Qualcuno sa se ICCU abbia in mente un progetto simile? Susanna
Il 17/Mag/2017 16:23, "raffaele messuti" raffaele@docuver.se ha scritto:
On 5/17/17 8:16 AM, raffaele messuti wrote:
Library Offers Largest Release of Digital Catalog Records in History 25 Million Free Records of Bibliographic Metadata
il rilascio e' contemporaneo a questo evento:
Collections as Data: Hack-to-Learn http://www.digitalpreservation.gov/meetings/hack-to-learn/hack- to-learn-site.html
programma decisamente bello, tutto quello che un ricercatore deve sapere per poter lavorare con dei dati #hack2learn su twitter
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On 5/17/17 4:31 PM, giaccai@gmail.com wrote:
Qualcuno sa se ICCU abbia in mente un progetto simile?
non saprei (anche se negli ultimi anni richieste simili sono passate anche in questa lista).
quello che posso dire: alcuni anni fa (2014) scrissi questo post nel mio blog https://literarymachin.es/sbn-json-api/ non avevo inventato nulla di innovativo, mi ero solo limitato a documentare una feature che sta li' nascosta... quel post viene trovato con abbastanza facilita' in rete, e da allora ogni anno ricevo quelle 4~5 mail di singoli (o anche istituzioni) che mi chiedono informazioni su quelle api, perche' vorrebbero saperne di piu', e soprattutto vorrebbero capire se possono usarle (non c'e' una licenza esplicita).
io li rimando sempre all'ICCU, invitandoli a scrivere e chiedere chiarimenti, perche' di fatto non so nulla di piu' di quello che ho scritto in quella pagina. di risposte dall'ICCU mi pare che nessuno ne abbia mai avute. ma so per certo che quelle api sono state e vengono ancora usate da ricercatori o anche da soggetti commerciali.
-- raffaele@docuver.se
Secondo voi c'è un modo "formale" di chiedere conto di questa cosa all'ICCU, e chiedere di avere una posizione chiara e istituzionale sull'uso e riuso dei dati - magari proprio a partire da queste API che "ci sono ma non si dice"?
(Bergamin, adesso che sei nel CEN AIB, l'AIB non ha più scuse :P :P)
Tornando in topic a proposito dei dati della LOC, non ho capito una cosa: i 25 Mln di record sono tutti antecedenti al 2014?
Il giorno 17 maggio 2017 20:07, raffaele messuti raffaele@docuver.se ha scritto:
On 5/17/17 4:31 PM, giaccai@gmail.com wrote:
Qualcuno sa se ICCU abbia in mente un progetto simile?
non saprei (anche se negli ultimi anni richieste simili sono passate anche in questa lista).
quello che posso dire: alcuni anni fa (2014) scrissi questo post nel mio blog https://literarymachin.es/sbn-json-api/ non avevo inventato nulla di innovativo, mi ero solo limitato a documentare una feature che sta li' nascosta... quel post viene trovato con abbastanza facilita' in rete, e da allora ogni anno ricevo quelle 4~5 mail di singoli (o anche istituzioni) che mi chiedono informazioni su quelle api, perche' vorrebbero saperne di piu', e soprattutto vorrebbero capire se possono usarle (non c'e' una licenza esplicita).
io li rimando sempre all'ICCU, invitandoli a scrivere e chiedere chiarimenti, perche' di fatto non so nulla di piu' di quello che ho scritto in quella pagina. di risposte dall'ICCU mi pare che nessuno ne abbia mai avute. ma so per certo che quelle api sono state e vengono ancora usate da ricercatori o anche da soggetti commerciali.
-- raffaele@docuver.se _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ho l'impressione che i modi "formali" servano a ben poco, a meno che il mittente non sia un ente importante e autorevole, come ad esempio l'AIB, oppure una Regione.
Credo che un modo efficace potrebbe essere una discussione aperta su AIB-CUR, rivolta direttamente all'ICCU, sostenuta dall'interesse delle biblioteche, che possano esprimere il loro parere in merito.
Sulle buone intenzioni dell'ICCU già sappiamo, visto che se ne parla da anni (qui sui LOD http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/attivita/naz/pagina_0007.html) ma quanto a realizzazioni concrete sono ancora assenti. Non basta fare convegni e gruppi di lavoro.
Non ho ancora capito se la questione non viene dibattuta perché di limitato interesse, oppure perché ci sia una sorta di soggezione nei confronti dell'ICCU.
Francesco Piras
Il 18/05/2017 10:04, Enrico Francese ha scritto:
Secondo voi c'è un modo "formale" di chiedere conto di questa cosa all'ICCU, e chiedere di avere una posizione chiara e istituzionale sull'uso e riuso dei dati - magari proprio a partire da queste API che "ci sono ma non si dice"?
(Bergamin, adesso che sei nel CEN AIB, l'AIB non ha più scuse :P :P)
Tornando in topic a proposito dei dati della LOC, non ho capito una cosa: i 25 Mln di record sono tutti antecedenti al 2014?
Devo dire che anche io sono perplesso su questa modalità di lavoro. L'ICCU è un'istituzione importante, e sono anni che in modi formali o meno vengono poste richieste e domande riguardo il discorso degli open data, dei LOD. Un no deciso e definitivo sarebbe molto meglio di un silenzio che non fa che riproporre, ogni sei mesi, le stesse domande e interrogativi.
E' un peccato perchè stiamo vedendo fiorire un sacco di iniziative meravigliose che liberano ingenti patrimoni librari (in termini di dati, collezioni, scansioni) in licenza libera. 7 Pensiamo per esempio alla New York Public Library, a istituzioni come il MOMA e il MET,a DPLA, alla Library of Congress.
Andrea
2017-05-18 11:37 GMT+02:00 Francesco Piras - SoSeBi S.r.l. piras@sosebi.it :
Ho l'impressione che i modi "formali" servano a ben poco, a meno che il mittente non sia un ente importante e autorevole, come ad esempio l'AIB, oppure una Regione.
Credo che un modo efficace potrebbe essere una discussione aperta su AIB-CUR, rivolta direttamente all'ICCU, sostenuta dall'interesse delle biblioteche, che possano esprimere il loro parere in merito.
Sulle buone intenzioni dell'ICCU già sappiamo, visto che se ne parla da anni (qui sui LOD http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/attivita/naz/pagina_0007.html) ma quanto a realizzazioni concrete sono ancora assenti. Non basta fare convegni e gruppi di lavoro.
Non ho ancora capito se la questione non viene dibattuta perché di limitato interesse, oppure perché ci sia una sorta di soggezione nei confronti dell'ICCU.
Francesco Piras
Il 18/05/2017 10:04, Enrico Francese ha scritto:
Secondo voi c'è un modo "formale" di chiedere conto di questa cosa all'ICCU, e chiedere di avere una posizione chiara e istituzionale sull'uso e riuso dei dati - magari proprio a partire da queste API che "ci sono ma non si dice"?
(Bergamin, adesso che sei nel CEN AIB, l'AIB non ha più scuse :P :P)
Tornando in topic a proposito dei dati della LOC, non ho capito una cosa: i 25 Mln di record sono tutti antecedenti al 2014?
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Anche in Italia ci sono alcuni casi di iniziative di questo tipo.
Mi viene in mente ad esempio quello che sta facendo la BNI http://bni.bncf.firenze.sbn.it/bniweb/menu.jsp
Si potrebbe pensare ad una raccolta di adesioni online, usando piattaforme come change.org https://www.change.org, chiedendo espressamente all'ICCU di rilasciare il patrimonio catalografico di SBN in licenza libera.
Sarebbe un rilascio in linea con quanto già fatto dal MiBACT per altre basi dati http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Tra...
Francesco
Il 18/05/2017 11:45, Andrea Zanni ha scritto:
Devo dire che anche io sono perplesso su questa modalità di lavoro. L'ICCU è un'istituzione importante, e sono anni che in modi formali o meno vengono poste richieste e domande riguardo il discorso degli open data, dei LOD. Un no deciso e definitivo sarebbe molto meglio di un silenzio che non fa che riproporre, ogni sei mesi, le stesse domande e interrogativi.
E' un peccato perchè stiamo vedendo fiorire un sacco di iniziative meravigliose che liberano ingenti patrimoni librari (in termini di dati, collezioni, scansioni) in licenza libera. 7 Pensiamo per esempio alla New York Public Library, a istituzioni come il MOMA e il MET,a DPLA, alla Library of Congress.
Andrea
2017-05-18 11:37 GMT+02:00 Francesco Piras - SoSeBi S.r.l. <piras@sosebi.it mailto:piras@sosebi.it>:
Ho l'impressione che i modi "formali" servano a ben poco, a meno che il mittente non sia un ente importante e autorevole, come ad esempio l'AIB, oppure una Regione. Credo che un modo efficace potrebbe essere una discussione aperta su AIB-CUR, rivolta direttamente all'ICCU, sostenuta dall'interesse delle biblioteche, che possano esprimere il loro parere in merito. Sulle buone intenzioni dell'ICCU già sappiamo, visto che se ne parla da anni (qui sui LOD <http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/attivita/naz/pagina_0007.html>) ma quanto a realizzazioni concrete sono ancora assenti. Non basta fare convegni e gruppi di lavoro. Non ho ancora capito se la questione non viene dibattuta perché di limitato interesse, oppure perché ci sia una sorta di soggezione nei confronti dell'ICCU. Francesco Piras Il 18/05/2017 10:04, Enrico Francese ha scritto:Secondo voi c'è un modo "formale" di chiedere conto di questa cosa all'ICCU, e chiedere di avere una posizione chiara e istituzionale sull'uso e riuso dei dati - magari proprio a partire da queste API che "ci sono ma non si dice"? (Bergamin, adesso che sei nel CEN AIB, l'AIB non ha più scuse :P :P) Tornando in topic a proposito dei dati della LOC, non ho capito una cosa: i 25 Mln di record sono tutti antecedenti al 2014?_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari <http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari>
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Da: Bibliotecari [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di Francesco Piras - SoSeBi S.r.l. Inviato: giovedì 18 maggio 2017 12:12 A: bibliotecari@wikimedia.it Oggetto: Re: [Bibliotecari] library of congress, 25 Million Free Records of Bibliographic Metadata
Si potrebbe pensare ad una raccolta di adesioni online, usando piattaforme come change.orghttps://www.change.org, chiedendo espressamente all'ICCU di rilasciare il patrimonio catalografico di SBN in licenza libera.
