in questo punto http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare come leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. *Susanna Giaccai* Firenze
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
per quanto riguarda lo stile citazionale, mi sono arresa: ci sono distinguo che manco in AIBCUR...
Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare come leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
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Cara Serena
io se permetti non voglio addentrami nelle questioni catalografiche.
La mia mail era un invito ai catalogatori ad entrare nella discussione in Wikipedia ad aiutare i wikipediani a decidere.
Ciao Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. *Susanna Giaccai* Firenze
Il giorno 15 gennaio 2014 12:28, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
per quanto riguarda lo stile citazionale, mi sono arresa: ci sono distinguo che manco in AIBCUR...
Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare
come
leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
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Ma certo, eccome, anche io: perchè non ne escono, sono stati presi dal gorgo :)) come bibliotecari old style...
Serena
Il 15 gennaio 2014 13:03, giaccai@gmail.com ha scritto:
Cara Serena
io se permetti non voglio addentrami nelle questioni catalografiche.
La mia mail era un invito ai catalogatori ad entrare nella discussione in Wikipedia ad aiutare i wikipediani a decidere.
Ciao Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
Il giorno 15 gennaio 2014 12:28, Serena Sangiorgi serena.sangiorgi@gmail.com ha scritto:
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
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Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto
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stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare come leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
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A me pare che in quella discussione ci sia una confusione tra 2 cose molto diverse:
1) usare un opac come una fonte di dati sulle pubblicazioni (come si potrebbe però anche usare il catalogo di un editore o una libreria online)
2) una volta che ho i dati quali e come li devo scrivere.
La distinzione tra le informazioni, le fonti da cui reperirle e come trascriverle (ordine punteggiatura) è ben nota ai bibliotecari... quando producono un catalogo. MA Wikipedia NON è un catalogo, è una pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni, per decidere come trattare i riferimenti bibliografici si usano non una ma diverse norme: possono essere interne (per es. ogni casa editrice italiana ha le sue che spesso differiscono molto le une dalle altre , fateci caso confrontando una bibliografia o una nota a piè di pagina in un libro Einaudi e in quello di un'altra casa editrice). Invece nel caso di pubblicazioni di livello universitario in USA si usano norme standard distinte per ambito disciplinare a motivo delle tradizioni che sono nate in circa un secolo. Per es. in campo umanistico si usa il manuale con le norme MLA stese dalla Modern Language Asssociation. È tutta un'altra cosa rispetto agli standard dei bibliotecari. Ritornando a noi, gli opac possono essere fonti di dati, MA non possono essere visti come fonti di ispirazione per decidere QUALI dati inserire, in che ORDINE e quale STILE adottare (puntegiatura, corsivi, virgolette). Tutte queste ciose sono spiegate nei manuali citazionali; ma ogni manuale spiega il suo sitile. Quindi quale è lo stile citazionale di Wikiepdia? È uno stile suo specifico o adotta uno stile internazionale? Questo è il punto vero. Quindi lo stile citazionale NON è la stessa cosa della descrizione bibliografica come la intendono i bibliotecari. E se i bibliotecari non scrivono su riviste, non scrivono libri e non si sono guardato in giro, allora non conoscono gli stili citazionali o al massimo conoscono quelli della rivista dove pubblicano. A meno che non lavorino nelle università, non tengano corsi per i tesisti su come si fa una tesi e come si cita e/o non lavorino a stretto contatto con docenti/ricercatori. È proprio per questo che avevo scritto in passato che i bibliotecari in genere e per lo più non possono aiutare in queste cose.
