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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Thursday, August 22, 2013 4:31 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Attori californiani di western in SBN sì, ma narratori postmoderni italiani no: ovvero, quando i catalogatori dall'estero consultano le voci di autorità SBN e non trovano quelle su autori italiani Non sono d'accordo con Beppe Pavoletti sulla equivalenza: records di autorità = solo records AUF. I records di autorità sono records che riguardano uno specifico tipo di dati e che hanno caratteristiche specifiche (un contenuto normalizzato, controllato, non descrittivo). Invece la questione del livello AUF è attinente non alla tipologia di dato e di record ma alla procedura di qualità a cui è sottoposto.
Che senso ha definire "di autorità" un record che non è stato sottoposto a controlli che lo rendano appunto autoritativo? In linea di principio certamente si potrebbero ricomprendere nel concetto livelli di controllo diversi, ma nella pratica fin dove bisogna arrivare?
Ad esempio, può definirsi di autorità un'intestazione autore creata prendendo a base solo il nome di un autore che figura in una particolare edizione? Evidentemente no, anche se si tratta di un contenuto normalizzato perché la forma del nome che figura sulla pubblicazione deve venire tradotta in quella prevista dalle regole di catalogazione.
Si potrebbe considerare requisito essenziale la consultazioni di fonti esterne, ma quali devono essere? Quelle che per caso sono presenti in biblioteche? Quelle che vengono in mente al catalogatore? Si tratta certamente di controlli utili, ma bastano per creare un record di autorità?
Non sono neppure d'accordo con il fatto che è meglio lavorare pragmaticamente e tralasciare di investire risorse particolari sui records di autorità. Uno dei principi del semantic web è la creazione di dati autodescrittivi, esaustivi, cioè non ambigui, completi, che per essere compresi non richiedono intervento umano ma sono comprensibili dalle macchine.
Qui non ti seguo. In tutto quello che ho studiato finora sul web semantico non mi pare di aver trovato niente che riconduca il rigore a quello che si intende per record di autorità in ambito bibliografico, ma mi sembra che si tratti di rigore in senso per così dire formale.
Ad esempio, perché i dati di autore siano trattabili nell'ambito del web semantico non è richiesto, mi pare, che debbano essere corredati della data di nascita e di morte, di notizie biografiche e dell'elenco delle fonti consultate, ma che siano normalizzati in modo rigoroso secondo standard catalografici e di metadati esattamente definiti (per cui nel tale elemento c'è sempre il nome e nel talaltro sempre il cognome, e per "nome" e "cognome" si intende sempre la stessa cosa), univoci (corrispondenza uno a uno tra voce presente nei dati e autore) e corredati di identificativi univoci e condivisi (i VID SBN sono univoci ma non condivisi, perché fuori da SBN nessuno li conosce, mentre quelli del VIAF sono appropriati allo scopo). Poi può esserci benissimo un dato che viene formulato con questa caratteristiche ma ha un margine di errore perché basato su informazioni incomplete (ad esempio una sola pubblicazione dell'autore), ma può essere poi completato in seguito.
Non mi pare che nell'ambito del web semantico un programma dovrebbe rifiutarsi di trattare un record di dati riferiti ad un autore se non è completo dell'elenco delle fonti consultate (elemento tipico di un record di autorità).
Beppe
Il Semantic web porta a rivedere tutta la questione della catalogazione: una delle cose che Karen Coyle ripete spesso è che adesso la catalogazione deve diventare più rigorosa, perché fino adesso non lo è stata veramente. E lo scopriamo solo ora, per l'appunto, perché ci poniamo una nuova ambiziosa esigenza: rendere i dati comprensibili dalle macchine. Pensiamoci sopra su queste evoluzioni e le loro esigenze se non vogliamo essere tagliati fuori.
E tutto questo non è per parlare male di SBN. È per parlarne. Quando mai lo si fa con spirito critico e conoscenza di causa, cioè tenendosi lontani sia dall'adesione partigiana acritica sia dalla critica faziosa senza conoscenza che sono tipiche dei due campi avversi creati da SBN? Parliamone anche senza troppo "rispetto" o venerazione, e scoperchiamo i dettagli significativi che rivelano le varie cose date per scontate e che invece non vanno proprio bene.
Pierfranco
Il giorno 22 agosto 2013 16:02, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
________________________________ From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Thursday, August 22, 2013 12:33 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: [Bibliotecari] Attori californiani di western in SBN sì, ma narratori postmoderni italiani no: ovvero, quando i catalogatori dall'estero consultano le voci di autorità SBN e non trovano quelle su autori italiani
I records non AUF possono essere cercati e visti solo nel gestionale di un sistema SBN. Questo non è assolutamente vero: qualunque opac a malapena decente, tra cui anche quello dell'indice, permette di vedere e cercare tutti gli autori. I record non AUF invece non possono essere visti tramite la ricerca per voci di autorità perché non sono voci di autorità, cioè non hanno subito i controlli che sono propri di un record di autorità (in realtà alcuni possono anche avere di fatto queste caratteristiche, ma non sono stati contrassegnati come tali nel catalogo). Quindi la domanda giusta non è: "perché cercando nei record di autorità si possono vedere solo i record di autorità?" ma è "perché in SBN ci sono pochi record di autorità?". Ma a quanto pare l'importante qui è parlare male di SBN a tutti i costi. Una risposta piuttosto ovvia alla domanda (quella giusta) sarebbe: perché realizzare record di autorità richiede molto lavoro e invece le risorse sono poche. E' una risposta sufficiente? Oppure c'è anche altro? Questa è una questione interessante. Osservo anche che a mio parere non sarebbe corretto dirottare troppe risorse sui record ai autorità a scapito della catalogazione nel suo insieme, ossia il primo obiettivo dovrebbe essere aumentare il catalogato (possibilmente senza troppi strafalcioni), e solo secondariamente i record di autorità. E' meglio avere documentati nel catalogo un milione di autori (e quindi le relative pubblicazioni) e solo 10.000 record di autorità piuttosto che 100.000 record di autorità e solo 200.000 autori in tutto (ovviamente i numeri sono a caso). Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari