Visto che in questa lista si parla spesso di metadati, mi sembra interessante un riflessione sul MAG, un formato che nell'ambito delle biblioteche digitali italiane è molto importante, almeno se si vogliono mantenere rapporti con le attività dell'ICCU e con Internetculturale.
Non so se sia stata a suo tempo una buona idea elaborare un formato italiano di metadati, cosa che tra l'altro obbliga ad adattare qualsiasi software per biblioteca digitale che sia stato sviluppato all'estero, ma a parte questo il MAG ha gravi problemi di manutenzione, anche perché l'ultimo aggiornamento è del 2006 ma riguardava solo dettagli, mentre l'ultimo aggiornamento rilevante è del 2005.
Il problema più appariscente, ma non il peggiore, è che gli schemi pubblicati non sono aggiornati alle specifiche, per cui considerano invalido del MAG che invece dovrebbe esserlo. Uno degli schemi utilizza uno schema Dublin Core in una versione che era addirittura invalida perché conteneva un errore: la DCMI ha corretto il suo schema da molti anni, ma il MAG continua a far riferimento alla versione errata (che non si potrebbe utilizzare neanche volendo perché rende invalido il MAG stesso). E' facile aggiornare gli schemi per renderli coerenti con le specifiche, ma non dovrebbe essere una cosa di cui si occupano gli utenti.
Però a mio parere ci sono limiti più sostanziali:
1) La sezione <bib> è limitata agli elementi del Dublin Core, che sono troppo limitati per gestire catalogazioni sofisticate come quelle che si possono realizzare in SBN. E' vero che i dati di questa sezione potrebbero essere intesi come un mezzo per recuperare, tramite identificativo, una catalogazione più completa che si trova altrove, ma nella pratica questo complica le cose, perché l'applicativo che gestisce la biblioteca digitale non ha i metadati tutti insieme ma deve recuperarli da diverse fonti. D'altra parte, a differenza del METS, il mag non prevede espressamente l'uso di metadati bibliografici esterni
2) Questa forse è la cosa più grave: l'elenco dei formati ammessi per gli oggetti digitali è palesemente antiquato, non prevedendo formati che sarebbero importantissimi come png, epub, ogg vorbis, flac e molti altri (va un po' meglio per il video perché c'è avi che è un formato contenitore e può accettare anche codec aggiornati come VP8). Certamente è facile per l'utente modificare in proprio lo schema per fargli accettare il formato che si vuole, ma allora dove va a finire lo standard? In realtà, secondo me è un errore di progettazione prevedere espressamente nello standard una lista di formati ammessi: lo standard dovrebbe stabilire solo come si registra il formato, scegliere quello da usare è una questione di implementazione del sistema
3) Il fatto che l'elemento <piece> non sia ripetibile obbliga a creare più mag distinti per una stessa pubblicazione, che all'utente finale appaiono poi come registrazioni distinte (ad esempio, invece di una descrizione del periodico con l'elenco di tutte le annate si ha una scheda per ogni annata), a meno di utilizzare un software più complesso che sia in grado di unificare la parte bibliografica almeno in fase di fruizione
4) L'elemento <stru>, potenzialmente molto utile, è difficile da usare perché spiegato in modo poco chiaro (cosa strana perché di solito la documentazione del MAG è ben fatta), andrebbe rivisto a fondo
Ovviamente rimane l'interrogativo di fondo: ha ancora senso sviluppare il MAG? Se non ce l'ha, quali sono le alternative? La più ovvia è certamente il METS, non so se ci sarebbero altri possibili candidati.
Beppe
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Pavoletti Giuseppe Carlo wrote:
Ovviamente rimane l’interrogativo di fondo: ha ancora senso sviluppare il MAG? Se non ce l’ha, quali sono le alternative? La più ovvia è certamente il METS, non so se ci sarebbero altri possibili candidati.
se gli oggetti digitali sono immagini lo "standard" principale a cui guardare oggi e' IIIF[1][2]
vantaggi: 1- e' un consorzio internazionale[3][4] a cui prendono parte tra le piu' grandi istituzioni dei beni culturali (totalmente assente l'italia...). il disegno delle specifiche e' frutto di un paio di anni di lavoro collaborativo tra queste istituzioni
2- e' uno standard nato e pensato per il web (http, linkeddata, json-ld)
3- le specifiche[5] fanno esplicita differenza tra i metadati tecnici[6] delle immagini (Image API) e i metadati strutturali[7] dell'opera (Presentation API), cosa che il MAG mette insieme (image_dimensions, image_metrics, format, scanning...)
una dimostrazione (e' un apposito viewer per iiif, mirador): http://demos.biblissima-condorcet.fr/ questo un esempio di manifest (presentation api) con cui viene esposta l'opera: http://iiif.biblissima.fr/manifests/ark:/12148/btv1b84539771/manifest.json
saluti.
[1] http://iiif.io [2] https://en.wikipedia.org/wiki/International_Image_Interoperability_Framework [3] http://iiif.io/news/2015/06/17/iiif-consortium/ [4] http://iiif.io/community.html [5] http://iiif.io/technical-details.html [6] http://iiif.io/api/image/2.0/ [7] http://iiif.io/api/presentation/2.0/
-- raffaele
-----Messaggio originale----- Da: Bibliotecari [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di raffaele messuti Inviato: mercoledì 19 agosto 2015 11:58 A: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Oggetto: Re: [Bibliotecari] Parliamo del MAG
se gli oggetti digitali sono immagini lo "standard" principale a cui guardare oggi e' IIIF[1][2]
Ti ringrazio per questa segnalazione, perché non conoscevo assolutamente questo formato, che evidentemente è molto importante anche solo per il livello delle istituzioni che lo sostengono.
