Dato che se ne è parlato, ecco il link dell'incontro su SBN il 20 giugno: http:// http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/
L'incontro è pubblico, chi pensa di andare? Pierfranco va, Enrico forse, Raffaele vorrebbe. C'è qualche wikipediano romano (Sannita)?
Sarebbe bello decidere insieme una "strategia" (cosa dire) e andare presentando il nostro lavoro.
Andrea
Sì, anch'io trovo molto utile se si va in un certo numero e ci si divide gli argomenti. Sennò in 5 minuti non si riesce a mettere tutto sul tavolo. È un occasione. Magari la cosa sarà recensita su blog ecc. Quindi se lì si dicono delle cose è probabile che abbiano diffusione. In più è anche opportuno mostrare che dietro ai discorsi che avvengono in rete ci sono persone in carne e ossa. Teniamo conto che per diventare degli interlocutori devi farti vedere. La partecipazione a comunità virtuali non è sufficiente per farti riconoscere come interlocutore possibile di quelli che sono apparati dell'amministrazione statale, come è l'ICCU.
Argomenti/proposte da discutere:
1) dati liberi: innanzitutto quelli dell'authority file e quelli dell'anagrafe biblioteche
2) maggiore apertura all'internazionalità: esempio con il caso VIAF dei danni che derivano dalle scelte iperconsevatrici che dominano la catalogazione italiana (le REICAT sono l'espressione delle scelte del partito conservatore che finora ha prevalso e che è legato a una parte dell'accademia italiana molto a suo agio con l'immobilismo dell'ICCU)
3) l'indicazione di un contatto presso l'ICCU per la collaborazione con Wikiepdia
Quindi fare sapere chi può venire. È la prima volta in cui si presenta questa occasione. E poi sarebbe anche un modo per vedersi.
pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 08:49, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Dato che se ne è parlato, ecco il link dell'incontro su SBN il 20 giugno: http:// http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/
L'incontro è pubblico, chi pensa di andare? Pierfranco va, Enrico forse, Raffaele vorrebbe. C'è qualche wikipediano romano (Sannita)?
Sarebbe bello decidere insieme una "strategia" (cosa dire) e andare presentando il nostro lavoro.
Andrea
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Giusto. Ho risposto a un altro messaggio indicando un punto sulla comunicazione e partecipazione online. Io purtroppo sono in forse, spero di avere una risposta entro fine settimana. Da cogliere quest'occasione anche per fare emergere una cosa, di cui parlavo privatamente con Pierfranco: la grande disparità fra chi sta sul palco e chi sta sotto. Il seminario AIB è stato organizzato senza "contraddittorio", ossia invita a parlare essenzialmente chi sta dalla parte dell'ICCU. È prevedibile quindi che si trasformi in un lamento condiviso e fine a se stesso sulla povertà, i fondi, ecc. con il ministro che dirà "state tranquilli che ci penso io" e poi andrà via. Il fatto che le persone interessate a parlarne non stiano tutte sul palco ma siano anche "in giro" (sì anche nei blog, sì anche nei social network, sì anche su wikipedia, ecc.), che le professionalità devono cambiare (quindi non mantenere ma rinnovare) è una cosa che deve emergere. E
Il 04 giugno 2013 09:27, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sì, anch'io trovo molto utile se si va in un certo numero e ci si divide gli argomenti. Sennò in 5 minuti non si riesce a mettere tutto sul tavolo. È un occasione. Magari la cosa sarà recensita su blog ecc. Quindi se lì si dicono delle cose è probabile che abbiano diffusione. In più è anche opportuno mostrare che dietro ai discorsi che avvengono in rete ci sono persone in carne e ossa. Teniamo conto che per diventare degli interlocutori devi farti vedere. La partecipazione a comunità virtuali non è sufficiente per farti riconoscere come interlocutore possibile di quelli che sono apparati dell'amministrazione statale, come è l'ICCU.
Argomenti/proposte da discutere:
- dati liberi: innanzitutto quelli dell'authority file e quelli
dell'anagrafe biblioteche
- maggiore apertura all'internazionalità: esempio con il caso VIAF dei
danni che derivano dalle scelte iperconsevatrici che dominano la catalogazione italiana (le REICAT sono l'espressione delle scelte del partito conservatore che finora ha prevalso e che è legato a una parte dell'accademia italiana molto a suo agio con l'immobilismo dell'ICCU)
- l'indicazione di un contatto presso l'ICCU per la collaborazione con
Wikiepdia
Quindi fare sapere chi può venire. È la prima volta in cui si presenta questa occasione. E poi sarebbe anche un modo per vedersi.
pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 08:49, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Dato che se ne è parlato, ecco il link dell'incontro su SBN il 20 giugno: http:// http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/
L'incontro è pubblico, chi pensa di andare? Pierfranco va, Enrico forse, Raffaele vorrebbe. C'è qualche wikipediano romano (Sannita)?
Sarebbe bello decidere insieme una "strategia" (cosa dire) e andare presentando il nostro lavoro.
Andrea
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IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
Direi che, per essere sicuri che il messaggio arrivi, gli argomenti siano suddivisi tra i diversi interventi ma che ognuno ribadisca comunque: dati liberi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
Il 04 giugno 2013 09:41, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Giusto. Ho risposto a un altro messaggio indicando un punto sulla comunicazione e partecipazione online. Io purtroppo sono in forse, spero di avere una risposta entro fine settimana. Da cogliere quest'occasione anche per fare emergere una cosa, di cui parlavo privatamente con Pierfranco: la grande disparità fra chi sta sul palco e chi sta sotto. Il seminario AIB è stato organizzato senza "contraddittorio", ossia invita a parlare essenzialmente chi sta dalla parte dell'ICCU. È prevedibile quindi che si trasformi in un lamento condiviso e fine a se stesso sulla povertà, i fondi, ecc. con il ministro che dirà "state tranquilli che ci penso io" e poi andrà via. Il fatto che le persone interessate a parlarne non stiano tutte sul palco ma siano anche "in giro" (sì anche nei blog, sì anche nei social network, sì anche su wikipedia, ecc.), che le professionalità devono cambiare (quindi non mantenere ma rinnovare) è una cosa che deve emergere. E
Il 04 giugno 2013 09:27, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sì, anch'io trovo molto utile se si va in un certo numero e ci si divide gli argomenti. Sennò in 5 minuti non si riesce a mettere tutto sul tavolo. È un occasione. Magari la cosa sarà recensita su blog ecc. Quindi se lì si dicono delle cose è probabile che abbiano diffusione. In più è anche opportuno mostrare che dietro ai discorsi che avvengono in rete ci sono persone in carne e ossa. Teniamo conto che per diventare degli interlocutori devi farti vedere. La partecipazione a comunità virtuali non è sufficiente per farti riconoscere come interlocutore possibile di quelli che sono apparati dell'amministrazione statale, come è l'ICCU.
Argomenti/proposte da discutere:
- dati liberi: innanzitutto quelli dell'authority file e quelli
dell'anagrafe biblioteche
- maggiore apertura all'internazionalità: esempio con il caso VIAF dei
danni che derivano dalle scelte iperconsevatrici che dominano la catalogazione italiana (le REICAT sono l'espressione delle scelte del partito conservatore che finora ha prevalso e che è legato a una parte dell'accademia italiana molto a suo agio con l'immobilismo dell'ICCU)
- l'indicazione di un contatto presso l'ICCU per la collaborazione con
Wikiepdia
Quindi fare sapere chi può venire. È la prima volta in cui si presenta questa occasione. E poi sarebbe anche un modo per vedersi.
pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 08:49, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Dato che se ne è parlato, ecco il link dell'incontro su SBN il 20 giugno: http:// http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/
L'incontro è pubblico, chi pensa di andare? Pierfranco va, Enrico forse, Raffaele vorrebbe. C'è qualche wikipediano romano (Sannita)?
Sarebbe bello decidere insieme una "strategia" (cosa dire) e andare presentando il nostro lavoro.
Andrea
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere veramente. Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
Come ho avuto modo di accennare a Pierfranco, sono stata invitata a tenere un breve intervento sulle REICAT nel contesto dell'ICCU e in rapporto a quanto si sta muovendo in ambito internazionale; inutile dire che parlero' esclusivamente a titolo personale (e non per aver collaborato, in piccola parte, al lavoro della Commissione RICA). Mi sembrava giusto informarvi sin da ora, visto il "peso" delle scelte - o non scelte - in ambito catalografico in rapporto alla spendibilita' dei dati bibliografici fuori dal ristretto recinto degli opac... Buona giornata, simona
Il giorno 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere veramente. Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere veramente. Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
Per evitare ulteriori fraintendimenti: la mia breve relazione si collochera' nella 2. parte dell'incontro, tra gli incontri "spontanei", quindi non proprio dietro il tavolo, semmai a meta' tra il tavolo e il pubblico ;-)
Concordo con te - e con altri - a temere derive astratte dei discorsi che vanificherebbero l'iniziativa; credo, infatti, che dovremo tutti cercare di rimanere nel concreto, lanciando spunti e proposte fattivi evitando voli pindarici. Il riuscirci o meno dipende da noi e, naturalmente, dalla piega che prendera' alla giornata; confido, comunque, nella saggia organizzazione di Andrea Marchitelli e gli altri colleghi coinvolti ;-)
Ben venga, infine, la cronaca twitter dell'evento, con hastag opportuni (#nuovasbn #salvatesbn). A presto, simona
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha
scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Il 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Ça vans sa dire, Laura. :) Tuttavia, puoi chiamare tutti gli esperti fighi del mondo, se poi li utilizzi per un convegno di auto-assoluzione, non servono a nulla.
