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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Tuesday, March 04, 2014 9:52 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Risposta ICCU al documento AIB per il #nuovoSBN > Scorrendo molto velocemente, noto che rimane il malinteso già emerso su questa lista: il fatto di consentire il riuso dei records scaricabili > dall'opac viene confuso, fatto coincidere, con una cosa molto diversa: la predisposizione di dataset scaricabili e riutilizzabili
E non solo: non viene detto niente dei dati che sono nell'ambiente di produzione e che sono i più interessanti perché sono nella forma originaria con cui sono stati creati, mentre l'opac è comunque un prodotto derivato.
Per di più dalla maggior parte degli applicativi, se non da tutti, è possibile ottenere facilmente dei dataset unimarc che sono immediatamente pubblicabili e si possono anche convertire in XML con minimo sforzo.
E' vero che per la natura condivisa del catalogo si potrebbe sollevare il problema che non è chiaro chi sia il vero proprietario dei dati e chi deve autorizzarne l'uso, ma allora questo problema ci sarebbe anche per i dati di indice, che evidentemente non sono un prodotto indipendente dai dati di produzione, e invece non è stato ritenuto.
> è una soluzione che di fatto pone tutta una serie di limiti al riuso, limiti che a quanto pare non sono neppure esplicitati e resi noti.
Non ho capito questo punto: i limiti tecnici sono quelli che hai evidenziato benissimo anche tu, quali sarebbero altri limiti non esplicitati e resi noti? Per quanto riguarda la licenza, se i dati sono stati rilasciati sotto CC BY non possono essere introdotti altri limiti "occulti", che sarebbero di nessuna efficacia.
Aggiungerei che è molto deludente la risposta sul punto "occorrerebbe finalmente licenziare l'applicativo [SbnWeb] come open source secondo i ben noti modelli" (detto per inciso, sarebbe meglio parlare di sw libero anziché di open source):
"I "ben noti modelli" non sono applicabili tout court in quanto l'applicativo non è soltanto un Library Management System, ma un prodotto progettato per la partecipazione al SBN, che impone la conformità ad un protocollo di colloquio con il sistema centrale. Al di fuori del modulo di catalogazione, lo sviluppo di funzionalità aggiuntive pone alcuni requisiti ben precisi: a) l'integrazione, o quanto meno, l'interazione delle eventuali nuove funzionalità con il resto dell'applicativo; b) la necessità per l'Istituto, che se ne è assunto l'onere, di manutenere un unico oggetto; c) una strategia di sviluppo che renda il nuovo modulo usabile, o non usabile, nei più vari contesti, cioè il più possibile parametrizzabile e configurabile"
Le esigenze sono giuste, ma si possono soddisfare benissimo anche con un software libero, e in realtà non si capisce che cosa c'entri la risposta con la domanda.
Beppe