mah nel dire che le review (peraltro presenti anche su Librarything) non siano un added ci andrei molto cauto.
Che poi ci sia chi da 3 su 5 (con una media di 4 e una moda di 5) alla Repubblica di Platone ci sta (sia che lo faccia perché effettivamente non lo ritiene un testo eccelso sia che lo faccia per protagonismo).
Senza le review io avrei comprato (preso in prestito se lo avesse una biblioteca nel raggio di 30 km) la traduzione italiana di the signal and the noise, un eccellente libro devastato nella traduzione italiana. BTW questo ci ricorda come frbrizzare va bene, ma cum iudicio. Le review ad esempio ha senso aggregarle al limite per espressione non di certo per opera (lo scrivevo in un post sul blog del 2008 ma mi pare un concetto ora da ribadire con forza)
Salvatore
Il giorno 25 febbraio 2014 11:46, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Francesca,
ti riferisci in effetti a una funzione che offre solo LibraryThing ed è a pagamento. Perché in Italia non è usata? Semplice: perché la base dati di LibraryThing è piena soprattutto di termini inglesi a vausa del fatto che è usata soprattutto da persone di lingua inglese. Quindi non avrebbe senso arricchire un opac italiano con quelle funzioni. Oltre allo scoglio linguistico, dal punto di vista degli strumenti di ricerca che cosa dà l'integrazione di Library Thing? Il tag dell'utente, quello che si intendeva coin il termine folksonomy: un termine impreciso, soggettivo, ridondante, incorente. Non è una gran cosa.
Ma a parte queste considerazioni, se vogliamo porci il problema di arricchire il record del catalogo PER AIUTARE L'UTENTE, esistono altre modalità per arricchire il record degli opac, molto più efficaci.
Per esempio esiste da tempo un servizio professionale per arricchire il record, come è il caso di Syndetics: banca dati di indiic, sommari e copertine. Nell'ultima versione, SyndeticsICE, se combinata con un Discovery tool come Primo o Summon qui materiali arricchiscono fisicamente il record con indici e abstract.
Poi ricordiamoci che negli Stati Uniti i catalogatori nelle biblioteche pubbliche fanno un utilissimo lavoro di "soggettazione" della narrativa. Risponde a questo tipo di richieste dei lettori: per es. voglio un romanzo ambientato in un certto luogo o che tratta una certa cosa. Nei cataloghi questi "soggetti" (chiamiamoli così) sono anche navigabili. È un lavoro che fanno i bibliotecari e ha il vantaggio della coerenza dei termini controllati. Purtroppo in Italia se ne è parlato un poco, ma non si fa (se vuoi c'è una persona che se ne intende e puoi approfondire). Ma questo è per dire: a ognuno il suo lavoro, altrimenti a che cosa servono i bibliotecari? Questione da non sottovalutare: la professionalità è da buttare o hè ancora utile? Se l'utente generico si sostituisce, che benefici concreti ne abbiamo? In conclusione: che cosa ti proponi Francesca nella tua ricerca? Trovare esempi di "vetrine" per le attività degli utenti o trovare esempi di benefici reali (che però magari non sono "realizzati" dagli utenti?) Le domande da farsi sono:
- quale è il beneficio reale, dimostrabile, di quella funzione di
Librarry Thing a cui ti riferisci?
- che obiettivo ci diamo? vogliamo mettere la professionalità al servizio
dell'utente per aiutarlo davvero oppure vogliamo aiutare l'utente a sfogare la sua voglia di protagonismo anche nel catalogo, ma senza produrre benefici reali per la comunità, solo consentire quello strano appagamento individuale che darebbe il fatto di poter fare cose come (su Anobii) assegnare un voto basso alla Repubblica di Platone e così il lettore soddisfa il ego? Sono questioni a cui vale la pena pensare molto seriamente.
Pierfranco
Il giorno 25 febbraio 2014 11:04, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ma quello a cui mi riferisco non è la possibilità di caricare collezioni
su un sito esterno, ma i servizi dedicati alle biblioteche (che non mi risulta GoodReads abbia), come il servizio di integrazione (lo chiamano "enhancement") dell'opac delle biblioteche. Per quello che ho potuto leggere un social-opac potenziato in cui tra l'altro le recensioni dei libri (e la relativa community credo) è in comune (o può essere messo in comune?) con altre biblioteche - cosa che mi pare il grado zero che dovrebbe avere qualsiasi "social-opac" e che invece in Italia non accade (sempre a quanto mi risulta). Maggiori informazioni qui: http://www.librarything.com/forlibraries/handout/LTFL_NELA13.pdf
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Il giorno 24 febbraio 2014 23:11, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Uno dei motivi storici è che LT era (è) a pagamento sopra i 200 libri. E poi era molto più "bibliotecaria" e meno social. Credo che adesso Goodreads mangi in testa ad entrambi.
andrea
2014-02-24 18:15 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Stando a Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/LibraryThingl%27Universit%C3%A0 Ca' Foscari avrebbe a inserito il posseduto delle proprie
biblioteche in LibrayThing.
Ma apparentemente solo una biblioteca di Ca' Foscari è "member" di LibrayThing come si vede da questa query: http://www.librarything.com/search.php?search=University+of+Venice&searc...
Vedi il catalogo della biblioteca inserito qui su LibrayThing: http://www.librarything.com/catalog/LanguageSciencesLIB E la pagina del profilo della biblioteca qui: http://www.librarything.com/profile/LanguageSciencesLIB
Sembra però che le biblioteche che fanno capo a Lingue abbiano inserito libri anche su Anobii: non è chiaro il motivo del doppio inserimento. (mia ipotesi: forse hanno scoperto che in Italia Anobii è molto, molto più popolare di LibrayThing per ragioni che non ho mai capito. Non so se c'è stato un ritardo di localizzazione italiana per LibraryThing che spieghrebbe la maggior popolarità di Anobii. A me LibraryThing, che molto, molto più usata in USA, è sempre parsa più raffinata sotto diversi punti di vista. Famoso l'attacco di fine 2012 della filosofa Nicla Vassallo ad Anobii dalle pagine de Il Venerdì di Repubblica. Causa il tono usato e l'analisi semplicistica è stata oggetto di molte battute come si legge qui: http://foglianuova.wordpress.com/2012/12/08/nicla-vassallo-alla-larga-dagli-...
Comunque qui la pagina delle biblioteche di Lingue di Ca' Foscari con qualche spiegazione: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=147837
E qui i rispettivi cataloghi su Anobii: http://www.anobii.com/015d3857ffd3fb1bed/books
http://www.anobii.com/015de6d545cf43422d/books
http://www.anobii.com/dipasia/books
http://www.anobii.com/01593bc5cb0e1c103e/books
Pierfranco
Il giorno 24 febbraio 2014 17:21, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, che sappiate i prodotti https://www.librarything.com/forlibraries li usa qualche biblioteca in Italia (non so neanche se esista la localizzazione)?
Francesca
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