Ciao a tutti, leggo nel verbale della riunione del Comitato nazionale di coordinamento SBN http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2014/CNC_SBN_Verb...
"In merito alle questioni sottoposte all’attenzione per una decisione da parte del Comitato, si approva la licenza Creative Commons CC0 1.0 Universale per i dati dell’OPAC di SBN."
Questa notizia mi pare degna di nota. Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
!!! e lo sappiamo adesso? E' dell'11 settembre!
Andrea
2014-02-20 12:42 GMT+01:00 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com:
Ciao a tutti, leggo nel verbale della riunione del Comitato nazionale di coordinamento SBN
http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2014/CNC_SBN_Verb...
"In merito alle questioni sottoposte all'attenzione per una decisione da parte del Comitato, si approva la licenza Creative Commons CC0 1.0 Universale per i dati dell'OPAC di SBN."
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Bisognerebbe che notizie come questa corressero!
Carlo
Spedito da Samsung Galaxy Il giorno 20/feb/2014 13:10, "Andrea Zanni" zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
!!! e lo sappiamo adesso? E' dell'11 settembre!
Andrea
2014-02-20 12:42 GMT+01:00 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com:
Ciao a tutti, leggo nel verbale della riunione del Comitato nazionale di coordinamento SBN
http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2014/CNC_SBN_Verb...
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Mi sembrava di averlo già detto... Non che mi fosse stata data ulteriore conferma rispetto alla prima volta, ma pensavo di averlo già detto.
L. Il 20/feb/2014 13:10 "Andrea Zanni" zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
!!! e lo sappiamo adesso? E' dell'11 settembre!
Andrea
2014-02-20 12:42 GMT+01:00 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com:
Ciao a tutti, leggo nel verbale della riunione del Comitato nazionale di coordinamento SBN
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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN !!! e lo sappiamo adesso?
E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
Beppe
Mi viene da dire: ma dov'è la novità? L'approccio è quello solito italiano: una cosa importante viene detta solo in un documento avente valore amministrativo come un verbale, dove nessuno cercherebbe quella informazione. Come se non esistessero canali di comunicazione con funzioni specifiche.
Ma soprattutto: che valore ha la cosa se i records non sono resi scaricabili da un'apposita pagina, cioè se non sono messi a disposizione come fanno gli altri: in datadump completi, periodicamente aggiornati. Senza questo passaggio resta una bella affermazione di valore teorico e di applicazione nulla. Eppure quella licenza è pensata per un uso, non è fine a se stessa: serve a dare risposta a un'esigenza pratica, concreta: il riuso.
Ma se poi i records non li posso scaricare autonomamente e senza chiedere nulla a nessuno, il riuso è di fatto impedito. Quindi: dov'è la novità concreta?
Il riuso dei records SBN, sia bibliografici, che di autorità, oggi è possibile? No, causa assenza di quegli strumenti concreti che renderebbero la cosa possibile. Quindi?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 13:46, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN
!!! e lo sappiamo adesso?E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
Beppe
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@pierfranco, hai assolutamente ragione, nella pratica, anche sullo stile di comunicazione.
Detto questo, è comunque un passo avanti, non da poco. Se domani si svegliassero degli smanettoni bravi e facessero scraping dei dati bibliografici, potrebbero farlo per legge. Lo strumento spero arriverà, ma la licenza CC0 scritta in un documento ufficiale è una cosa importante.
Andrea
2014-02-20 14:54 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Mi viene da dire: ma dov'è la novità? L'approccio è quello solito italiano: una cosa importante viene detta solo in un documento avente valore amministrativo come un verbale, dove nessuno cercherebbe quella informazione. Come se non esistessero canali di comunicazione con funzioni specifiche.
Ma soprattutto: che valore ha la cosa se i records non sono resi scaricabili da un'apposita pagina, cioè se non sono messi a disposizione come fanno gli altri: in datadump completi, periodicamente aggiornati. Senza questo passaggio resta una bella affermazione di valore teorico e di applicazione nulla. Eppure quella licenza è pensata per un uso, non è fine a se stessa: serve a dare risposta a un'esigenza pratica, concreta: il riuso.
Ma se poi i records non li posso scaricare autonomamente e senza chiedere nulla a nessuno, il riuso è di fatto impedito. Quindi: dov'è la novità concreta?