Però riguarda solo le immagini, quindi da solo non basta per la gestione dei metadati di una biblioteca digitale, che deve essere accogliente verso tutti i tipi di documenti, ma andrebbe utilizzato accanto ad altri o incorporato in un formato contenitore.
Inoltre non sono del tutto convinto che associare così strettamente metadati e API sia la soluzione ottimale, perché si tratta di due aspetti diversi, quello per così dire semantico e quello procedurale. E' vero che in linea di principio si potrebbe prendere un set di metadati in json conformi allo standard ed elaborarlo in modo completamente indipendente dalle API, però mi pare che in questo modo saremmo fuori da IIIF.
Infine, non mi è chiaro fino a che punto l'uso di json sia esclusvo, o se sia possibile (o magari già fatta) una serializzazione dei metadati in XML o in altri formati.
Beppe
2015-08-20 10:47 GMT+02:00 Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it>:
Infine, non mi è chiaro fino a che punto l'uso di json sia esclusvo, o se sia possibile (o magari già fatta) una serializzazione dei metadati in XML o in altri formati.
questa pagina (con tutte le risposte) può essere utile: http://stackoverflow.com/questions/2620270/what-is-the-difference-between-js...
da quel che capisco, nella rappresentazione di un oggetto (qundi, nel caso si vogliano mettere dei metadati) sono equivalenti. Non so se siano sempre e del tutto e in ogni caso equivalenti, ma azzarderei che per la maggior parte dei casi lo siano.
Andrea
Da: Bibliotecari [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di Andrea Zanni Inviato: giovedì 20 agosto 2015 10:56 A: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Oggetto: Re: [Bibliotecari] R: Parliamo del MAG
questa pagina (con tutte le risposte) può essere utile: http://stackoverflow.com/questions/2620270/what-is-the-difference-between-js...
Molto interessante, ma io non mi riferivo ad un confronto tra XML e Json in generale, ma nel contesto di IIIF.
Le API di IIIF, da quello che mi è sembrato di capire, sono fortemente orientate a Json, mi chiedevo se questa associazione fosse esclusiva o se i metadati IIIF siano serializzabili in XML rimanendo all'interno dello standard, oppure se questo equivalga ad una esportazione di dati per uso autonomo.
Il confronto tra Json ed XML in generale comunque è un argomento da approfondire, chissà se ci sono ricerche teoriche che abbiano accertato se la capacità espressiva di questi linguaggi è la stessa oppure no, ossia se ci sono informazioni esprimibili in uno ma non nell'altro. Se la capacità espressiva è la stessa, vuol dire che in linea di principio è possibile una traduzione esatta tra Json e XML, sempre che si individui una procedura effettiva a questo scopo.
Beppe
2015-08-20 11:37 GMT+02:00 Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it>:
Il confronto tra Json ed XML in generale comunque è un argomento da approfondire, chissà se ci sono ricerche teoriche che abbiano accertato se la capacità espressiva di questi linguaggi è la stessa oppure no, ossia se ci sono informazioni esprimibili in uno ma non nell'altro. Se la capacità espressiva è la stessa, vuol dire che in linea di principio è possibile una traduzione esatta tra Json e XML, sempre che si individui una procedura effettiva a questo scopo.
Bisognerebbe aspettare gli informatici teorici, ma mi pare di capire che la risposta è no: altro sito stackexchange che ha la risposta giusta :-) http://programmers.stackexchange.com/questions/108740/can-we-replace-xml-wit...
XML è un linguaggio di markup, per cui è una cosa diversa. Se invece rimanessimo nell'ambito dei metadati (cioè attribuire dei metadati ad un oggetto definito), probabilmente si, in quell'ambito sono equivalenti. Cmq la conversione fra XML e JSON e ritorno è possibile, ci sono molti convertitori online e gratis.
Aubrey
Il giorno gio, 20/08/2015 alle 11.50 +0200, Andrea Zanni ha scritto:
Bisognerebbe aspettare gli informatici teorici, ma mi pare di capire che la risposta è no: altro sito stackexchange che ha la risposta giusta :-) http://programmers.stackexchange.com/questions/108740/can-we-replace-xml-wit...
Se proprio ci tieni, potrai ben trovare un modo di "tradurre" un XML in un JSON, ma quello che otterrai un XML travestito da JSON (e viceversa). Non è impossibile, ma non è nemmeno molto interessante. Ci sono casi in cui ha senso lavorare con XML (o altro linguaggio di markup) e casi in cui ha senso usare JSON; oltre ad un ampio numero di casi in cui cambia poco. In quest'ultima categoria, che quando si tratta di trasferire i dati è la più comune, di fatto quello che conta, oltre ai gusti personali, è il contorno: cioè quali strumenti si stanno usando per gestire i dati e di quali funzioni si ha bisogno (ad es.: se sei su un'applicazione web e usi javascript JSON viene naturale; se hai uno schema e vuoi fare una validazione con XML è più comodo; con XML hai XSLT e xpath; ecc.).
Lorenzo
bibliotecari@liste.wikimedia.it