Un esempio di interfaccia di nuova generazione, separata dal gestionale,
che riesce a visualizzare i dati di disponibilità interrogando in tempo
reale:
Il Next Generation Opac VuFind della Braidense:
http://opac.braidense.it/vufind/
Quando un utente fa una ricerca e il sistema crea la lista risultati, per
ogni record bibliografico viene anche mostrata la disponibilità:a seconda
dei casi la risposta può essere l'indisponibilità (scritta in rosso: Non
disponibile) o la disponibilità (scritta in verde: Disponibile). È una
cosa che siamo straabituati a vedere quando l'opac è parte integrante del
gestionale e comunica in tempo reale con il modulo prestiti. Ma non siamo
affatto abituati a vedere la stessa cosa quando l'opac è una interfaccia di
nuova generazione del tutto indipendente dal gestionale.
L'interrogazione dei dati del modulo prestiti avviene in tempo reale
(altrimenti i dati non sarebbero aggiornati con i dati sui prestiti
effettivi e le restituzioni).
Quindi *non è* una informazione che deve importare in precedenza (sarebbe
vecchia) come avviene nel caso dei dati che viaggiano con SBN-MARC.
Il tutto è possibile solo se:
1) il sistema del gestionale adotta una API per esporre i dati sui prestiti
in tempo reale
+
2) il next generation opac è dotato di un apposito plugin per interrrogare
la API del gestionale in concomitanza con la creazione di una lista di
risultati a seguito di una ricerca da parte di un utente
L'accordo di Berkeley serve a dire come deve essere fatta questa API in
modo che i produttori la adottano a prescindere da eventuali richieste dei
clienti, che quindi se la trovano integrata nel prodotto, magari tramite
una nuova release, senza dover chiedere e pagare ognuno per averla come
potrebbe invece succedere in Italia. Lo standard ha questo di bello: che il
produttore è tenuto a darlo gratuitamente se vuole stare sul mercato in
maniera competitiva.
Altro vantaggio: un produttore solo di un next generation opac sa in
anticipo con che tipo di API si troverà a lavorare per poter comunicare con
i gestionali prodotti da altre ditte.
È questo il bello degli accordi: fanno comodo a tutti perché
l'interoperabilità è un valore per tutti, ammesso che la competizione si
voglia vincere con le idee e non con i software chiusi.
È per questo che gli accordi sottoscritti all'estero per gli standard ci ci
interessano eccome
pierfranco
Caro Pierfranco,
la tua analisi è talmente dettagliata e lucida che in un qualsiasi paese normale (normale = le persone giuste al posto giusto; persone giuste = persone più competenti e valide) non si perderebbe un secondo a intraprendere cambiamenti radicali. Ma l'Italia non è un paese normale. Generalmente si pensa di essere in una democrazia, ma non siamo in una democrazia. I più elementari diritti dell'umanità vengono spesso calpestati tranquillamente senza che nessuno muova un dito. I rappresentanti delle istituzioni fino ai massimi livelli si comportano come idioti che non conoscono le procedure dell'etica e della legge. Basta leggere i giornali di oggi di ieri dell'altro ieri. Ormai la data non ha più alcuna importanza. E uno si dice, ma no! non è possibile. E invece è possibile, perché in Italia non gliene frega niente a nessuno. Se vai a parlare di best practice, questi ti guardano in faccia come se ne parlassi a un pesce in un acquario.
La mia esperienza è che l'unico modo di cambiare le cose è cominciare a farle le cose senza guardare in faccia a nessuno. Noi qui quando si è trattato di cambiare software di gestione, ci siamo informati, abbiamo fatto una gara. Non ce l'aveva chiesto nessuno. Quando si trattava di assumere nuovo personale, ci siamo rifiutati di assumere a tempo determinato o di rivolgerci a cooperative, ma abbiamo lottato per anni per avere personale qualificato a tempo indeterminato. Non ce l'aveva chiesto nessuno. Magari si poteva fare meglio, ma intanto non abbiamo accettato l'andazzo solito. Noi non dobbiamo perdere occasione per agire senza chiedere permesso, perché questi parrucconi non li cambi. Sono intrippati nel magma underground che impedisce in tutti i modi a questo paese di cambiare. Sono accecati da idee malsane e la realtà non la vedono proprio.
