straordinari usati per pagare collaboratori esterni che controllassero i records di autori italiani già esistenti in SBN, eliminassero doppioni, inserissero informazioni, e così elevassero al livello massimo AUF i records. Questa impostazione prevedeva di rimandare ad altro momento un lavoro simile da fare sugli autori stranieri. Ma non sembra che sia mai arrivato il momento di lavorare sugli autori stranieri, probabilmente perché non è stato mai più possibile reperire fondi straordinari per far lavorare collaboratori esterni. Tutto questo lo si ricostruisce dai documenti esistenti, ma non è raccontato da nessuna parte in questo modo. C'è grande assenza di informazioni sullo stato dell'authority file di SBN e sui progetti di evoluzione.
Rispetto a questi problemi, nell'incontro di giugno 2013 a Roma il direttore dell'ICCU aveva accennato al fatto che stavano meditando di inviare al VIAF anche i records di livello inferiore ad AUF, cosa che migliorerebbe sensibilmente la situazione. Tuttavia, come mostra anche questo esempio, non pare che la cosa sia ancora stata fatta e d'altronde tutto ciò che circonda il lavoro dell'ICCU su SBN, i progetti, e più nello specifico i rapporti con il VIAF non è mai oggetto di nessuna forma di informazione, pubblicità, comunicazione (il problema lo si vede anche in quello che è stato reso noto su questa lista circa il lavoro di mappatura che dovrebbe portare a creare entità FRBR: una cosa che non viene comunicata da nessuna parte né per quanto riguarda le intenzioni che presiedono all'iniziativa né per quanto riguarda la metodologia adottata). Sostanzialmente il grosso problema di fondo della gestione di SBN che è stato portato all'attenzione anche l'anno scorso nell'incontro romano, cioè l'assenza di comunicazione, rimane irrisolto: è una cosa del tutto palese, lo si vede ogni giorno. È uno stile di lavoro e di direzione su cui la gestione collegiale di SBN tramite organi di governo formati da vari componenti non sembra influire perché anche da quelle fonti non viene mai nessuna informazione, dal che si deduce che è uno stile condiviso.
Invece per quanto riguarda il cluster VIAF https://viaf.org/viaf/96994048/si tratta di un evidente errore da parte di OCLC che dovrebbe essere corretto da loro. Non è neppure chiaro come si sia formato perché il record SBN CFIV180213 è collegato a un titolo che non fa parte dell'opera dello Shakespeare autore teatrale.
L'ICCU potrebbe seguire l'esempio della Germania e dare al VIAF tutti i records di autorità, indipendentemente dal loro livello. La Germania ha dato tutto, compreso un numero altissimo di records doppi e records di bassa qualità. Invece l'ICCU sembra voler seguire un metodo diametralmente opposto (peraltro mai reso esplicito) e dare solo ciò che è stato sottoposto a preventivo controllo. Eppure la realtà dimostra che si tratta di un obiettivo non realizzabile perché lo standard qualitativo usato per gli autori italiani era stato raggiunto con l'aiuto di fondi straordinari. Il problema di fondo è quindi quello di tutta la storia di SBN per quanto riguarda il lavoro svolto al centro: la sostenibilità del progetto, il fatto di aver fatto dipendere procedure fondamentali di controllo dall'esistenza di finanziamenti straordinari che non ci sono più da tempo. La soluzione alternativa non può che essere allentare il vincolo sul procedimento di controllo di qualità. Se lo fa lo Germania lo può fare anche l'Italia. Ma ripeto: il problema emerge solo se si dà importanza al VIAF e al linking, perché dal punto di vista di SBN in termini di funzionamento della base dati, di ricerche nell'opac, insomma in termini strettamente nazionali, non è un vero problema, e questo comunque a patto di aver anche deciso che non è un obiettivo importante rendere visibili al pubblico tutti i records dell'authority file, cosa che molti fanno da tempo. Allora dovremmo chiederci: quanto la rete SBN vuole essere veramente internazionale nel senso in cui lo sono tanti altri stati e porsi questi obiettivi in maniera seria, superando con soluzioni pragmatiche i problemi attuali? Purtroppo non c'è una risposta chiara sulla vocazione internazionale di SBN.
Pierfranco
Il giorno 24 aprile 2014 08:53, Accurimbono accurimbono@yahoo.it ha scritto:
Vi pare normale che William Shakespeare non abbia una scheda di autorità (visibile) su SBN, mentre "Shakespeare, William <pseud.>" autore di "Pocahontas e Culo Splendente, Varese, 1997" ce l'abbia? [1]
E vi pare normale che l'authority file VIAF del più noto abbia collegato erroneamente il record SBN dello pseudonimo? [2]
:(
Ieri per sbaglio avevo aggiunto il codice SBN all'item Wikidata relativo a Shakespeare, per fortuna mi sono accorto e l'ho rimosso a mano, e ho segnalato l'errore nell'apposita pagina [3].
Buona giornata a tutti!
[1] http://id.sbn.it/af/IT%5CICCU%5CCFIV%5C180213 [2] https://viaf.org/viaf/96994048/ [3] https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia%3AVIAF%2Ferrors&dif...
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Il 24 aprile 2014 09:52, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto: [...]
