Ciao a tutti,
mi scuso per il ritardo con cui mi accordo di questo thread ma sono
settimane piuttosto intense... Confermo quanto detto da Giulio sopra sul
lavoro di sviluppo e test iniziato con Comperio e che estenderemo a tutti a
brevissima scadenza. Pubblicheremo le API nelle prossime settimane e le
chiameremo "MLOL API 1.0" ovvero... ovvio che resta un sacco di lavoro da
fare per migliorare ma intanto partiamo da qui ;)
Appena pubbliche direi di riprendere la discussione (per quanto riguarda
MLOL) in modo da capire da subito in che direzione andare per una versione
2.0.
a presto
Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 19:55, francesca santarelli <
sant.francesca(a)gmail.com> ha scritto:
> Mi sono persa, ma è colpa mia. Ho fatto una domanda generica che implicava
> risposte troppo specialistiche.
> Mi fa piacere però che si sia alimentata una discussione. Penso che su
> questo punto potrò tornare più avanti a chiedervi...
> Ciao
> f
>
>
>
> Il giorno 28 marzo 2014 17:29, Giulio Bonanome <gbonanome(a)gmail.com> ha
> scritto:
>
> Nell'ambiente che vedi non è stata fatta alcuna bonifica/pulizia/fusione
>> dei dati. Quindi vengono indicizzati in Solr così come arrivano da MLOL.
>>
>> In linea teorica la cosa bella sarebbe:
>> - non duplicare i dati, ovvero se esiste una copia cartacea già
>> catalogata, andare semplicemente ad arricchire il livello manifestation con
>> l'informazione che esiste la versione ebook.
>> - permettere il miglioramento di quei record dal gestionale. Se la
>> versione cartacea non fosse presente nel catalogo, l'idea potrebbe essere
>> importare il record nel gestionale come un qualsiasi altro record
>> catalografico (e quindi andare a fare un match automatico appoggiandosi
>> all'authority file esistente).
>>
>> Ciao
>> Giulio
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> Il giorno 28 marzo 2014 16:43, Pierfranco Minsenti <
>> pierfranco.minsenti(a)gmail.com> ha scritto:
>>
>> Grazie degli esempi Giulio.
>>> Non sapevo dei passi avanti che si stavano facendo.
>>>
>>> Problema che pongo: dato che nella soluzione a cui lavorate i metadati
>>> arrivano da MLOL (non sono creati dal bibliotecario) che garanzie vengono
>>> date sulla questione delle forme accettate dei nomi di persona? E per
>>> quanto riguarda i nomi degli autori stranieri, i nomi traslitterati, i nomi
>>> di autori classici? Il nome dell'autore del' "Giardino dei ciliegi" sarebbe
>>> Cehov, come vuole SBN oppure una delle tante varianti che gli editori
>>> italiani usano?
>>>
>>> Pierfranco
>>>
>>>
>>>
>>> Il giorno 28 marzo 2014 16:26, Andrea Marchitelli <marchitelli(a)gmail.com
>>> > ha scritto:
>>>
>>> Quello che avete fatto finora mi pare comunque gia' un ottimo esempio
>>>> di integrazione.
>>>> poi, per fortuna da un certo punto di vista, tutto e' migliorabile :)
>>>>
>>>> Aspettiamo di avere un po' di info da MLOL e da altri distributori di
>>>> ebook, se ci leggono.
>>>>
>>>> Andrea
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Giulio Blasi
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MLOL: http://www.medialibrary.it
email: blasi(a)horizons.it
blog: http://blog.medialibrary.it
Skype: giulio.blasi64
Cari tutti, su consiglio di Mizar,
si pensava di proporre un progetto IEG (''Individual Engagement Grant'',
della Wikimedia Foundation [1]) per cogliere l'occasione per fare un passo
successivo a Wikisource: riuscire a creare una raccolta completa e ordinata
di .epub, partendo da quelli degli autori contemplati nei programmi
ministeriali per le letteratura italiana e, volendo, per quella latina e
greca.