Prendiamo uniti semplicemente un'altra strada. La tecnologia oggi permette di saltare a piè pari molte barriere, perché svincola dai legami a spazio e tempo. Sfruttiamola al massimo. Chissà che noi dalle biblioteche non possiamo dare un modello anche ad altri settori produttivi dell'Italia.
Saluti
Maurizio
_______________________________
Claudiana
Scuola Provinciale Superiore di Sanità
Landesfachhochschule für Gesundheitsberufe
Maurizio Grilli
Responsabile Biblioteca - Bibliothek Verantwortlicher
Via Lorenz Böhler 13, 39100 Bolzano
maurizio.grilli(a)claudiana.bz.it
Tel. +39-0471-067213
Fax. +39-0471-067211
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Da: bibliotecari-bounces(a)wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di bibliotecari-request(a)wikimedia.it
Inviato: Samstag, 3. August 2013 12:00
A: bibliotecari(a)wikimedia.it
Oggetto: Digest di Bibliotecari, Volume 20, Numero 4
Invia le richieste di iscrizione alla lista Bibliotecari all'indirizzo
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Per iscriverti o cancellarti attraverso il web, visita
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
oppure, via email, manda un messaggio con oggetto `help' all'indirizzo
bibliotecari-request(a)wikimedia.it
Puoi contattare la persona che gestisce la lista all'indirizzo
bibliotecari-owner(a)wikimedia.it
Se rispondi a questo messaggio, per favore edita la linea dell'oggetto in modo che sia più utile di un semplice "Re: Contenuti del digest della lista Bibliotecari..."
Argomenti del Giorno:
1. Re: Articolo open access sull'incontro di Roma del 20 giugno
(Pierfranco Minsenti)
----------------------------------------------------------------------
Message: 1
Date: Fri, 2 Aug 2013 13:11:19 +0200
From: Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti(a)gmail.com>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Articolo open access sull'incontro di Roma
del 20 giugno
Message-ID:
<CAE306MW6GVWQv6OVFFZhAtDMstVFs1nePZ8_upxb4xRS0S=VWg(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="windows-1252"
Grazie Carla.
Ma speriamo che su SBN non si continui solo a fare parole. E devo ammettere che anche il mio "speriamo" appare abbastanza fatalistico. Il punto è:
quali sono le condizioni di possibilità per l'innovazione? Che cosa fa il Comitato tecnico-scientifico? Le competenze dei componenti (vedi qui la lista componenti:
http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/Decreto_Cts.pdf)
sono estremamente diseguali e non sempre riflettono quelle che si possono definire realmente competenze "tecniche". Comunque il difetto maggiore è che è presieduto dallo stesso direttore dell'ICCU. Ma così non è un comitato autonomo, non può emettere valutazioni super partes. È solo un organo di ausilio, di consulenza. Non è così che si fa innovazione.
L'innovazione richiede valutazione sullo stato presente e la valutazione richiede autonomia rispetto al valutato. Un organo autonomo deve poter anche dire cose spiacevoli sul passato/presente e indicare che cosa deve cambiare. Nell'attuale situazione non ci sono le condizioni. Giusto quindi il rilievo del Direttore generale per le biblioteche del MiBAC che gli organi di SBN devono essere cambiati perché sono pletorici e non lavorano perché non sono abbastanza snelli. Ma il problema è anche l'assenza di autonomia di quegli organi. Chissà se anche su questo non sia opportuno fare delle proposte per sollevare il problema.
ciao
pierfranco
Il giorno 02 agosto 2013 11:39, Carla Colombati <c.colombati(a)gmail.com> ha
scritto:
> Ti ringrazio Pierfranco per la chiarezza nell'esposizione e per lo
> sviluppo delle ideee
>
> Carla
>
> -------------------------------------------------------
> Carla Colombati
> 12/A, V.le dello Splendore
> I-64021 Giulianova
> Mob.: +39 392 7848408
> E-mail: c.colombati(a)gmail.com
>
>
>
> Il giorno 02 agosto 2013 10:33, Pierfranco Minsenti <
> pierfranco.minsenti(a)gmail.com> ha scritto:
>
> Ciao Francesco,
>>
>> grazie per la tua valutazione.