Io il 20 molto probabilmente non sarò a Roma causa lavoro, ma mi piacerebbe esserci.
appoggio assolutamente la proposta di Laura. Mi stavo infatti chiedendo come dare una mano. Offrirmi per parlare di questo tema è fuori luogo, non lo padroneggio abbastanza e qui abbiamo persone molto più competenti. Pensavo invece alla comunicazione e al supporto esterno. Ho appena chiesto ad AIB se sia previsto uno streaming dell'incontro, vediamo che rispondono ma secondo me sarà difficile. Nel caso si sarebbero potuti fare dei bei post su tutti gli interventi (o su quelli che preferiamo noi). La proposta di Laura però salta questo ostacolo. Io sarei disponibile a pubblicare un testo prima, o pubblicato il giorno stesso, che dica in sintesi quali sono gli argomenti. Non mi offro per scriverlo per lo stesso motivo di cui sopra, ma sono pronta a firmarlo se credete sia utile e a pubblicarlo sul mio blog
grazie virginia
2013/6/4 laura testoni laura.test@gmail.com
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha
scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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Piccolo 3cents
Chi è in grado di essere presente a Roma potrebbe poggiare sul tavolo di ingresso o distribuire un volantino con le idee (e gli strepitosi risultati ) ;su cui il gruppo sta lavorando dal titolo
*la forza della condivisione*
o simile a maggior impatto??
Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 04 giugno 2013 11:51, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
appoggio assolutamente la proposta di Laura. Mi stavo infatti chiedendo come dare una mano. Offrirmi per parlare di questo tema è fuori luogo, non lo padroneggio abbastanza e qui abbiamo persone molto più competenti. Pensavo invece alla comunicazione e al supporto esterno. Ho appena chiesto ad AIB se sia previsto uno streaming dell'incontro, vediamo che rispondono ma secondo me sarà difficile. Nel caso si sarebbero potuti fare dei bei post su tutti gli interventi (o su quelli che preferiamo noi). La proposta di Laura però salta questo ostacolo. Io sarei disponibile a pubblicare un testo prima, o pubblicato il giorno stesso, che dica in sintesi quali sono gli argomenti. Non mi offro per scriverlo per lo stesso motivo di cui sopra, ma sono pronta a firmarlo se credete sia utile e a pubblicarlo sul mio blog
grazie virginia
2013/6/4 laura testoni laura.test@gmail.com
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha
scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha
scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it ha
scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
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Sono d'accordo Simona, ed è per quello che vado lo stesso. Non andare sarebbe un po' l'Aventino (tanto per rimanere in "politica").
Proprio perché abbiamo solo 5 minuti (bontà loro) sarebbe importante riuscire a ribaltare la penuria di tempo con l'unità: fare squadra, riuscire a comunicare l'idea che esista una serie di richieste coerenti che aprono a nuove possibilità senza restare osservazioni velleitarie, fumose e isolate.
Proviamoci, anche se in certe cose potrebbe esserci qualche differenza di vedute.
Tu Simona avresti voglia di condividere qualcosa? Di prendere questo spazio come una specie di pre-seminario di prova e di confronto?
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 13:24, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che
sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it
ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
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secondo me Pierfranco ha ragione in toto, i 5 minuti di intervento si possono anche considerare leggermente offensivi, ma col tempo ho capito che se si ha voglia di dire qualcosa gli spazi vanno occupati, tutti. Quindi chiederei a Pierfranco di non desistere, e a chi può accompagnarlo di farlo. Non credo poi che se i minuti diventano 7 o 8 o 9 qualcuno verrà a strapparvi il microfono dalle mani e a volte proprio questo si deve fare: sforare
ribadisco che appoggerei molto volentieri un'uscita pubblica in parallelo sui blog (ne abbiamo almeno 4 qui), basterebbe un testo di sintesi, qualcosa che attiri l'attenzione su quanto accade a Roma, perché la mancata comunicazione pesa su eventi di questo genere tanto quanto l'imbalsamazione dei relatori "ufficiali". La comunicazione la sappiamo fare, facciamola una volta tanto per un buon motivo
virginia
2013/6/4 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com
Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che
sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it
ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Ben venga l'uso di questo spazio come una sorta di pre-seminario di prova e spazio di confronto. simona
P.S. Il senso del mio essere d'accordo in parte con Pierfranco era proprio questo: gli spazi vanno conquistati e occupati senza desistere, quindi facciamoci coraggio :)
Il giorno 04 giugno 2013 13:39, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
secondo me Pierfranco ha ragione in toto, i 5 minuti di intervento si possono anche considerare leggermente offensivi, ma col tempo ho capito che se si ha voglia di dire qualcosa gli spazi vanno occupati, tutti. Quindi chiederei a Pierfranco di non desistere, e a chi può accompagnarlo di farlo. Non credo poi che se i minuti diventano 7 o 8 o 9 qualcuno verrà a strapparvi il microfono dalle mani e a volte proprio questo si deve fare: sforare
ribadisco che appoggerei molto volentieri un'uscita pubblica in parallelo sui blog (ne abbiamo almeno 4 qui), basterebbe un testo di sintesi, qualcosa che attiri l'attenzione su quanto accade a Roma, perché la mancata comunicazione pesa su eventi di questo genere tanto quanto l'imbalsamazione dei relatori "ufficiali". La comunicazione la sappiamo fare, facciamola una volta tanto per un buon motivo
virginia
2013/6/4 Simona Turbanti sturbanti@gmail.com
Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che
sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it
ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio,
come
abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli
altri.
Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU
di
uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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io quasi sicuramente ci sono a Roma. Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5 minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti <raffaele.messuti@gmail.com
ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma. Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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Ricordatevi poi che Sannita, Giulio, Virginia e Enrico (più altri, credo), hanno tradotto questo: https://docs.google.com/document/d/1cD8gMJLgwjy8ZOOuSDc5djK2Ny7YHw6sP9S_iDml...
Vi chiedo: è pronto, si può far girare? Sarebbe un bel "pasturamento" prima del 20....
Andrea
2013/6/4 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5 minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma.
Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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Ciao a tutti,
il 20 giugno dovrei riuscire ad esserci anche io (in treno da Rovigo). Ora come ora non pensavo di fare interventi, in ogni caso appoggio il live tweet e il post sui vari blog.
Pensavo potrebbe essere utile (per fare ordine) tenere traccia su un doc condiviso degli interventi e il tema di ciascuno, se volete ho creato questo: https://docs.google.com/document/d/1G-5qCAP7lzjY-O-JbyFC9lBHOKs1xLE_56CiyoKo...
Ciao Giulio
Il giorno 04 giugno 2013 14:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5 minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma.
Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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sono in ufficio e cerco quindi di essere velocissima (fra poco al pubblico e quindi non so se potrò interloquire con voi fino alle 19.30)
io non penso di andare a Roma e tanto meno di parlarci per il semplice fatto che non sono la persona giusta in questo contesto (non mi piace parlare in pubblico di cose che non padroneggio bene)
penso che non sia il caso di allargarsi a raccontare tutto lo scibile dei rapporti wiki-bibliotecari (a meno che non sia presente qualcuno che lo possa fare ufficialmente a nome di Wikimedia Italia). Dati anche i tempi minuscoli degli interventi, proporrei di concentrare tutti gli interventi sugli aspetti più tecnici e legati a SBN
direi che possiamo anche prenderci un po' di tempo e capire chi può andare: Enrico o anche Giulio a me sembrano persone molto più adatte di me (oltre a chi ha già dato la sua disponibilità), ma il tutto poi accade di giovedì mattina, giorno in cui i non possidenti solitamente lavorano, ahimè. Insomma vediamo le possibilità reali
posso invece lavorare sulla comunicazione dell'evento, come già detto. Adesso facciamo i timidi ma tutti noi gestori di blog sappiamo le statistiche che facciamo e che (nel nostro contesto) non sono affatto male
ciao virginia
2013/6/4 Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com
Ciao a tutti,
il 20 giugno dovrei riuscire ad esserci anche io (in treno da Rovigo). Ora come ora non pensavo di fare interventi, in ogni caso appoggio il live tweet e il post sui vari blog.
Pensavo potrebbe essere utile (per fare ordine) tenere traccia su un doc condiviso degli interventi e il tema di ciascuno, se volete ho creato questo:
https://docs.google.com/document/d/1G-5qCAP7lzjY-O-JbyFC9lBHOKs1xLE_56CiyoKo...
Ciao Giulio
Il giorno 04 giugno 2013 14:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5 minuti
ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma.
Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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l'AIB ha appena detto che non ci sarà streaming da Roma vabbè, forse ci avevo creduto solo io ;-)
v.
2013/6/4 Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com
sono in ufficio e cerco quindi di essere velocissima (fra poco al pubblico e quindi non so se potrò interloquire con voi fino alle 19.30)
io non penso di andare a Roma e tanto meno di parlarci per il semplice fatto che non sono la persona giusta in questo contesto (non mi piace parlare in pubblico di cose che non padroneggio bene)
penso che non sia il caso di allargarsi a raccontare tutto lo scibile dei rapporti wiki-bibliotecari (a meno che non sia presente qualcuno che lo possa fare ufficialmente a nome di Wikimedia Italia). Dati anche i tempi minuscoli degli interventi, proporrei di concentrare tutti gli interventi sugli aspetti più tecnici e legati a SBN
direi che possiamo anche prenderci un po' di tempo e capire chi può andare: Enrico o anche Giulio a me sembrano persone molto più adatte di me (oltre a chi ha già dato la sua disponibilità), ma il tutto poi accade di giovedì mattina, giorno in cui i non possidenti solitamente lavorano, ahimè. Insomma vediamo le possibilità reali
posso invece lavorare sulla comunicazione dell'evento, come già detto. Adesso facciamo i timidi ma tutti noi gestori di blog sappiamo le statistiche che facciamo e che (nel nostro contesto) non sono affatto male
ciao virginia
2013/6/4 Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com
Ciao a tutti,
il 20 giugno dovrei riuscire ad esserci anche io (in treno da Rovigo). Ora come ora non pensavo di fare interventi, in ogni caso appoggio il live tweet e il post sui vari blog.
Pensavo potrebbe essere utile (per fare ordine) tenere traccia su un doc condiviso degli interventi e il tema di ciascuno, se volete ho creato questo:
https://docs.google.com/document/d/1G-5qCAP7lzjY-O-JbyFC9lBHOKs1xLE_56CiyoKo...
Ciao Giulio
Il giorno 04 giugno 2013 14:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5
minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma.
Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
Visto i 5 minuti devo essere la massimo sintetico.
Il concetto principale è: bisogna aprirsi a una dimensione più internazionale. Che vuole dire:
1) essere presenti nei grandi portali come VIAF: ed esserci bene, non in un corridoio laterale 2) se si mantengono regole di catalogazione diverse da quelli della maggior parte allora l'ICCU deve dotarsi di un interoperability manager: sarà come una persona bilingue che deve sapere bene come è SBN e come sono gli altri per collaborare al meglio con tutti i partner esterni sapendo quali criticità bisogna affrontare 3) l'ICCU deve iniziare a implementare i linked open data partendo dall'assegnazione di una URL persistente ai records di autorità; 4) l'ICCU deve pronunciarsi sui dati aperti
Queste sono le cose più importanti che vorrei dire.
Poi devo vedere come far passare al meglio i concetti.
Naturalmente su SBN si possono/devono dire una infinità di altre cose. Spero che siano altri ad averle presenti e a dirle.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 16:53, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
sono in ufficio e cerco quindi di essere velocissima (fra poco al pubblico e quindi non so se potrò interloquire con voi fino alle 19.30)
io non penso di andare a Roma e tanto meno di parlarci per il semplice fatto che non sono la persona giusta in questo contesto (non mi piace parlare in pubblico di cose che non padroneggio bene)
penso che non sia il caso di allargarsi a raccontare tutto lo scibile dei rapporti wiki-bibliotecari (a meno che non sia presente qualcuno che lo possa fare ufficialmente a nome di Wikimedia Italia). Dati anche i tempi minuscoli degli interventi, proporrei di concentrare tutti gli interventi sugli aspetti più tecnici e legati a SBN
direi che possiamo anche prenderci un po' di tempo e capire chi può andare: Enrico o anche Giulio a me sembrano persone molto più adatte di me (oltre a chi ha già dato la sua disponibilità), ma il tutto poi accade di giovedì mattina, giorno in cui i non possidenti solitamente lavorano, ahimè. Insomma vediamo le possibilità reali
posso invece lavorare sulla comunicazione dell'evento, come già detto. Adesso facciamo i timidi ma tutti noi gestori di blog sappiamo le statistiche che facciamo e che (nel nostro contesto) non sono affatto male
ciao virginia
2013/6/4 Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com
Ciao a tutti,
il 20 giugno dovrei riuscire ad esserci anche io (in treno da Rovigo). Ora come ora non pensavo di fare interventi, in ogni caso appoggio il live tweet e il post sui vari blog.
Pensavo potrebbe essere utile (per fare ordine) tenere traccia su un doc condiviso degli interventi e il tema di ciascuno, se volete ho creato questo:
https://docs.google.com/document/d/1G-5qCAP7lzjY-O-JbyFC9lBHOKs1xLE_56CiyoKo...
Ciao Giulio
Il giorno 04 giugno 2013 14:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5
minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma.
Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, piu' se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC... ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile wikipedia) ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna ====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, piu' se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC... ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile wikipedia) ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale. - Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più? - Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre 2012. - Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, piu' se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC... ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile wikipedia) ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È chiuso su se stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei ministeri romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi "riconoscere" come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non ci dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre 2012.
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, piu' se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC...
ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile wikipedia) ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare
una
comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un
documento
comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Dunque, confermo la mia presenza per il 20 a Roma. (Applausi!) Io focalizzerei il mio intervento sull'aspetto comunicativo che ho appena delineato, in modo da lasciare a voi altri i dettagli tecnici sui dati che avete illustrato molto meglio di me. In particolare direi: 1) che niente va salvato così com'è, ma va coltivato e nutrito. Quindi non salvatesbn ma nuovosbn 2) che esiste una certa schiera di persone (professionisti, oltre che cittadini) che è interessata a guardare alla crisi di ICCU da un altro punto di vista: non in opposizione, ma neanche in piena indulgenza 3) che queste persone hanno comunicato con un certo successo in canali dai quali l'ICCU sembra essere assente (blog, twitter, ecc.) 4) che anche nelle comunicazioni tradizionali l'ICCU non ha mai brillato, e questo le biblioteche lo hanno patito. Nel mondo di oggi - i servizi informativi digitali del 2013 - questo va ripensato
Pur non tacendo le problematiche grandi (open data e rinnovamento professionale) io mi focalizzerei su questo per dare voce a più aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 14:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È chiuso su se stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei ministeri romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi "riconoscere" come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non ci dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre 2012.
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, piu' se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC... ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile wikipedia) ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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applausi scroscianti! v.
2013/6/7 Enrico Francese efrancese@gmail.com
Dunque, confermo la mia presenza per il 20 a Roma. (Applausi!) Io focalizzerei il mio intervento sull'aspetto comunicativo che ho appena delineato, in modo da lasciare a voi altri i dettagli tecnici sui dati che avete illustrato molto meglio di me. In particolare direi:
- che niente va salvato così com'è, ma va coltivato e nutrito. Quindi
non salvatesbn ma nuovosbn 2) che esiste una certa schiera di persone (professionisti, oltre che cittadini) che è interessata a guardare alla crisi di ICCU da un altro punto di vista: non in opposizione, ma neanche in piena indulgenza 3) che queste persone hanno comunicato con un certo successo in canali dai quali l'ICCU sembra essere assente (blog, twitter, ecc.) 4) che anche nelle comunicazioni tradizionali l'ICCU non ha mai brillato, e questo le biblioteche lo hanno patito. Nel mondo di oggi - i servizi informativi digitali del 2013 - questo va ripensato
Pur non tacendo le problematiche grandi (open data e rinnovamento professionale) io mi focalizzerei su questo per dare voce a più aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 14:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È chiuso
su se
stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei
ministeri
romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi "riconoscere" come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non ci dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com
ha
scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come meglio ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito,
piu'
se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto dire: ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC...
ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile
wikipedia)
ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di
fare
una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Buongiorno a Tutte/i, faccio parte del direttivo dell'Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale di Firenze e mi sono iscritta da ieri alla vostra mailing list. Ho trovato estremamente interessante il dibattito che si è sviluppato su Tropico del Libro (articolo di Ivan Rachieli). Mi permetto di mandarvi il comunicato stampa che avevamo diramato sulla stessa questione, unicamente allo scopo di ribadire un concetto che a noi sta molto a cuore: le biblioteche pubbliche sono di tutte/i, bibliotecari/e e utenti, appartengono a tutta la cittadinanza e andrebbero difese insieme, senza chiusure corporative e senza reticenze.
Troviamo molto interessante il programma dell'incontro AIB su SBN e la discussione che state sviluppando, sebbene io personalmente non sia in grado di orientarmi tra le questioni tecniche che sollevate. Buon lavoro e grazie.
Cordialmente, Natalia Piombino
*ASSOCIAZIONE DEI LETTORI DELLA BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE*
* *
*COMUNICATO STAMPA*
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, manifesta il proprio sconcerto riguardo al rincorrersi di notizie contrastanti concernenti il destino del catalogo collettivo nazionale, ovvero di quel catalogo on-line (opac.sbn.it) che mette in rete un numero consistente di biblioteche italiane, fornendo un servizio prezioso a cittadine e cittadini e alle/agli utenti di tutto il mondo, assicurando l’accessibilità di una parte rilevante del patrimonio librario.