Sul sito dell'opac SBN (http://opac.sbn.it/) compare da qualche anno (non ricordo esattamente da quando) l'indicazione della licenza CC BY, che era stata introdotta senza che l'ICCU desse particolare rilievo alla cosa.
Non è esplicitato se la licenza si riferisce ai testi del sito o ai dati del catalogo, ma mi sembra più probabile la seconda cosa, sia perché i dati sono l'oggetto vero e proprio del sito, sia perché l'indicazione della licenza è in evidenza nelle pagine del catalogo e non in quelle informative.
Posto che questo sia corretto, e visto che i dati dell'opac sono una copia di quelli dall'indice SBN di produzione, non è mai stato chiarito se per l'ICCU questo implichi che la stessa licenza si applichi agli stessi dati dovunque si trovino oppure. Altra complicazione è che i dati si trovano anche nei poli, a cui partecipano ogni genere di soggetti esterni all'ICCU, e se non mi sfugge qualcosa non è mai stata definita espressamente la proprietà dei dati. Infine, nei poli ci sono anche dati che non sono in indice (note agli esemplari, possessori e relativi legami, una parte dei soggetti e della classi, a volte anche alcuni reticoli completi) e che quindi non rientrano nella licenza sui dati dell'indice.
Possono esserci anche poli che hanno adottato delle loro previsioni: ad esempio qui nel polo regionale ligure la convenzione di adesione, il cui testo risale sostanzialmente al 1997, prevede delle disposizioni sull'uso dei dati che non tengono conto delle licenze libere e ormai appaiono anacronistiche.
Ci vorrebbe proprio una sistemazione globale della materia.
Beppe
Concordo su queste criticità, sulle quali sarebbe opportuno un parere legale.
Il Protocollo d'intesa per lo sviluppo di SBN non specifica nulla su questi aspetti http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/Protocollo_SBN_31...
Non sono a conoscenza di verbali dei comitati nei quali sia stata affrontata la questione.
Forse la via sarebbe integrare il Protocollo d'intesa (sono passati 8 anni) adeguandolo a questi sviluppi?
Francesco
Il 18/05/2017 13:18, Pavoletti Giuseppe Carlo ha scritto:
*Da:*Bibliotecari [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] *Per conto di *Francesco Piras - SoSeBi S.r.l. *Inviato:* giovedì 18 maggio 2017 12:12 *A:* bibliotecari@wikimedia.it *Oggetto:* Re: [Bibliotecari] library of congress, 25 Million Free Records of Bibliographic Metadata
Si potrebbe pensare ad una raccolta di adesioni online, usando piattaforme come change.org https://www.change.org, chiedendo espressamente all'ICCU di rilasciare il patrimonio catalografico di SBN in licenza libera.
Sul sito dell’opac SBN (http://opac.sbn.it/) compare da qualche anno (non ricordo esattamente da quando) l’indicazione della licenza CC BY, che era stata introdotta senza che l’ICCU desse particolare rilievo alla cosa.
Non è esplicitato se la licenza si riferisce ai testi del sito o ai dati del catalogo, ma mi sembra più probabile la seconda cosa, sia perché i dati sono l’oggetto vero e proprio del sito, sia perché l’indicazione della licenza è in evidenza nelle pagine del catalogo e non in quelle informative.
Posto che questo sia corretto, e visto che i dati dell’opac sono una copia di quelli dall’indice SBN di produzione, non è mai stato chiarito se per l’ICCU questo implichi che la stessa licenza si applichi agli stessi dati dovunque si trovino oppure. Altra complicazione è che i dati si trovano anche nei poli, a cui partecipano ogni genere di soggetti esterni all’ICCU, e se non mi sfugge qualcosa non è mai stata definita espressamente la proprietà dei dati. Infine, nei poli ci sono anche dati che non sono in indice (note agli esemplari, possessori e relativi legami, una parte dei soggetti e della classi, a volte anche alcuni reticoli completi) e che quindi non rientrano nella licenza sui dati dell’indice.
Possono esserci anche poli che hanno adottato delle loro previsioni: ad esempio qui nel polo regionale ligure la convenzione di adesione, il cui testo risale sostanzialmente al 1997, prevede delle disposizioni sull’uso dei dati che non tengono conto delle licenze libere e ormai appaiono anacronistiche.
Ci vorrebbe proprio una sistemazione globale della materia.
Beppe
bibliotecari@liste.wikimedia.it