>>
>> Per quanto riguarda il discorso sui limiti dell'opac dell'Indice SBN
>> (problema sollevato a Roma da Vanni Bertini) e la risposta di Caffo:
>> è stato un argomento che come molti altri è stato toccato molto
>> rapidamente mentre sicuramente merita molti approfondimenti.
>>
>> Comunque hai ragione a sollevare qualche dubbio se la questione della
>> visualizzazione delle informazioni di disponibilità nell'opac
>> dell'Indice debba sovrapporsi alla quesitone della certificazione.
>>
>> Vale a dire: non si può pensare a degli accordi di livello un po' più
>> informali, per così dire, cioè non del tipo assolutamente vincolante
>> come è il processo della certificazione? Lo dico per rilanciare la
>> mia proposta di qualche e-mail fa: adottare anche in Italia l'accordo
>> americano del 2008 per un API standard dedicata all'esposizione
>> aperta dei dati di disponibilità da parte dei gestionali: accordo
>> sponsorizzato dalla Digital Library Federation che ha creato il
>> gruppo di lavoro ILS Discovery Interface Task Group (ILS-DI) da cui è
>> uscito il documento di raccomandazioni tecniche: "An API for
>> effective interoperation between integrated library systems and external discovery applications":
>> http://www.diglib.org/architectures/ilsdi/DLF_ILS_Discovery_1.1.pdf
>> Il documento riporta in appendice The Berkeley Accord, Spring 2008 e
>> i firmatari.
>>
>> In Italia ne aveva parlato Valdo Pasqui nell'articolo: *Evoluzione
>> dei sistemi di gestione bibliotecaria tra vecchi e nuovi paradigmi,*
>> in «Bollettino AIB», vol. 49 n. 3 (settembre 2009), pp. 289-306.
>> http://bollettino.aib.it/article/view/5455/5220
>> Ma sembra che nessuno ci abbia fatto caso e abbia implementato quelle
>> soluzioni. Ora questo ritardo è dovuto al fatto che nessuno aveva un
>> discovery tool o un next generation opac, per cui non c'era bisogno
>> di far dialogare sistemi diversi. Ma adesso il panorama è cambiato:
>> ci sono almeno
>> 2 next generation opac del tutto indipendenti dal gestionale (Aqua
>> browser nel caso della Regione Toscana; VuFind nel caso della
>> biblioteca Braidense e del Polo SBN di Biella). Poi ci sono le
>> università che hanno adottato un discovery tool prodotto da una ditta completamente diversa dal gestionale:
>> sono ormai un certo numero e avrebbero bisogno di visualizzare nel
>> discovery tool le informazioni di disponibilità, magari adottando
>> l'API definita negli Strati Uniti, perché no?
>>
>> E la stessa evoluzione potrebbe fare l'opac SBN. Anche lì con le
>> stesse modalità potrebbero essere visualizzate le informazioni di disponibilità.
>>
>> Anzi: facciamo come dice Giulio Blasi e riprendiamo a sognare:
>> ipotizziamo un next generation opac che funzioni come l'applicazione
>> WorldCat Local: ma basato su SBN. Chi lo implementa avrà i risultati
>> di posseduto della sua biblioteca che saranno visualizzati secondo un
>> ordine di rilevanza mettendo ai primi posti il posseduto locale e poi
>> tutti i dati dell'Indice SBN (WorldCat Local funziona così). Quello
>> escogitato da WorldCat Local è un compromesso che mi pare sensato tra
>> 2 esigenze altrimenti opposte: fare vedere tutto l'Indice e allo
>> stesso tempo rispondere al bisogno degli utenti di individuare
>> innanzitutto il posseduto a portata di mano della propria biblioteca.
>>
>> Ora: siamo sicuri che per fare tutto questo ci sia bisogno di
>> "certificazione"? Non basta raccogliere le ditte attorno a un tavolo
>> e
>> dire: vorremmo migliorare l'opac SBN in questo modo e abbiamo bisogno
>> della vostra collaborazione, cioè che implementiate tutti la stessa
>> API per l'esposizione delle informazioni di disponibilità?
