secondo me Pierfranco ha ragione in toto, i 5 minuti di intervento si possono anche considerare leggermente offensivi, ma col tempo ho capito che se si ha voglia di dire qualcosa gli spazi vanno occupati, tutti. Quindi chiederei a Pierfranco di non desistere, e a chi può accompagnarlo di farlo. Non credo poi che se i minuti diventano 7 o 8 o 9 qualcuno verrà a strapparvi il microfono dalle mani e a volte proprio questo si deve fare: sforare
ribadisco che appoggerei molto volentieri un'uscita pubblica in parallelo sui blog (ne abbiamo almeno 4 qui), basterebbe un testo di sintesi, qualcosa che attiri l'attenzione su quanto accade a Roma, perché la mancata comunicazione pesa su eventi di questo genere tanto quanto l'imbalsamazione dei relatori "ufficiali". La comunicazione la sappiamo fare, facciamola una volta tanto per un buon motivo
virginia
2013/6/4 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com
Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che
sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it
ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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