It is clear to me that the role of the librarian in society is a radical
one. We provide access to information in a society that is subjected to
both filtered information from the media, and growing corporate control of
the flow of information. With the growth of neo-liberalism, the
institution of the public library has increasingly become a radical idea.
After all, in a neo-liberal society, everything has its price, including
information. An institution that provides free access to anything in a
neo-liberal society is by default an anomaly and a radical one at that. It
therefore follows that the role of the librarian is equally radical. After
all, a professional librarian provides access to information without
discrimination, a dangerous concept in any society where information is
majority controlled either by the state or by corporate interests.
http://infoism.co.uk/2013/03/facilitating-consent-whither-the-radical-libra…
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Scusatemi,
questo messaggio mi e' stato inoltrato poco fa: non mi interessa fare
propaganda politica, ma solo rilevare che la newsletter rende noto che la
questione della presunta chiusura di SBN e' stata oggetto anche di
un'interrogazione parlamentare a Bray (cosa di cui io personalmente non
ero al corrente) .
---------- Forwarded message ----------
From: C @gmail.com <c(a)gmail.com>>
Date: 2013/6/18
Subject: Fwd: [Notizie SEL Firenze] La cosa giusta. Con coerenza.
To: NATALIA PIOMBINO <natalia.piombino(a)nyu.edu>
Cara Natalia,
questo ci interessa, forse l'hai già letto, c.
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: SEL Firenze News (news letter di SEL Firenze) <notizie(a)selfirenze.org>
Date: 18 giugno 2013 01:35
Oggetto: [Notizie SEL Firenze] La cosa giusta. Con coerenza.
A: notizie(a)selfirenze.org
*Sinistra Ecologia Libertà **Toscana* *Newsletter*
*
*
*Care amiche, cari amici, care compagne, cari compagni,*
a un mese dalla bella giornata di piazza Santi
Apostoli<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1VFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
alla quale la Toscana ha preso
parte<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1RFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
con
un gruppo ampio e variegato, non è facile tracciare un bilancio di questi
trenta e più giorni trascorsi tra vecchie difficoltà e nuove speranze.
Il 18 maggio, a Roma, siamo scesi in piazza al fianco della
Fiom<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1dFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
per
ribadire, ancora una volta, che il futuro che sognamo non può più
aspettare, un futuro da costruire insieme sulle solide fondamenta del
diritto all'istruzione, alla cittadinanza, al lavoro, della tutela e della
protezione dei beni comuni.
Il 26 e 27 maggio<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1ZFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
molti comuni della nostra regione sono stati chiamati alle urne per le
elezioni amministrative. Un appuntamento che si è rivelato essere dal
sapore dolce e amaro allo stesso tempo. Dolce, perchè foriero di un buon
risultato per Sinistra Ecologia e Libertà e per tutto il centrosinistra;
amaro, perchè a vincere è stato quello stesso centrosinistra che a livello
nazionale si è dissolto<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1lFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
sotto
i colpi delle larghe intese. Un accordo scellerato a cui si deve, in buona
parte, il dato più allarmante di questa tornata elettorale: un livello di
astensione mai registrato prima, sintomo di una sfiducia crescente e di una
domanda nascosta di buona politica.
*Per SEL, la buona politica è coraggio, innovazione, partecipazione*, anche
e sopratutto su temi che riguardano tutti noi come la gestione dei
rifiuti<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBW1hFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
.
La buona politica è quella che due anni fa ha portato alla vittoria del sì
nel referendum per l'acqua pubblica e che oggi, con costanza, prosegue
quella battaglia con la capacità di guardare oltre il proprio giardino. La
campagna per l'ICE "L'acqua è un diritto
umano"<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlFFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
alla quale SEL ha aderito, è questo: un grande invito alla partecipazione
come cittadine e cittadini europei, affinchè l'acqua diventi un bene comune
per ogni uomo e ogni donna della nostra Europa. Nello stesso tempo, a Roma,
anche le parlamentari toscane di SEL non hanno fatto mancare il proprio
impegno in questa battaglia, aderendo, nel giorno del secondo anniversario
dal referendum, all'intergruppo per l'acqua bene
comune<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlBFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
insieme a deputati e senatori (pochi) di PD e M5S.