Il riuso dei records SBN, sia bibliografici, che di autorità, oggi è possibile? No, causa assenza di quegli strumenti concreti che renderebbero la cosa possibile. Quindi?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 13:46, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN
!!! e lo sappiamo adesso?E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
Beppe
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La prima stella assegnata da Tim Berners-Lee, la piu' importante, è per i dati aperti (qualunque formato, anche cartaceo).
un gradino alla volta ...
Il giorno 20 febbraio 2014 15:00, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
@pierfranco, hai assolutamente ragione, nella pratica, anche sullo stile di comunicazione.
Detto questo, è comunque un passo avanti, non da poco. Se domani si svegliassero degli smanettoni bravi e facessero scraping dei dati bibliografici, potrebbero farlo per legge. Lo strumento spero arriverà, ma la licenza CC0 scritta in un documento ufficiale è una cosa importante.
Andrea
2014-02-20 14:54 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Mi viene da dire: ma dov'è la novità?
L'approccio è quello solito italiano: una cosa importante viene detta solo in un documento avente valore amministrativo come un verbale, dove nessuno cercherebbe quella informazione. Come se non esistessero canali di comunicazione con funzioni specifiche.
Ma soprattutto: che valore ha la cosa se i records non sono resi scaricabili da un'apposita pagina, cioè se non sono messi a disposizione come fanno gli altri: in datadump completi, periodicamente aggiornati. Senza questo passaggio resta una bella affermazione di valore teorico e di applicazione nulla. Eppure quella licenza è pensata per un uso, non è fine a se stessa: serve a dare risposta a un'esigenza pratica, concreta: il riuso.
Ma se poi i records non li posso scaricare autonomamente e senza chiedere nulla a nessuno, il riuso è di fatto impedito. Quindi: dov'è la novità concreta?
Il riuso dei records SBN, sia bibliografici, che di autorità, oggi è possibile? No, causa assenza di quegli strumenti concreti che renderebbero la cosa possibile. Quindi?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 13:46, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN
!!! e lo sappiamo adesso?E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
Beppe
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Come si legge alla pagina 2 del verbale, la licenza riguarda "SOLO" l'opac. Quindi in sostanza l'approvazione della licenza ha la funzione di rendere legittima l'indicizzazione da parte di un motore di ricerca (cosa che presuppone copia dei dati nel suo indice). Non è certo un passo nella direzione del riuso universale, da parte di chicchessia. Per essere tale la licenza dovrebbe riguardare i records dell'indice SBN e delle base dati dei Poli. Ma non è così.
Quindi di fatto l'ICCU riconferma un ruolo di gatekeeper dei dati prodotti da una collettività di biblioteche, non consentendone il riuso e non è possibile verificare in che forma sia garantita alla collettività delle biblioteche della Rete SBN la possibilità di prendere posizione in merito. Il verbale non riporta su questa questione richieste/reazioni da parte dei membri del comitato tecnico.
Continua a rimanere un mistero come questa riconferma della chiusura di SBN possa essere compatibile con la legislazione italiana sui dati aperti con e la nuova direttiva europea del giugno 2013 che estende alle biblioteche la richiesta di aprire i dati al riuso da parte di X persone/enti/ditte anche a fini commerciali. Una cosa è certa: non è una risposta alla richiesta del documento AIB. Quindi mi chiedo: con quale forma oltre al documento per il MiBAC, l'AIB sarà in grado di far valere le sue richieste visto che da quello che sembra non sono rappresentate nel Comitato e adeguatamente sostenute?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 15:06, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.itha scritto:
La prima stella assegnata da Tim Berners-Lee, la piu' importante, è per i dati aperti (qualunque formato, anche cartaceo).
un gradino alla volta ...
Il giorno 20 febbraio 2014 15:00, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
@pierfranco, hai assolutamente ragione, nella pratica, anche sullo stile
di comunicazione.
Detto questo, è comunque un passo avanti, non da poco. Se domani si svegliassero degli smanettoni bravi e facessero scraping dei dati bibliografici, potrebbero farlo per legge. Lo strumento spero arriverà, ma la licenza CC0 scritta in un documento ufficiale è una cosa importante.
Andrea
2014-02-20 14:54 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Mi viene da dire: ma dov'è la novità?