Rispetto a questi problemi, nell'incontro di giugno 2013 a Roma il direttore dell'ICCU aveva accennato al fatto che stavano meditando di inviare al VIAF anche i records di livello inferiore ad AUF, cosa che migliorerebbe sensibilmente la situazione. Tuttavia, come mostra anche questo esempio, non pare che la cosa sia ancora stata fatta e d'altronde tutto ciò che circonda il lavoro dell'ICCU su SBN, i progetti, e più nello specifico i rapporti con il VIAF non è mai oggetto di nessuna forma di informazione, pubblicità, comunicazione (il problema lo si vede anche in quello che è stato reso noto su questa lista circa il lavoro di mappatura che dovrebbe portare a creare entità FRBR: una cosa che non viene comunicata da nessuna parte né per quanto riguarda le intenzioni che presiedono all'iniziativa né per quanto riguarda la metodologia adottata). Sostanzialmente il grosso problema di fondo della gestione di SBN che è stato portato all'attenzione anche l'anno scorso nell'incontro romano, cioè l'assenza di comunicazione, rimane irrisolto: è una cosa del tutto palese, lo si vede ogni giorno. È uno stile di lavoro e di direzione su cui la gestione collegiale di SBN tramite organi di governo formati da vari componenti non sembra influire perché anche da quelle fonti non viene mai nessuna informazione, dal che si deduce che è uno stile condiviso.
[...]
Riguardo il fatto che le entità FRBR non vengano pubblicate, c'è un motivo: il gruppo di lavoro all'unanimità ha deciso di fare una pagina pubblica sul sito dell'ICCU quando avremo delle cose da mostrare.
Allo stato, non siamo ancora del tutto sicuri che il nostro lavoro di mappatura sia corretto - cioè, *io* sono sicuro che vada tutto bene, ma questo ce lo deve confermare il tecnico. Abbiamo avuto un feedback positivo di massima sulla mappatura, ma già sappiamo che ci saranno dei problemi con alcuni campi. Aspettiamo che il tecnico ci faccia avere le triple di prova e ci dia un feedback più corposo.
Una volta che avremo questi risultati, pubblicheremo tutto quanto sul sito. C'è massima disponibilità a chiarire tutti i punti ritenuti "necessari". Ovviamente, alcuni punti già so quali possano essere, altri possibilmente me li dovete fornire voi. :)
L'ICCU potrebbe seguire l'esempio della Germania e dare al VIAF tutti i records di autorità, indipendentemente dal loro livello. La Germania ha dato tutto, compreso un numero altissimo di records doppi e records di bassa qualità. Invece l'ICCU sembra voler seguire un metodo diametralmente opposto (peraltro mai reso esplicito) e dare solo ciò che è stato sottoposto a preventivo controllo. [...] La soluzione alternativa non può che essere allentare il vincolo sul procedimento di controllo di qualità. Se lo fa lo Germania lo può fare anche l'Italia. [...]
Questo, al momento, mi vede contrario, rischiamo di fare due volte lo stesso lavoro. Prima IMHO è meglio fare e pubblicare i dataset, poi ci occupiamo di pulire i dati.
Io non parlavo di rendere pubblici in anticipo i risultati di un lavoro, cosa che naturalmente non sarebbe utile. Io parlavo di una cosa diversa: cioè di comunicare l'iniziativa (non i risultati) iniziando da: 1) dire che è in corso e che in che cosa consiste 2) dire che obiettivi si propone 3) dire che metodo adotta
Dire tutte queste è semplicemente mettere al corrente, insieme a dichiarare gli obiettivi, spiegare e giustificare quale è il metodo adottato. Non è da confondere con il pubblicare in anticipo dei risultati su cui si è incerti. È una questione di trasparenza e di avere le idee chiare su obiettivi e metodi. Il silenzio su entrambe queste cose non è giustificabile, né se ne vede l'utilità. Se tutti facessero così allora anche di cose come per es. i progetti di legge si saprebbe solo alla fine, quando sono belle e pronti. Ma non è più così. Oggi possiamo leggere i testi delle proposte, seguire i verbali delle discussioni. Naturalmente non dico che si debba seguire lo stesso criterio alla lettera. Ma è un dato di fatto che la trasparenza sul lavoro degli enti pubblici impone che anche i momenti iniziali e l'iter sia comunicato. Non solo al momento dei risultati.
Il giorno 24 aprile 2014 13:36, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Questo, al momento, mi vede contrario, rischiamo di fare due volte lo stesso lavoro. Prima IMHO è meglio fare e pubblicare i dataset, poi ci occupiamo di pulire i dati.
Appunto: è quello che ho detto io. È quello che ha fatto la Germania: prima pubblicare i dati, che in questo caso vorrebbe dire: 1) dare tutto al VIAF 2) rendere tutte le schede di autorità visibili pubblicamente dall'opac SBN.
Perlomeno io intendevo questo. Non c'è nessun lavoro doppio perché il lavoro doppio è un problema quando è manuale (tempi e costi) ma non è un problema quando è un computer a svolgerlo e semplicemente consiste nel fargli lavorare quantità più elevate. Invece il contrario, cioè prima pulire i dati e poi pubblicarli, è la ricetta seguita sinora. Peccato che il lavoro sull'authority file per i records italiani sia finito da anni e non sia continuato per i records di autori stranieri, per cui il metodo della disponibilità di fondi statali straordinari per estendere il lavoro di collaboratori anche a records di autori stranieri sembra ormai da tempo una ipotesi seppellita. È evidente l'assenza di fondi straordinari su cui poter contare. Considerare realisticamente questo dato di fatto porta a dire che il metodo va ribaltato: prima si pubblica e poi si pulisce. In ogni caso era l'ipotesi avanzata anche dallo stesso direttore ICCU circa 1 anno fa. Non ho detto nulla di nuovo, quindi. Non capisco su cosa dici che non sei d'accordo. penso ci sia un equivoco. Non credo che tu conosca l'iter di lavoro sulla pulizia dei records di autorità di autori italiani, il metodo seguito, il finanziamento e per quali ragioni appaiono tutte soluzioni non ripetibili mentre una enorme parte di lavoro rimane da fare.
Pierfranco
bibliotecari@liste.wikimedia.it