Per Alessia Petraglia<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlNFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
, Marisa Nicchi<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlJFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
e Martina Nardi<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlVFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
continua
il difficile lavoro in un Parlamento "ostaggio" di una maggioranza
paradossale. Ma quello che conta è che la sinistra c'è, si vede, si fa
sentire, è argine e garanzia di una situazione che sembra sempre essere sul
punto precipitare.
Alla Camera, la legge 194 e la sua concreta applicazione è stata al centro
di una mozione<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlRFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
presentata,
tra gli altri, da Marisa, e approvata con l'astensione(!) del Partito
Democratico<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWldFBwNKCw8IVQ%3D%3D>:
un fatto politico inquietante, perché si tratta di una non-scelta compiuta
sulla pelle delle donne.
Negli stessi giorni del bel risultato referendario di
Bologna<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlZFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
sui
finanziamenti alla scuola pubblica, notevole è stato poi l'impegno sui
fronti dell'istruzione e della cultura, dentro e fuori il Parlamento. I
continui tagli, le risorse insuffcienti, la costante rinuncia ad investire
in un settore culturale così importante generano ogni giorno guasti che
passano sotto silenzio. Soltanto un'interrogazione presentata da
SEL<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWllFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
ad esempio, ha portato alla luce lo "scandalo" della chiusura per mancanza
di fondi del Servizio Bibliotecario Nazionale, il catalogo del patrimonio
librario di cinquemila biblioteche italiane, un fiore all'occhiello preso a
modello da molti paesi europei. All'assemblea dei lavoratori e delle
lavoratrici delle Fondazioni
lirico-sinfoniche<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcBWlhFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
alla quale erano presenti tanti lavoratori del Maggio Fiorentino, ennesima
ferita al patrimonio culturale italiano, ha portato il contributo e la
presenza di Sinistra Ecologia e Libertà.
Al rafforzamento dei servizi socioeducativi, sostegno alle famiglie e
stimolo di crescita per i cittadini di domani, mira invece l'interrogazione
presentata in commissione Affari Sociali da
Marisa<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcAU1FFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
nella quale si chiede un impegno di risorse maggiore per la realizzazione e
il potenziamento degli asili nido, soprattutto al sud, dove potrebbero
contribuire ad un rilancio dell'occupazione femminile.
Il lavoro rimane la piaga più grande del nostro Paese e della nostra
regione. A Grosseto, la grottesca vicenda della Mabro ha impegnato Marisa e
Martina, davanti ai cancelli della
fabbrica<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcAU1BFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
e
alla Camera, dove è stato richiesto un intervento al Ministro dello
Sviluppo economico<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcAU1NFBwNKCw8IVQ%3D%3D>.
Al contempo, una speranza si è riaccesa per l'area industriale di Piombino,
con l'approvazione in Senato del cosiddetto "decreto legge emergenze". Un
voto, purtroppo, sul quale Sinistra Ecologia e Libertà si è dovuta
astenere<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcAU1JFBwNKCw8IVQ%3D%3D>,
dopo aver chiesto invano, in aula e in commissione, di separare gli
interventi per Piombino dallo stanziamento di nuovi fondi per la TAV in Val
di Susa, avvenuto a dispetto della mancanza delle risorse necessarie per la
ricostruzione in Abruzzo e in Emilia.
*Una scelta difficile perchè difficile è la scelta di essere coerenti*. Ma
noi ci vogliamo provare lo stesso, con serietà, rispetto, passione,
convinti di poter contribuire, ogni giorno, a posare un altro mattoncino
con cui costruire un mondo migliore.
