Il giorno 12 novembre 2014 14:01, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
Credo che l'espressione 2.0 sia usata qui in senso piuttosto metaforico. Comunque venite a sentire e lo scoprirete! :-)
Eh, quanto meno sarebbe necessario che partecipasse tra i conferenzieri anche qualche noto critico dell'espressione 2.0 Altrimenti ne vanno di mezzo cose come taglio critico, dibattito, confronto tra posizioni diverse... Metitieri non è più tra noi da 5 anni. Ma esiste almeno un'altra persona che da tempo critica queste posizioni.
Più in generale, quand'è che si vedranno incontri biblioteconomici dove si vedono espresse posizioni di critica agli stereotopi del digitale, come fa per es. Fabio Chiusi (quello del libro "Critica della democrazia digitale. La politica 2.0 alla prova dei fatti", Codice edizioni)? Dài un piccolo sforzo, che ormai di libri da leggere in tema ne esistono un certo numero in giro.
Pierfranco
ciao virginia
2014-11-12 13:36 GMT+01:00 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com:
Pierfranco Minsenti, 12/11/2014 11:57:
Allora perché rivolgersi ancora al 2.0?
A me "2.0, 3.0... e poi?" sembrava appunto una presa in giro di coloro che appicicano in "N.0" a una parola e pretendono di avere inventato qualcosa di nuovo. Ho capito male?
Nemo
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