Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 26/mag/2013 12:15, giaccai@gmail.com ha scritto:
Prima di passare in Pedia, faremmo prima a individuare qui alcuni punti fermi: 1- il template biblioteca deriva dall'idea che la biblioteca sia un contenitore di libri in un edificio storico. Dal mio punto di vista sarebbe necessario parlare di servizi, del sw di gestione usato per esempio, dei servizi web fatti ecc. 2 modello - oltre al patrimonio cosa riteniamo sia utile indicare nella voce biblioteca? Per esempio il numero di prestiti, di contatti del sito e dell'OPAC
Termino qui perché scrivere sullo smartphone e' scomodo. Buona giornata. Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 26/mag/2013 09:07, "Luca Martinelli" martinelliluca@gmail.com ha scritto:
Il giorno 26/mag/2013 08:56, giaccai@gmail.com ha scritto:
Rispondo a Sannita cambiando Soggetto Credo che potremmo iniziare qui a abbozzare la discussione sui criteri
per le voci sulle biblioteche e per impostare un Progetto biblioteche o biblioteconomia. Ho avuto in passato 2 voci di biblioteca cancellate, e siccome con la Sezione AIB toscana parte una iniziativa di formazione vorrei avere un po' più' chiari i criteri di accettazione delle voci ed anche un modello ed un template di voce biblioteca.
Buona domenica Susanna
Scusate se approfitto del mezzo pubblico per un uso privato, (cit.) però devo un saluto a Susanna per una mail che mi ha mandato qualche giorno fa e che mi sono perso. Felice di esserci riconosciuti qui sopra. ;)
Riguardo i criteri sulle biblioteche, se avete già determinato alcuni criteri di rilevanza, possiamo discuterne su Wikipedia. Anzi, l'altro ieri sera mi è stata richiesta una modifica su quella di Fermo, fra le prime ad adottare Ubuntu come piattaforma. Serve anche questo.
L.
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2013/5/26 giaccai@gmail.com
Prima di passare in Pedia, faremmo prima a individuare qui alcuni punti fermi: 1- il template biblioteca deriva dall'idea che la biblioteca sia un contenitore di libri in un edificio storico. Dal mio punto di vista sarebbe necessario parlare di servizi, del sw di gestione usato per esempio, dei servizi web fatti ecc. 2 modello - oltre al patrimonio cosa riteniamo sia utile indicare nella voce biblioteca? Per esempio il numero di prestiti, di contatti del sito e dell'OPAC
Come dice Cristian, Wikipedia non va bene per inserire queste informazioni (non sempre e non tutte, almeno). Se, per.es., SalaBorsa è la più importante biblioteca pubblica emiliana per prestiti, allora un'informazione del genere è rilevante, ma non lo è in generale (a meno, forse, di un numero medio che potrebbe essere inserito come parametro del template biblioteca, se il dato c'è. Ma non ne sono sicuro).
In questo senso, è importante ricordare che wikipedia non è una vetrina (non solo), e non deve sicuramente, da sola, risolvere il problema di comunicazione decennale che le biblioteche si sono create da sole :-D Può aiutare, ne convengo, ma fino ad un certo punto.
Aubrey
Ora che ho sotto le mani un pc rispondo un po' più analiticamente
L'esempio bella maggiore biblioteca specializzata in funghi e di Sala Borse consentono di fare alcune considerazioni.
1 - è necessario fare distinzione tra la biblioteche:
1.1 - mi pare che le biblioteche di conservazione trovino nella descrizione di propri fondi storici motiovi enciclopedicità e quindi la loro presenza in Pedia se comprende la descrizione di questi fondi da bene
1.2 - la descrizione analitica dei propri fondi storici più salvare dalla cancellazione anche biblioteche comunali, biblioteche universitarie e biblioteche speciali purchè contengano tale descrizione
1.3 - partendo dal caso SalaBorsa, Andrea dice si tratta di una biblioteca di grande rilievo per la città ed in quanto tale la sua voce viene accettata. Sono totalmente d'accordo. Ma per cercare una regola, a parte le piccole biblioteche con bibliotecari tradizionalisti poco impegnati nel promuovere il servizio, tutte le biblioteche pubbliche con alto tasso di prestiti ed iniziative culturali di rilievo hanno un forte impatto nella comunità. In biblioteconomia esiste un dato: indice di impatto sugli abitanti (rapporto numero di prestiti/abitanti), indice che in Italia è basso rispetto ai paesi anglosassoni, ma che indica la diversità tra le biblioteche pubbliche di ente locale che funzionano e quelli che sono mortibonde. Quindi se la voce di una biblioteca comunale contiene indicazione del numero di prestiti annui (magari nel template accompagnayo dall''indice di impatto), la descrizione dei servizi innovativi svolti ( sito web con numero di contatti giornalieri o mensili, prestito di e-book, ecc. ecc.) o di servizi particolari ( libri in braille, pc er non vedenti, fondi cartografici speciali, ecc.) allora la voce viene mantenuta.
