Credo che Cristian faccia riferimento ad articoli che non hanno l'onore di avere una voce di Wikipedia: giustamente, come dici tu As We May Think è alla stregua di un classico. Però credo si contino in decine di migliaia (se non di più) gli articoli citati che servono soltanto come fonte di un'affermazione, e quindi sono all'interno delle note a piè di pagina di wikipedia. Quelli lì ha senso studiarli, credo: il fatto che un'articolo diventi divulgazione dopo X anni forse non è importante, in questa ricerca (o forse si, e magari sarebbe interessante capire come funziona quantitivamente questo passaggio).
Aubrey
2015-08-17 9:42 GMT+02:00 serena sangiorgi serena.sangiorgi@unipr.it:
Di ritorno a scrivania, dopo aver letto da cell (opzione non ottimale) lo scambio di mail, una considerazione.
L'idea in sè è un ottimo esercizio di metodo, ma: gli articoli citati in wikipedia sono "già dei classici" perchè legati ad es. a personaggi che hanno meritato il Nobel o la Field. Quindi, poniamo, che peso può avere misurare quanto è cresciuto il tasso di citazione di As we may think (il più famoso tanto è vero che ha l'onore di una vox wikipediana https://en.wikipedia.org/wiki/As_We_May_Think) ?
Cioè, posto che si possano avere le API giuste, studiare l'incremento di visibilità degli articoli di William Moerner, nobel per la chimica 2014, rintracciabili attraverso ORCID (in Controllo di autorità), che interesse può avere?
In ambito scientifico, non sto parlando di ambito accademico legato a valutazioni per le carriere (VQR e compagnia), un articolo "vale" grosso modo 5 anni. Poi è divulgazione.
Inoltre, c'è da dire che questi articoli sono pubblicati sulle riviste a pagamento con alti indici di impatto, quindi citazione si anche in Wikipedia, ma lettura no se il tuo ente non paga.
Just my 2 cents.
Serena
Il giorno 11 agosto 2015 14:05, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Stavo per scrivere anche io la stessa cosa; escluderei, anzi, la messa a disposizione dei metadati da parte di Thomson Reuters e Elsevier... Buon quasi ferragosto a tutti, simona Il 11/ago/2015 10:08, "Andrea Marchitelli" marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, ho qualche dubbio che i metadati di Scopus e WoS vengano ceduti gratuitamente, anche solo a fini di ricerca.
CORE, l'archivio che ha segnalato Raffaele, dichiara di archiviare i dati di oltre 24milioni di articoli. Potrebbe essere un buon inizio, almeno per la letteratura OA (c'e' DOAJ, quindi la gold road) ma forse anche per quella non OA (ci sono gli archivi registrati in opendoar, green road). Inoltre, i dati di CORE sono disponibili come dataset LOD: http://datahub.io/dataset/core
La letteratura pubblicata esclusivamente su canali commerciali resta fuori, ma potresti provare nel frattempo a vedere se c'e' qualche ente che ti mette a disposizione le API di Scopus o Wos, e comunque anche fare l'indagine solo sulla letteratura OA fornirebbe a mio avviso una panoramica interessante. A proposito, sai gia' dove pubblicarlo? ;)
andrea
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