Il 7 maggio il personale dell’ICCU (Istituto Centrale Catalogo Unico) emetteva un documento col quale rendeva noto che l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane “non dispone(va) più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).”
Tale denuncia era seguita, nel corso della stessa giornata, da un comunicato stampa del MIBAC che, pur confermando la gravità di un quadro generale di ridimensionamento della spesa, smentiva l’esistenza di un rischio di interruzione del Servizio Bibliotecario Nazionale.
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
*DENUNCIA L’OPACITA’ DELLA COMUNICAZIONE*
* *
in ordine a servizi e istituti di interesse generale e sottolinea come non sia accettabile che alla cittadinanza non venga fornita un’informazione trasparente e accurata in relazione a servizi strategici che andrebbero migliorati e potenziati in vista di una maggiore efficienza del sistema bibliotecario.
Assolettori inoltre,
*DENUNCIA L’IRRAZIONALITA’ DI SPESE NON DESTINATE AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI*
In un contesto di tagli alla cultura riteniamo che non siano accettabili operazioni di immagine quali l’apertura della Biblioteca Nazionale di Firenze il primo maggio, che è costata all’erario circa 15.000 euro. Registriamo che questo esborso di denaro pubblico è stato necessario per pagare gli 81 membri del personale in servizio, *a fronte di un'affluenza di utenti irrisoria*. Tutto questo avrebbe forse senso in tempi in cui l’ ordinaria amministrazione è garantita, di certo è insensata mentre i servizi di distribuzione dei libri subiscono una costante contrazione e l’orario di apertura della sala periodici è stato drasticamente ridotto anche perchè una gran parte del patrimonio dei periodici non è più accessibile. Forse i dipendenti hanno avuto un’opportunità di integrare il loro salario una tantum: ci piacerebbe che questa integrazione fosse stabile e legata a un miglioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro.
L’Associazione dei lettori BNCF richiama l’attenzione sulla difficile situazione della Biblioteca per quanto *riguarda i magazzini in cui vengono depositati i libri*. La biblioteca ha quasi esaurito ogni spazio disponibile e si prevede che da qui a un mese non vi sarà più un solo metro quadro di magazzino di cui usufruire per collocare i libri. Tutto questo in assenza di un piano che affronti questa situazione e mentre migliaia e migliaia di volumi giacciono da anni nei magazzini in attesa di catalogazione, visto il numero esiguo dei catalogatori superstiti.
*SOLLECITIAMO*
la direzione della Bilblioteca a fornire una relazione sulle condizioni della catalogazione, sul numero di dipendenti addetti a mansioni amministrative, sulla tempistica con cui saranno accessibili nuovi magazzini sia per i libri che per i quotidiani pubblicati tra il 1864 e il 1984 che si trovano al Forte Belvedere, oggi preclusi allo studio per inadeguatezza delle norme di sicurezza.
*CHIEDIAMO*
Che si ponga fine a una gestione emergenziale della Biblioteca Nazionale di Firenze e si metta mano a un piano che ne delinei il futuro con impegni precisi e scadenze e si metta mano a una razionalizzazione dell’intero sistema delle biblioteche statali.
La recente vicenda delle sale di Palazzo Pitti affittate a un magnate indiano per il matrimonio della figlia, segue di qualche mese l’organizzazione –a cura dell’associazione I love disco - di una festa in locali della Biblioteca Nazionale. La questione è quali siano la vocazione e la funzione di un’istituzione che dovrebbe essere considerata di valore strategico nella crescita culturale e dunque centrale per il suo valore civile. Le difficoltà finanziarie non devono condurre ad un uso sconsiderato del nostro patrimonio artistico e culturale, e a tale fine ogni collaborazione con soggetti privati va vincolata ad un miglioramento strutturale dei servizi pubblici.
CONTATTI: Natalia Piombino cell. 340 2730077 Maria Pia Paoli 3356627722 Carlo Spagnolo 3403433768
Firenze, 24 Maggio 2013
......................................................................................................................................
L'Associazione dei lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è su facebook
2013/6/7 Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com
applausi scroscianti! v.
2013/6/7 Enrico Francese efrancese@gmail.com
Dunque, confermo la mia presenza per il 20 a Roma. (Applausi!) Io focalizzerei il mio intervento sull'aspetto comunicativo che ho appena delineato, in modo da lasciare a voi altri i dettagli tecnici sui dati che avete illustrato molto meglio di me. In particolare direi:
- che niente va salvato così com'è, ma va coltivato e nutrito. Quindi
non salvatesbn ma nuovosbn 2) che esiste una certa schiera di persone (professionisti, oltre che cittadini) che è interessata a guardare alla crisi di ICCU da un altro punto di vista: non in opposizione, ma neanche in piena indulgenza 3) che queste persone hanno comunicato con un certo successo in canali dai quali l'ICCU sembra essere assente (blog, twitter, ecc.) 4) che anche nelle comunicazioni tradizionali l'ICCU non ha mai brillato, e questo le biblioteche lo hanno patito. Nel mondo di oggi - i servizi informativi digitali del 2013 - questo va ripensato
Pur non tacendo le problematiche grandi (open data e rinnovamento professionale) io mi focalizzerei su questo per dare voce a più aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 14:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È chiuso
su se
stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei
ministeri
romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi
"riconoscere"
come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non ci dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese efrancese@gmail.com
ha
scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò
anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com
ha
scritto:
La mia proposta era la seguente Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come
meglio
ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito,
piu'
se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o))
Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER TUTTI con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque.
Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto
dire:
ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte precise.
la prima bozza e' questa
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC...
ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile
wikipedia)
ciao laura
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto: > Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di
fare
> una > comunicazione online della cosa a partire da un documento. > > Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? > In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E > quindi > butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un > documento > comune. >
laura testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Cara Natalia, grazie per questo messaggio, e' molto utile. Il punto di vista dell'asociazione dei lettori, cioe' della comunita' a cui Iccu/SBN dovrebbe fare riferimento come partner e prezioso supporto e' importante!
Volevo chiederti: Questo comunicato ha un link diretto, sta cioe' su un sito web pubblico? Se si, ci giri il link? Se no, ci autorizzi a copia/incollarlo / citarlo nei nostri blog? Nel vario brainstrming che c'e' qui :-) c'e' anche il progetto di uscire con un post coordinato su diversi blog su tutta la faccenda, a supporto generale delle argomentazioni piu' specifiche dei colleghi che interverranno, e in ogni caso copia-incollare il vostro omunicato nei nostri blog (ad esempio Tropicodellibro.it) ne aumenterebbe la diffusione.
Grazie per la risposta Facci sapere anche se preferisci che nei blog omettimano i numeri di cellulare. Grazie ciao
ps tutto si muove molto velocemente, se questa domanda e' superata dai fatti come non detto sono in pausa pranzo dipo una mattinata intensa di lavoro, a zappare diciamo su qualche tastiera. laura testoni
Il 07 giugno 2013 12:00, NATALIA PIOMBINO natalia.piombino@nyu.edu ha scritto:
Buongiorno a Tutte/i, faccio parte del direttivo dell'Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale di Firenze e mi sono iscritta da ieri alla vostra mailing list. Ho trovato estremamente interessante il dibattito che si è sviluppato su Tropico del Libro (articolo di Ivan Rachieli). Mi permetto di mandarvi il comunicato stampa che avevamo diramato sulla stessa questione, unicamente allo scopo di ribadire un concetto che a noi sta molto a cuore: le biblioteche pubbliche sono di tutte/i, bibliotecari/e e utenti, appartengono a tutta la cittadinanza e andrebbero difese insieme, senza chiusure corporative e senza reticenze.
Troviamo molto interessante il programma dell'incontro AIB su SBN e la discussione che state sviluppando, sebbene io personalmente non sia in grado di orientarmi tra le questioni tecniche che sollevate. Buon lavoro e grazie.
Cordialmente, Natalia Piombino
ASSOCIAZIONE DEI LETTORI DELLA BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE
COMUNICATO STAMPA
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, manifesta il proprio sconcerto riguardo al rincorrersi di notizie contrastanti concernenti il destino del catalogo collettivo nazionale, ovvero di quel catalogo on-line (opac.sbn.it) che mette in rete un numero consistente di biblioteche italiane, fornendo un servizio prezioso a cittadine e cittadini e alle/agli utenti di tutto il mondo, assicurando l’accessibilità di una parte rilevante del patrimonio librario.
Il 7 maggio il personale dell’ICCU (Istituto Centrale Catalogo Unico) emetteva un documento col quale rendeva noto che l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane “non dispone(va) più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).”
Tale denuncia era seguita, nel corso della stessa giornata, da un comunicato stampa del MIBAC che, pur confermando la gravità di un quadro generale di ridimensionamento della spesa, smentiva l’esistenza di un rischio di interruzione del Servizio Bibliotecario Nazionale.
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
DENUNCIA L’OPACITA’ DELLA COMUNICAZIONE
in ordine a servizi e istituti di interesse generale e sottolinea come non sia accettabile che alla cittadinanza non venga fornita un’informazione trasparente e accurata in relazione a servizi strategici che andrebbero migliorati e potenziati in vista di una maggiore efficienza del sistema bibliotecario.
Assolettori inoltre,
DENUNCIA L’IRRAZIONALITA’ DI SPESE NON DESTINATE AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI
In un contesto di tagli alla cultura riteniamo che non siano accettabili operazioni di immagine quali l’apertura della Biblioteca Nazionale di Firenze il primo maggio, che è costata all’erario circa 15.000 euro. Registriamo che questo esborso di denaro pubblico è stato necessario per pagare gli 81 membri del personale in servizio, a fronte di un'affluenza di utenti irrisoria. Tutto questo avrebbe forse senso in tempi in cui l’ ordinaria amministrazione è garantita, di certo è insensata mentre i servizi di distribuzione dei libri subiscono una costante contrazione e l’orario di apertura della sala periodici è stato drasticamente ridotto anche perchè una gran parte del patrimonio dei periodici non è più accessibile. Forse i dipendenti hanno avuto un’opportunità di integrare il loro salario una tantum: ci piacerebbe che questa integrazione fosse stabile e legata a un miglioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro.
L’Associazione dei lettori BNCF richiama l’attenzione sulla difficile situazione della Biblioteca per quanto riguarda i magazzini in cui vengono depositati i libri. La biblioteca ha quasi esaurito ogni spazio disponibile e si prevede che da qui a un mese non vi sarà più un solo metro quadro di magazzino di cui usufruire per collocare i libri. Tutto questo in assenza di un piano che affronti questa situazione e mentre migliaia e migliaia di volumi giacciono da anni nei magazzini in attesa di catalogazione, visto il numero esiguo dei catalogatori superstiti.
SOLLECITIAMO
la direzione della Bilblioteca a fornire una relazione sulle condizioni della catalogazione, sul numero di dipendenti addetti a mansioni amministrative, sulla tempistica con cui saranno accessibili nuovi magazzini sia per i libri che per i quotidiani pubblicati tra il 1864 e il 1984 che si trovano al Forte Belvedere, oggi preclusi allo studio per inadeguatezza delle norme di sicurezza.
CHIEDIAMO
Che si ponga fine a una gestione emergenziale della Biblioteca Nazionale di Firenze e si metta mano a un piano che ne delinei il futuro con impegni precisi e scadenze e si metta mano a una razionalizzazione dell’intero sistema delle biblioteche statali.
La recente vicenda delle sale di Palazzo Pitti affittate a un magnate indiano per il matrimonio della figlia, segue di qualche mese l’organizzazione –a cura dell’associazione I love disco - di una festa in locali della Biblioteca Nazionale. La questione è quali siano la vocazione e la funzione di un’istituzione che dovrebbe essere considerata di valore strategico nella crescita culturale e dunque centrale per il suo valore civile. Le difficoltà finanziarie non devono condurre ad un uso sconsiderato del nostro patrimonio artistico e culturale, e a tale fine ogni collaborazione con soggetti privati va vincolata ad un miglioramento strutturale dei servizi pubblici.
CONTATTI: Natalia Piombino cell. 340 2730077 Maria Pia Paoli 3356627722 Carlo Spagnolo 3403433768
Firenze, 24 Maggio 2013
......................................................................................................................................
L'Associazione dei lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è su facebook
2013/6/7 Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com
applausi scroscianti! v.
2013/6/7 Enrico Francese efrancese@gmail.com
Dunque, confermo la mia presenza per il 20 a Roma. (Applausi!) Io focalizzerei il mio intervento sull'aspetto comunicativo che ho appena delineato, in modo da lasciare a voi altri i dettagli tecnici sui dati che avete illustrato molto meglio di me. In particolare direi:
- che niente va salvato così com'è, ma va coltivato e nutrito. Quindi
non salvatesbn ma nuovosbn 2) che esiste una certa schiera di persone (professionisti, oltre che cittadini) che è interessata a guardare alla crisi di ICCU da un altro punto di vista: non in opposizione, ma neanche in piena indulgenza 3) che queste persone hanno comunicato con un certo successo in canali dai quali l'ICCU sembra essere assente (blog, twitter, ecc.) 4) che anche nelle comunicazioni tradizionali l'ICCU non ha mai brillato, e questo le biblioteche lo hanno patito. Nel mondo di oggi - i servizi informativi digitali del 2013 - questo va ripensato
Pur non tacendo le problematiche grandi (open data e rinnovamento professionale) io mi focalizzerei su questo per dare voce a più aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 14:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È chiuso su se stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei ministeri romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi "riconoscere" come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non ci dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la comunità sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale, ma io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò anch'io
Buona giornata Susanna
Susanna
Susanna Giaccai - Firenze http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai
Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
> La mia proposta era la seguente > Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come > meglio > ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, > piu' > se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o)) > > Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri blog, > qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER > TUTTI > con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po di > persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo ovunque. > > Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe anticipare > troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso va > preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto > dire: > ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo, nn > giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte > precise. > > la prima bozza e' questa > > > > https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC... > ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. > (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile > wikipedia) > ciao laura > > > Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti > pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto: > > Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di > > fare > > una > > comunicazione online della cosa a partire da un documento. > > > > Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? > > In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. > > E > > quindi > > butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un > > documento > > comune. > > > > > laura testoni > http://refkit.wordpress.com > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- NEW YORK UNIVERSITY SENSITIVE DOCUMENT STATEMENT OF CONFIDENTIALITY: This e-mail and any attachments thereto are intended for use solely by the addressee(s) named herein, and the contents may contain legally privileged and/or confidential information. This e-mail should not be shown to or forwarded to anyone without the explicit, prior consent of the sender. If you are not the intended recipient of this e-mail, you are hereby notified that any dissemination, distribution, copying, or other use of this e-mail and/or any of the attachments hereto, in whole or in part, is strictly prohibited. If you have received this e-mail in error, please notify the undersigned immediately by telephone and permanently delete the original and all copies of this e-mail, the attachments thereto, and any printouts, in whole or in part, thereof.
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Cara Laura, grazie della tua risposta. L'associazione ha una pagina facebook e lì potete trovare tutto quello che ci riguarda. Comunque, certo, i nostri documenti sono pubblici e potete citarli come e quando credete. Sì, per favore omettete i numeri di cellulare!
Abbiamo da poco mandato una lettera a Bray (e per conoscenza alla Direzione Biblioteche MIBAC e al Segretariato Generale MIBAC) denunciando la situazione della Nazionale di FIrenze. Quello che ci dispiace è che, sebbene per l'ennesima volta abbiamo ribadito che non c'è alcun contenzioso tra noi e i bibliotecari e che il nostro interlocutore è politico (ovvero è il MIBAC e chi lo guida), la direzione BNCF pretenderebbe il silenzio sulle reali condizioni della biblioteca. Perchè?
Questa mattina ero all'incontro sui Beni Culturali organizzato da Repubblica qui a Firenze, con Carandini e Cecchi. Cecchi (ex dirigente MIBAC) denunciava espressamente la situazione della Nazionale di FIrenze, mentre quel pericoloso sovversivo di Carandini (presidente FAI) sosteneva che quello che di Bray non è condivisibile è il fatto che non abbia denunciato la situazione di sfascio dei beni culturali.
Insomma, pare che ovunque si possa denunciare la condizione di certe istituzioni, tranne che nella stessa Nazionale di Firenze: perchè?
Condivido moltissime delle cose che scrive AIB nei suoi documenti, mi chiedo se hanno un'idea di come vengono gestite certe biblioteche.
grazie. ciao, natalia
2013/6/7 laura testoni laura.test@gmail.com
Cara Natalia, grazie per questo messaggio, e' molto utile. Il punto di vista dell'asociazione dei lettori, cioe' della comunita' a cui Iccu/SBN dovrebbe fare riferimento come partner e prezioso supporto e' importante!
Volevo chiederti: Questo comunicato ha un link diretto, sta cioe' su un sito web pubblico? Se si, ci giri il link? Se no, ci autorizzi a copia/incollarlo / citarlo nei nostri blog? Nel vario brainstrming che c'e' qui :-) c'e' anche il progetto di uscire con un post coordinato su diversi blog su tutta la faccenda, a supporto generale delle argomentazioni piu' specifiche dei colleghi che interverranno, e in ogni caso copia-incollare il vostro omunicato nei nostri blog (ad esempio Tropicodellibro.it) ne aumenterebbe la diffusione.
Grazie per la risposta Facci sapere anche se preferisci che nei blog omettimano i numeri di cellulare. Grazie ciao
ps tutto si muove molto velocemente, se questa domanda e' superata dai fatti come non detto sono in pausa pranzo dipo una mattinata intensa di lavoro, a zappare diciamo su qualche tastiera. laura testoni
Il 07 giugno 2013 12:00, NATALIA PIOMBINO natalia.piombino@nyu.edu ha scritto:
Buongiorno a Tutte/i, faccio parte del direttivo dell'Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale di Firenze e mi sono iscritta da ieri alla vostra mailing
list. Ho
trovato estremamente interessante il dibattito che si è sviluppato su Tropico del Libro (articolo di Ivan Rachieli). Mi permetto di mandarvi
il
comunicato stampa che avevamo diramato sulla stessa questione, unicamente allo scopo di ribadire un concetto che a noi sta molto a cuore: le biblioteche pubbliche sono di tutte/i, bibliotecari/e e utenti, appartengono a tutta la cittadinanza e andrebbero difese insieme, senza chiusure corporative e senza reticenze.