Pensate che sk possa lavorare su una impostazione di questo genere?
Buona serata Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 26 maggio 2013 15:14, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
2013/5/26 giaccai@gmail.com
Prima di passare in Pedia, faremmo prima a individuare qui alcuni punti fermi: 1- il template biblioteca deriva dall'idea che la biblioteca sia un contenitore di libri in un edificio storico. Dal mio punto di vista sarebbe necessario parlare di servizi, del sw di gestione usato per esempio, dei servizi web fatti ecc. 2 modello - oltre al patrimonio cosa riteniamo sia utile indicare nella voce biblioteca? Per esempio il numero di prestiti, di contatti del sito e dell'OPAC
Come dice Cristian, Wikipedia non va bene per inserire queste informazioni (non sempre e non tutte, almeno). Se, per.es., SalaBorsa è la più importante biblioteca pubblica emiliana per prestiti, allora un'informazione del genere è rilevante, ma non lo è in generale (a meno, forse, di un numero medio che potrebbe essere inserito come parametro del template biblioteca, se il dato c'è. Ma non ne sono sicuro).
In questo senso, è importante ricordare che wikipedia non è una vetrina (non solo), e non deve sicuramente, da sola, risolvere il problema di comunicazione decennale che le biblioteche si sono create da sole :-D Può aiutare, ne convengo, ma fino ad un certo punto.
Aubrey
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:30:
Ora che ho sotto le mani un pc rispondo un po' più analiticamente
L'esempio bella maggiore biblioteca specializzata in funghi e di Sala Borse consentono di fare alcune considerazioni.
1 - è necessario fare distinzione tra la biblioteche:
1.1 - mi pare che le biblioteche di conservazione trovino nella descrizione di propri fondi storici motiovi enciclopedicità e quindi la loro presenza in Pedia se comprende la descrizione di questi fondi da bene
1.2 - la descrizione analitica dei propri fondi storici più salvare dalla cancellazione anche biblioteche comunali, biblioteche universitarie e biblioteche speciali purchè contengano tale descrizione
Certo (e la contengano con una fonticina).
1.3 - partendo dal caso SalaBorsa, Andrea dice si tratta di una biblioteca di grande rilievo per la città ed in quanto tale la sua voce viene accettata. Sono totalmente d'accordo. Ma per cercare una regola, a parte le piccole biblioteche con bibliotecari tradizionalisti poco impegnati nel promuovere il servizio, tutte le biblioteche pubbliche con alto tasso di prestiti ed iniziative culturali di rilievo hanno un forte impatto nella comunità. In biblioteconomia esiste un dato: indice di impatto sugli abitanti (rapporto numero di prestiti/abitanti), indice che in Italia è basso rispetto ai paesi anglosassoni, ma che indica la diversità tra le biblioteche pubbliche di ente locale che funzionano e quelli che sono mortibonde. Quindi se la voce di una biblioteca comunale contiene indicazione del numero di prestiti annui (magari nel template accompagnayo dall''indice di impatto), la descrizione dei servizi innovativi svolti ( sito web con numero di contatti giornalieri o mensili, prestito di e-book, ecc. ecc.) o di servizi particolari ( libri in braille, pc er non vedenti, fondi cartografici speciali, ecc.) allora la voce viene mantenuta.
Pensate che sk possa lavorare su una impostazione di questo genere?