L'approccio è quello solito italiano: una cosa importante viene detta solo in un documento avente valore amministrativo come un verbale, dove nessuno cercherebbe quella informazione. Come se non esistessero canali di comunicazione con funzioni specifiche.
Ma soprattutto: che valore ha la cosa se i records non sono resi scaricabili da un'apposita pagina, cioè se non sono messi a disposizione come fanno gli altri: in datadump completi, periodicamente aggiornati. Senza questo passaggio resta una bella affermazione di valore teorico e di applicazione nulla. Eppure quella licenza è pensata per un uso, non è fine a se stessa: serve a dare risposta a un'esigenza pratica, concreta: il riuso.
Ma se poi i records non li posso scaricare autonomamente e senza chiedere nulla a nessuno, il riuso è di fatto impedito. Quindi: dov'è la novità concreta?
Il riuso dei records SBN, sia bibliografici, che di autorità, oggi è possibile? No, causa assenza di quegli strumenti concreti che renderebbero la cosa possibile. Quindi?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 13:46, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN
!!! e lo sappiamo adesso?E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
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-- Carlo Bianchini, Ph.D. Ricercatore in Biblioteconomia Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali, Corso Garibaldi, 178 I-26100 CREMONA - ITALY Tel. ++ 39 (0)372 25575 ; fax ++39 (0)372 457077 http://sites.google.com/site/homepagecarlobianchini (ita) http://unipv.academia.edu/CarloBianchini/ (eng) skype: c.bianchini67
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Il 20 febbraio 2014 15:35, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Una cosa è certa: non è una risposta alla richiesta del documento AIB.
In effetti la riunione di cui abbiamo letto il verbale e' di settembre, l'invio del documento AIB di fine dicembre, quindi le decisioni presentate nel verbale non possono essere una risposta a quel documento.
Dicevo solo che mi fa ben sperare che, dopo che l'ICCU ha ricevuto il documento, i verbali, che non ci sono mai stati, siano comparsi. Anche questo e' un piccolo passo, ma che va nella direzione auspicata.
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
________________________________
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Thursday, February 20, 2014 3:35 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN Come si legge alla pagina 2 del verbale, la licenza riguarda "SOLO" l'opac.
Veramente c'è scritto che riguarda l'opac, non c'è una esclusione esplicita degli stessi dati in altra forma, di qui il dubbio che ponevo prima, derivante appunto dalla sostanziale identità dei dati.
Per quanto riguarda i poli peraltro è dubbio che l'ICCU possa normare direttamente l'uso dei dati, perché i poli sono regolati da convenzioni tra gli aderenti.
E' ovvio che rendere disponibile i dati di indice sotto CC0 renderebbe possibile adottare licenze più restrittive solo per i dati esclusivamente di polo (che sono: dati di copia, una parte dei dati semantici, alcune catalogazioni, dati amministrativi, tra cui quelli su utenti e servizi che sono ovviamente tutelati dalla normativa sui dati personali), ma non è escluso che in quel caso possa esserci qualche polo che solleva obiezioni, visto che la questione della proprietà dei dati, che io sappia, non è mai stata formalmente definita.
Quindi in sostanza l'approvazione della licenza ha la funzione di rendere legittima l'indicizzazione da parte di un motore di ricerca (cosa che presuppone copia dei dati nel suo indice).
Questa potrebbe essere stata l'intenzione di chi ha adottato la licenza, ma questa una volta adottata funziona per conto suo, quindi nulla vieta, come già osservato, che qualcuno realizzi qualche procedura per recuperare uno ad uno tutti i record dall'opac.
Poi certo nessuno dubita che sarebbe meglio, e più coerente da parte dell'ICCU, mettere a disposizione dei dataset immediatamente scaricabili ed utilizzabili.
Da questo punto di vista potrebbero esserci anche difficoltà tecniche, benché sicuramente non insuperabili, perché gli opac generalmente sono attrezzati per importare dati, non per esportarli: anche noi in questo momento non saremmo in grado di estrarre un dataset di dati riutilizzabili dall'opac regionale (mentre potremmo farlo senza difficoltà dal polo SBN). Non so quali possibilità dia in questo senso l'opac dell'indice.
