Cara Virginia
utilissimo il tuo intervento come al solito ;-)
Divido la risposta in 2. La prima: *nessun pagamento di docenza*
la questione è delicatissima dato il contesto in cui operiamo; sulla formazione si sono fatte grandi porcherie in Italia con i soldi dell'UE una ventina di anni fa, e tutt'ora ritengo si facciano grandi porcherie con molti Master universitari che sono spesso puri e semplici furti a danno di giovani in cerca di qualificazioni per trovare lavoro. Un po' di "grillismo" in questo campo non farebbe male nel senso di rinnovamento e trasparenza.
Come mi comporto io; sono in pensione, come scrivevo a Virginia, sono in ferie permanenti, e quindi il mio tempo libero lo posso dedicare a condividere quello che ho imparato e quello che sto imparando.
Perchè lo faccio gratis?
1 - perchè si tratta di un contesto ad altissimo tasso di volontariato (è effettivamente entusiasmante vedere come i wikipediani hanno preso in mano e lavorato tempestivamente e concretamente sulla questione Thesauro)
2 - perchè il "mercato è carente": non c'è interesse dei bibliotecari per la questione e quindi non sono disposti a pagare; l'offerta è quindi stracciata per cercare di far nascere un mercato ;-). E' sempre stato per me sconsolante vedere sale piene per l'ennesimo corso sulle REICAT e poche persone quando si parla di preservazione del digitale o di siti web della bibliteca.
Va detto però che ho anche organizzato un corso a Pistoia in cui ho fatto pagare dalla Biblioteca 2 wikipediani disoccupati, perchè il corso era inserito nelle attività formative della rete bibliotecaria. Sempre a Pistoia sto lavorando ad un progetto ulteriore di promozione di WP verso gli utenti da inserire in un consistente finanziamento ricevuto dalla biblioteca e quindi , se il progetto parte, lì i wikipediani disoccupati saranno pagati.
Quindi penso che nello specifico contesto toscano abbia utilità iniziare a sensibilizzare i bibliotecari per far nascere l'esigenza formativa che poi la Rete bibliotecaria inserirà nelle proprie linee formative e quindi i docenti saranno pagati.
Questa la strategia mia; resta sa discutere come gestire le assegnazioni di docenza e quanto pagare come evitare la creazione di clientele. E poi il modello dei corsi. Per evitare una mail troppo lunga per ora lascio in sospeso le questione
seconda questione: *progetti di così lungo termine*
so che i bibliotecari sono difficili da entusiasmare a Wikipedia e l'idea è di coinvolgere da subito anche gli utenti della biblioteca per trovare in loro un sostegno operativo nello scrivere le voci. La lista di discussione la pensavo rivolta al gruppetto di bibliotecari ed utenti che risulterà da questi corsi e non saranno centinaia ma poche unità. e pensavo di farmene carico soprattutto io.
l'evento per BiblioPride. Nella mia idea si tratta solo di un evento di comunicazione; Trovare il modo visivo in una piazza di far vedere come lavora la comunità; sta a noi inventarci il contenuto e la regia. Se anche solo gli iscritti alla lista si mettono d'accordo quel giorno di condividere un editing su alcune voci forse può venire bellino.
Buona giornata Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 17 maggio 2013 21:38, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
ciao Susanna belle le iniziative a cui stai pensando, ma mi vengono in mente un paio di cose su cui potremmo riflettere insieme
la prima cosa è "nessun pagamento di docenza". Me ne parlavi anche in una mail privata a cui non ho ancora risposto (scusami). La cosa è però di interesse comune probabilmente. Il tuo intento è eticamente chiaro e non lo metto assolutamente in discussione. Ci vedo però un limite: perché l'AIB non dovrebbe pagare questa formazione? Capisco benissimo l'idea del lavoro volontario fatto per un progetto collaborativo ecc. ecc. (è il nostro punto di partenza), ma mi pare ci siano anche differenze da rispettare. Se andiamo a tenere un corso per gli utenti, o per i ragazzi a scuola, e non ci sono soldi, si va gratis. Ma se si va per conto di un ente che normalmente paga i suoi docenti, e che eroga i suoi corsi alla pubblica amministrazione che è tenuta a fornire quella formazione e che i soldi per pagare ce li ha, il discorso è diverso. Al limite, estremizzando molto solo per farmi capire, si potrebbe dire che diventa concorrenza sleale: l'AIB chiama te a fare i corsi su wikipedia perché sa che non ti deve pagare, e magari non chiama più un wikipediano giovane che avrebbe voglia di fare e anche bisogno di guadagnare quei due soldi.Ma siccome immagino che il tema sia delicato a prescindere da AIB e biblioteche e che riguardi l'intero mondo wikimedia, mi piacerebbe sentire il parere di altri su questo punto. Che cosa ne pensate? Esiste già una posizione comune? Un compromesso? Mi sto sbagliando?
la seconda cosa è che, fossi in te, sarei un po' più prudente nel prevedere progetti di così lungo termine. Magari parti e stai a vedere come va. Una mailing list e una quantità di bibliotecari pronti a lavorare nel contesto del Bibliopride? Ma vediamo prima se esistono, questi bibliotecari, se ne hanno voglia e che cosa hanno voglia di fare. Anche di questo avevamo già parlato, ma io non nutro una fiducia così forte nel "bibliotecario" in quanto tale. Tanto per dirne una, al momento chi manifesta il maggior interesse (e la maggior capacità di realizzare progetti) dentro questa lista sono i wikipediani, non i bibliotecari :-) Ci sono persone che fanno i bibliotecari e che potrebbero felicemente mettere in connessione questo mestiere coi progetti wiki, ma moltissimi non li coinvolgerai mai, tanto più, forse, se parti con un'idea già così strutturata. Personalmente ho idea che fare dei corsi per gli utenti abbia un potenziale molto più interessante. Ma c'è spazio per fare tutto. Solo magari lascia aperte un po' più di possibilità, ecco
grazie e scusatemi virginia
2013/5/17 giaccai@gmail.com
In accordo con Anna Maria Tammaro del CEN dell'AIB Toscana, sto organizzando una serie di corsi brevi su Wikipedia per bibliotecari nelle reti bibliotecarie; saranno circa una decina di incontri in cui penso di dare le nozioni principali per iniziare a lavorare in Wikipedia.
Penso di proporre nelle diverse sedi un modello di voce per la Rete bibliotecaria e per le biblioteche più consistenti su cui i bibliotecari possono lavorare con l'obiettivo di avviarli gradualmente alla complessità alle problematiche di Wikipedia. Come passo successivo i bibliotecari saranno invitati a integrare le voci relative al proprio territorio. Penserei di affiancare gli incontri con una mailinglist che svolga funzione di help. Sarebbe utilissimi poter coinvolgere wikipediani locali per poter proseguire con il loro aiuto l'attività di tutoring. Il tutto si svolgerà con costi ridotti all'osso: nessun pagamento di docenza, solo qualche rimborso di viaggio.
Questa attività dovrebbe avere, poi in occasione del BiblioPride che asi svolgerà a Firenze, una sessione collettiva e dimostrativa; potremmo decidere insieme una serie di voci su cui lavorare colletivamente in quel giorno dandone manifesta visione su uno schermo gigante.
Tutte le idee organizzative e di comunicazione sono benvenute.
Un saluto Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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