O cavolo... Questo flusso di parole mi ammazzerebbe normalmente, ma giacché sono in fase di trasloco direi che come zombie posso provare a reinserirmi, sperando di non essermi persa niente!
È importante capirci su alcune cose.
1. Sono una lettrice che si è e si sta organizzando per migliorare delle cose che secondo me bloccano il "libero fluire della conoscenza" (retorica causa fretta); non mi sento un'esperta di nulla e non ho la minima intenzione né tantomeno la competenza per costruire qualcosa di simile a quanto già creato dalle varie software house come quella di Giulio; ho solo espresso, come "utente", un bisogno e una frustrazione - non solo miei. Mi tremano le ginocchia a dover parlare al convegno, ma se sopravvivo al trasloco forse qualcosa dirò e forse proprio il mio essere un pesce fuor d'acqua può diventare una risorsa, perché sono una lettrice iscritta in biblioteca con molto entusiasmo e voglia di migliorare quello che non funziona -- ancora. I bibliotecari dovrebbero invitare più spesso ai convegni i lettori, dedicare loro dei tavoli, farli ragionare insieme a loro.
2. Sono allergica a tutte le confessioni, anche quelle professionali -- ho usato la parola Stato in modo approssimativo, ma non ci fissiamo, quello che mi importava del discorso era altro... in ogni caso per usare tutti gli strumenti che dici tu Piefranco bisogna aver raggiunto un alto livello di alfabetizzazione digitale e cultura, e io non penso che il nostro sforzo (pubblico-privato che importa, specie oggi) debba essere quello di compiacere le persone colte, ma facilitare l'accesso alla conoscenza a chi ne è stato tenuto lontano da nascita o contesto. Oggi le biblioteche e le relative impalcature informatiche sono per la grandissima parte RESPINGENTI. E a me questa cosa cosa mi urtica in un modo che o provo a risolverla o... non c'è alternativa.
4. Solo mezzora fa è arrivato un feedback da Atlas, dove una lettrice ha trovato l'evento "Biblioteche connesse", e ci ha chiesto: «...vivrò a roma fino a settembre, ho circa (non so) 200 libri?!?! vorrei metterli in comune, senza però perderli del tutto, mi piacerebbe che fossero usati, senza però finir gettati al fiume, vorrei inoltre cercare di digitalizzarli, per poter portare con me almeno il loro contenuto sintetico. se avete in mente luoghi genuini, o altre soluzioni, fatemi sapere». Che le rispondete?
5. Volevo parlare di Social Book, questa idea di Giancarlo che stiamo smontando e rimontando come un lego, non per guadagnarci nulla, ma per vedere che ne può venire fuori perché pensiamo, insieme a tanti altri, che ci sia qualcosa di valore. Volevo sentire che ne pensate, se pare anche a voi che ci sia qualcosa di buono su cui lavorare insieme. Perché è l'unico messaggio del thread che non ha avuto risposta? Lo rincollo qui sintetizzato, per non farvi impazzire:
Penso che le biblioteche di pubblica lettura dovrebbero essere gestite come un bene comune, ovvero i cittadini dovrebbero poter partecipare della vita della biblioteca, essere chiamati ad esprimere idee e preferenze insieme dai bibliotecari professionisti. Solo responsabilizzando le persone queste riescono a sentire come proprio un bene. Perciò abbiamo offerto il nostro contributo allo sviluppo di un'idea non nostra (ma di Giancarlo Briguglia), Social Book, una biblioteca "diffusa" e partecipata. Dopo l'entusiasmo iniziale, abbiamo capito che ancora non è un progetto, ma un effetto desiderato, che stiamo anche meglio definendo, ma in poche parole consisterebbe nel fatto: che le biblioteche personali si mettano l'una a disposizione dell'altra attraverso una rete di trovabilità online (un "OPAc") basata sulla prossimità, e attraverso le occasioni di incontro fisico date dallo scambio di libri e di conoscenza sotto varie forme -- questo a partire anche dalla ricerca di collaborazione con sistemi bibliotecari -- si riflette infatti sulle possibilità che questo OPAc delle biblioteche personali possa essere annesso (come opac partecipato) ai siti delle rispettive biblioteche di quartiere, allargandone così la portata, sia in termini di libri offerti che di ttrattiva per i possibili utenti.
Francesca