*Non rispondere a questo messaggio, se vuoi contattarci usa i recapiti che
trovi in calce.*
--> Aiutaci a diffondere questo messaggio presso i tuoi contatti usa questo
link<http://www.seltoscana.it/newsletter/lt.php?id=Kh4DAgcAU1VFBwNKCw8IVQ%3D%3D>
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Ciao,
una questione che mi da' un po' di noia e non riesco a risolvere,
magari qualcuno riesce a darmi una spiegazione.
Il widget montato nella pagina
http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/
mostra un tot di tweet, su una search per l'hashtag #nuovosbn
La stessa search che si attiva cliccando sull'hashtag che compare
nella testata del widget.
Nella search su https://twitter.com/search/?q=%23nuovosbn pero' ci
sono piu' tweet, anche tra quelli recenti (es. il secondo della lista,
quello di Susanna) che e' piu' recente di quello di Enrico.
Preciso che ho impostato il widget sul mio account @marchitelli e che
sono follower sia di Susanna sia di Enrico (ma la cosa non dovrebbe
importare).
Il widget in generale mi pare che si aggiorni (ha recuperato un
retweet di ieri, successivo alla messa online del widget.
Any ideas?
Andrea
--
Andrea Marchitelli
marchitelli(a)gmail.com - Roma
Ai wikipedia i del gruppo.
Questa mail alla lista AIB-CUR raggiunge 6/7.000 bibliotecari.
Buona domenica
Susanna
Susanna Giaccai
invio da cellulare
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: "Giovanni Bergamin" <giovanni.bergamin(a)bncf.firenze.sbn.it>
Data: 15/giu/2013 17:09
Oggetto: Wikipedia e Nuovo Soggettario
A: <AIB-CUR(a)list.cineca.it>
Cc:
Informo - per conto della BNCF - che da maggio Wikipedia offre - quando
applicabible - nella sezione 'Collegamenti esterni' delle sue voci il
collegamento al Thesaurus del Nuovo Soggettario.
Per esempio alla voce della Wikpedia Bioarchitettura
<http://it.wikipedia.org/wiki/Bioarchitettura> in fondo alla pagina si
puo' trovare il collegamento esterno che segue: 'Bioarchitettura in
Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013'
<http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=33097>
Gli utenti che arrivano al Thesaurus dalla Wikipedia possono quindi
consultare le relazioni collegate al termine cercato o - grazie al
collegamento con l'OPAC della BNCF - esaminare le notizie bibliografiche
collegate.
Qui un elenco di voci della Wikipedia con il collegamento al Thesaurus
<http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Thesaurus_BNCF>
Ricordo che a oggi il Thesaurus integra nella sua struttura 11.757
collegamenti alla Wikipedia e che la versione SKOS/RDF del Thesaurus
<http://thes.bncf.firenze.sbn.it/thes-dati.htm> registra 11.185
collegamenti - qui e' proprio il caso di dire 'semantici' - a DBpedia
<http://it.dbpedia.org/>
Giovanni Bergamin
Giovanni Bergamin - Servizi Informatici - +39 055 24919219 - Biblioteca
Nazionale Centrale Firenze - giovanni.bergamin(a)bncf.firenze.sbn.it
forte di un minimo di consenso espresso
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_progetto:GLAM/Biblioteche e di
molto silenzio-assenso ;-) mi sono messa a riorganizzare la nostra pagina
di progetto http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:GLAM/Biblioteche
vedete dei {{WIP open|Virginia Gentilini}} su Domande frequenti, Progetti
con le biblioteche e Coordinamento. Mi rendo conto che sembri un po' la
campagna di Russia ma conto di sistemare tutto entro domenica. Per i non
esperti, il template WIP introduce l'avviso che vedete in cima alle pagine
e serve a evitare conflitti di edizioni, cioè pasticci dovuti al fatto che
più persone fanno interventi radicali in contemporanea
una prima cosa utilissima che potreste fare è vedere le FAQ, ho già messo
online il testo precedente tradotto da WLL, ma ora integrato con quello che
avevamo più o meno scritto noi. Ne esce una pagina un po' lunga, ma d'altra
parte si tratta appunto di FAQ e la struttura complessiva a me sembra
abbastanza buona. Ho cercato di sintetizzare tutto il possibile e di