Sí. Per quante biblioteche in Italia è misurabile e noto l'indice di impatto? È una metrica che piace e può avere accoliti anche in Wikipedia, però è bene non puntare tutto su questa dimensione (parziale) della questione. Senza impostare la discussione sul piano dei criteri di mantenimento, è buona l'idea che hai avuto di discutere del template sinottico, come prima approssimazione di "ciò che ci interessa sapere".
giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:50:
Entrando nel tema delle *fonti autorevoli* per definire quali biblioteche mettere e quali no, in Italia NON esiste una fonte
autorevole;
L'Anagrafe delle biblioteche elenca tutte le biblioteche che sono state censite e non tutte quelle che esistono. Partì credo 40 anni fa andando avanti molto lentamente finalizzato come era alla produzione di guide cartacee realizzate in collaborazione con le varie Regioni; ma non tutte le Regioni sono state in grado di collaborare. E' gestito centralmente con tutti i problemi conseguenti. Alcune Regioni, poche, hanno propri sistemi di censimento delle biblioteche. Ma non servono a indicare quali siano di rilievo e quali no. Quindi non fare riferimento a fonti, ma fare riferimento a criteri, copme ho indicato nella mia mail precedente.
Le fonti sono imprescindibili e avranno sempre la precedenza sui criteri (che nelle linee guida sono sempre solo criteri *sufficienti*, non necessari). Ciò non implica avere una bibbia delle biblioteche. Essere in grado di citare, nella voce di una piccola biblioteca comunale, anche solo un articolo di un giornale regionale, migliorerà la situazione rispetto a una voce con informazioni prese dal sito istituzionale e basta. Si potrebbe poi avere una lista di fonti autorevoli e stabilire per esempio che per una biblioteca è criterio sufficiente essere citata in "Biblioteche oggi", in un bollettino dell'AIB, in un quotidiano nazionale, nel libro "101 biblioteche da visitare almeno una volta nella vita", nel volume di un'associazione di ingegneri "1059 edifici pubblici anti-sismici innovativi", in un romanzo di un editore nazionale, in una canzone dello Zecchino d'oro... l'illuminazione può venire dai luoghi piú insospettati. Un insieme di fonti che riescano a dare almeno una copertura decente e un elenco di voci che vorremmo avere è qualcosa almeno da tentare.
Nemo
scusate, forso sono io a dovermi chiarire meglio il criterio di enciclopedicità
fatte salve le biblioteche che hanno un qualche aspetto storico-monumentale (nelle collezioni o in altri aspetti) o grandi biblioteche pubbliche, non sono del tutto certa che l'atteggiamento da porsi sia "salviamo le voci di biblioteche su wikipedia". Perché? Le biblioteche pubbliche, nella loro enorme maggioranza, sono centri di erogazione di servizi. Se svolgono bene questo compito (ad es. con un indice di impatto alto) hanno fatto quello che un buon ufficio postale fa evitando di perdere le raccomandate dei cittadini, né più né meno, sotto un certo punto di vista. Ci interesserebbe l'indice di spedizione media dei pacchi? O quanti caffé riesce a fare in una settimana il nostro bar preferito? Si potrebbero considerare criteri di inclusione? Il fatto che le biblioteche trattino servizi culturali fa la differenza?
peraltro, non sono certa che la stessa voce dedicata a Salaborsa sarebbe sopravvissuta se quella biblioteca non si trovasse in un edificio storico. Mi sbaglio?
poi, l'indice di impatto è (ovviamente) un dato mutevole, e non è affatto rilevato in modo costante dalle biblioteche, per cui sarebbe anche difficile basarci un ragionamento sopra
quindi riprendo quanto aveva scritto Aubrey qualche giorno fa, ottimo ragionare su questa cosa ma wikipedia non sostituisce la comunicazione che le biblioteche, anche le mere erogatrici di servizio (anzi, soprattutto queste), devono fare per sé
ciao virginia
2013/5/31 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com
giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:30:
Ora che ho sotto le mani un pc rispondo un po' più analiticamente
L'esempio bella maggiore biblioteca specializzata in funghi e di Sala Borse consentono di fare alcune considerazioni.
1 - è necessario fare distinzione tra la biblioteche:
1.1 - mi pare che le biblioteche di conservazione trovino nella descrizione di propri fondi storici motiovi enciclopedicità e quindi la loro presenza in Pedia se comprende la descrizione di questi fondi da bene
1.2 - la descrizione analitica dei propri fondi storici più salvare dalla cancellazione anche biblioteche comunali, biblioteche universitarie e biblioteche speciali purchè contengano tale descrizione
Certo (e la contengano con una fonticina).