Troviamo molto interessante il programma dell'incontro AIB su SBN e la discussione che state sviluppando, sebbene io personalmente non sia in
grado
di orientarmi tra le questioni tecniche che sollevate. Buon lavoro e grazie.
Cordialmente, Natalia Piombino
ASSOCIAZIONE DEI LETTORI DELLA BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE
COMUNICATO STAMPA
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di
Firenze,
manifesta il proprio sconcerto riguardo al rincorrersi di notizie contrastanti concernenti il destino del catalogo collettivo nazionale, ovvero di quel catalogo on-line (opac.sbn.it) che mette in rete un
numero
consistente di biblioteche italiane, fornendo un servizio prezioso a cittadine e cittadini e alle/agli utenti di tutto il mondo, assicurando l’accessibilità di una parte rilevante del patrimonio librario.
Il 7 maggio il personale dell’ICCU (Istituto Centrale Catalogo Unico) emetteva un documento col quale rendeva noto che l’Istituto Centrale per
il
Catalogo Unico delle Biblioteche italiane “non dispone(va) più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario
Nazionale
(SBN).”
Tale denuncia era seguita, nel corso della stessa giornata, da un
comunicato
stampa del MIBAC che, pur confermando la gravità di un quadro generale di ridimensionamento della spesa, smentiva l’esistenza di un rischio di interruzione del Servizio Bibliotecario Nazionale.
L’Associazione dei Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
DENUNCIA L’OPACITA’ DELLA COMUNICAZIONE
in ordine a servizi e istituti di interesse generale e sottolinea come
non
sia accettabile che alla cittadinanza non venga fornita un’informazione trasparente e accurata in relazione a servizi strategici che andrebbero migliorati e potenziati in vista di una maggiore efficienza del sistema bibliotecario.
Assolettori inoltre,
DENUNCIA L’IRRAZIONALITA’ DI SPESE NON DESTINATE AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI
In un contesto di tagli alla cultura riteniamo che non siano accettabili operazioni di immagine quali l’apertura della Biblioteca Nazionale di Firenze il primo maggio, che è costata all’erario circa 15.000 euro. Registriamo che questo esborso di denaro pubblico è stato necessario per pagare gli 81 membri del personale in servizio, a fronte di un'affluenza
di
utenti irrisoria. Tutto questo avrebbe forse senso in tempi in cui l’ ordinaria amministrazione è garantita, di certo è insensata mentre i
servizi
di distribuzione dei libri subiscono una costante contrazione e l’orario
di
apertura della sala periodici è stato drasticamente ridotto anche perchè
una
gran parte del patrimonio dei periodici non è più accessibile. Forse i dipendenti hanno avuto un’opportunità di integrare il loro salario una tantum: ci piacerebbe che questa integrazione fosse stabile e legata a
un
miglioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro.
L’Associazione dei lettori BNCF richiama l’attenzione sulla difficile situazione della Biblioteca per quanto riguarda i magazzini in cui
vengono
depositati i libri. La biblioteca ha quasi esaurito ogni spazio
disponibile
e si prevede che da qui a un mese non vi sarà più un solo metro quadro di magazzino di cui usufruire per collocare i libri. Tutto questo in
assenza di
un piano che affronti questa situazione e mentre migliaia e migliaia di volumi giacciono da anni nei magazzini in attesa di catalogazione, visto
il
numero esiguo dei catalogatori superstiti.
SOLLECITIAMO
la direzione della Bilblioteca a fornire una relazione sulle condizioni della catalogazione, sul numero di dipendenti addetti a mansioni amministrative, sulla tempistica con cui saranno accessibili nuovi
magazzini
sia per i libri che per i quotidiani pubblicati tra il 1864 e il 1984
che
si trovano al Forte Belvedere, oggi preclusi allo studio per
inadeguatezza
delle norme di sicurezza.
CHIEDIAMO
Che si ponga fine a una gestione emergenziale della Biblioteca Nazionale
di
Firenze e si metta mano a un piano che ne delinei il futuro con impegni precisi e scadenze e si metta mano a una razionalizzazione dell’intero sistema delle biblioteche statali.
La recente vicenda delle sale di Palazzo Pitti affittate a un magnate indiano per il matrimonio della figlia, segue di qualche mese l’organizzazione –a cura dell’associazione I love disco - di una festa in locali della Biblioteca Nazionale. La questione è quali siano la
vocazione e
la funzione di un’istituzione che dovrebbe essere considerata di valore strategico nella crescita culturale e dunque centrale per il suo valore civile. Le difficoltà finanziarie non devono condurre ad un uso
sconsiderato
del nostro patrimonio artistico e culturale, e a tale fine ogni collaborazione con soggetti privati va vincolata ad un miglioramento strutturale dei servizi pubblici.
CONTATTI: Natalia Piombino cell. 340 2730077 Maria Pia Paoli 3356627722 Carlo Spagnolo 3403433768
Firenze, 24 Maggio 2013
......................................................................................................................................
L'Associazione dei lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di
Firenze è
su facebook
2013/6/7 Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com
applausi scroscianti! v.
2013/6/7 Enrico Francese efrancese@gmail.com
Dunque, confermo la mia presenza per il 20 a Roma. (Applausi!) Io focalizzerei il mio intervento sull'aspetto comunicativo che ho appena delineato, in modo da lasciare a voi altri i dettagli tecnici sui dati che avete illustrato molto meglio di me. In particolare direi:
- che niente va salvato così com'è, ma va coltivato e nutrito. Quindi
non salvatesbn ma nuovosbn 2) che esiste una certa schiera di persone (professionisti, oltre che cittadini) che è interessata a guardare alla crisi di ICCU da un altro punto di vista: non in opposizione, ma neanche in piena indulgenza 3) che queste persone hanno comunicato con un certo successo in canali dai quali l'ICCU sembra essere assente (blog, twitter, ecc.) 4) che anche nelle comunicazioni tradizionali l'ICCU non ha mai brillato, e questo le biblioteche lo hanno patito. Nel mondo di oggi - i servizi informativi digitali del 2013 - questo va ripensato
Pur non tacendo le problematiche grandi (open data e rinnovamento professionale) io mi focalizzerei su questo per dare voce a più aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 14:08, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Sono d'accordo: l'ICCU non comunica e non risponde alle mail. È
chiuso
su se stesso: autoreferenziale come solo nelle peggiori caricature dei ministeri romani.
È un aspetto da sollevare.
Io proporrei che per parlare a Roma sarebbe opportuno farsi "riconoscere" come quelli che parlano per chiedere un nuovo sbn. In maniera da far percepire la comune esigenza e distinguersi da chi vuole solo il finanziamento della conservazione: finanziamento che secondo me non
ci
dovrebbe essere se non a fronte di un programma di innovazioni.
Pierfranco
Il giorno 05 giugno 2013 11:42, Enrico Francese <efrancese@gmail.com
ha scritto:
Come dicevo ieri, questi sono alcuni esempi di "scarsezza comunicativa" dell'Iccu.
- Lista AIB-CUR: nella lista professionale dell'associazione dei
bibliotecari italiani si contano 41 messaggi dal 2005 a oggi da un mittente con un indirizzo dell'iccu. 41 in 9 anni. Certo uno può scrivere da un indirizzo personale, ma io sto cercando comunicazioni che dimostrano una presenza istituzionale.
- Non sono a conoscenza di altre liste professionali specifiche a
cui
partecipano colleghi dell'ICCU. Qualcuno ne sa di più?
- Facebook: la pagina ufficiale dell'ICCU è nata solo il 3 dicembre
- Twitter: non esistono account riconducibili a ICCU, SBN o Internet
Culturale
- La rivista Digitalia, edita dal 2005 e dal 2011 su OJS, non è
indicizzata da DOAJ né presente in UlrichsWeb (a differenza di AIB studi o Jlis.it, per fare due esempi). 15 fascicoli di letteratura professionale sulle biblioteche digitali (benché non peer-review) praticamente invisibili.
Mi si dirà che queste cose non sono "importanti", ma ormai non è più un mistero che bisogna essere presenti dove le persone sono, e se queste sono sui social network bisogna essere lì. Anche solo per monitorare cosa dice la comunità, come ricordava Laura, e la
comunità
sta (anche) lì. Mi si dirà che questi difetti derivano dalla mancanza di personale,
ma
io risponderò che questi punti non vogliono essere un'accusa ma un invito a fare di più, e che quello che vogliamo salvare (il "#nuovosbn") deve comprendere questi aspetti.
Enrico
Il 05 giugno 2013 07:20, giaccai@gmail.com ha scritto: > Ho trovato una buona offerta di treno, e quindi a Roma ci sarò > anch'io > > Buona giornata Susanna > > > Susanna > ====================== > Susanna Giaccai - Firenze > http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai > > > Il giorno 04 giugno 2013 17:52, laura testoni <
laura.test@gmail.com>
> ha > scritto: > >> La mia proposta era la seguente >> Premesso che chiunque ha un blog puo' promuovere l'evento come >> meglio >> ritiene e quando/come vuole (liberi tutti, non siamo un partito, >> piu' >> se ne parla meglio e'...ecc .ecc. :o)) >> >> Si potrebbe far uscire, in piu', e in simultanea, nei nostri
blog,
>> qualche giorno prima del'evento, un post coordinato UGUALE PER >> TUTTI >> con un testo minimo, modesto, preciso. Darebbe l'idea che un po
di
>> persone e' su quelle posizioni, e le supporta. E spammarlo
ovunque.