Ci sono già alcuni contatti interessanti (come il dr. Stefanini del
Consorzio Sistema Bibliotecaro Nord Ovest di Milano, o il progetto
Sestopedia). Ma sappiamo bene che in questa lista ci sono centinaia di
persone che potrebbero dare una mano a riguardo:
comporre una lista di epub/libri per la scuola italiana potrebbe
beneficiare tutti 8comunità di Wikisource, scuole, studenti, biblioteche).
Lo IEG permette di ricevere finanziamenti fino a 30'000 euro, e un team di
poche persone potrebbe lavorare facilmente a questo progetto, ma bisogna
trovare i referenti.
Io ho già fatto lo IEG (è andato molto bene), e posso sicuramente dare una
mano, ma non come referente. Ho consigli e contatti da darvi, e posso
aiutare nel processo, ma ci vuole qualcuno (anche più persone: lo consiglio
vivamente) che possono prendersi a carico il progetto. Pensateci
seriamente, ma in fretta perchè mancano meno di 2 settimane.
Andrea
[1] https://meta.wikimedia.org/wiki/Grants:IEG#ieg-applying
Ciao,
potrebbe interessarvi di leggere le risposte ICCU al documento AIB sul
#nuovoSBN.
E' stato pubblicato qui: http://www.aib.it/attivita/2014/41208-iccu-nuovosbn/
Andrea
--
Andrea Marchitelli
marchitelli(a)gmail.com - Roma
Segnalo per chi fosse interessasto che Europeana fornisce i suoi dati in CC
BY SA
http://europeana1914-1918.eu/en/about/terms
di conseguenza tutto ciò che si trova lì, proveniente dal MIBAC, è CC BY
SA, *o no?*
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
*Susanna Giaccai*
Firenze
Si sta sviluppando su Code4Lib una discussione in merito ad un evento in Italia.
Credo che possa interessare un po' di persone anche qui dentro
Nicola
Begin forwarded message:
> From: Karen Coyle <lists(a)kcoyle.net>
> Subject: Re: [CODE4LIB] code4lib italy
> Date: 11 Mar 2014 07:30:16 GMT+1
> To: CODE4LIB(a)LISTSERV.ND.EDU
> Reply-To: kcoyle(a)kcoyle.net
>
> I happen to be in Italy at the moment, having just attended a conference on digital libraries here. [1] My general impression is that actual coding in libraries is rare, but I could ask around among librarians I know here and see what they say. There are some libraries that have had to create their own systems, and this might be a good outlet for those folks. It could also bring out projects that aren't well known.
>
> kc
> [1] http://www.aib.it/attivita/congressi/c2014/fsr2014/
>
> On 3/10/14, 7:54 PM, Eric Lease Morgan wrote:
>> I wonder whether there are enough people and enough interest to organize a Code4Lib Italy event. Hmmm... —Eric Lease Morgan
>
> --
> Karen Coyle
> kcoyle(a)kcoyle.net http://kcoyle.net
> m: 1-510-435-8234
> skype: kcoylenet
A quando un annuncio simile in AIB-CUR ? ma forse siamo sulla strada giusta
;-)
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
*Susanna Giaccai*
Firenze
---------- Forwarded message ----------
From: Proffitt,Merrilee <proffitm(a)oclc.org>
Date: 2014-03-11 22:26 GMT+01:00
Subject: [libraries] Wikipedian in Residence posting at the Houghton
Library (Harvard University)
To: "Wikimedia & GLAM collaboration [Public]" <glam(a)lists.wikimedia.org>,
North American Cultural Partnerships <glam-us(a)lists.wikimedia.org>,
Wikimedia & Libraries <libraries(a)lists.wikimedia.org>
Three month paid position, help spread the word!
http://mblc.state.ma.us/jobs/find_jobs/rss.php?job_id=8583
Merrilee
_______________________________________________
Libraries mailing list
Libraries(a)lists.wikimedia.org
https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/libraries
Gentili Colleghi,
con riferimento allo scarico z39.50 da SBN (regola del 1 - 1), invio un esempio di record bibliografico come esce per gli utenti MARC21.
