Il giorno 18 dicembre 2014 09:38, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
A proposito di questo problema, segnalo che c'è una discussione in corso su Wikisource. https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_progetto:Trascrizioni Ci stiamo chiedendo proprio come realizzare una pagina "Opera" che comprenda tutte le trascrizioni attualmente presenti, in modo da poter ospitare le eventuali diverse versioni ed edizioni di un'opera.
In particolare chiedo l'aiuto dei bibliotecari più esperti di teoria catalografica sul seguente problema: nel caso di opere collettive, di raccolte di opere o frammenti, come ad es. le raccolte di poesia, qual è "l'unità minima" bibliografica? Ad es. L'infinito è raccolto nei Canti di Leopardi, non è mai stato trattato come componimento a sé. Mi chiedo se nella teoria catalogafrica più recente il singolo componimento L'Infinito abbia una "dignità bibliografica" autonoma, e come questo si relazioni con le varie edizioni dei Canti, con l'opera generale di Leopardi, ecc.
Formulata così la questione, sembra che la "dignità bibliografica" sia una proprietà assoluta, tale per cui in base a una qualche teoria si può stabilire a priori quale unità testuale può avere dignità bibliografica e quale invece no. Ma se, come sembra di capire, per "dignità bibliografica" si intende il fatto che una unità testuale possa essere oggetto di descrizione bibliografica autonoma, oggetto descritto da un record specifico, allora più che una questione di "teoria" è una questione di "politica" catalografica: il risultato una decisione assunta in base non a elementi "teorici" fissi. Se prendiamo come esempio le ISBD, nel caso dei seriali le ISBD esaminano i casi di cambiamento di titolo nell'arco di vita della pubblicazione seriale e danno indicazioni sui casi in cui si fa un nuovo record e quando no. Ma in altri casi, come per es. il caso degli spogli, è una questione di politica catalografica e non di teoria. Ma soprattutto la "dignità bibliografica" non è una proprietà assoluta perché tutto dipende da ciò che viene pubblicato. Per es.: l'editore Henry Beyle che fa quei volumetti di carta supercostosa e con pochissime pagine (sennò costerebbero ancora di più. Sono un po' dei "falsi" libretti preziosi per chi non può permettersi i veri volumi antichi preziosi), ebbene è capace di pubblicare così un saggetto di 10 pagine. E magari quella è la prima volta che quel saggio viene estrapolato e pubblicato da solo. È ovvio che la catalogazione di quel libretto richiede la creazione di un record autonomo: è una manifestazione specifica. Magari è la prima volta, perché prima quel saggio era sempre apparso in raccolte. Tutto dipende quindi dall'editoria. La "dignitià bibliografica" è il risultato di un evento che nessuna teoria decide e controlla a priori perché è una "registrazione" ed è la conseguenza di una decisione che appartiene a un altro attore della filiera del libro: l'editore. Il catalogatore potrà anche non essere d'accordo sull'opportunità di pubblicare quel libretto, ma ovviamente sarà un parere suo personale. Come catalogatore dovrà creare un record descrittivo autonomo. La catalogazione si basa su regole, ma non è un'attività normativa, è solo descrittiva. Dice come è il mondo bibliografico, non come deve essere. Conseguenza: una teoria catalografica non può prevedere la "dignità bibliografica" come una proprietà assoluta e decisa a priori.
Nel caso di Wikisource andrebbe creata una pagina Opera per tutte le versioni dei Canti, per tutte le versioni de L'Infinito, per entrambe?
Wikisource ripubblica manifestazioni già digitalizzate da altri. Quindi nel caso di una raccolta come i Canti di Leopardi sarà più facile che ripubblichi la raccolta completa piuttosto che il singolo componimento estrapolato, piuttosto che solo L'Infinito. A meno che Wikisource non faccia una cosa molto diversa dal riprodurre una singola specifica manifestazione e per es. nel caso de I Canti estrapoli il singolo componimento. Se una simile operazione sarebbe contraria al principio della riproduzione di una specifica manifestazione, già solo da questo punto di vista è giocoforza che la pagina del livello Opera sarà relativa alla raccolta e non al singolo componimento. Pertanto se si confronta il problema teorico con la specifica pratica di lavoro di Wikisource, mi pare si possa dire che emerga già una indicazione operativa precisa.
Pierfranco Minsenti
Se vi sembro confuso, è perché la riflessione è solo all'inizio :)
Il giorno 12 dicembre 2014 14:42, Luca Martinelli < martinelliluca@gmail.com> ha scritto:
Il 12 dicembre 2014 09:40, Anna Lucarelli anna.lucarelli@bncf.firenze.sbn.it ha scritto:
La sintesi delle cose utili e importanti da fare proposta da Pierfranco nella sua ultima mail mi trova d'accordo e la ritengo, come sempre del
resto
i suoi interventi, densissima di spunti intelligenti. Ma vorrei anche
dire
che, secondo me, quanto da lui indicato non sminuisce affatto la
validità e
l'importantaza di quello che ha iniziato a realizzare Wikisource. Si
tratta
di due fronti, canali, percorsi, che non necessariamente si devono sovrapporre. Wikisource nasce con una mission legata alla condivisione,
alla
partecipazione e al wiki; non nasce come piattaforma della filologia classica (e moderna) universale. Certo, in molti casi, rendere
disponibile
una risorsa su Wikisource potrebbe essere proprio l'occasione per
valutare
"quale" delle possibili edizioni di un'opera sia filologicamente più attendibile di un'altra, ma non penso che - in quel contesto - questo
debba
essere l'unico o il principale parametro di scelta.
Arrivo buon ultimo, per problemi di disponibilità di tempo e anche perché ho preferito per una volta tacere e lasciar parlare chi ne sa e ne capisce di più. :)
Mi ha colpito in particolar modo la questione relativa alle versioni che si rifanno filologicamente all'originale, e quindi al problema di avere in circolazione due versioni con testi (lievemente/notevolmente/radicalmente) differenti. Il discorso è molto ampio, né pretendo da ignorante di aggiungere granché al dibattito, ma voglio far notare che molte opere probabilmente non dispongono di una versione "ragionata" magari perché - per le più svariate ragioni - sono considerate opere minori o di autori minori, quindi commercialmente meno "appetibili" di altre. Non sottovaluterei anche l'impatto degli editori nella decisione di stampare o meno una determinata opera con una versione filologicamente più curata.
In un certo senso, Wikisource può aiutare a risolvere questo problema: dal momento che l'unica considerazione importante è quella di avere un testo edito e in pubblico dominio (o rilasciato con licenza libera che permetta l'uso commerciale), lo scopo di Wikisource è *anche* quello di avere più versioni dello stesso testo. Se non le abbiamo, è fondamentalmente per due ragioni: 1) "l'altra versione" è ancora sotto copyright; 2) "l'altra versione" è libera, ma nessuno ha ancora pensato di caricarla e ricopiarla. Nel primo caso, poco si può fare. Nel secondo, basta solo un po' di buona lena. :)
Esempio: io adesso sto rileggendo "La traviata".[1] La versione digitalizzata che abbiamo di cui mi sto occupando è del 1853, ma a giudicare dal confronto con una versione precedentemente caricata (e che poi ho "sovrascritto") mi sono accorto che qualche correzione nel testo è sicuramente avvenuta nel testo successivamente (o precedentemente, non lo so) alla data di pubblicazione di *quella* versione.[2]
Sarebbe sicuramente bello avere una seconda (magari anche una terza) versione digitalizzata e riletta, per poter poi indicare le modifiche e le riscritture fatte. Dopodiché l'analisi critica e filologica non spetta al progetto ovviamente, bensì agli esperti, tuttavia Wikisource può essere uno strumento *per gli esperti* di ampliare ulteriormente il campo della critica e dell'analisi anche a testi "minori".
(Spero si sia capito cosa intendevo e soprattutto di non aver ripetuto un concetto già espresso da altri) :)
L.
[1] Casomai qualcuno sia intenzionato a vedere o aiutare: https://it.wikisource.org/wiki/La_traviata [2] Ovviamente, le regole di Wikisource mi impongono di ricopiare fedelmente il testo che ho, senza intervenire con interpretazioni personali. Per questo motivo, ho "sovrascritto" la vecchia versione con la nuova - e anche perché la vecchia versione NON aveva un testo a fronte, quindi non sapevo se la fonte da cui era stata copiata inizialmente fosse affidabile o meno. _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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