>> >> Il testo dovrebbe essere "meta", cioe' imho non dovrebbe
anticipare
>> troppo i temi che tratterete nei vostri interventi (a mio avviso
va
>> preservato l'effetto sorpresa e "blitzkrieg" :-)), ma piuttosto >> dire: >> ok non perdiamo questa occasione, siamo seri, stiamo sul pezzo,
nn
>> giriamo intorno alle cose, ascoltiamo tutti, vogliamo risposte >> precise. >> >> la prima bozza e' questa >> >> >> >>
https://docs.google.com/document/d/1LPf9VD3nCA_-j73vlk7cNanMSpKnMrE-3RXMhRuC...
>> ed e' editabile da tutti coloro che hanno il link. >> (quindi benvenga l'editing, se sostanzioso con firma, stile >> wikipedia) >> ciao laura >> >> >> Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti >> pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto: >> > Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di >> > fare >> > una >> > comunicazione online della cosa a partire da un documento. >> > >> > Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? >> > In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già
pronta.
>> > E >> > quindi >> > butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un >> > documento >> > comune. >> > >> >> >> laura testoni >> http://refkit.wordpress.com >> _______________________________________________ >> Bibliotecari mailing list >> Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it >> Configurazione utente: >> http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari > > > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Ottimo, ma io propongo che più di una persona inizi l'intervento specificando che l'ottica è:
non salvatesbn ma nuovosbn
In modo che si dia modo a chi ascolta di cogliere subito che è emersa una prospettiva comune. Pierfranco
Il giorno 07 giugno 2013 11:40, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
non salvatesbn ma nuovosbn
Assolutamente sì. Pensavo infatti di aprire il mio intervento dicendo "io sono uno di quelli che ha parlato di nuovosbn.... ecc." proprio per sottolineare questo. Potremmo farlo tutti - naturalmente ognuno a suo modo, non è il caso di metterci a pensare a slogan o di presentarci con delle t-shirt coordinate.
E
Il 07 giugno 2013 11:52, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Ottimo, ma io propongo che più di una persona inizi l'intervento specificando che l'ottica è:
non salvatesbn ma nuovosbn
In modo che si dia modo a chi ascolta di cogliere subito che è emersa una prospettiva comune. Pierfranco
Il giorno 07 giugno 2013 11:40, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
non salvatesbn ma nuovosbn
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A me piacerebbe anche che si puntasse sul discorso professionalità e rinnovamento. La nostra eventuale presenza in platea non è soltanto quella di cittadini che pretendono un servizio all'altezza, ma è quella di professionisti che chiedono che si stia al passo, e che l'ICCU dimostri il ruolo centrale che il suo nome lascia intendere. E' un po' il problema dei soldi: non basta "non lasciar morire", bisogna agire e rinnovare, bisogna chiedere un "nuovosbn", e per farlo occorre ammettere che c'è bisogno di figure che attualmente non sono presenti a sufficienza - chiamiamoli "giovani", chiamiamoli "bibliotecari digitali", non importa. Questo anche per non scadere nella dialettica "voi siete il male e noi siamo la cura", ma per dimostrare che esiste un mondo che parla di queste cose nonostante tutto, nonostante non lo faccia il centro. Io per questo volevo porre l'accento sull'aspetto di comunicazione (presenza in lista, presenza in letteratura, presenza nelle varie comunità, nei social network, ecc - domani raccolgo degli esempi). Come scriveva Laura, e come dice Ivan nell'articolo, c'è stato un certo dibattito sulla cosa che non ha sfiorato minimamente il centro, non ha ricevuto feedback. Infatti chi siamo "noi"? Siamo un gruppo di diversi professionisti che hanno a cuore un medesimo problema ma che al momento viaggia su binari diversi da quelli dell'istituto: ecco, questi binari devono convergere, e "noi" dobbiamo avere voce in capitolo, e andremo a pretendere che questa voce faccia parte dei futuri piani operativi.
Ho scritto in fretta, perciò male - perdonatemi.
Il 04 giugno 2013 17:25, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Io penso che sia una buona idea quella che ha lanciato Laura di fare una comunicazione online della cosa a partire da un documento.
Valutare se se è una buona cosa far uscire qualcosa già prima? In ogni caso io voglio arrivare lì con una paginetta già pronta. E quindi butto giù un po' di idee che potrebbero essere integrate in un documento comune.
Visto i 5 minuti devo essere la massimo sintetico.
Il concetto principale è: bisogna aprirsi a una dimensione più internazionale. Che vuole dire:
- essere presenti nei grandi portali come VIAF: ed esserci bene, non in un
corridoio laterale 2) se si mantengono regole di catalogazione diverse da quelli della maggior parte allora l'ICCU deve dotarsi di un interoperability manager: sarà come una persona bilingue che deve sapere bene come è SBN e come sono gli altri per collaborare al meglio con tutti i partner esterni sapendo quali criticità bisogna affrontare 3) l'ICCU deve iniziare a implementare i linked open data partendo dall'assegnazione di una URL persistente ai records di autorità; 4) l'ICCU deve pronunciarsi sui dati aperti
Queste sono le cose più importanti che vorrei dire.
Poi devo vedere come far passare al meglio i concetti.
Naturalmente su SBN si possono/devono dire una infinità di altre cose. Spero che siano altri ad averle presenti e a dirle.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 16:53, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
sono in ufficio e cerco quindi di essere velocissima (fra poco al pubblico e quindi non so se potrò interloquire con voi fino alle 19.30)
io non penso di andare a Roma e tanto meno di parlarci per il semplice fatto che non sono la persona giusta in questo contesto (non mi piace parlare in pubblico di cose che non padroneggio bene)
penso che non sia il caso di allargarsi a raccontare tutto lo scibile dei rapporti wiki-bibliotecari (a meno che non sia presente qualcuno che lo possa fare ufficialmente a nome di Wikimedia Italia). Dati anche i tempi minuscoli degli interventi, proporrei di concentrare tutti gli interventi sugli aspetti più tecnici e legati a SBN
direi che possiamo anche prenderci un po' di tempo e capire chi può andare: Enrico o anche Giulio a me sembrano persone molto più adatte di me (oltre a chi ha già dato la sua disponibilità), ma il tutto poi accade di giovedì mattina, giorno in cui i non possidenti solitamente lavorano, ahimè. Insomma vediamo le possibilità reali
posso invece lavorare sulla comunicazione dell'evento, come già detto. Adesso facciamo i timidi ma tutti noi gestori di blog sappiamo le statistiche che facciamo e che (nel nostro contesto) non sono affatto male
ciao virginia
2013/6/4 Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com
Ciao a tutti,
il 20 giugno dovrei riuscire ad esserci anche io (in treno da Rovigo). Ora come ora non pensavo di fare interventi, in ogni caso appoggio il live tweet e il post sui vari blog.
Pensavo potrebbe essere utile (per fare ordine) tenere traccia su un doc condiviso degli interventi e il tema di ciascuno, se volete ho creato questo:
https://docs.google.com/document/d/1G-5qCAP7lzjY-O-JbyFC9lBHOKs1xLE_56CiyoKo...
Ciao Giulio
Il giorno 04 giugno 2013 14:43, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Mi pace questa: la gente va, poi si alza e dice che cede i propri 5 minuti ad altri. Dirlo è provocatorio: fa capire che far spostare la gente per 5 minuti è una stupidaggine.
Ma a parte la provocazione, sul piano pratico significa fare gruppo e tesaurizzare le briciole che sono disposti a dare.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 14:35, raffaele messuti raffaele.messuti@gmail.com ha scritto:
io quasi sicuramente ci sono a Roma. Marchitelli mi ha scritto chiedendo anche a me i 5 min di intervento, ma siccome non amo parlare a platee, soprattutto se istituzionali, cedo volentieri il mio tempo a chi di voi gia' ha l'intervento in programma.
se si riuscisse a strutturare una continuita' tra tutti gli interventi sarebbe perfetto.
-- raffaele
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Ho avuto da Stefano Parise 5 minuti per un intervento sul lavoro fatto dal nostro gruppo.
Andrea potresti farlo tu?
