Mi spiace ma c'è un equivoco: in tutto il messaggio mi sono sempre riferito non alla ricerca bibliografica nell'opac SBN (in cui naturalmente autori come Wu Ming compaiono nel record e sono ricercabili) ma solo alla sezione dell'opac SBN dedicato alla ricerca delle voci di autorità che filtra solo sui records AUF.
Non sono d'accordo con Beppe Pavoletti sulla equivalenza: records di autorità = solo records AUF. I records di autorità sono records che riguardano uno specifico tipo di dati e che hanno caratteristiche specifiche (un contenuto normalizzato, controllato, non descrittivo). Invece la questione del livello AUF è attinente non alla tipologia di dato e di record ma alla procedura di qualità a cui è sottoposto. Le due cose sono legate (un record di autorità di livello qualitativo 0 è una sorta di contraddizione) ma non si sovrappongono completamente. La questione della qualità implica livelli diversi: non si può dire che solo un livello è quello accettabile. Anche negli opac esteri si vedono record di autorità con livelli qualitativi diversi: ma il punto è che si vedono tutti, non solo quelli giudicati "ottimi". Quindi la mia mail è sostanzialmente su 2 punti:
1) perché rendere ricercabili pubblicamente solo i records di autorità con livello AUF mentre gli altri non devono essere ricercabili se non da parte del catalogatore? Usare un filtro per l'interfaccia pubblica dell'authority file è una cosa che si fa solo in Italia.
2) c'è un problema di"regia" nella creazione di records di autorità con livello AUF. Magari nel Polo Bolognese c'è una persona che lavora sempre in AUF e fa records AUF anche per gli attori di western. E su questo non pretendo di discutere. Però parallelamente si nota questo: possibile che per es. a Torino dove catalogano i libri Einaudi (che pubblica Wu Ming) alla Nazionale Universitaria (li ricevono per diritto di stampa) non lavorano in AUF? C'è qualcosa che sinceramente sfugge. Certo non c'è nessuna strategia.
Non sono neppure d'accordo con il fatto che è meglio lavorare pragmaticamente e tralasciare di investire risorse particolari sui records di autorità. Uno dei principi del semantic web è la creazione di dati autodescrittivi, esaustivi, cioè non ambigui, completi, che per essere compresi non richiedono intervento umano ma sono comprensibili dalle macchine. Il Semantic web porta a rivedere tutta la questione della catalogazione: una delle cose che Karen Coyle ripete spesso è che adesso la catalogazione deve diventare più rigorosa, perché fino adesso non lo è stata veramente. E lo scopriamo solo ora, per l'appunto, perché ci poniamo una nuova ambiziosa esigenza: rendere i dati comprensibili dalle macchine. Pensiamoci sopra su queste evoluzioni e le loro esigenze se non vogliamo essere tagliati fuori.
E tutto questo non è per parlare male di SBN. È per parlarne. Quando mai lo si fa con spirito critico e conoscenza di causa, cioè tenendosi lontani sia dall'adesione partigiana acritica sia dalla critica faziosa senza conoscenza che sono tipiche dei due campi avversi creati da SBN? Parliamone anche senza troppo "rispetto" o venerazione, e scoperchiamo i dettagli significativi che rivelano le varie cose date per scontate e che invece non vanno proprio bene.
Pierfranco
Il giorno 22 agosto 2013 16:02, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Thursday, August 22, 2013 12:33 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: [Bibliotecari] Attori californiani di western in SBN sì, ma narratori postmoderni italiani no: ovvero, quando i catalogatori dall'estero consultano le voci di autorità SBN e non trovano quelle su autori italiani
I records non AUF possono essere cercati e visti solo nelgestionale di un sistema SBN.
Questo non è assolutamente vero: qualunque opac a malapena decente, tra cui anche quello dell'indice, permette di vedere e cercare tutti gli autori.
I record non AUF invece non possono essere visti tramite la ricerca per voci di autorità perché non sono voci di autorità, cioè non hanno subito i controlli che sono propri di un record di autorità (in realtà alcuni possono anche avere di fatto queste caratteristiche, ma non sono stati contrassegnati come tali nel catalogo).
Quindi la domanda giusta non è: "perché cercando nei record di autorità si possono vedere solo i record di autorità?" ma è "perché in SBN ci sono pochi record di autorità?".
Ma a quanto pare l'importante qui è parlare male di SBN a tutti i costi.
Una risposta piuttosto ovvia alla domanda (quella giusta) sarebbe: perché realizzare record di autorità richiede molto lavoro e invece le risorse sono poche.
E' una risposta sufficiente? Oppure c'è anche altro? Questa è una questione interessante.
Osservo anche che a mio parere non sarebbe corretto dirottare troppe risorse sui record ai autorità a scapito della catalogazione nel suo insieme, ossia il primo obiettivo dovrebbe essere aumentare il catalogato (possibilmente senza troppi strafalcioni), e solo secondariamente i record di autorità. E' meglio avere documentati nel catalogo un milione di autori (e quindi le relative pubblicazioni) e solo 10.000 record di autorità piuttosto che 100.000 record di autorità e solo 200.000 autori in tutto (ovviamente i numeri sono a caso).
Beppe
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