Osservare in particolare il campo 100 Unimarc (= 008) scaricato nel campo 100 MARC21 (= accesso autore - nome di persona), ecc.
Non ho altro da aggiungere.
Buon lavoro,
Angela Contessi
[cid:image001.png@01CF3DDC.D2AD35A0]
-----Messaggio originale-----
Da: bibliotecari-bounces(a)wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di bibliotecari-request(a)wikimedia.it
Inviato: mercoledì 12 marzo 2014 09:26
A: bibliotecari(a)wikimedia.it
Oggetto: Digest di Bibliotecari, Volume 27, Numero 30
Invia le richieste di iscrizione alla lista Bibliotecari all'indirizzo
bibliotecari(a)wikimedia.it<mailto:bibliotecari@wikimedia.it>
Per iscriverti o cancellarti attraverso il web, visita
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
oppure, via email, manda un messaggio con oggetto `help' all'indirizzo
bibliotecari-request(a)wikimedia.it<mailto:bibliotecari-request@wikimedia.it>
Puoi contattare la persona che gestisce la lista all'indirizzo
bibliotecari-owner(a)wikimedia.it<mailto:bibliotecari-owner@wikimedia.it>
Se rispondi a questo messaggio, per favore edita la linea dell'oggetto in modo che sia più utile di un semplice "Re: Contenuti del digest della lista Bibliotecari..."
Argomenti del Giorno:
1. Re: Risposta ICCU al documento AIB per il #nuovoSBN (Zeno Tajoli)
2. Re: Risposta ICCU al documento AIB per il #nuovoSBN
(Pierfranco Minsenti)
3. Re: Risposta ICCU al documento AIB per il #nuovoSBN (Zeno Tajoli)
4. Re: code4lib italy (Zeno Tajoli)
5. Re: Fwd: [CODE4LIB] code4lib italy (giaccai(a)gmail.com<mailto:giaccai@gmail.com>)
----------------------------------------------------------------------
Message: 1
Date: Tue, 11 Mar 2014 16:43:27 +0100
From: Zeno Tajoli <z.tajoli(a)cineca.it>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Risposta ICCU al documento AIB per il
#nuovoSBN
Message-ID: <531F2F1F.404(a)cineca.it>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed
Cia a tutti,
Il 11/03/2014 15:44, Pierfranco Minsenti ha scritto:
> Io direi: è come se dicessi: a casa mia chiunque è libero di scattare
> foto, non bisogna pagare nulla né chiedere permessi. Ma poi non faccio
> entrare nessuno e chi vuole proprio scattare foto dovrà accontentarsi
> di farlo da dietro i vetri, per quel poco che riuscirà a vedere.
direi che il passo fatto da ICCU rende legale farsi un bot per scaricare tutti SBN via Z39.50 un record alla vota.
E poi usare i record scaricati per quello che ti server.
Certo non e' quello ceh si intende con gli open data
--
Dr. Zeno Tajoli
Dipartimento Gestione delle Informazioni e della Conoscenza z.tajoli(a)cineca.it<mailto:z.tajoli@cineca.it> fax +39 02 2135520 CINECA - Sede operativa di Segrate
------------------------------
Message: 2
Date: Tue, 11 Mar 2014 16:49:18 +0100
From: Pierfranco Minsenti <pierfranco.minsenti(a)gmail.com>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Risposta ICCU al documento AIB per il
#nuovoSBN
Message-ID:
<CAE306MVEjYVjNHaPxrT3eCZ2ECcxAvCTfF_Y2Q-W9Je3ouC2_Q(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Il giorno 11 marzo 2014 16:43, Zeno Tajoli <z.tajoli(a)cineca.it<mailto:z.tajoli@cineca.it>> ha scritto:
> direi che il passo fatto da ICCU rende legale farsi un bot per scaricare
> tutti SBN via Z39.50 un record alla vota.