1.3 - partendo dal caso SalaBorsa, Andrea dice si tratta di una
biblioteca di grande rilievo per la città ed in quanto tale la sua voce viene accettata. Sono totalmente d'accordo. Ma per cercare una regola, a parte le piccole biblioteche con bibliotecari tradizionalisti poco impegnati nel promuovere il servizio, tutte le biblioteche pubbliche con alto tasso di prestiti ed iniziative culturali di rilievo hanno un forte impatto nella comunità. In biblioteconomia esiste un dato: indice di impatto sugli abitanti (rapporto numero di prestiti/abitanti), indice che in Italia è basso rispetto ai paesi anglosassoni, ma che indica la diversità tra le biblioteche pubbliche di ente locale che funzionano e quelli che sono mortibonde. Quindi se la voce di una biblioteca comunale contiene indicazione del numero di prestiti annui (magari nel template accompagnayo dall''indice di impatto), la descrizione dei servizi innovativi svolti ( sito web con numero di contatti giornalieri o mensili, prestito di e-book, ecc. ecc.) o di servizi particolari ( libri in braille, pc er non vedenti, fondi cartografici speciali, ecc.) allora la voce viene mantenuta.
Pensate che sk possa lavorare su una impostazione di questo genere?
Sí. Per quante biblioteche in Italia è misurabile e noto l'indice di impatto? È una metrica che piace e può avere accoliti anche in Wikipedia, però è bene non puntare tutto su questa dimensione (parziale) della questione. Senza impostare la discussione sul piano dei criteri di mantenimento, è buona l'idea che hai avuto di discutere del template sinottico, come prima approssimazione di "ciò che ci interessa sapere".
giaccai@gmail.com, 26/05/2013 20:50:
Entrando nel tema delle *fonti autorevoli* per definire quali
biblioteche mettere e quali no, in Italia NON esiste una fonte
autorevole;
L'Anagrafe delle biblioteche elenca tutte le biblioteche che sono state censite e non tutte quelle che esistono. Partì credo 40 anni fa andando avanti molto lentamente finalizzato come era alla produzione di guide cartacee realizzate in collaborazione con le varie Regioni; ma non tutte le Regioni sono state in grado di collaborare. E' gestito centralmente con tutti i problemi conseguenti. Alcune Regioni, poche, hanno propri sistemi di censimento delle biblioteche. Ma non servono a indicare quali siano di rilievo e quali no. Quindi non fare riferimento a fonti, ma fare riferimento a criteri, copme ho indicato nella mia mail precedente.
Le fonti sono imprescindibili e avranno sempre la precedenza sui criteri (che nelle linee guida sono sempre solo criteri *sufficienti*, non necessari). Ciò non implica avere una bibbia delle biblioteche. Essere in grado di citare, nella voce di una piccola biblioteca comunale, anche solo un articolo di un giornale regionale, migliorerà la situazione rispetto a una voce con informazioni prese dal sito istituzionale e basta. Si potrebbe poi avere una lista di fonti autorevoli e stabilire per esempio che per una biblioteca è criterio sufficiente essere citata in "Biblioteche oggi", in un bollettino dell'AIB, in un quotidiano nazionale, nel libro "101 biblioteche da visitare almeno una volta nella vita", nel volume di un'associazione di ingegneri "1059 edifici pubblici anti-sismici innovativi", in un romanzo di un editore nazionale, in una canzone dello Zecchino d'oro... l'illuminazione può venire dai luoghi piú insospettati. Un insieme di fonti che riescano a dare almeno una copertura decente e un elenco di voci che vorremmo avere è qualcosa almeno da tentare.
Nemo
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Il giorno 31 maggio 2013 10:20, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
scusate, forso sono io a dovermi chiarire meglio il criterio di enciclopedicità
fatte salve le biblioteche che hanno un qualche aspetto storico-monumentale (nelle collezioni o in altri aspetti) o grandi biblioteche pubbliche, non sono del tutto certa che l'atteggiamento da porsi sia "salviamo le voci di biblioteche su wikipedia". Perché? Le biblioteche pubbliche, nella loro enorme maggioranza, sono centri di erogazione di servizi. Se svolgono bene questo compito (ad es. con un indice di impatto alto) hanno fatto quello che un buon ufficio postale fa evitando di perdere le raccomandate dei cittadini, né più né meno, sotto un certo punto di vista. Ci interesserebbe l'indice di spedizione media dei pacchi? O quanti caffé riesce a fare in una settimana il nostro bar preferito? Si potrebbero considerare criteri di inclusione? Il fatto che le biblioteche trattino servizi culturali fa la differenza?
peraltro, non sono certa che la stessa voce dedicata a Salaborsa sarebbe sopravvissuta se quella biblioteca non si trovasse in un edificio storico. Mi sbaglio?