>>
>> In America lo chiamano trovare un accordo: che significa che non c'è
>> nulla di obbligatorio, chi vuole partecipa, chi non vuole sta fuori.
>> Il punto è che il mercato americano è un vero mercato: cioè saranno i
>> clienti a decidere se il fatto che un software non implementa una
>> certa funzione è un punto a sfavore nella scelta. Ma il mercato
>> funziona positivamente solo se possiede clienti liberi di scegliere e
>> capaci di farlo: capaci di pubblicare richieste di fornitura con
>> allegati documenti tecnici (Request for proposal) a cui le ditte rispondono e poi i bibliotecari valutano.
>> In Italia la chiamiamo gara d'appalto e quando chiedo in giro è
>> rarissimo che si faccia una gara in biblioteca per la fornitura di un
>> software: che sia il gestionale o un next generation opac. Solo
>> grossi sistemi che per l'entità della cifra non possono ovviare alla
>> gara d'appalto, la fanno. Se possono, le biblioteche non fanno quasi
>> mai gare d'appalto anche per non incorrere nelle trafile
>> burocratiche. Ma così non imparano a fare documenti tecnici di
>> richieste, a informarsi in prima persona, a parlare con le ditte in
>> maniera informata stando sullo stesso piano e non accettare tutto a
>> scatola chiusa. È per questo motivo che gli standard hanno vita tanto
>> difficile in Italia: perché le biblioteche hanno più interesse di una
>> ditta a adottarli per l'ovvia ragione che così si spianano la strada
>> sia a cambiamenti di software sia all'interoperabilità tramite
>> applicativi diversi. Ma le biblioteche spesso NON chiedono l'adozione
>> di standard tecnici perché spesso non li conoscono. Conoscono solo
>> standard di
>> contenuto: le ISBD.
>>
>> Ecco: qui ci sono una serie di proposte che si potrebbero inserire
>> nella proposta AIB per l'evoluzione di SBN.
>>
>> pierfranco
>>
>>
>>
>> Il giorno 01 agosto 2013 16:13, Francesco Piras <fra.piras(a)gmail.com>
>> ha
>> scritto:
>>
>>> Anche io trovo che si tratti di un ottimo articolo, completo e
>>> dettagliato.
>>>
>>> C'è una cosa che mi ha colpito in particolare, ovvero questa frase:
>>> "Sull?assenza di informazioni di disponibilità e accesso, Caffo
>>> ricorda che la procedura di certificazione da parte dell?ICCU dei
>>> software riguarda solo il colloquio con l?Indice per l?invio di
>>> notizie catalografiche e localizzazioni, ma non i servizi."
>>>
>>> Non ero presente alla giornata del 20 giugno, ma il senso di queste
>>> parole così come riportate sembra essere che non ci sono in SBN
>>> informazioni sulla disponibilità al prestito perchè questa
>>> caratteristica non è presente nella procedura di certificazione
>>> degli applicativi. Sembra quasi suggerire che il problema sarebbe dover ricertificare gli applicativi.
>>>
>>> Credo che citare la certificazione sia un pò come partire dalla
>>> fine, perchè prima dovrebbe essere implementata la nuova funzione, e
>>> poi si dovrebbe stabilire come certificarne il dialogo.
>>> Il problema vero sono semmai i tempi della attuale procedura di
>>> certificazione, che prevedono una durata di *150 giorni* (come
>>> descritto
>>> qui<http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_p
>>> rotoc_sbnmarc/#ancora3>) che fra contatti preliminari e verifica
>>> informale delle date spesso si concretizzano in *10 mesi di tempo*
>>> (si avete capito bene, quasi un anno).
>>>
>>> Quindi credo che, se i tempi della procedura fossero ridotti
>>> drasticamente ed allineati ad una maggiore efficienza, ed una
>>> eventuale certificazione "aggiuntiva" fosse fatta solo su questo
>>> aspetto senza richiedere oneri economici alle aziende, tutti i
>>> produttori sarebbero ben lieti e disponibili a certificarsi, anche
>>> perchè tutti gli applicativi gestiscono già questi aspetti quindi il lavoro sarebbe minimo.