> E poi usare i record scaricati per quello che ti server.
>
Quindi accontentarsi del formato SUTRS?
Pierfranco
>
> Certo non e' quello ceh si intende con gli open data
>
> --
> Dr. Zeno Tajoli
> Dipartimento Gestione delle Informazioni e della Conoscenza
> z.tajoli(a)cineca.it<mailto:z.tajoli@cineca.it>
> fax +39 02 2135520
> CINECA - Sede operativa di Segrate
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> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it<mailto:Bibliotecari@wikimedia.it>
> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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URL: <http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/attachments/20140311/3dc…>
------------------------------
Message: 3
Date: Tue, 11 Mar 2014 17:01:06 +0100
From: Zeno Tajoli <z.tajoli(a)cineca.it>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Risposta ICCU al documento AIB per il
#nuovoSBN
Message-ID: <531F3342.90509(a)cineca.it>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed
Ciao a tutti,
Il 11/03/2014 16:49, Pierfranco Minsenti ha scritto:
> Il giorno 11 mazo 2014 16:43, Zeno Tajoli <z.tajoli(a)cineca.it
> <mailto:z.tajoli@cineca.it>> ha scritto:
>
> direi che il passo fatto da ICCU rende legale farsi un bot per
> scaricare tutti SBN via Z39.50 un record alla vota.
> E poi usare i record scaricati per quello che ti server.
>
>
> Quindi accontentarsi del formato SUTRS?
no, scaricandoli uno alla volta si puo' chiedere il formato iso2709,
dunque unimarc completo.
Certo e' un bot non facile da fare, bisogna vedere se il target accetta
i bid come chiave di ricerca, come risponde ai bid cancellati e come si
puo' capire che si e' arrivati alla fine dei bid di un polo per poi
partire con un'altro polo.
E probabilmente e' da fare un pausa ogni tanto e non chiamarlo oltre 2-3
volte al secondo.
Ma ora e' legale farlo.
--
Dr. Zeno Tajoli
Dipartimento Gestione delle Informazioni e della Conoscenza
z.tajoli(a)cineca.it<mailto:z.tajoli@cineca.it>
fax +39 02 2135520
CINECA - Sede operativa di Segrate
------------------------------
Message: 4
Date: Tue, 11 Mar 2014 17:14:37 +0100
From: Zeno Tajoli <z.tajoli(a)cineca.it>
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] code4lib italy
Message-ID: <531F366D.1060609(a)cineca.it>
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed
Ciao a tutti,
Il 11/03/2014 15:04, Salvatore Vassallo ha scritto:
> A me la metafora dell'inglese non è mai piaciuta un granché a meno di
> non completarla dicendo che i programmatori (quelli che fanno questo di
> mestiere) sono (e rimango) i traduttori professionisti nella nostra
> metafora.
il thread richiama abbastanza la mia attenzione visto che sono ad
un'hackfest.
Code 4Lib e' un meeting prima di tutto di bibliotrcari che sanno e/o
voglino manipolare codice. Dunque un'alfabetizzazione a programmare
l'hanno tutti.
Questo e' sicuramente aiutato dal sistema USA per cui:
-- Ti laueri il LIS e c'e' la possibilità di fare esami di programmazione
-- Hai una laurea breve in informatica [tendenzialmente più pratica
della nostra] e un Master in LIS.
Le loro laure sono sempre piu pratiche, un informatico/ingegnere
informatico come il nostro lo trovi tra chi fa scelte di approfondimento
teorico [e questi a Code4Lib non ci sono].
Si parla poi di un convengo a cui partecipano 300 persone
da un continete, non da un paese solo.
Poi l'avere la due competenze è fattibile (direi che io e Giulio siamo
due esempi di ciò) ma in Italia questo e' dipeso da scelte di studio
particolari e casi della vita.