Del resto non sapere nulla di questo non è solo il risultato della tradizione del lavoro bibliotecario ma è anche quello che purtroppo prevede (quindi vale per il futuro immediato) la bozza di norma UNI per la figura professionale del bibliotecario. Nella bozza non compaiono tante altre cose che fanno oggi l'innovazione in biblioteca: nulla sui servizi specifici per la ricerca, nulla sulla digitalizzazione, nulla sull'open access, sulle attività editoriali in biblioteca. Conseguenze, tra l'altro: chi oggi si descrive come bibliotecario digitale potrà rientrare nelle attività descritte al punto 5 e rischia però di essere un bibliotecario con il cacciavite in mano visto che in quella tabella di attività si parla di gestione di attrezzature, senza specificare, quindi rientrano cose come fotopiatrici, autoprestito, i tornelli. È stato previsto di tutto, inserito in un unico gruppo di attività senza distinzioni, sia la gestione dell'hardware che la gestione dell'informazione, Tra il tipo con il cacciavite in mano e chi gestisce biblioteche digitali non c'è distinzione. Questo potrebbe voler dire che nei corsi universitari di biblioteconomia si dovrà anche insegnare a gestire attrezzature e quindi in caso di bisogno a usare cacciaviti. È una conseguenza comica ma inevitabile, altrimenti rimarrà scoperta quella formazione e si dirà che l'insegnamento univeristario è lontano dal mondo del lavoro. Si potrebbe risolvere dicendo che tocca ad altre figure professionali imparare e fare quelle cose, ma la bozza non lo prevede. Sembra costruita sull'assunto di una biblioteca come organizzazione popolata da un'unica figura professionale, il bibliotecario, che a seconda delle esigenze si specializzerà in questo o quello. Altre distinte figure professiionali in questa immagine non ci sono. Come se la biblioteca fosse un'organizzazione autosufficiente composta da un'unica figura professionale. Tutto questo paragrafo è del tutto off topic, lo so, ma più si legge quella bozza di norma e più si rimane stupiti di fronte alla sua impostazione ultratradizionale. Come già anche altri di questa lista hanno osservato.
Pierfranco
Il giorno 15 gennaio 2014 12:28, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
per quanto riguarda lo stile citazionale, mi sono arresa: ci sono distinguo che manco in AIBCUR...
Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare
come
leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
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Sono d'accordissimo con Pierfranco:
Il 15 gennaio 2014 13:20, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
A me pare che in quella discussione ci sia una confusione tra 2 cose molto diverse:
- usare un opac come una fonte di dati sulle pubblicazioni (come si
potrebbe però anche usare il catalogo di un editore o una libreria online)
...sempre sperando che il dato dell'OPAC sia stato immesso da qualcuno che sa fare... Indice è troppo pieno di errori che è impresa disumana sistemare... se devo fare una citazione io NON vado a vedere in Opac, ma il libro che ho in mano o la pagina web, occhei, parto però dalla fonte primaria e non secondaria
- una volta che ho i dati quali e come li devo scrivere.
La distinzione tra le informazioni, le fonti da cui reperirle e come trascriverle (ordine punteggiatura) è ben nota ai bibliotecari... quando producono un catalogo. MA Wikipedia NON è un catalogo, è una pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni, per decidere come trattare i riferimenti bibliografici si usano non una ma diverse norme: (...) È tutta un'altra cosa rispetto agli standard dei bibliotecari. Ritornando a noi, gli opac possono essere fonti di dati, MA non possono essere visti come fonti di ispirazione per decidere QUALI dati inserire, in che ORDINE e quale STILE adottare (puntegiatura, corsivi, virgolette). Tutte queste ciose sono spiegate nei manuali citazionali; ma ogni manuale spiega il suo sitile. Quindi quale è lo stile citazionale di Wikiepdia? È uno stile suo specifico o adotta uno stile internazionale? Questo è il punto vero.
difatti la lunga discussione è proprio sul costruire un WPstyle, che al momento non c'è.
Quindi lo stile citazionale NON è la stessa cosa della descrizione bibliografica come la intendono i bibliotecari.
certamente.
E se i bibliotecari non scrivono su riviste, non scrivono libri e non si sono guardato in giro, allora non conoscono gli stili citazionali o al massimo conoscono quelli della rivista dove pubblicano. A meno che non lavorino nelle università, non tengano corsi per i tesisti su come si fa una tesi e come si cita e/o non lavorino a stretto contatto con docenti/ricercatori. È proprio per questo che avevo scritto in passato che i bibliotecari in genere e per lo più non possono aiutare in queste cose.
mi riferivo esclusivamente al dibattito sull' "essenza" del "curatore", chi lo è e chi no e perchè e fino a che punto. se una pubblicazione riporta che Mario Rossi è curatore, lo deve essere per tutti senza ulteriori sofismi. non è un autore main entry ma una added entry. è una indicazione che va data, per non confondere i ruoli, ma senza addentrarsi oltre.