riorganizzare senza perdere informazioni. Se vi fa schifo, basta 1 rollback
(ho copiato tutto il testo nuovo in un colpo solo, sperando sia una
procedura sensata)
vi saluto, che d'altra parte sono le 22.30 di venerdì sera
grazie
virginia
2013/6/12 Virginia Gentilini <virginia.gentilini(a)gmail.com>
> siate buoni, uscite un momento dalle grandi questioni ed esprimete il
> vostro parere su questo :-)
>
>
> it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_progetto:GLAM/Biblioteche#Riorganizziamo_…
>
> grazie
> virginia
>
Segnalo agli ultimi entrati in lista che la nostra iniziativa deriva dal
progetto internazionale GLAM promosso dalla Wikimedia Foundation
e qui il collegamento ai progetti in corso nei vari paesi
http://outreach.wikimedia.org/wiki/GLAM/Newsletter
Un saluto Susanna
======================
*Susanna Giaccai - Firenze
*http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai<http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita>
Simona,
il fulcro del mio intervento non sono le "regole" catalografiche ma
qualcosa che viene prima delle regole: la necessità di tenere in
cosiderazione le esigenze di interoperabilità semantica dei dati italiani
quando una commissione si mette a tavolino ad elaborare le regole.
Vorrei dimostrare che le regole dovrebbero considerare adeguatamente un
caso di riuso dei dati che è molto importante: il caso della importazione
dei records nei portali internazionali, aggregati con i dati stranieri, e
quindi la necessità di ottimizzare i dati fin dall'inizio (e non al momento
di fare un export) per soddisfare bene questa esigenza. Per i records di
autorità relativi ai nomi autori significa: devono consentire
l'identificazione univoca della persona e solo così si prestano ad essere
confrontati e aggregati a records provenienti da altre agenzie.
Il caso VIAF dimostra concretamente che le regole italiane falliscono su
questo punto perché c'è stata confusione tra due cose molto diverse: il
principio di garantire la forma nazionale e quelli che sono i dati minimi
di un records di autorità.
Garantire il principio della forma nazionale vuole dire che l'autore del
Giardino dei cliegi riceve la forma controllata Chekhov, Anton Pavlovich
dalla Library of Congress; la forma Čehov, Anton Pavlovič dalla
Bibliothèque Nationale de France; la forma Čechov, Anton P. dalla Deutsche
Nationalbibliothek; e la forma Čehov, Anton Pavlovič in SBN.
MA il principio della forma nazionale NON vuole dire che il record di
autorità deve contenere solo il nome e non altri elementi identificanti E
NON vuole neppure dire che se vengono aggiunti ulteriori elementi
identificanti sia opportuno inserirli in una nota generica che li rende
adatti alla lettura umana ma inadatti a procedure di parserizzazione. Mi
sembra che in SBN si sia fatta confusione sui 2 aspetti (1. la forma del
nome; 2. i contenuti minimi del record) ritenendoli la stessa cosa: e che
questo abbia portato a considerare legittimo un record povero di dati come
quello codificato da RICA, nella convinzione che i principi internazionali
riconoscessero all'Italia il diritto di fare come voleva senza considerare
che così veniva prodotto un record inadatto a procedure algoritmiche di
confronto con records stranieri. Un conto è dire che nessuna norma
internazionale dichiara sbagliato quello che si fa in SBN; un altro conto è
dire che quelle modalità sono efficaci per garantire il principio
dell'univocità e quindi il riuso dei records in un contesto sempre più
globale.
Una scusante (parziale) è dovuta all'assenza di uno standard internazionale
per i records di autorità. Ma gli altri paesi si sono in gran parte
allineati su una specie di standard de facto. Non l'Italia perché non ha
tenuto conto dell'esigenza di interoperabilità e ha mantenuto in un
catalogo elettronico regole pensate per le schede cartacee e inadatte a
sfruttare le opportunità che mette a disposizione un sistema elettronico di
gestione dei records.