La cosa più difficile da umanista e' essere capaci di tradurre il
problema in algoritmi, non fa proprio parte del bagaglio tradizionale di
formazione.
Poi certo i capi pagano uno stipendio, non due
Ciao
Zeno
--
Dr. Zeno Tajoli
Dipartimento Gestione delle Informazioni e della Conoscenza
z.tajoli(a)cineca.it<mailto:z.tajoli@cineca.it>
fax +39 02 2135520
CINECA - Sede operativa di Segrate
------------------------------
Message: 5
Date: Wed, 12 Mar 2014 09:24:47 +0100
From: giaccai(a)gmail.com
To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani
<bibliotecari(a)wikimedia.it>
Subject: Re: [Bibliotecari] Fwd: [CODE4LIB] code4lib italy
Message-ID:
<CAHoaaD6LO3DYcsWZqaR-O5-UDBsb=7Y7F2oTonDd1Ku=J44ypg(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Mi associo a quanto detto da Andrea. Le competenze basilari di informatica
sono generalmente di basso livello nei bibliotecari, Mentre sapere
distinguere tra interfaccia e database, tra dati e il loro uso in modalità
diverse dovrebbe basilare per esempio per chi deve trattare con un
fornitore di sistemi gestionali per biblioteche. Queste competenze basilari
si possono assumere con corsi specifici ma anche con un minimo di interesse
personale a capire il mondo tecnologico che ci circonda.
Buona giornata Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
*Susanna Giaccai*
Firenze
Il giorno 11 marzo 2014 14:50, Pierfranco Minsenti <
pierfranco.minsenti(a)gmail.com<mailto:pierfranco.minsenti@gmail.com>> ha scritto:
> Io trovo molto importante la funzione di "traduttore" a cui ti riferisci:
> funzione che presuppone alcune competenze che stanno "dall'altra paret". E
> ovviamente non c'è una frontiera definita. Piuttosto una zona grigia che
> l'interessato può percorrere in avanti, se vuole e sarà utile.
> Ma questo per me non deve voler dire: imparare a fare un altro mestiere
> che richiede un percorso di studi ad hoc. O meglio: nessuno te lo
> impedisce, è ovvio. È una tua decisione. Ma io lo chiamo: cambiare
> mestiere. È diverso. Certo avere in mano 2 diverse competenze professionali
> è una bella cosa: non dico certo di no. Ma non lo vedo come un modello che
> sarebbe opportuno per tutti raggiungere. Non è come l'inglese. Non faccio
> fatica a credere che ai capi farebbe comodo avere persone che fanno tutto:
> a quale capo non ha mai fatto comodo pagare uno e avere due? Ma non è una
> ricetta da suggerire in maniera generalizzata perché un conto è
> raggiungere una buona doppia competenza (che poi viene però pagata come una
> sola), un altro conto è pensare che gli specialismi possono essere
> scavalcati facilmente. Pensarlo è una questione del tutto personale. Chi ci
> crede lo può fare. Ma ill lavoro vero, non generico, è lavoro
> specializzato. Che è un'altra cosa dall'evere tante competenze perché non è
> detto che la tua istituzione trovi opportuno usarle tutte. L'organizzazione
> del lavoro è anche decisa in base all'esame delle competenze interne e al
> fatto che magari si giudica inutile far mettere le mani sul web a un non
> specialista che potrebbe metterci il triplo del tempo di uno specialista.
> In sostanza: distiguiamo tra il sapere arrangiarsi perché non è possiible
> ottenere di più, dal predicare una filosofia da smanettoni. I titoli di
> studio (seri) sono ancora qualcosa che fa la differenza. Se poi qualcuno
> ottiene di sapere lo stesso con un percorso da autodidatta smanettone,
> forse è un'eccezione, non un modello per tutti.
