giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:30:
Ora che ho sotto le mani un pc rispondo un po' più analiticamente
L'esempio bella maggiore biblioteca specializzata in funghi e di Sala Borse consentono di fare alcune considerazioni.
1 - è necessario fare distinzione tra la biblioteche:
1.1 - mi pare che le biblioteche di conservazione trovino nella descrizione di propri fondi storici motiovi enciclopedicità e quindi la loro presenza in Pedia se comprende la descrizione di questi fondi da bene
1.2 - la descrizione analitica dei propri fondi storici più salvare dalla cancellazione anche biblioteche comunali, biblioteche universitarie e biblioteche speciali purchè contengano tale descrizione
Certo (e la contengano con una fonticina).
1.3 - partendo dal caso SalaBorsa, Andrea dice si tratta di una biblioteca di grande rilievo per la città ed in quanto tale la sua voce viene accettata. Sono totalmente d'accordo. Ma per cercare una regola, a parte le piccole biblioteche con bibliotecari tradizionalisti poco impegnati nel promuovere il servizio, tutte le biblioteche pubbliche con alto tasso di prestiti ed iniziative culturali di rilievo hanno un forte impatto nella comunità. In biblioteconomia esiste un dato: indice di impatto sugli abitanti (rapporto numero di prestiti/abitanti), indice che in Italia è basso rispetto ai paesi anglosassoni, ma che indica la diversità tra le biblioteche pubbliche di ente locale che funzionano e quelli che sono mortibonde. Quindi se la voce di una biblioteca comunale contiene indicazione del numero di prestiti annui (magari nel template accompagnayo dall''indice di impatto), la descrizione dei servizi innovativi svolti ( sito web con numero di contatti giornalieri o mensili, prestito di e-book, ecc. ecc.) o di servizi particolari ( libri in braille, pc er non vedenti, fondi cartografici speciali, ecc.) allora la voce viene mantenuta.
Pensate che sk possa lavorare su una impostazione di questo genere?
Sí. Per quante biblioteche in Italia è misurabile e noto l'indice di impatto? È una metrica che piace e può avere accoliti anche in Wikipedia, però è bene non puntare tutto su questa dimensione (parziale) della questione. Senza impostare la discussione sul piano dei criteri di mantenimento, è buona l'idea che hai avuto di discutere del template sinottico, come prima approssimazione di "ciò che ci interessa sapere".
giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:50:
Entrando nel tema delle *fonti autorevoli* per definire quali biblioteche mettere e quali no, in Italia NON esiste una fonte
autorevole;
L'Anagrafe delle biblioteche elenca tutte le biblioteche che sono state censite e non tutte quelle che esistono. Partì credo 40 anni fa andando avanti molto lentamente finalizzato come era alla produzione di guide cartacee realizzate in collaborazione con le varie Regioni; ma non tutte le Regioni sono state in grado di collaborare. E' gestito centralmente con tutti i problemi conseguenti. Alcune Regioni, poche, hanno propri sistemi di censimento delle biblioteche. Ma non servono a indicare quali siano di rilievo e quali no. Quindi non fare riferimento a fonti, ma fare riferimento a criteri, copme ho indicato nella mia mail precedente.
Le fonti sono imprescindibili e avranno sempre la precedenza sui criteri (che nelle linee guida sono sempre solo criteri *sufficienti*, non necessari). Ciò non implica avere una bibbia delle biblioteche. Essere in grado di citare, nella voce di una piccola biblioteca comunale, anche solo un articolo di un giornale regionale, migliorerà la situazione rispetto a una voce con informazioni prese dal sito istituzionale e basta. Si potrebbe poi avere una lista di fonti autorevoli e stabilire per esempio che per una biblioteca è criterio sufficiente essere citata in "Biblioteche oggi", in un bollettino dell'AIB, in un quotidiano nazionale, nel libro "101 biblioteche da visitare almeno una volta nella vita", nel volume di un'associazione di ingegneri "1059 edifici pubblici anti-sismici innovativi", in un romanzo di un editore nazionale, in una canzone dello Zecchino d'oro... l'illuminazione può venire dai luoghi piú insospettati. Un insieme di fonti che riescano a dare almeno una copertura decente e un elenco di voci che vorremmo avere è qualcosa almeno da tentare.
Nemo