Le regole di citazione sono tutte diverse perchè ciascuna rivista/comunità di ricerca si fa le sue, e i bibliotecari delle università lo sanno tanto bene da raccomandare l'uso di strumenti come EndNote o Refworks (ma non solo: http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_reference_management_software) per dominarli. Personalmente ho provato a insistere con l'agente italiano per l'inserimento in Italia dello stile citazionale AIB... pensando appunto al mercato locale :)) (dopo un iniziale interessamento, non se ne fece più nulla, parlo di quattro o cinque anni fa).
Avevo provato a sostenere in WP l'uso di ISO 690 secco, per superare le ambiguità delle correnti, ma non è stato recepito, probabilmente anche perchè la norma è a salato pagamento e gli atenei in grado di offrire l'accesso sono sempre meno. Tipo il mio.
Serena
2014/1/15 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
A me pare che in quella discussione ci sia una confusione tra 2 cose molto diverse:
- usare un opac come una fonte di dati sulle pubblicazioni (come si
potrebbe però anche usare il catalogo di un editore o una libreria online)
- una volta che ho i dati quali e come li devo scrivere.
La distinzione tra le informazioni, le fonti da cui reperirle e come trascriverle (ordine punteggiatura) è ben nota ai bibliotecari... quando producono un catalogo. MA Wikipedia NON è un catalogo, è una pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni, per decidere come trattare i riferimenti bibliografici si usano non una ma diverse norme: possono essere interne (per es. ogni casa editrice italiana ha le sue che spesso differiscono molto le une dalle altre , fateci caso confrontando una bibliografia o una nota a piè di pagina in un libro Einaudi e in quello di un'altra casa editrice). Invece nel caso di pubblicazioni di livello universitario in USA si usano norme standard distinte per ambito disciplinare a motivo delle tradizioni che sono nate in circa un secolo. Per es. in campo umanistico si usa il manuale con le norme MLA stese dalla Modern Language Asssociation. È tutta un'altra cosa rispetto agli standard dei bibliotecari. Ritornando a noi, gli opac possono essere fonti di dati, MA non possono essere visti come fonti di ispirazione per decidere QUALI dati inserire, in che ORDINE e quale STILE adottare (puntegiatura, corsivi, virgolette). Tutte queste ciose sono spiegate nei manuali citazionali; ma ogni manuale spiega il suo sitile. Quindi quale è lo stile citazionale di Wikiepdia? È uno stile suo specifico o adotta uno stile internazionale? Questo è il punto vero. Quindi lo stile citazionale NON è la stessa cosa della descrizione bibliografica come la intendono i bibliotecari. E se i bibliotecari non scrivono su riviste, non scrivono libri e non si sono guardato in giro, allora non conoscono gli stili citazionali o al massimo conoscono quelli della rivista dove pubblicano. A meno che non lavorino nelle università, non tengano corsi per i tesisti su come si fa una tesi e come si cita e/o non lavorino a stretto contatto con docenti/ricercatori. È proprio per questo che avevo scritto in passato che i bibliotecari in genere e per lo più non possono aiutare in queste cose.
Secondo me, Piefranco, questo paragrafo è davvero molto interessante, per
i wikipediani. Ricordo il tuo intervento passato, ma non l'hanno letto tutti e ripetita iuavant. Far capire ai wikipediani che non esistono modi "Giusti e Veri e Corretti" ma tante convenzioni diverse, da punti di vista diversi, è una cosa importante. Lo stile citazionale di Wikipedia per esempio è tutto da costruire, il sondaggio recente ha deciso di farne unom, nuovo, adatto a Wikipedia e che abbia il pregio di avere un template più strutturato e, soprattutto, unico per le varie tipologie di documenti. Ergo: se mi autorizzi il paragrafo lo copioincollo là, se non lo vuoi fare tu.
Andrea
Del resto non sapere nulla di questo non è solo il risultato della tradizione del lavoro bibliotecario ma è anche quello che purtroppo prevede (quindi vale per il futuro immediato) la bozza di norma UNI per la figura professionale del bibliotecario. Nella bozza non compaiono tante altre cose che fanno oggi l'innovazione in biblioteca: nulla sui servizi specifici per la ricerca, nulla sulla digitalizzazione, nulla sull'open access, sulle attività editoriali in biblioteca. Conseguenze, tra l'altro: chi oggi si descrive come bibliotecario digitale potrà rientrare nelle attività descritte al punto 5 e rischia però di essere un bibliotecario con il cacciavite in mano visto che in quella tabella di attività si parla di gestione di attrezzature, senza specificare, quindi rientrano cose come fotopiatrici, autoprestito, i tornelli. È stato previsto di tutto, inserito in un unico gruppo di attività senza distinzioni, sia la gestione dell'hardware che la gestione dell'informazione, Tra il tipo con il cacciavite in mano e chi gestisce biblioteche digitali non c'è distinzione. Questo potrebbe voler dire che nei corsi universitari di biblioteconomia si dovrà anche insegnare a gestire attrezzature e quindi in caso di bisogno a usare cacciaviti. È una conseguenza comica ma inevitabile, altrimenti rimarrà scoperta quella formazione e si dirà che l'insegnamento univeristario è lontano dal mondo del lavoro. Si potrebbe risolvere dicendo che tocca ad altre figure professionali imparare e fare quelle cose, ma la bozza non lo prevede. Sembra costruita sull'assunto di una biblioteca come organizzazione popolata da un'unica figura professionale, il bibliotecario, che a seconda delle esigenze si specializzerà in questo o quello. Altre distinte figure professiionali in questa immagine non ci sono. Come se la biblioteca fosse un'organizzazione autosufficiente composta da un'unica figura professionale. Tutto questo paragrafo è del tutto off topic, lo so, ma più si legge quella bozza di norma e più si rimane stupiti di fronte alla sua impostazione ultratradizionale. Come già anche altri di questa lista hanno osservato.
Pierfranco
Il giorno 15 gennaio 2014 12:28, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html
cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
per quanto riguarda lo stile citazionale, mi sono arresa: ci sono distinguo che manco in AIBCUR...
Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare
come
leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Grazie del feedback. Fatto.
Pierfranco
Il giorno 15 gennaio 2014 14:41, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
2014/1/15 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
A me pare che in quella discussione ci sia una confusione tra 2 cose molto diverse:
- usare un opac come una fonte di dati sulle pubblicazioni (come si
potrebbe però anche usare il catalogo di un editore o una libreria online)
- una volta che ho i dati quali e come li devo scrivere.
La distinzione tra le informazioni, le fonti da cui reperirle e come trascriverle (ordine punteggiatura) è ben nota ai bibliotecari... quando producono un catalogo. MA Wikipedia NON è un catalogo, è una pubblicazione. Nel caso delle pubblicazioni, per decidere come trattare i riferimenti bibliografici si usano non una ma diverse norme: possono essere interne (per es. ogni casa editrice italiana ha le sue che spesso differiscono molto le une dalle altre , fateci caso confrontando una bibliografia o una nota a piè di pagina in un libro Einaudi e in quello di un'altra casa editrice). Invece nel caso di pubblicazioni di livello universitario in USA si usano norme standard distinte per ambito disciplinare a motivo delle tradizioni che sono nate in circa un secolo. Per es. in campo umanistico si usa il manuale con le norme MLA stese dalla Modern Language Asssociation. È tutta un'altra cosa rispetto agli standard dei bibliotecari. Ritornando a noi, gli opac possono essere fonti di dati, MA non possono essere visti come fonti di ispirazione per decidere QUALI dati inserire, in che ORDINE e quale STILE adottare (puntegiatura, corsivi, virgolette). Tutte queste ciose sono spiegate nei manuali citazionali; ma ogni manuale spiega il suo sitile. Quindi quale è lo stile citazionale di Wikiepdia? È uno stile suo specifico o adotta uno stile internazionale? Questo è il punto vero. Quindi lo stile citazionale NON è la stessa cosa della descrizione bibliografica come la intendono i bibliotecari. E se i bibliotecari non scrivono su riviste, non scrivono libri e non si sono guardato in giro, allora non conoscono gli stili citazionali o al massimo conoscono quelli della rivista dove pubblicano. A meno che non lavorino nelle università, non tengano corsi per i tesisti su come si fa una tesi e come si cita e/o non lavorino a stretto contatto con docenti/ricercatori. È proprio per questo che avevo scritto in passato che i bibliotecari in genere e per lo più non possono aiutare in queste cose.
