Scorrendo molto velocemente, noto che rimane il malinteso già emerso su questa lista: il fatto di consentire il riuso dei records scaricabili dall'opac viene confuso, fatto coincidere, con una cosa molto diversa: la predisposizione di dataset scaricabili e riutilizzabili, magari esposti parallelamente in diversi formati (come fa per es. l VIAF): solo questa ultima soluzione riesce davvero a venire incontro all'obiettivo di facilitare al massimo il riuso dei records da parte di soggetti terzi. La predisposizione di dataset scaricabili è quello che hanno fatto fin dall'inizio gli altri, a iniziare, se non erro, dalla Library of Congress che mise a disposizione per lo scarico il dataset completo delle voci di autorità.
Quindi la risposta dell'ICCU, al punto:
Licenze open source per dataset e software
1. *"I data set di SBN devono essere liberamente scaricabili secondo la licenza CC0 sul modello della licenza Cultura Italia allineata alle DEA di Europeana..."*
La licenza dell'OPAC SBN è CC BY 3.0 IT. La licenza consente, come pubblicato sulla pagina Creative commons relativa, di:
- "riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare questo materiale con qualsiasi mezzo e formato; - remixare, trasformare il materiale e basarti su di esso per le tue opere per qualsiasi fine, anche commerciale".
vuole fare intendere che l'ICCU ha già risposto positivamente alla richiesta, mentre questo non è vero perché in sintesi:
1) lo scarico di records dall'opac presuppone l'uso di HTML scraiping e ottiene record che non sono nel formato che hanno nella base dati SBN (non è neppure chiarito questo punto: le differenze)
2) la soluzione tecnologica non ha nulla a che fare con quella preferita all'estero: la messa a disposizione per lo scarico di dataset completi, periodicamente aggiornati
3) è una soluzione che di fatto pone tutta una serie di limiti al riuso, limiti che a quanto pare non sono neppure esplicitati e resi noti.
Insomma: siamo sempre molto distanti dall'estero. La domande sono due: 1) perché è così facile eludere richieste precise e fare diversamente ponendo di fatto ostacoli al riuso? 2) che cosa fa il Comitato tecnico-scientifico dove, dato il nome, dovrebbero essere presenti persone in grado di far notare la distinzione tra le due cose e il fatto che quindi la scelta adottata non è coerente né con la richiesta AIB né tanto meno con le soluzioni tecnologiche per il riuso dei records catalografici adottate all'estero?
So che sono domande in un certo senso retoriche perché non mi risulta che esista nessun filo diretto tra membri del Comitato tecnico-scientifico e la comunità bibliotecaria, per cui né prendono nota delle richeste, né si sa che linea tengono e chi ne rispondono, se non a posteriori dai verbali che solo adesso sono resi pubblici.
Pierfranco
Il giorno 04 marzo 2014 08:30, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Ciao, potrebbe interessarvi di leggere le risposte ICCU al documento AIB sul #nuovoSBN. E' stato pubblicato qui: http://www.aib.it/attivita/2014/41208-iccu-nuovosbn/
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari