Buon pomeriggio a tutti, vi scrivo spinta da due analogie che mi avvicinano a Francesco Piras: anche io lavoro per una società che offre software e servizi per biblioteche (Ifnet), e ho piacevolmente scoperto questa lista ieri. Vedo che gli interventi interessanti girati in lista sono numerosi e cercherò di dedicarmi alla lettura di alcuni di essi con attenzione e curiosità.
Concordo con quanto scrive sempre il collega Piras a proposito dei costi legati allo sviluppo del modulo di interfacciamento a SBN, anche se non mi torna quando dice "Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo". Non mi risulta che si paghi all'ICCU la certificazione, a meno che non siano cambiate le cose negli ultimi anni; noi abbiamo certificato il nostro applicativo nel lontano 2007 e, all'epoca, non c'erano costi da sostenere per superare la "prova"....anche se poi sull'altare dell'ICCU si sacrificano cifre che, a mio avviso, potrebbero essere investite in progetti di ben altra portata. D'altra parte in Italia se vuoi vendere un ILS DEVI avere la certificazione, altrimenti sei fuori da una certa fetta di mercato.
A questo proposito vorrei capire se per i sw open source tipo Koha esiste qualche progetto di implementazione del modulo per il colloquio con Indice. Ne sapete qualcosa? Grazie mille a tutti, buon pomeriggio Sabrina
Il giorno 19 giugno 2013 15:45, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Concordo in pieno; anche per me sono stati assai fruttuosi gli scambi avuti con le ditte incrociate sinora (4 diverse in circa un decennio, 2 nel periodo lavorativo all'interno di SBN e/o per progetti in SBN e 2 nel "post-SBN"). Buon pomeriggio, simona
Il giorno 19 giugno 2013 15:30, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie Francesco delle tue precisazioni basate su conoscenza diretta.
Trovo molto bello che anche le ditte, come nel tuo caso, possano partecipare a una mailing list del genere, cosa che finora non è quasi mai successa nel caso di AIB-CUR.
Le ditte italiane preferiscono mantenere una posizione esterna, distaccata. Naturalmente trovo comprensibile che ritengano prudente non prendere posizione. Però questo ha fatto sì che il mondo bibliotecario fosse povero di competenze comparative: quelle che ti fai solo se conosci diverse realtà e fornitori. Ognuno conosce solo la propria realtà, anche a causa delle rigidità del settore pubblico, e a volte anche il verbo "conoscere" non necessariamente implica la capacità di aver acquisito un punto di vista critico, e nello stesso tempo aperto.
A me è capitato di lavorare con 3 diverse ditte, finora, tra cui una estera, che non ha nulla a che fare con l'Italia e ho potuto imparare da tutte. Se non mi fosse capitato saprei molte meno cose. Per cui non condivido la posizione espressa da Susanna, troppo negativa nei confronti del mercato. Come dice Simona tutto ha un costo, anche l'open access. E molto utile è anche la tua precisazione che il costo più alto spesso è legato ai servizi, alle attività, dove non esiste una soluzione standard prefabbricata e quindi il know how ha grande importanza nel risultato che deve essere tarato su misura. Quindi mi farebbe piacere se le ditte cominciassero a cambiare atteggiamento nei confronti delle mailing list bibliotecarie e partecipassero; se non altro per mettere in chiaro delle cose. Come ho detto, io penso di aver imparato molto dalle persone competenti delle ditte con cui mi è capitato di lavorare e penso che se la cooperazione da ambo le parti è utile a tutti, l'obiettivo può essere ottenuto più facilmente se c'è un passaggio di competenze e se i bibliotecari toccano con mano quale è l'ampiezza del know how che possiede una ditta. Cosa non sempre ovvia anche per l'abitudine a far prevalere il giudizio sul prodotto nella valutazione.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 19 giugno 2013 15:13, Francesco Piras fra.piras@gmail.com ha scritto:
Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
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