>
> Pierfranco
>
>
>
> Il giorno 11 marzo 2014 14:34, Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com<mailto:zanni.andrea84@gmail.com>> ha
> scritto:
>
>> A parte il mio uso di termini inappropriati (digital illiteracy non è il
>> termine giusto, forse dovrei parlare di "programming illiteracy")
>> io quasi ne faccio un discorso di principio.
>>
>> E uso una bella metafora del mio capo: il "saper programmare" adesso è
>> come il "saper l'inglese" di 20 anni fa. Se una volta il top manager
>> dell'azienda girava con l'interprete tutto il tempo, oggi c'è il tecnico
>> chedeve assistere lo stesso manager sui problemi tecnici/tecnologici.
>> L'inglese (a vari livelli) il manager lo sa, gli manca un'altra competenza.
>> Forse fra 20 anni cambierà ancora.
>>
>> Con questo non voglio dire che se non si è programmatori non si è nulla:
>> esiste anche il problema opposto che i programmatori sanno fare solo
>> quello, spesso senza alcun tipo di visione o sguardo a lungo termine.
>> Voglio però dire che una competenza informatica "seria" serve sempre di
>> più, e più c'è meglio è.
>> Il bibliotecario che conosce bene i suoi sistemi e può modificare il
>> codice di Koha ha un potere nelle sue mani che il catalogatore non ha. Ha
>> anche la possibilità di vedere quello che fanno altri, di scrivere piccoli
>> script che gli facilitano la vita, di imparare cose tecnologiche più in
>> fretta, ecc.
>> La mia competenza informatica non arriva a programmare, ma so capire
>> certe cose, e ogni tanto mi rendo conto che io spesso faccio il
>> "traduttore" fra competenze diverse.
>> Sapessi anche scrivere codice, sarebbe sicuramente meglio.
>>
>> Fateci caso:
>> in questa lista sono iscritti moltissimi biliotecari che si "parlano" o
>> "balbettano" l'informatichese, proprio perchè la competenza sul digitale è
>> una cosa sentita.
>>
>> Andrea
>>
>>
>> 2014-03-11 14:19 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti <
>> pierfranco.minsenti(a)gmail.com<mailto:pierfranco.minsenti@gmail.com>>:
>>
>> Beh, io distinguerei la digital literacy come competenza generale di uso,
>>> dalla capacità di programmare che invece è una competenza molto
>>> specialistica raggiunta dopo una formazione adeguata, e quindi non metterei
>>> la digital illiteracy sullo stesso piano dell'analfabetismo per un enorme
>>> numero di ragioni, anche pratiche.
>>>
>>> Detto questo: se vogliamo dire che in Italia manca quella competenza in
>>> biblioteca sono d'accordo: questo è il vero problema: l'assenza di figure
>>> specialistiche in un certo contesto lavorativo e che sappiano interagire
>>> con chi ha altre competezne specialistiche complemntari in modo da
>>> realizzare un risultato comune, ache anche nelle dittee viene ottenuto
>>> grazie al concorso di specializzazioni diverse. Ma la soluzione non è certo
>>> che tutti dovrebbero avere quella alfabetizzazione perché allora saremmo
>>> davanti a una competenza generica, abborracciata, improvvisata. Ma su
>>> questo non vorrei discutere oltre per non discutere troppo di questioni di
>>> principio.
>>> Se siamo d'accordo che il problema è che le biblioteche non reclutano
>>> programmatori, vorrei citare almeno un caso diverso: una Università appena
>>> al di là della frontiera, quella del Canton Ticino, ha un sistema
>>> bibliotecario diretto da un italiano formatosi a Milano. Quando nel 2012
>>> hanno preso il discovery tool di Ex Libris hanno anche deciso di assumere
>>> un ingegnere informatico. La ragione è che questo software, a differenza di
>>> quello che magari si pensa in genere, consente anche la creazione di
>>> estensioni che poi è possibile condividere tramite una apposita
>>> piattaforma. Questo lo fanno molto all'estero: per es. in Danimarca, dove
>>> le istituzioni che hanno Primo lo fanno gestire a ingegneri informatici,
>>> persone in grado di programmare per personalizzare e che poi mettono in
>>> comune le soluzioni.