>>>
>>> Ciao
>>> Francesco
>>>
>>>
>>> _______________________________________________
>>> Bibliotecari mailing list
>>> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it Configurazione
>>> utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
>>>
>>
>>
>> _______________________________________________
>> Bibliotecari mailing list
>> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it Configurazione
>> utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
>>
>
>
> _______________________________________________
> Bibliotecari mailing list
> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it Configurazione
> utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
>
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Bibliotecari mailing list
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http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Fine di Digest di Bibliotecari, Volume 20, Numero 4
***************************************************
Un esempio di interfaccia di nuova generazione, separata dal gestionale,
che riesce a visualizzare i dati di disponibilità interrogando in tempo
reale:
Il Next Generation Opac VuFind della Braidense:
http://opac.braidense.it/vufind/
Nella screenshot che allego si vede che in un caso la risposta è stata
l'indisponibilità (scritta in rosso: Non disponibile) e in altri casi la
disponibilità (scritta in verde: Disponibile).
L'interrogazione avviene in tempo reale (altrimenti non sarebbe aggiornata
con i dati sui prestiti effettivi e le restituzioni).
Quindi *non è* una informazione che deve importare in precedenza (sarebbe
vecchia) come avviene nel caso dei dati che viaggiano con SBN-MARC.
Il tutto è possibile solo se:
1) il sistema del gestionale adotta una API per esporre i dati sui prestiti
in tempo reale
+
2) il next generation opac è dotato di un apposito plugin per interrrogare
la API del gestionale in concomitanza con la creazione di una lista di
risultati a seguito di una ricerca da parte di un utente
L'accordo di Berkeley serve a dire come deve essere fatta questa API in
modo che i produttori la adottano a prescindere da eventuali richieste dei
clienti, che quindi se la trovano integrata nel prodotto, magari tramite
una nuova release, senza dover chiedere e pagare ognuno per averla come
potrebbe invece succedere in Italia. Lo standard ha questo di bello: che il
produttore è tenuto a darlo gratuitamente se vuole stare sul mercato in
maniera competitiva.
Altro vantaggio: un produttore solo di un next generation opac sa in
anticipo con che tipo di API si troverà a lavorare per poter comunicare con
i gestionali prodotti da altre ditte.
È questo il bello degli accordi: fanno comodo a tutti perché
l'interoperabilità è un valore per tutti, ammesso che la competizione si
voglia vincere con le idee e non con i software chiusi.
È per questo che gli accordi sottoscritti all'estero per gli standard ci ci
interessano eccome
pierfranco
Anche io trovo che si tratti di un ottimo articolo, completo e dettagliato.
C'è una cosa che mi ha colpito in particolare, ovvero questa frase:
"Sull’assenza di informazioni di disponibilità e accesso, Caffo ricorda che
la procedura di certificazione da parte dell’ICCU dei software riguarda
solo il colloquio
con l’Indice per l’invio di notizie catalografiche e localizzazioni, ma non
i servizi."
Non ero presente alla giornata del 20 giugno, ma il senso di queste parole
così come riportate sembra essere che non ci sono in SBN informazioni sulla
disponibilità al prestito perchè questa caratteristica non è presente nella
procedura di certificazione degli applicativi. Sembra quasi suggerire che
il problema sarebbe dover ricertificare gli applicativi.
Credo che citare la certificazione sia un pò come partire dalla fine,
perchè prima dovrebbe essere implementata la nuova funzione, e poi si
dovrebbe stabilire come certificarne il dialogo.
Il problema vero sono semmai i tempi della attuale procedura di
certificazione, che prevedono una durata di *150 giorni* (come
descritto qui<http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnma…>)
che fra contatti preliminari e verifica informale delle date spesso si
concretizzano in *10 mesi di tempo* (si avete capito bene, quasi un anno).
Quindi credo che, se i tempi della procedura fossero ridotti drasticamente
ed allineati ad una maggiore efficienza, ed una eventuale certificazione
"aggiuntiva" fosse fatta solo su questo aspetto senza richiedere oneri
economici alle aziende, tutti i produttori sarebbero ben lieti e
disponibili a certificarsi, anche perchè tutti gli applicativi gestiscono
già questi aspetti quindi il lavoro sarebbe minimo.
Ciao
Francesco
A partire dalla 13 oggi ci saranno un po' di disservizi con la lista, per
aggiornamento server.
