Pierfranco, penso sia una battaglia comune con i wikimediani quella di fare presente certe istanze alle istituzioni. Proprio sul tema del rapporto tra istituzioni culturali ed etica il socio Marco Goldin dovrebbe fare un intervento a Ca' Foscari il 16 febbraio, beato chi potrà esserci :)
Francesca
Il giorno 27 gennaio 2015 15:19, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Oggi su Wired si parla di Open Culture Atlas, proposto come alternativa già pronta e più interessante rispetto a verybello.it (l'articolo è una recensione critica di verybello.it).
«Dalle parti di chi quel progetto l’ha concepito, realizzato e promosso è normale che ci si pongano delle domande, il cui tono è quanto mai costruttivo: «In un paese con così poche – lamentate – risorse dedicabili alla cultura (che è “solo” quello sfaccettato insieme di comportamenti e azioni che tengono insieme la capacità individuale e collettiva di rinnovare il senso del nostro vivere), e con così intensa (suppletiva) attività dell’associazionismo e del volontariato culturale, sembra paradossale che a livello istituzionale non si cominci a fare l’unica cosa logica da fare: cercare e valorizzare l’esistente. Come avrebbe potuto essere, e ancora potrebbe, per il progetto no profit che andiamo costruendo e migliorando da mesi, Open Culture Atlas. »
"#VeryBello, l’ennesima “storia italiana”", articolo di di Federico Chesi:
http://www.wired.it/play/cultura/2015/01/27/verybello-lennesima-storia-itali...
Pierfranco Minsenti
Il giorno 26 gennaio 2015 21:27, francesca santarelli < sant.francesca@gmail.com> ha scritto:
È un po' che voglio scrivere ai soci wikimediani e openstreetmappari in merito a un progetto che è molto caro a me e ad altri due soci dell'Associazione di promozione sociale Open Culture Atlas, soci/simpatizzanti Wikimedia: http://opencultureatlas.tropicodellibro.it/progetto/
Dalla prima presentazione ufficiale di Atlas a Osmit 2014 sono stati via via sempre più i momenti che ci hanno convinto della sensatezza di una cooperazione tra le nostre associazioni. Tra questi:
il riconoscimento italiano della coppia Wikimedia-OpenStreetMap
La traduzione per mano di tre wikimediani delle tesi di Weinberger e
Searls; cje includono il principio per me di capitale importanza: «*Se siamo per una Internet libera e collaborativa dobbiamo cooperare con energia a rendere competitive le alternative affini ai nostri valori*»... anzi no, questa è la mia versione, loro dicono, più all'americana: «Sostieni le aziende che hanno davvero capito il Web. Le riconoscerai non tanto perché ci assomigliano, ma perché sono dalla nostra parte». Noi abbiamo scelto OSM nonostante non fosse la scelta più efficiente (lo era di certo GoogleMaps in termini di costi di sviluppo che di gestione redazionale), e vorremmo che tutti voi-noi facessimo lo stesso con Open Culture Atlas. Vorremmo che lo adottassero tutti quelli che hanno a cuore la sua missione.
Sentiamo che il nostro lavoro è importante e ha una caratteristica che lo rende unico: un orizzonte aperto davanti, non soggetto ai cambi di governo o alla mancata redditività da startup.
Open Culture Atlas ha però bisogno di tutto il sostegno possibile per sviluppare appieno il suo potenziale. Ha bisogno di amici sinceri, più che di investimenti o parentele.
Senza prefigurare troppo, visto che ancora non conosco il vostro punto di vista in merito, ci sono alcune cose che mi vengono in mente da cui si potrebbe partire, in ordine di coinvolgimento:
- usare Open Culture Atlas al posto (o comunque in prima istanza) di
Facebook/Eventbrite ecc.; 2. creare un ciclo di mappathon/edithon in tutta Italia insieme, per potenziare l'efficacia comunicativa di ciascuno dei tre progetti e mischiare anche il tipo di pubblico; 3. trovare un momento a Wikimania Esino Lario per cercare ufficialmente alleati per l'internazionalizzazione di Open Culture Atlas; 4. diventare soci sostenitori dell'associazione (anche come collettivo) o chiedere l'ingresso come socio ordinario per partecipare delle decisioni interne (prese con il metodo del consenso) e per coinvolgersi a livello progettuale.
Sono certa ci siano anche altre possibilità, per cui se avete voglia, sono qui per rifletterci insieme.
Ho scritto un po' troppo forse, grazie dell'attenzione:)
Francesca Santarelli
Associazione di promozione sociale Open Culture Atlas TROPICO DEL LIBRO http://tropicodellibro.it, portale di inform-azione indipendente sull'ecosistema editoriale OPEN CULTURE ATLAS http://opencultureatlas.tropicodellibro.it/, atlante libero e collaborativo della cultura viva
skype: tropicodellibro
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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