Cari tutti, una bella notizia: oggi il MET, Metropolitan Museum of Art, ha rilasciato 375000 immagini in pubblico dominio: http://www.metmuseum.org/press/news/2017/open-access
La licenza delle riproduzioni digitali del MET è la più libera possibile, cioè la CC0: di fatto, applicano il principio che nessuno possa applicare un qualsiasi copyright sulla riproduzione di un bene precedentemente già in pubblico dominio.
Cioè, "quello che è in pubblico dominio rimane in pubblico dominio".
Credo sia un segnale importante, dopo il Risjkmuseum di Amsterdam e la New York Public Library, che le grandi istituzioni bibliotecarie e museali stando andando tutte nella stessa direzione, cioè quella che vede nel pubblico dominio e nel riuso da parte del pubblico, ****RIUSO ANCHE COMMERCIALE****, qualcosa di intrensecamente positivo.
Ho usato il caps lock perchè non sfuggisse questo piccolo dettaglio.
Penso sia un bellissimo esempio da fornire al prossimo dirigente/funzionario/capo/direttore che sbandiererà il codice dei Beni Culturali, e la Legge Ronchey, e l'eterno "eh ma non è mica giusto che qualcun altro faccia lucro con le nostre foto", oppure "ma se poi le stampano e ci fanno un catalogo/edizione anastatica?" (come se ci fosse un fiorentissmo mercato di anastatiche, in Italia) o, infine, il mio nuovo preferito: "possiamo essere anche accusati di danno erariale" (è il mio preferito perchè è pure vero)
Quando le più grandi istituzioni culturali del mondo si permettono di dimenticarsi dei diritti delle riproduzioni di oggetti culturali, non c'è, amio avviso, più scusa che tenga.
Il codice dei beni culturali è effettivamente e legalmente un problema, ma se non si parte da una cultura del "libero riuso" dal basso non andiamo da nessuna parte.
Saluti
Andrea