>>>
>>> Quale è il problema delle biblioteche italiane? Il fatto che non possono
>>> assumere, e se anche potessero non possono dare stipendi in grado di
>>> attrarre le competenze di un programmatore. Nel caso degli atenei, quelli
>>> medi e grossi possono avere programmatori, ma vengono usati per altre
>>> funzioni ritenute più importanti. Nel caso delle biblioteche di pubblica
>>> lettura, poi, parlando di grandi consorzi, la loro politica è consistita
>>> nell'ultimo decennio nell'outsourcing completo di quelle funzioni, per
>>> tante ragioni a iniziare dal fatto che erano convinti che la specificità di
>>> una biblioteca è il servizio in sede. Il punto è che chi viene in sede è
>>> anche utente del tuo web e se lo sai personalizzare è meglio: sei più
>>> rapido, più interattivo rispetto alla tua utenza. Il servizio nella sede
>>> fisica e il servizio on line non sono cose che si ecludono perché l'utenza
>>> usa entrambi. Viene il dubbio: ma avevano capito che cosa stava nascendo
>>> oppure hanno sottovalutato il basso costo della tecnologia perché l'hanno
>>> giudicata (sottovalutata) a partire dalla loro esperienza tecnologica:
>>> fatta solo di grossi cataloghi gestiti centralmente oppure di cataloghini
>>> locali? Comunque la situazione è questa.
>>>
>>> Pierfranco
>>>
>>>
>>> Il giorno 11 marzo 2014 13:10, Andrea Zanni <zanni.andrea84(a)gmail.com<mailto:zanni.andrea84@gmail.com>>ha scritto:
>>>
>>> Questo post rischia molto di andare OT, ma non resisto.
>>>> Secondo me è un discorso profondo, in realtà.
>>>>
>>>> C'è una digital illiteracy imperante, e il mondo "attorno alle
>>>> biblioteche e più in generale ai libri" non nè ovviamente esente.
>>>> Il punto è che, allo stato attuale (Italia, 2014, ma non solo) non
>>>> esiste (o se esiste è più unico che raro) chi sa fare bene il suo lavoro e
>>>> sa pure programmare.
>>>> Saper usare gli strumenti del digitale (saper creare uno script quando
>>>> serve, o un database, incrociare dati, ecc. ecc.) sarebbe fondamentale per
>>>> ogni tipo di professione/disciplina, perchè ancora devono inventare
>>>> qualcosa in cui un approccio-automatico-che-lavora-coi-dati non funziona.
>>>> Se Obama chiede alla nazione di imparare a programmare un senso c'è (al
>>>> netto della retorica e tutto). Il web è un mondo (un generatore di mondi),
>>>> e saperlo costruire è potere.
>>>> E' la nuova versione dell'analfabetismo (e lo dico da analfabeta,
>>>> ovviamente).
>>>>
>>>> Andre
>>>>
>>>>
>>>> 2014-03-11 12:47 GMT+01:00 Giulio Bonanome <gbonanome(a)gmail.com<mailto:gbonanome@gmail.com>>:
>>>>
>>>> Grazie per l'inoltro.
>>>>>
>>>>> +1 per l'idea ma +1 anche per quanto dice Salvatore. Ho risposto
>>>>> direttamente su Code4Lib, al massimo conto 10-15 persone potenzialmente
>>>>> interessate in tutta Italia :)
>>>>> Non solo mancano gli sviluppatori "dentro" le biblioteche, ma non vedo
>>>>> nemmeno un ecosistema di sviluppatori "fuori" dalle biblioteche.
>>>>>
>>>>> Ciao
>>>>> Giulio
>>>>>
>>>>>
>>>>> Il giorno 11 marzo 2014 10:27, Salvatore Vassallo <
>>>>> vassallosalvatore(a)gmail.com<mailto:vassallosalvatore@gmail.com>> ha scritto:
>>>>>
>>>>> Qualche anno fa si provò a fare SoftXBIB all'interno delle Stelline.