Ecco, qui non sono d'accordo, la Sala Borsa aldilà dell'edificio e dei numeri svolge un ruolo culturale e di aggregazione per la città di Bologna che non può esser ridotto a quello del palazzo della Posta Centrale di Piazza Minghetti :)
Personalmente questo lo trovo un criterio (che immagino molto difficile se non impossibile da misurare) fondamentale per l'enciclopedicità di una biblioteca.
Poi concordo sulla necessità di non supplire a deficit di comunicazione delle stesse, banalmente è interesse delle biblioteche il non esser percepite come «in cerca di visibilità su Wikipedia».
P.
La "ricerca di visibilita' su Wikipedia" da parte delle biblioteche e' in se' cosa buona e giusta, a mio avviso. :-)
E puo' essere perseguita dentro le regole che la comunita' di Wikipedia si e' data. Quindi, se la biblioteca in se' non ha valore enclopedico, si puo' provare a valorizzarla dentro l'enciclopedia in modo trasversale: Esempio - La biblioteca era notoriamente frequentata da Primo Levi, e ne parla diffusamente nei suoi scritti: si puo' mettere un link discreto nella voce Primo Levi - La biblioteca e' stata la sede di un evento storicamente rilevante. Si cercano (o si creano) le voci relative a quell'evento e si inserisce un link discreto alla biblioteca - nella biblioteca sono state girate alcune scene rilevanti di un film importante: si va alla voce del film e si aggiunge questo dettaglio, con un link Giusto? Naturalmente la condizione di questi interventi e' non cadere nell'"ingiusto rilievo", cioe' nell'evidenziare in modo squilibrato, rispetto all'economia della voce enciclopedica, un singolo punto di dettaglio (dico con parole mie, i Wikipediani mi correggeranno :-)).
E' una via stretta. Richiede molto lavoro, una conoscenza vera di Wikipedia e delle sue regole, una conoscenza vera della propria biblioteca.
A mio avviso non si tratta di usare in modo parassitario e "furbo" un progetto (credo che i wikipediani sanzionino giustamente la "furbizia") ma di "entrare dentro" la logica di Wikipedia con rispetto, e trarne qualcosa di utile anche a livello di comunicazione / promozione / marketing (che non sono brutte parole). Nei corsi di "Marketing della biblioteca" un capitoletto su questo forse non ci starebbe male, ma forse Virginia gia' lo fa, non so.
Un altro modo per ottenere visibilita' e' linkare, su voci specifiche dell'enciclopedia, i link alle collezioni delle nostre biblioteche digitali. Riporto un thread uscito proprio in lista:
-- io scrivo (...) segnalo un articolo uscito nell'ultimo numero di D-Lib Magazine (March/April 2013 Volume 19, Number 3/4) http://www.dlib.org/dlib/march13/szajewski/03szajewski.html "Using Wikipedia to Enhance the Visibility of Digitized Archival Assets" / Michael Szajewski. L'articolo illustra una ricerca empirica che analizza quantitativamente il numero degli accessi ad una collezione di musica digitalizzata in un repository della Ball State University (una piccola università del midwest) prima e dopo l'aggiunta, in articoli di wikipedia, di riferimenti a item dell'archivio. Dallo studio emerge che inserire in articoli di wikipedia links alla propria collezione digitale incrementa notevolemente il traffico su di essa. Nello specifico l'articolo misura il risultato dell' inserimento di 57 separati links ad items della collezione in articoli di Wikipedia considerati particolarmente rilevanti.
-- Andrea Zanni replica: Se posso dire la mia, in questi 2 anni ho fatto lo stesso on AMs Historica, biblioteca digitale di testi antichi dell'Università di Bologna. http://amshistorica.unibo.it/ Ho, nel corso di qualche settimana, inserito i link ai nostri libri digitalizzati in Wikipedia, in quasi tutte le versioni linguistiche di un articolo scelto ad hoc (es. Ulisse Aldrovandi, Otto Wagner, ecc.) In tutto, gli articoli sono circa una trentina (ma le versioni linguistiche di uno stesso articolo possono essere anche 10). L'incremento, in un anno, è stato circa del 30%, poco meno di un terzo delle visite totali.
