Nemo, intendo dire questo: mettiamo il caso di un insegnante che cerca film di guerra da far vedere a una classe. Viene in biblioteca, trova un bibliotecario che (volendo essere realistici) gli dirà a casaccio un paio di titoli che ricorda. Ciò ha un aspetto personale, ma nel senso deteriore della parola. Se invece ha a disposizione una lista ampia e diciamo "neutra" la responsabilità della scelta sarà sua, fatta si spera sulla base di un qualche criterio coerente col lavoro che sta facendo
e poi scusami ma di librai "autentici" in catene come Feltrinelli (il che vale a dire in qualunque libreria, visto che ormai esistono solo le catene) io non ne ho mai visti e gli angolini coi consigli del libraio a me sono sempre sembrati leggermente penosi, esattamente come quelli che si vedono in biblioteca
diverso è il caso del mio amico che dice "guarda quel fim di guerra che ti piacerà". Certo che lo ascolto. Ma se sto facendo un lavoro più ampio vorrei qualcosa di più
a Susanna direi una cosa molto semplice: non è questione di essere delusi ma onesti. Il reference è una bella favola che ci siamo raccontati a lungo. Nei primi anni 2000, quando io me ne sono occupata molto, era una favola giusta da raccontare perché la richiesta, in presenza di un'offerta del servizio, emergeva. Dopo di che, le biblioteche italiane nella grandissima maggioranza questa offerta non l'hanno data, non sono riuscite a coordinarsi mettendo insieme una minima rete di cooperazione, hanno perso tempo e l'occasione se n'è andata. Oggi, ai banchi informazioni di biblioteche pubbliche cittadini di grandi dimensioni quello che si fa è aiutare i vecchi a cercare le collocazioni dei libri. E' una degnissima attività, ma se la chiamiamo reference facciamo un'offesa al senso della parola. Forse in realtà più piccole le cose sono diverse, ma resta il fatto che manca la massa critica: mancano le biblioteche funzionanti e mancano i bibliotecari preparati. E' inutile dire "le biblioteche potrebbero" quando molte delle cose che avrebbero potuto fare non le hanno fatte
ciao virginia
2013/9/25 giaccai@gmail.com
Queste due diverse posizioni fanno riflettere:
- da un lato la bibliotecaria di reference e quindi a diretto contatto con
gli utenti, forse stanca o delusa dalle aspettative riposte nel suo lavoro
- dall'altro un wikipediano (che lavoro fai Nemo?) che coglie l'uvergloup
del web e richiama al concreto
Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. *Susanna Giaccai* Firenze
Il giorno 25 settembre 2013 08:57, Federico Leva (Nemo) < nemowiki@gmail.com> ha scritto:
Virginia Gentilini, 25/09/2013 08:40:
mi fa venire in mente il giorno in cui scoprii che su Wikipedia esistono cose di questo genere http://it.wikipedia.org/wiki/**Categoria:Film_di_guerrahttp://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Film_di_guerrache fanno apparire ogni sforzo delle biblioteche pubbliche di compilare liste e listine di letture o proposte a tema un pio, antiquato e inutile tentativo
e questo non per attaccare le biblioteche o chi in buona fede si dedica a questi lavori, ma per dire che non c'è proprio gioco, è il meccanismo wiki quello che vince a dispetto di tutte le nostre buone intenzioni
Liste e listine funzionano solo se hanno un aspetto personale, cioè se sono un suggerimento da amico ad amico. Persino alla Feltrinelli fanno cosí, c'è l'angolo dei suggerimenti dei librai ma in tono assolutamente personale, perché serve a ribadire la differenza fra un libraio autentico e uno virtuale.
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