Andrea
2013/8/2 Giovanni Fasano <gvf(a)gvf.ve.it>
> Per upgrade hardware oggi nel primo pomeriggio (a partire dalle 13) ci
> sarà un po' di disservizio (devo "spegnere" i server per trasferirli sul
> nuovo server)...
>
> --
> Ciao Gio.
> ______________________________**_________________
> Direttivo mailing list
> Direttivo(a)wikimedia.it
> http://mailman.wikimedia.it/**listinfo/direttivo<http://mailman.wikimedia.it/listinfo/direttivo>
>
Credo che la pagine giusta per un ipotetico utente sia questa:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/index.php?it/360/boms
da cui poi si accede ai 2 numeri online, con qualche spiega in più:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/pag1.html
dove poi si trova anche l'elenco sigle biblioteche.
L'ipotetico utente è comunque un target sbagliato, nel senso che
questi sono strumenti per bibliotecari, e di reference perdipiù, un
po' come questo:
http://cataloghistorici.bdi.sbn.it/
che ha bisogno di supporto nella consultazione per un utente generico,
già meno per un professore di codicologia (che comunque è un utente,
esperto nella sua materia ma non è detto conosca questi strumenti)
Sarebbe meglio forse mettere questa pagina BOMS in un'area "dedicata"
ai bibliotecari, nello stile anglosassone "for librarians"
--
Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma
Parco Area delle Scienze 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it
tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi
PEC: bibl.politecnica(a)pec.unipr.it
Credo che la pagine giusta per un ipotetico utente sia questa:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/index.php?it/360/boms
da cui poi si accede ai 2 numeri online, con qualche spiega in più:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/pag1.html
dove poi si trova anche l'elenco sigle biblioteche.
L'ipotetico utente è comunque un target sbagliato, nel senso che
questi sono strumenti per bibliotecari, e di reference perdipiù, un
po' come questo:
http://cataloghistorici.bdi.sbn.it/
che ha bisogno di supporto nella consultazione per un utente generico,
già meno per un professore di codicologia (che comunque è un utente,
esperto nella sua materia ma non è detto conosca questi strumenti)
Sarebbe meglio forse mettere questa pagina BOMS in un'area "dedicata"
ai bibliotecari, nello stile anglosassone "for librarians"
Serena
--
Dott. Serena Sangiorgi - Biblioteca Politecnica, Università di Parma
Viale Usberti 181, 43124 Parma. http://www.unipr.it
tel: 0521905592 fax: 0521905718 skype: serena.sangiorgi
PEC: bibl.politecnica(a)pec.unipr.it
Pierfranco scrive:
mi pare che tu ti riferisca al problema che la versione elettronica del BOMS è indietro perché l'ultimo numero pubblicato nel 2012 riguarda gli acquisti dell'anno 2009 e quindi solo il numero del 2013 (quando uscirà) riguarderà gli acquisti dell'anno 2010 ecc.
Questo perlomeno è quello che si ricava dalle informazioni alla pagina:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/index2.html
Sono disponibili solo 2 numeri:
Boms 2008 (edito nel 2011)
Boms 2009 (edito nel 2012)
Non so, ma non credo ci sia una soluzione alternativa a quello strumento.
Una soluzione parziale è fare una ricerca per autore nell'opac SBN http://opac.sbn.it/ e filtrare per anno di pubblicazione. Questa ricerca può recuperare i casi delle ultime pubblicazioni: quelle che possono essere state acquistate solo dopo una certa data di pubblicazione. Ma non potrà recuperare i casi di pubblicazioni la cui data di pubblicazione potrebbe essere più o meno lontana nel tempo ma che potrebbero essere state acquistate solo recentemente. Su quelle solo un bollettino come il BOMS può dire qualcosa.
Pierfranco Minsenti
Pierfranco, grazie per la tua spiegazione. Ma io mi metto sempre nell'ottica dell'utente che non è tenuto ad avere tutto questo sapere di back ground. Secondo me un utente che si trova davanti a questo strumento di consultazione con le (non) spiegazioni attuali, non ci capisce niente (fra l'altro le biblioteche sono indicate con abbreviazioni) nè sulla natura, nè sull'utilizzo che può farne. E non si tratta di un sito qualunque...