Ciao Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 04 giugno 2013 13:24, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Concordo, anche se non del tutto; e' indubbio che il trattamento per i relatori "ufficiali" e gli "animatori del dibattito" sia diverso in termini di tempo a disposizione e altro. Vediamo pero' anche il lato positivo della cosa; non essendo noi in alcun modo vincolati a posizioni ufficiali "ICCUedintorni", abbiamo la possibilita' di parlare piu' liberamente, pur in pochi minuti. Lo so, non e' facile (da ieri sto rimuginando, non senza un po' di ansia, sul taglio da dare all'intervento, peraltro su un tema, quello del codice catalografico, assai spinoso in ambito ICCU), ma non avendo poltrone in prima fila su cui sedere comodamente, forse possiamo tentare anche di "rovesciare il tavolo", pur senza gli eccessi (mio parere) dello stile Grillo ;-) simona
Il giorno 04 giugno 2013 12:38, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Io condivido molto le perplessità di Laura sulle modalità scelte e so che sono molto diffuse. Basta citare come siamo visti all'esterno da un giornalista del Corriere che ha intervistato 3 di noi (l'articolo dovrebbe uscire a breve) e che nell'articolo sottolinea giustamente che le cose innovative soon state dette nel dibattito in rete. Cito:
"Nelle ultime settimane la crisi del Sistema bibliotecario nazionale non è stata discussa in paludati convegni o in seminari ristretti. Tutto il dibattito (ricapitolato dal sito Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ ) si è sviluppato tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan tra twitter, blog e una mailing list di «wikimediani e bibliotecari digitali». Cosi allo slogan #salvatesbn si sono affiancate nuove parole d'ordine come #nuovosbn."
L'iniziativa del 20 a mio avviso tradisce del tutto queste modalità perché crea una trattamento diseguale: a certe persone riserva 15 minuti di intervento. E queste persone non sono nessuno di quelli che hanno animato il dibattito in rete. Sono in gran parte persone che intervengono solo se chiamati in quelli che per il giornalista definisce "paludati convegni o in seminari ristretti". Ci sono dei veri propri dinosauri di SBN.
Poi, per fingere un'apertura democratica, dato che come notava ieri l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza, lo stile Grillo è di moda, hanno coinvolto alcune persone chiedendo di fare un interventino di 5 minuti: così almeno il "dibbbattito" è salvo, i relatori di primo livello hanno una platea e tutti sono soddisfatti.
La distinzione tra relatori di 1° livello e quelli da 5 minuti max è giustificata così: si tratta di interventi istituzionali. Vero per alcuni; falso per altri. Falso per i nomi che da anni vediamo apparire nei dibattiti su SBN e poi finisce tutto lì. E non hanno incarichi istituzionali.
Per es. coinvolgere un ex direttore dell'ICCU in pensione: va bene. Ma perché non gli dai un intervento da 5 minuti? Sono queste le spie della natura autocelebrativa che vuole avere questa iniziativa. Altro che #nuovosbn.
La mia non è né polemica né desiderio di rottamazione dei "vecchi": se oggi fosse viva la Vinay farebbe cose che gli attuali neppure si sognano. Il punto è che fino adesso con quelle persone che idee nuove hai tirato fuori? O che nuove cose concrete hai fatto? Non è un problema che gli organizzatori si pongono. È una ennesima dimostrazione della perenne abitudine a tenerci in "riserva", un po' di gradini sotto, per non offuscare chi nei dibattiti paludati vuole avere la poltrona di prima fila e che quindi sarà molto grato di ciò con l'organizzatore.
Questo non è certo un discorso personale. Potrei non avere nulla di significativo da dire. Ma se mi coinvolgi in una finta iniziativa democratica, aperta, mi dà fastidio. Se ho delle cose da dire, mi tratti come gli altri. Oppure non mi coinvolgi. Magari vengo e ascolto. Fine.
Invece il posto che riservano ai "giovani": io, Simona, altri: è quello di fare da "animatori" del "dibbatittto". Questo è il ruolo che chi lo ha organizzato ci riserva: animatori balneari perché hanno paura che il dibattito non decolli.
Ecco: ho tirato fuori tutto. Se ho occasione lo farò presente al Presidente AIB a cui quando è stato eletto ho sentito dire che c'era bisogno di ricambio generazionale, di riconoscere autonomia e spazio ai giovani. Questa iniziativa fa l'esatto contrario e quel che è peggio lo fa con furberia: perché approfitta dell'animazione che c'è stata in rete per contattare quelle persone e riusarle in un contesto che è l'esatto opposto del libero scambio di idee tra persone senza poltrone principali. Questa cosa oggi in Italia la si ottiene solo in rete. Lì chi vuole solo le poltrone in prima fila non partecipa.
Pierfranco
Il giorno 04 giugno 2013 11:38, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Scusate
a scanso di equivoci ritengo che le persone che interverrano a Roma da dietro il tavolo sono sicuramente interlocutori qualificati, e che l'iniziativa in se' sia buona. Il senso del mio messaggio era quello di provare (se lo si ritiene opportuno) a prevenire collettivamente eventuali derive rituali, che sono dietro l'angolo, e non aiutano nessuno, nemmeno chi si e' speso per mettere in piedi questo evento.
Il 04 giugno 2013 11:09, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Riprendo le sollecitazioni precedenti. Giustamente si pensa che la conferenza di Roma sara' super-formale, con interventi dei relatori e brevi spot senza replica da parte del pubblico (5 min), di qualita' molto diseguale, come spesso avviene in questi contesti. Insomma la solita situazione top-down che non aiuta a discutere
veramente.
Mentre c'e' chi ha cose serie da dire. Cosa possiamo fare noi per valorizzare gli interventi qualificati e di merito che stanno prendendo corpo in questa lista, e contribuire a creare un clima giusto per l'ascolto?
Specialmente Virginia, Enrico Andrea, in parte io (e mi scuso se ometto qualcun*), gestiamo dei blog con discreti picchi di lettura (non direi addirittura influenti, la nostra sfera e' molto ristretta, ma il concetto e' quello).
Si potrebbe concertare un testo breve e coinciso, uguale per tutti, da mettere nei nostri blog simultaneamente e da promuovere simultaneamente prima della conferenza.
Questo testo breve, a mio avviso, non deve in nulla anticipare i temi che Pierfranco e altri porteranno (l'effetto sorpresa funziona sempre e non va mai guastato), ma piuttosto preparare il terreno alla discussione e fare un ragionamento "meta": come professionisti, cosa ci aspettiamo da questa conferenza?
-- Ascolto di tutti gli stakeholder (insomma una vera conferenza) -- Concretezza -- Risposte (anche non immediate ma risposte) -- Una agenda di lavoro -- cosa non vogliamo: le promesse del ministro senza che si entri nel merito delle cose, anche se la presenza del ministro e' un segnale molto importante e da non sottovalutare -- eventuale campagna "Data for use" come scrive Carlo -- eventuale invito a condividere nei propri blog il breve testo da parte di chi lo condivide il tono deve essere modesto ma chiaro
Potremmo anche lanciare (se ci sono abbastanza amici a Roma che se ne possono prendere carico) una cronaca twitter dell'evento, con una sua hastag (o con #nuovasbn #salvatesbn), Anche questa cosa andra' anticipata, se si riesce a reggere.
Mi rendo conto che si sono dei pro e dei contro, e che potrebbe non
funzionare.
Il 04 giugno 2013 10:37, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.it
ha scritto:
IMHO, il punto piu' importante che deve emergere da sotto il palco e' dati liberi. E la prima stella di TBL e, senza di quel passaggio, come abbiamo visto, si fa poca strada. E' una scelta politica, e bisogna sfruttare l'occasione di farlo presente ai politici presenti. Bisogna sottolineare, come dice Laura, che e' una scelta politica gia' fatta praticamente da tutti gli altri. Il ministro ha la possibilita' di farsi bello a costo zero e l'ICCU di uscirne senza le ossa troppo rotte. Mica poco, per loro, e quanto basta per noi.
E se lanciassimo una campagna di raccolta firme "Data are for use"? 'Quelli giu' dal palco' sono gli utenti che hanno *diritto* ai dati, perche' hanno pagato perche' fossero prodotti dal *Servizio* Bibliotecario Nazionale. Anche questo deve essere chiaro.
carlo
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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2013/6/4 giaccai@gmail.com
Ho avuto da Stefano Parise 5 minuti per un intervento sul lavoro fatto dal nostro gruppo.
Andrea potresti farlo tu?
Ciao Susanna, purtroppo no, io non ci sarò il 20 a Roma (sarò a Ginevra ad un convegno sull'Open Access, però, quindi sono giustificato :-)
Io passo la palla volentieri a Enrico o Virginia, se vengono. Inoltre, come dicevo più su e come hanno ripetuto gli altri, Abbiamo anche i minuti di Raffaele, l'intervento di Simona e Pierfranco, secondo me di robe se ne possono dire. Siamo quasi a 20 minuti :-D
Possiamo ovviamente decidere insieme i punti principali, e io posso aiutare volentieri spiegando a chi parlerà le cose di Wikipedia e Wikidata che servono.
PS: incollo qui una mail passata su AIB CUR di Maurizio Grilli:
""" Io direi indispensabile prima di tutti, ma penso di dire cosa ovvia e largamente già pianificata, la presenza di Ivan Rachieli autore dello splendido intervento sul Tropico del libro http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/ , ma anche di Beppe Pavoletti autore di un intervento in lista di pochi giorni fa pratico e lucido come non se ne leggono spesso. In questo modo tanto che si è lì, si potrebbe anche pensare al concreto da farsi al di la delle parole sull'idea del valore universale della biblioteca e della cultura che di certo fluiranno copiose e su cui tutti sono d'accordo. """
Ivan, tu pensavi di andare?
Andrea
bibliotecari@liste.wikimedia.it