Il 31 maggio 2013 10:42, Piero Grandesso piero.tasso@gmail.com ha scritto:
Il giorno 31 maggio 2013 10:20, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
scusate, forso sono io a dovermi chiarire meglio il criterio di enciclopedicità
fatte salve le biblioteche che hanno un qualche aspetto storico-monumentale (nelle collezioni o in altri aspetti) o grandi biblioteche pubbliche, non sono del tutto certa che l'atteggiamento da porsi sia "salviamo le voci di biblioteche su wikipedia". Perché? Le biblioteche pubbliche, nella loro enorme maggioranza, sono centri di erogazione di servizi. Se svolgono bene questo compito (ad es. con un indice di impatto alto) hanno fatto quello che un buon ufficio postale fa evitando di perdere le raccomandate dei cittadini, né più né meno, sotto un certo punto di vista. Ci interesserebbe l'indice di spedizione media dei pacchi? O quanti caffé riesce a fare in una settimana il nostro bar preferito? Si potrebbero considerare criteri di inclusione? Il fatto che le biblioteche trattino servizi culturali fa la differenza?
peraltro, non sono certa che la stessa voce dedicata a Salaborsa sarebbe sopravvissuta se quella biblioteca non si trovasse in un edificio storico. Mi sbaglio?
Ecco, qui non sono d'accordo, la Sala Borsa aldilà dell'edificio e dei numeri svolge un ruolo culturale e di aggregazione per la città di Bologna che non può esser ridotto a quello del palazzo della Posta Centrale di Piazza Minghetti :)
Personalmente questo lo trovo un criterio (che immagino molto difficile se non impossibile da misurare) fondamentale per l'enciclopedicità di una biblioteca.
Poi concordo sulla necessità di non supplire a deficit di comunicazione delle stesse, banalmente è interesse delle biblioteche il non esser percepite come «in cerca di visibilità su Wikipedia».
P.
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Quello che dici tu, Laura è appunto entrare completamente nella logica dell'enciclopedia e "sfruttarla". Sono il primo che lo fa e quindi sono d'accordo.
Anche Nemo sopra diceva: Sospetto che mettersi a discutere criteri di rilevanza delle biblioteche sia un vicolo cieco: meglio stabilire prima gli obiettivi e poi i mezzi. Per esempio, dubito che lo scopo sia creare voci in sé, allora per la stragrande maggioranza delle biblioteche (quelle comunali) sarà piú facile aggiungere un paragrafo alla voce del comune relativo, quindi la cosa da farsi è proporre al progetto amministrazioni l'aggiunta di tale paragrafo al modello. Cosa peraltro consigliata anche da questo qui: < https://fr.wikipedia.org/**wiki/Projet:Sciences_de_l%** 27information_et_des_biblioth%**C3%A8ques/Appelhttps://fr.wikipedia.org/wiki/Projet:Sciences_de_l%27information_et_des_biblioth%C3%A8ques/Appel
.
In un certo senso, se non ho capito male, Susanna promuoveva l'allargamento dei criteri di inclusione delle biblioteche, o comunque un lavoro sistematico (magari cambiare anche il template, ecc.)
Secondo me se ne può parlare (se ne può sempre parlare), ma quello che tu dici Laura è un lavoro puntuale, biblioteca per biblioteca, mentre quello proposto è un discorso generale (sempre che io abbia capito bene).
Andrea
2013/5/31 laura testoni laura.test@gmail.com
La "ricerca di visibilita' su Wikipedia" da parte delle biblioteche e' in se' cosa buona e giusta, a mio avviso. :-)
E puo' essere perseguita dentro le regole che la comunita' di Wikipedia si e' data. Quindi, se la biblioteca in se' non ha valore enclopedico, si puo' provare a valorizzarla dentro l'enciclopedia in modo trasversale: Esempio
- La biblioteca era notoriamente frequentata da Primo Levi, e ne parla
diffusamente nei suoi scritti: si puo' mettere un link discreto nella voce Primo Levi
- La biblioteca e' stata la sede di un evento storicamente rilevante.
Si cercano (o si creano) le voci relative a quell'evento e si inserisce un link discreto alla biblioteca
- nella biblioteca sono state girate alcune scene rilevanti di un film
importante: si va alla voce del film e si aggiunge questo dettaglio, con un link Giusto? Naturalmente la condizione di questi interventi e' non cadere nell'"ingiusto rilievo", cioe' nell'evidenziare in modo squilibrato, rispetto all'economia della voce enciclopedica, un singolo punto di dettaglio (dico con parole mie, i Wikipediani mi correggeranno :-)).