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/index2.html
Cordialmente
Maurizio Grilli
_______________________________
Claudiana
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Maurizio Grilli
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Via Lorenz Böhler 13, 39100 Bolzano
maurizio.grilli(a)claudiana.bz.it
Tel. +39-0471-067213
Fax. +39-0471-067211
www.claudiana.bz.it
-----Messaggio originale-----
Da: bibliotecari-bounces(a)wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di bibliotecari-request(a)wikimedia.it
Inviato: Donnerstag, 1. August 2013 11:56
A: bibliotecari(a)wikimedia.it
Oggetto: Digest di Bibliotecari, Volume 20, Numero 1
Invia le richieste di iscrizione alla lista Bibliotecari all'indirizzo
bibliotecari(a)wikimedia.it
Per iscriverti o cancellarti attraverso il web, visita
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
oppure, via email, manda un messaggio con oggetto `help' all'indirizzo
bibliotecari-request(a)wikimedia.it
Puoi contattare la persona che gestisce la lista all'indirizzo
bibliotecari-owner(a)wikimedia.it
Se rispondi a questo messaggio, per favore edita la linea dell'oggetto in modo che sia più utile di un semplice "Re: Contenuti del digest della lista Bibliotecari..."
Argomenti del Giorno:
1. Re: Wikipedia as a learning experience (Cristian Consonni)
2. Google N-gram (Andrea Zanni)
3. B.O.M.S. (Maurizio Grilli)
4. Re: B.O.M.S. (Pierfranco Minsenti)
5. Re: Google N-gram (giaccai(a)gmail.com)
6. Re: Google N-gram (Andrea Zanni)
----------------------------------------------------------------------
Message: 1
Date: Wed, 31 Jul 2013 13:53:26 +0200
From: Cristian Consonni <kikkocristian(a)gmail.com>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Wikipedia as a learning experience
Message-ID:
<CAEs8i0hxjn2BYwxu3sJSL21Rm-SFP_JvwzZ0A+Mf12vg38_jFA(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
2013/7/30 Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti(a)gmail.com>:
> http://kcoyle.blogspot.it/2013/07/wikipedia-as-learning-experience.htm
> l
Molto bello.
Grazie per averlo condiviso.
C
------------------------------
Message: 2
Date: Thu, 1 Aug 2013 09:21:20 +0200
From: Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com>
To: "Lista dei bibliotecari toscani in collaborazione con Wikimedia
Italia." <bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: [Bibliotecari] Google N-gram
Message-ID:
<CAC=VxyZ0vwCPdK1Q+HxLMrWNcj7k7KGwrQGgjbhKrGLmDMY19A(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Forse c'entra tangenzialmente,
ma pare che Google abbia rilasciato i corpora di Google Books.
http://storage.googleapis.com/books/ngrams/books/datasetsv2.html
Aubrey
-------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso...
URL: <http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/attachments/20130801/18d…>
------------------------------
Message: 3
Date: Thu, 1 Aug 2013 10:44:09 +0200
From: "Maurizio Grilli" <Maurizio.Grilli(a)claudiana.bz.it>
To: <bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: [Bibliotecari] B.O.M.S.
Message-ID:
<618864044008414491B4DE0F27128D9A02582573(a)exch-verw.claudiana.intranet>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Buongiorno,
qualcuno mi sa spiegare come funziona il sito del B.O.M.S.? Sul sito c'è scritto che:
"Fino al 2010 il BOMS è stato pubblicato su supporto cartaceo. Da tale data è disponibile esclusivamente in formato digitale, consultabile gratuitamente all'indirizzo:
www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/ <http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/> "
Ma se uno volesse ad esempio cercare se dal 2010 ad oggi sono state acquistate da biblioteche statali opere dell'autore Hans-Georg Gadamer, come fa?
Grazie per l'aiuto
Cordiali saluti
Maurizio Grilli
maurizio.grilli(a)claudiana.bz.it <mailto:maurizio.grilli@claudiana.bz.it>
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Message: 4
Date: Thu, 1 Aug 2013 11:32:23 +0200
From: Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti(a)gmail.com>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] B.O.M.S.
