Sono d'accordissimo con Pierfranco:
Il 15 gennaio 2014 13:20, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
A me pare che in quella discussione ci sia una confusione tra 2 cose molto diverse:
- usare un opac come una fonte di dati sulle pubblicazioni (come si
potrebbe però anche usare il catalogo di un editore o una libreria online)
...sempre sperando che il dato dell'OPAC sia stato immesso da qualcuno che sa fare... Indice è troppo pieno di errori che è impresa disumana sistemare... se devo fare una citazione io NON vado a vedere in Opac, ma il libro che ho in mano o la pagina web, occhei, parto però dalla fonte primaria e non secondaria
- una volta che ho i dati quali e come li devo scrivere.
La distinzione tra le informazioni, le fonti da cui reperirle e come trascriverle (ordine punteggiatura) è ben nota ai bibliotecari... quando producono un catalogo. MA Wikipedia NON è un catalogo, è una pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni, per decidere come trattare i riferimenti bibliografici si usano non una ma diverse norme: (...) È tutta un'altra cosa rispetto agli standard dei bibliotecari. Ritornando a noi, gli opac possono essere fonti di dati, MA non possono essere visti come fonti di ispirazione per decidere QUALI dati inserire, in che ORDINE e quale STILE adottare (puntegiatura, corsivi, virgolette). Tutte queste ciose sono spiegate nei manuali citazionali; ma ogni manuale spiega il suo sitile. Quindi quale è lo stile citazionale di Wikiepdia? È uno stile suo specifico o adotta uno stile internazionale? Questo è il punto vero.
difatti la lunga discussione è proprio sul costruire un WPstyle, che al momento non c'è.
Quindi lo stile citazionale NON è la stessa cosa della descrizione bibliografica come la intendono i bibliotecari.
certamente.
E se i bibliotecari non scrivono su riviste, non scrivono libri e non si sono guardato in giro, allora non conoscono gli stili citazionali o al massimo conoscono quelli della rivista dove pubblicano. A meno che non lavorino nelle università, non tengano corsi per i tesisti su come si fa una tesi e come si cita e/o non lavorino a stretto contatto con docenti/ricercatori. È proprio per questo che avevo scritto in passato che i bibliotecari in genere e per lo più non possono aiutare in queste cose.
mi riferivo esclusivamente al dibattito sull' "essenza" del "curatore", chi lo è e chi no e perchè e fino a che punto. se una pubblicazione riporta che Mario Rossi è curatore, lo deve essere per tutti senza ulteriori sofismi. non è un autore main entry ma una added entry. è una indicazione che va data, per non confondere i ruoli, ma senza addentrarsi oltre.
Le regole di citazione sono tutte diverse perchè ciascuna rivista/comunità di ricerca si fa le sue, e i bibliotecari delle università lo sanno tanto bene da raccomandare l'uso di strumenti come EndNote o Refworks (ma non solo: http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_reference_management_software) per dominarli. Personalmente ho provato a insistere con l'agente italiano per l'inserimento in Italia dello stile citazionale AIB... pensando appunto al mercato locale :)) (dopo un iniziale interessamento, non se ne fece più nulla, parlo di quattro o cinque anni fa).
Avevo provato a sostenere in WP l'uso di ISO 690 secco, per superare le ambiguità delle correnti, ma non è stato recepito, probabilmente anche perchè la norma è a salato pagamento e gli atenei in grado di offrire l'accesso sono sempre meno. Tipo il mio.
Serena