Il giorno 25 febbraio 2014 16:21, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
davvero è cosa rara trovarla (o forse: unica?)
A quanto ne so unica :) Probabilmente perchè la percezione degli utenti non è di usare un "software" ma semplicemente avere a che fare con il sito delle biblioteche.
Sicuramente: questo problema di percezione forse è anche dovuto ad assenza di iniziative dei bibliotecair che spieghino la cosa.
Allora? L'utente di quella recensione apprezza anche il listone dei più
questo e più quello. Infatti è questo il punto vero: se fai ciò che chiede l'utente rischi di ripropdurre cultura mainstream. Perché non è vero che l'utente esprime sempre individualità e ciò sia positivo. Non è così.
Il problema principale dei portali che usano DiscoveryNG è che nei sistemi bibliotecari che li usano non si è mai radicata la figura del community manager. Ovvero, fornire un "social-opac" non offre alcun vantaggio in sè, finchè qualcuno non ne sfrutta le caratteristiche (come ad esempio promuovere bibliografie che arrivano proprio dalla communityhttp://opac.provincia.brescia.it/consigli-e-percorsi-di-lettura/ ).
Ecco: questo è un punto importante: che vuole dire: se nelle biblioteche non cambia la figura del bibliotecario, non si inserisce un nuovo ruolo che sviluppa le potenzialità dei prodotti, si creerà poco di nuovo. Tanto è vero che nel caso dell'opac torinese i "Consigliati" non li vedo.
Pierfranco
Ciao Giulio
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