Message-ID:
<CAE306MVYk=u83Z3SJ+YLB7ucREf9e62oz3BTaNsDedr1OcLPeA(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Maurizio,
mi pare che tu ti riferisca al problema che la versione elettronica del BOMS è indietro perché l'ultimo numero pubblicato nel 2012 riguarda gli acquisti dell'anno 2009 e quindi solo il numero del 2013 (quando uscirà) riguarderà gli acquisti dell'anno 2010 ecc.
Questo perlomeno è quello che si ricava dalle informazioni alla pagina:
http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/index2.html
Sono disponibili solo 2 numeri:
Boms 2008 (edito nel 2011)
Boms 2009 (edito nel 2012)
Non so, ma non credo ci sia una soluzione alternativa a quello strumento.
Una soluzione parziale è fare una ricerca per autore nell'opac SBN http://opac.sbn.it/ e filtrare per anno di pubblicazione. Questa ricerca può recuperare i casi delle ultime pubblicazioni: quelle che possono essere state acquistate solo dopo una certa data di pubblicazione. Ma non potrà recuperare i casi di pubblicazioni la cui data di pubblicazione potrebbe essere più o meno lontana nel tempo ma che potrebbero essere state acquistate solo recentemente. Su quelle solo un bollettino come il BOMS può dire qualcosa.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 01 agosto 2013 10:44, Maurizio Grilli < Maurizio.Grilli(a)claudiana.bz.it> ha scritto:
> Buongiorno,
> qualcuno mi sa spiegare come funziona il sito del B.O.M.S.? Sul sito
> c'è scritto che:
> "Fino al 2010 il BOMS è stato pubblicato su supporto cartaceo. Da tale
> data è disponibile esclusivamente in formato digitale, consultabile
> gratuitamente all'indirizzo:
> www.bncrm.librari.beniculturali.it/boms/"
> Ma se uno volesse ad esempio cercare se dal 2010 ad oggi sono state
> acquistate da biblioteche statali opere dell'autore Hans-Georg
> Gadamer, come fa?
> Grazie per l'aiuto
> Cordiali saluti
> Maurizio Grilli
> maurizio.grilli(a)claudiana.bz.it****
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Message: 5
Date: Thu, 1 Aug 2013 11:44:28 +0200
From: giaccai(a)gmail.com
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Google N-gram
Message-ID:
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Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Caro Andrea
traduci "corpora" per le ignoranti ;-)
Susanna
Il giorno 01 agosto 2013 09:21, Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com> ha
scritto:
> Forse c'entra tangenzialmente,
> ma pare che Google abbia rilasciato i corpora di Google Books.
> http://storage.googleapis.com/books/ngrams/books/datasetsv2.html
>
> Aubrey
>
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Message: 6
Date: Thu, 1 Aug 2013 11:55:10 +0200
From: Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Google N-gram
Message-ID:
<CAC=VxyZUis=vqwXFELByUF7KtvbbT6vSv2DB97c-ATF9DZqRyQ(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Il plurale di "corpus" :-)
http://it.wikipedia.org/wiki/Corpus
Da quello che so e capisco, Google ha un gigantesco dataset di parole prese dai suoi libri digitalizzati.
Google Ngram è un servizio (potenzialmente potentissimo) che ti permette di cercare una parola e sapere quante volte ricorre nei vari libri nei vari anni.
Utilissimo per capire quando certi modi di dire sono nati, per esempio, o confrontare l'occorrenza di sinonimi, ecc. Roba da linguisti e storici delle idee, forse, ma secondo me un bel giocattolo.
Dunque, adesso Google ha rilasciato il dataset, quindi chi vuole può prendersi tutto :-)
Andrea
2013/8/1 <giaccai(a)gmail.com>
> Caro Andrea
>
> traduci "corpora" per le ignoranti ;-)
>
> Susanna
>
> Il giorno 01 agosto 2013 09:21, Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com>ha scritto:
>
>> Forse c'entra tangenzialmente,
>> ma pare che Google abbia rilasciato i corpora di Google Books.
>> http://storage.googleapis.com/books/ngrams/books/datasetsv2.html
>>
>> Aubrey
>>
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Fine di Digest di Bibliotecari, Volume 20, Numero 1
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