Secondo me, Piefranco, questo paragrafo è davvero molto interessante, per
i wikipediani. Ricordo il tuo intervento passato, ma non l'hanno letto tutti e ripetita iuavant. Far capire ai wikipediani che non esistono modi "Giusti e Veri e Corretti" ma tante convenzioni diverse, da punti di vista diversi, è una cosa importante. Lo stile citazionale di Wikipedia per esempio è tutto da costruire, il sondaggio recente ha deciso di farne unom, nuovo, adatto a Wikipedia e che abbia il pregio di avere un template più strutturato e, soprattutto, unico per le varie tipologie di documenti. Ergo: se mi autorizzi il paragrafo lo copioincollo là, se non lo vuoi fare tu.
Andrea
Del resto non sapere nulla di questo non è solo il risultato della tradizione del lavoro bibliotecario ma è anche quello che purtroppo prevede (quindi vale per il futuro immediato) la bozza di norma UNI per la figura professionale del bibliotecario. Nella bozza non compaiono tante altre cose che fanno oggi l'innovazione in biblioteca: nulla sui servizi specifici per la ricerca, nulla sulla digitalizzazione, nulla sull'open access, sulle attività editoriali in biblioteca. Conseguenze, tra l'altro: chi oggi si descrive come bibliotecario digitale potrà rientrare nelle attività descritte al punto 5 e rischia però di essere un bibliotecario con il cacciavite in mano visto che in quella tabella di attività si parla di gestione di attrezzature, senza specificare, quindi rientrano cose come fotopiatrici, autoprestito, i tornelli. È stato previsto di tutto, inserito in un unico gruppo di attività senza distinzioni, sia la gestione dell'hardware che la gestione dell'informazione, Tra il tipo con il cacciavite in mano e chi gestisce biblioteche digitali non c'è distinzione. Questo potrebbe voler dire che nei corsi universitari di biblioteconomia si dovrà anche insegnare a gestire attrezzature e quindi in caso di bisogno a usare cacciaviti. È una conseguenza comica ma inevitabile, altrimenti rimarrà scoperta quella formazione e si dirà che l'insegnamento univeristario è lontano dal mondo del lavoro. Si potrebbe risolvere dicendo che tocca ad altre figure professionali imparare e fare quelle cose, ma la bozza non lo prevede. Sembra costruita sull'assunto di una biblioteca come organizzazione popolata da un'unica figura professionale, il bibliotecario, che a seconda delle esigenze si specializzerà in questo o quello. Altre distinte figure professiionali in questa immagine non ci sono. Come se la biblioteca fosse un'organizzazione autosufficiente composta da un'unica figura professionale. Tutto questo paragrafo è del tutto off topic, lo so, ma più si legge quella bozza di norma e più si rimane stupiti di fronte alla sua impostazione ultratradizionale. Come già anche altri di questa lista hanno osservato.
Pierfranco
Il giorno 15 gennaio 2014 12:28, Serena Sangiorgi < serena.sangiorgi@gmail.com> ha scritto:
Premesso che la bibbia sta qui http://www.loc.gov/marc/marcdocz.html
cosa che probabilmente già si sa, come pure l'elenco completo dei codici di campo qui http://www.loc.gov/marc/bibliographic/ecbdlist.html mi sembra che non ci siano differenze FORMALI tra 100 (main entry, author) e 700 (added entry, personal name). il problema magari è stabilire cosa si intende per curatore... e qui, apro l'ombrello, perchè il diluvio dei distinguo mi annegherà.
personalmente uso il frontespizio o le fonti sostitutive del medesimo (ISBD = Description, del coso come vien fuori dalla tipografia) senza addentrarmi in speculazioni sul quanto l'editor, o curatore, sia in effetti tale e perchè un curatore sia meno / diverso curatore di un altro.
come dicevano le vecchie RICA se vuoi fare una secondaria a qualcosa puoi sempre farla, se pensi che serva: io ne ho fatte a autori dopo il 4 se erano prof della mia facoltà.
per quanto riguarda lo stile citazionale, mi sono arresa: ci sono distinguo che manco in AIBCUR...
Serena
Il 15 gennaio 2014 07:42, giaccai@gmail.com ha scritto:
in questo punto
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Cita_libro#Visualizzazione...
stanno discutendo di come trattare il curatore e delle diversità tra curatele.
Dato che usano come fonte l'OPAC (non so quale) sarebbe utile spiegare
come
leggere le etichette MARC, es. 700 e 701 ecc. per aiutarli a capire le differenze. Io non ci capisco nulla ;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
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-- Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi PEC: bibl.politecnica@pec.unipr.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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