Una metafora efficace, che aveva fatto non so chi, è quella del "diritto alla privacy": io posso farti una foto che metto su commons in CC-BY-SA, non posso fare un megacartellone con la tua faccia per una pubblicità senza chiedere il tuo esplicito consenso.
Questo perchè una cosa è il diritto d'autore, l'altra il tuo diritto "personale". (è una metafora, anche se è scorretta non mettete i puntini sulle i :-)
Quello che noi abbiamo è molto simile un diritto alla privacy dei monumenti stessi. D'altrone di parla di Ministero dei Beni Culturali (cioè di cose).
Aubrey
2015-09-12 9:09 GMT+02:00 Laurentius puntoesclamativo@email.it:
Il giorno sab, 12/09/2015 alle 06.34 +0200, giaccai@gmail.com ha scritto:
[...] E' un errore ?
No, è corretto. Il problema è che ci sono due normative diverse: il diritto d'autore ed il codice dei beni culturali.
Per il diritto d'autore, i diritti sono in capo al fotografo (visto che il soggetto della foto non è coperto da copyright), che può decidere di rilasciare la foto sotto la licenza che preferisce, in questo caso una Creative Commons Attribution-ShareAlike.
Il Codice dei beni culturali invece stabilisce delle restrizioni sulla pubblicazione indipendenti dal diritto d'autore. Nella pratica, per ogni pubblicazione è necessaria un'autorizzazione del detentore di questi diritti. In questo caso c'è un'autorizzazione per l'uso sui progetti Wikimedia all'interno di Wiki Loves Monuments, ma quell'avviso segnala che non si estende ad altri usi.
Dal punto di vista di Commons, quello che vedi è solo un messaggio informativo, perché nei criteri di inclusione su Commons non sono considerate restrizioni diverse dal diritto d'autore (fra l'altro, il Codice dei beni culturali italiano non ha valore negli Stati Uniti, dove si trovano i server che ospitano le immagini).
Lorenzo
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