Continua a rimanere un mistero come questa riconferma della chiusura di SBN possa essere compatibile con la legislazione italiana sui dati aperti con e la nuova direttiva europea del giugno 2013 che estende alle biblioteche la richiesta di aprire i dati al riuso da parte di X persone/enti/ditte anche a fini commerciali.
Qui secondo me hai pienamente ragione: in particolare l'art. 52 comma 2 e l'art. 68 comma 3 del Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo 82/2005), nella formulazione più recente, rendono quanto meno difficile adottare licenze non aperte.
Beppe
Il giorno 20 febbraio 2014 15:58, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
Da questo punto di vista potrebbero esserci anche difficoltà tecniche, benché sicuramente non insuperabili, perché gli opac generalmente sono attrezzati per importare dati, non per esportarli: anche noi in questo momento non saremmo in grado di estrarre un dataset di dati riutilizzabili dall'opac regionale (mentre potremmo farlo senza difficoltà dal polo SBN). Non so quali possibilità dia in questo senso l'opac dell'indice.
Infatti il fatto che abbiano esplicitato la licenza, ma senza pensare a delle modalità di esposizione lascia il tempo che trova. "I nostri dati sono liberi, ma non potete prenderli". Il fatto che questa informazione sia "nascosta" nel verbale e non presente (in maniera ben visibile) sul sito stesso dove sono presenti quei dati fa pensare che si sia voluto prendere una posizione ufficiale senza però sbattersi per renderla veramente applicabile.
Credo sia utile dire che già nel 2000 un applicativo toscano derivava i record dall'OPAC SBN credo via Z39.50 e rendeva possibile la catalogazione derivata ai suoi utenti senza accordi formali con l'ICCU.
Colgo l'occasione per ricordare, a chi allora era bambina/o, che un'era geologica fa (nei primi anni '90) nel Comitato SBN qualcuno voleva la creazione di una Agenzia per pagare i costi di SBN con la vendita dei record bibliografici. E' proprio passata un'era !! o meglio una tempesta.
Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. *Susanna Giaccai* Firenze
Il giorno 20 febbraio 2014 15:00, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
@pierfranco, hai assolutamente ragione, nella pratica, anche sullo stile di comunicazione.
Detto questo, è comunque un passo avanti, non da poco. Se domani si svegliassero degli smanettoni bravi e facessero scraping dei dati bibliografici, potrebbero farlo per legge. Lo strumento spero arriverà, ma la licenza CC0 scritta in un documento ufficiale è una cosa importante.
Andrea
2014-02-20 14:54 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Mi viene da dire: ma dov'è la novità? L'approccio è quello solito italiano: una cosa importante viene detta solo in un documento avente valore amministrativo come un verbale, dove nessuno cercherebbe quella informazione. Come se non esistessero canali di comunicazione con funzioni specifiche.
Ma soprattutto: che valore ha la cosa se i records non sono resi scaricabili da un'apposita pagina, cioè se non sono messi a disposizione come fanno gli altri: in datadump completi, periodicamente aggiornati. Senza questo passaggio resta una bella affermazione di valore teorico e di applicazione nulla. Eppure quella licenza è pensata per un uso, non è fine a se stessa: serve a dare risposta a un'esigenza pratica, concreta: il riuso.
Ma se poi i records non li posso scaricare autonomamente e senza chiedere nulla a nessuno, il riuso è di fatto impedito. Quindi: dov'è la novità concreta?
Il riuso dei records SBN, sia bibliografici, che di autorità, oggi è possibile? No, causa assenza di quegli strumenti concreti che renderebbero la cosa possibile. Quindi?
Pierfranco
Il giorno 20 febbraio 2014 13:46, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Andrea Zanni Sent: Thursday, February 20, 2014 1:09 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN
!!! e lo sappiamo adesso?E' incredibile che ad una notizia come questa non sia stata data la massima pubblicità, anche se l'indicazione della licenza compare sulla home dell'OPAC, ma si pone subito un problema: la stessa licenza deve ritenersi applicabile anche ai dati dell'ambiente di produzione (poli e indice) che coincidano con quelli dell'opac, cioè in pratica dati bibliografici e localizzazioni?
Ovviamente questi dati sono fisicamente distinti, ma non si tratta di semplici copie degli stessi dati perché sono inseriti in sistemi informativi e database diversi.
