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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Carlo Bianchini Sent: Thursday, August 22, 2013 10:04 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Attori californiani di western in SBN sì, ma narratori postmoderni italiani no: ovvero, quando i catalogatori dall'estero consultano le voci di autorità SBN e non trovano quelle su autori italiani Riguardo al primo punto a me piacerebbe molto poter vedere un 'record d'autorita' di livello diverso da AUF, assieme al suo livello.
Ho l'impressione che in questa discussione ci siano problemi di comunicazione perché non tutti usano lo stesso linguaggio.
Normalmente in ambito catalografico per "record di autorità" non si intende "record fatto bene e affidabile", ma "record realizzato con specifiche procedure di controllo in modo da conferirgli un carattere di riferimento per tutti i catalogatori".
Di conseguenza non è che tutti i record che non sono di autorità siano malfatti, incompleti e inutilizzabili, anzi ce ne sono certamente alcuni che sono stati sottoposti a controlli analoghi a quelli dei record di autorità ma che per vari motivi non sono stati contrassegnati formalmente come tali.
Allargare troppo l'area dei record di autorità non ha molto senso: se tutti i record diventano di autorità, tanto vale lasciar perdere il concetto e parlare solo di archivio dei titoli, degli autori ecc.
Dal punto di vista di un'entità esterna che richiede dei record ad un sistema, secondo me la cosa corretta è contrassegnare i record in modo da permettere di scegliere quello che si desidera: se uno vuole solo i record di autorità (nel senso indicato sopra) deve poter avere solo quelli, analogamente chi vuole invece cercare tra tutti gli elementi deve essere in grado di farlo.
Nell'esempio da cui è partita la discussione, è chiaro che l'opac BNF vuole solo i record contrassegnati come d'autorità, e se SBN ne ha pochi non può dargliene molti. Se l'opac BNF avesse voluto cercare in tutto l'archivio autori presumibilmente avrebbe potuto farlo: ne avrebbe trovati molti di più, ma il livello qualitativo e soprattutto la certezza del dato sarebbero stati minori.
Chi vuole utilizzare i dati decide che cosa gli serve, chi li produce deve fornirgli non solo più dati possibile, ma anche i mezzi per scegliere.
Penso che sia tempo che nelle biblioteche, e in generale nel nostro settore di studio, si pubblichino anche lavori in fieri e non solo lavori 'pubblicabili'.
Mi pare che i cataloghi, ed in particolare SBN, funzionino proprio così. In SBN la maggior parte dei catalogatori inserisce dati basandosi sulla pubblicazione che sta trattando ed eventualmente facendo altri controlli a seconda di quello che giudica possibile ed opportuno, ma trattandosi di un catalogo collettivo ci potrà sempre essere qualcun altro che integra e corregge in base a maggiori informazioni.
Pubblicare solo dati di autorità e mantenere gli altri visibili solo internamento (anche alla luce delle considerazioni molto interessanti che hai fatto sui rapporti tra linked data e lavoro negli AF) sarebbe una politica catalografica folle, ma io non conosco nessuno che faccia in questo modo.
Beppe