La mia sarà anche 1 sola, ma non diversa dalla media. Le biblioteche di lettere e socio-economiche hanno meno della metà dei fondi STM. I dipartimenti uguale. I dipartimenti comunque non hanno nessuna intenzione di destinare parte delle loro risorse a materiale documentale (generico per libri riviste banche dati digital libraries). Ci abbiamo provato per le norme UNI, per fare un esempio concreto, zero tondo. E non si parli di risorse che possono poi trasversalmente pertinere a più aree, si veda ancora concretamente IEL, che non è solo ingegneria ma anche biomedica, fisica e chimica. Le partite più grosse si giocano solo a livello ateneo, a livello di indirizzi IP classe B, che poi diventano accessi Shibboleth. Quella che sta venendo avanti non è una "distribuzione" ma una "frammentazione", pericolosissima deriva tipicamente italiana, la quale mi spiace per chi ci crede ma non è una soluzione, è consegnare la biblioteca al direttore del dipartimento. A rotazione 3+3 anni di mandato. Che non aspetta altro, peraltro, perchè bisogna poi fare i conti con la realtà accademica, quale è, e nella quale una Tammaro o un Guerrini si pongono come dire in controtendenza.
Se nell'area accademica anglosassone il modello SBA può per certi versi essere già superato, qui non ha avuto ove presente neppure il tempo di offrire soluzioni, e sarebbe solo un ritorno al passato, pessimo, che ha provato a migliorare.
Serena