D'altra parte dal punto di vista semantico sono gli stessi dati (un autore è sempre la stessa entità), ed inoltre c'è un palese rapporto causale tra i dati di produzione e quelli dell'opac.
Mi chiedevo se il rapporto tra dati di produzione e dati dell'opac non possa essere considerato analogo a quello tra un'opera e una traduzione: evidentemente avrebbe poco senso mettere una traduzione sotto CC0 se l'opera è sottoposta a licenza più restrittiva.
Peraltro nella pratica imporre licenze restrittive sui dati di produzione quando gli stessi sono disponibili nell'indice sotto CC0 avrebbe poco senso se non per un aspetto: dai poli in genere è possibile scaricare e distribuire (in unimarc e altri formati) l'intero catalogo o suoi grandi sottoinsiemi, che invece il pubblico non può acquisire dall'opac.
Beppe
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Susanna, credo che l'idea sia morta di morte naturale, all'epoca nessuno li avrebbe COMPRATI. Piuttosto li avrebbero RIFATTI, come ben si vede cmq dalla mole dei doppioni esistenti... non ci son andati lontani Serena
Il 20 febbraio 2014 16:52, giaccai@gmail.com ha scritto:
Credo sia utile dire che già nel 2000 un applicativo toscano derivava i record dall'OPAC SBN credo via Z39.50 e rendeva possibile la catalogazione derivata ai suoi utenti senza accordi formali con l'ICCU.
Colgo l'occasione per ricordare, a chi allora era bambina/o, che un'era geologica fa (nei primi anni '90) nel Comitato SBN qualcuno voleva la creazione di una Agenzia per pagare i costi di SBN con la vendita dei record bibliografici. E' proprio passata un'era !! o meglio una tempesta.
Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Susanna Giaccai Firenze
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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of giaccai@gmail.com Sent: Thursday, February 20, 2014 4:52 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Licenza dati SBN Credo sia utile dire che già nel 2000 un applicativo toscano derivava i record dall'OPAC SBN credo via Z39.50 e rendeva possibile la catalogazione derivata ai suoi utenti senza accordi formali con l'ICCU.
In realtà, nella pratica la catalogazione derivata (che comporta evidentemente la copia e il riuso dei dati) è sempre stata permessa più o meno da tutti gli opac del mondo e non ricordo che ci siano stati particolari problemi anche in assenza di specifiche politiche di licenza.
Per quello che ho visto io finora, se qualche rete di biblioteche vuole limitare l'uso dei dati agli aderenti limita l'accesso anche all'opac, come faceva negli anni '90 una rete olandese di cui non ricordo il nome e forse anche Bibsys in Norvegia (ora invece l'opac è ricercabile).
Beppe
Il giorno 20 febbraio 2014 17:04, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
In realtà, nella pratica la catalogazione derivata (che comporta evidentemente la copia e il riuso dei dati) è sempre stata permessa più o meno da tutti gli opac del mondo e non ricordo che ci siano stati particolari problemi anche in assenza di specifiche politiche di licenza.
Di nuovo, questa è la prova che c'è una gran differenza fra consentire il riuso dei dati, e offrire strumenti per facilitarlo. La forza degli Open Data non è soltanto nella licenza, ma nella tecnologia con cui sono esposti e quindi nella facilità con cui il riuso è consentito. Per questo la scelta di una licenza ha un'importanza molto simbolica - e per questo l'ICCU avrebbe fatto bene a fare più pubblicità di questa scelta! - però la vera apertura la fai esponendo i dati, non semplicemente dicendo "sono liberi".
Potrebbe essere un effetto del documento AIB (aspetto conferme su questo...). L'ICCU ha infatti deciso di pubblicare i verbali degli organi di governo SBN: http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/organi_sbn/
Io l'ho scoperto cosi'.
Certo sarebbe auspicabile che in futuro certe notizie venissero diffuse sui social network (l'ICCU ormai ha account su tutti i principali), sulla famosa newsletter e magari anche sulle liste di discussione di tematiche vicine...
Pero' intanto godiamoci la buona notizia. I dati dell'OPAC SBN sono dichiarati aperti :)
Andrea P.S. per Beppe: i dati di backoffice e quelli dell'OPAC hanno lo stesso contenuto ma, a rigore, secondo me non sono la stessa cosa. -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
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