E' una via stretta. Richiede molto lavoro, una conoscenza vera di Wikipedia e delle sue regole, una conoscenza vera della propria biblioteca.
A mio avviso non si tratta di usare in modo parassitario e "furbo" un progetto (credo che i wikipediani sanzionino giustamente la "furbizia") ma di "entrare dentro" la logica di Wikipedia con rispetto, e trarne qualcosa di utile anche a livello di comunicazione / promozione / marketing (che non sono brutte parole). Nei corsi di "Marketing della biblioteca" un capitoletto su questo forse non ci starebbe male, ma forse Virginia gia' lo fa, non so.
Un altro modo per ottenere visibilita' e' linkare, su voci specifiche dell'enciclopedia, i link alle collezioni delle nostre biblioteche digitali. Riporto un thread uscito proprio in lista:
-- io scrivo (...) segnalo un articolo uscito nell'ultimo numero di D-Lib Magazine (March/April 2013 Volume 19, Number 3/4) http://www.dlib.org/dlib/march13/szajewski/03szajewski.html "Using Wikipedia to Enhance the Visibility of Digitized Archival Assets" / Michael Szajewski. L'articolo illustra una ricerca empirica che analizza quantitativamente il numero degli accessi ad una collezione di musica digitalizzata in un repository della Ball State University (una piccola università del midwest) prima e dopo l'aggiunta, in articoli di wikipedia, di riferimenti a item dell'archivio. Dallo studio emerge che inserire in articoli di wikipedia links alla propria collezione digitale incrementa notevolemente il traffico su di essa. Nello specifico l'articolo misura il risultato dell' inserimento di 57 separati links ad items della collezione in articoli di Wikipedia considerati particolarmente rilevanti.
-- Andrea Zanni replica: Se posso dire la mia, in questi 2 anni ho fatto lo stesso on AMs Historica, biblioteca digitale di testi antichi dell'Università di Bologna. http://amshistorica.unibo.it/ Ho, nel corso di qualche settimana, inserito i link ai nostri libri digitalizzati in Wikipedia, in quasi tutte le versioni linguistiche di un articolo scelto ad hoc (es. Ulisse Aldrovandi, Otto Wagner, ecc.) In tutto, gli articoli sono circa una trentina (ma le versioni linguistiche di uno stesso articolo possono essere anche 10). L'incremento, in un anno, è stato circa del 30%, poco meno di un terzo delle visite totali.
Il 31 maggio 2013 10:42, Piero Grandesso piero.tasso@gmail.com ha scritto:
Il giorno 31 maggio 2013 10:20, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
scusate, forso sono io a dovermi chiarire meglio il criterio di enciclopedicità
fatte salve le biblioteche che hanno un qualche aspetto storico-monumentale (nelle collezioni o in altri aspetti) o grandi biblioteche pubbliche, non sono del tutto certa che l'atteggiamento da
porsi
sia "salviamo le voci di biblioteche su wikipedia". Perché? Le
biblioteche
pubbliche, nella loro enorme maggioranza, sono centri di erogazione di servizi. Se svolgono bene questo compito (ad es. con un indice di
impatto
alto) hanno fatto quello che un buon ufficio postale fa evitando di
perdere
le raccomandate dei cittadini, né più né meno, sotto un certo punto di vista. Ci interesserebbe l'indice di spedizione media dei pacchi? O
quanti
caffé riesce a fare in una settimana il nostro bar preferito? Si
potrebbero
considerare criteri di inclusione? Il fatto che le biblioteche trattino servizi culturali fa la differenza?
peraltro, non sono certa che la stessa voce dedicata a Salaborsa sarebbe sopravvissuta se quella biblioteca non si trovasse in un edificio
storico.
Mi sbaglio?
Ecco, qui non sono d'accordo, la Sala Borsa aldilà dell'edificio e dei numeri svolge un ruolo culturale e di aggregazione per la città di
Bologna
che non può esser ridotto a quello del palazzo della Posta Centrale di Piazza Minghetti :)
Personalmente questo lo trovo un criterio (che immagino molto difficile
se
non impossibile da misurare) fondamentale per l'enciclopedicità di una biblioteca.
Poi concordo sulla necessità di non supplire a deficit di comunicazione delle stesse, banalmente è interesse delle biblioteche il non esser percepite come «in cerca di visibilità su Wikipedia».
P.
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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