Come memoria storica posso ricordare che fine anni '90 e inizi 2000, in SBN si discuteva della possibilità di creare una azienda per la gestione del progetto (l'idea era partita dal Polo emiliano, Zucchini se non erro) Il "patrimonio" di tale azienda sarebbero stati i dati. A distanza di dieci anni vedo che il mondo SBN fa fatica a dismettere l'idea che :" dato che le biblioteche hanno lavorato a creare questi dati, perchè li devo dare gratis a privati che ci fanno sopra soldi" ;-)
ma sono convinta che prima o poi molleranno.
un saluto Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze*
Il giorno 29 agosto 2012 08:15, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Ciao e grazie per gli spunti dei messaggi precedenti. il problema del riuso dei dati SBN (cioe' ICCU) era stato posto nella mailing list dei bibliotecari italiani (AIB-Cur). Rossella Caffo, direttore ICCU, scrive il 5 aprile la mail che incollo sotto, e che mi era parsa, per dir cosi', significativa, specialmente nelle premesse.
--------------inizio messaggio su aibcur------------
I dati di SBN appartengono alla rete delle biblioteche che li producono, li aggiornano e li gestiscono, quindi qualunque problema possa sorgere circa l'uso, il riuso e la disponibilità dei dati, questo va posto all'attenzione degli organi di governo. In effetti recentemente si sono avute richieste di "scarico dei dati" e queste sono all'attenzione dei suddetti organi. Ma indipendentemente dalle questioni di carattere giuridico, lo spirito della collaborazione che da sempre ha animato la partecipazione a SBN avrebbe forse dovuto suggerire un'informazione alla rete ed agli organi di governo circa l'intenzione di aderire a OCLC, magari informando anche sulle migliori nuove condizioni per l'adesione, in modo da stimolare e favorire anche la partecipazione di altri o dell'intera rete. E' vero che l'ICCU nel 2009 aveva avuto alcuni incontri con i responsabili di OCLC per verificare la fattibilità dell'adesione dell'intera rete SBN, anche a seguito dell'interesse espresso in tal senso dalla rete e dagli organi di governo. Le trattative si sono poi interrotte a causa degli alti costi allora richiesti, costi calcolati sul numero delle biblioteche. Quanto al dibattito sugli open data, segnalo la Conferenza internazionale che l'ICCU sta organizzando a Firenze in collaborazione con l'Università di Firenze e con il progetto europeo Linked heritage nei giorni 18 e 19 giugno. Il programma è all'indirizzo: < http://www.linkedheritage.org/index.php?en/146/events/61/firenze-seminar-glo...
.
Rossella Caffo Direttore ICCU -----------------fine messaggio aib-cur--------------------------
Il 28 agosto 2012 19:01, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Il 28 agosto 2012 16:25, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha
scritto:
Qualcuno è interessato all'argomento?
Inoltre sono mesi che sto cercando di capire quale cavolo è l'atteggiamento (dico "atteggiamento" perché so già che non esistono policy vere e proprie) dell'ICCU nei confronti degli Open Data, visto che i loro documenti ufficiali (almeno gli ultimi che ho letto) non parlano dell'argomento. Sono interessatissimo a prendere in mano la cosa e approfondire. Chiedo subito una cosa a Andrea: i dati dell'ICCU - suppongo tu intenda i record bibliografici descrittivi delle opere e le forme controllate dei nomi degli autori - come verrebbero utilizzati da WikiSource nella tua idea?
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
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