>>>>>>
>>>>>> Nella prima edizione fui anche coinvolto. Mia generale impressione:
>>>>>> Code4Lib è un'altra cosa.
>>>>>> Quello che si è riuscito a fare, per certi versi pur meritevole e
>>>>>> lodevole nel tentativo, oscillava vagamente tra la marchetta e il poco più.
>>>>>>
>>>>>> Il motivo, in parte, lo dice Karen Coyle
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> "My general impression is that actual coding in libraries is rare"
>>>>>>
>>>>>> anche nel seminario di Koha indicato in code4lib i bibliotecari che
>>>>>> ci hanno realmente smanettato sono pochi. E imho non quelli che
>>>>>> intervenivano (intendiamoci erano interventi interessanti di chi deve
>>>>>> gestire usare etc un software, ma COD4LIB è altro).
>>>>>>
>>>>>> Io nel nostro micromondo di archivisti vengo talvolta additato come
>>>>>> "troppo" informatico... e non so programmare realmente. Figuratevi il resto.
>>>>>>
>>>>>> Però, leggendo questa lista una flebile speranza sembra esserci,
>>>>>> anche se la mia impressione è che per qualcosa paragonabile agli altri
>>>>>> CODE4LIB è ancora un po' presto.
>>>>>>
>>>>>> Detto questo è ovvio il mio +1 all'idea
>>>>>>
>>>>>> A presto
>>>>>> Salvatore
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> 2014-03-11 9:59 GMT+01:00 Nicola Carboni <nic.carboni(a)gmail.com<mailto:nic.carboni@gmail.com>>:
>>>>>>
>>>>>>> Si sta sviluppando su Code4Lib una discussione in merito ad un
>>>>>>> evento in Italia.
>>>>>>> Credo che possa interessare un po' di persone anche qui dentro
>>>>>>>
>>>>>>> Nicola
>>>>>>>
>>>>>>> Begin forwarded message:
>>>>>>>
>>>>>>> *From: *Karen Coyle <lists(a)kcoyle.net<mailto:lists@kcoyle.net>>
>>>>>>> *Subject: **Re: [CODE4LIB] code4lib italy*
>>>>>>> *Date: *11 Mar 2014 07:30:16 GMT+1
>>>>>>> *To: *CODE4LIB(a)LISTSERV.ND.EDU<mailto:*CODE4LIB@LISTSERV.ND.EDU>
>>>>>>> *Reply-To: *kcoyle(a)kcoyle.net<mailto:*kcoyle@kcoyle.net>
>>>>>>>
>>>>>>> I happen to be in Italy at the moment, having just attended a
>>>>>>> conference on digital libraries here. [1] My general impression is that
>>>>>>> actual coding in libraries is rare, but I could ask around among librarians
>>>>>>> I know here and see what they say. There are some libraries that have had
>>>>>>> to create their own systems, and this might be a good outlet for those
>>>>>>> folks. It could also bring out projects that aren't well known.
>>>>>>>
>>>>>>> kc
>>>>>>> [1] http://www.aib.it/attivita/congressi/c2014/fsr2014/
>>>>>>>
>>>>>>> On 3/10/14, 7:54 PM, Eric Lease Morgan wrote:
>>>>>>>
>>>>>>> I wonder whether there are enough people and enough interest to
>>>>>>> organize a Code4Lib Italy event. Hmmm... ?Eric Lease Morgan
>>>>>>>
>>>>>>>
>>>>>>> --
>>>>>>> Karen Coyle
>>>>>>> kcoyle(a)kcoyle.net<mailto:kcoyle@kcoyle.net> http://kcoyle.net
>>>>>>> m: 1-510-435-8234
>>>>>>> skype: kcoylenet
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Fine di Digest di Bibliotecari, Volume 27, Numero 30
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