Quindi io parlo di qui principi guida che precedono le regole vere e
proprie: principi del tutto equivalenti a quelli che hanno portato all'uso
internazionale del MARC dagli anni '60 per lo scambio dei dati e all'uso
delle ISBD per l'uniformità semantica della descrizione al fine di favorire
leggibilità e scambio.
Quello che è successo ai records italiani importati nel VIAF è l'esempio
concreto che serve a dimostrare l'importanza del principio che sottolineo e
cosa succede quando non se ne tiene conto.
A me non è chiaro che cosa intendi quando vedi il problema della possibile
sovrapposizione perché io ho inserito nel documento un intero abstract
dell'intervento e i suoi contenuti sono sparsi in una sacco di email
pubblicate in questa lista. Ma io non vedo l'abstract del tuo intervento e
non conosco l'obiettivo che ti proponi e le conclusioni che vorrai
dimostrare. Il titolo che hai messo non è dimostrativo del contenuto.
Comunque per non ingenerare gli equivoci possibili che hai indicato nel tuo
commento al documento, ho modificato la formulazione del punto 3 in questo
modo:
3. ripensare le regole per quanto riguarda i records di autorità sia sotto
il profilo dei contenuti (quali sono i contenuti minimi di un record di
autorità); sia sotto il profilo della organizzazione dei contenuti
all’interno del record (la sintassi, il formato), sia per sfruttare le
opportunità che offre il mezzo elettronico per formalizzare i dati
(renderli autoesplicativi con apposite etichette; usare un formato più
granulare e quindi runicniare all’uso che fa SBN di note generiche) e così
predisporli a trattamenti automatici. L’assenza di uno standard
internazionale relativo ai records di autorità non impedisce di tenere
conto di quello che pare essere uno “standard de facto” ricavabile dalle
regole adottate con una certa uniformità da alcune grandi biblioteche
nazionali straniere e che ha dato esito positivo nel caso della
importazione di quei records nel VIAF.
Fammi sapere cosa ne pensi e ti ringrazio per le tue considerazioni che
aiutano ad arrivare a un risultato collaborativo.
ciao
pierfranco
Il giorno 12 giugno 2013 14:21, Simona Turbanti <sturbanti(a)gmail.com> ha
scritto:
> Intervengo nuovamente circa i contenuti dei nostri interventi il 20, per
> cercare di coordinarci al meglio.
> Come si nota dal doc. in Drive, Pierfranco e io rischiano di sovrapporsi
> parzialmente; visto che 5/7 minuti sono pochi e e' bene sfruttarli al
> massimo.
> E' vero che "repetita iuvant" e che e' meglio essere piu' spontanei
> possibile, ma forse fare in due un discorso analogo sulle regole
> catalografiche non e' molto conveniente.
> Che ne dici Pierfranco (e chi vuole, ovviamente)?
> simona
>
> P.S.
> Ho inserito un'osservazione nel discorso di Pierfranco riguardo
> all'inopportunita', a mio parere, di non citare in alcun modo
> l'adattabilita' delle REICAT a SBN (tema diverso, ovviamente, dalla
> necessita' invece dell'internazionalita'), punto che in passato ha
> "viziato" i record italiani da "stili" in vigore solo all'interno di SBN e
> non contemplati in alcun standard internazionale (si pensi, in descrizione,
> al famigerato utilizzo delle quadre per racchiudere l'anno di copyright
> coincidente con quello di stampa, quando in tutto il mondo le quadre
> denotano solo elementi desunti da fonti non prescritte, o all'uso dei due
> punti e dei cancelletti nei nomi degli autori, ecc.)...
>
>
>
> Il giorno 11 giugno 2013 23:49, Cristian Consonni <kikkocristian(a)gmail.com
> > ha scritto:
>
> Il 11 giugno 2013 23:14, Luca Martinelli <martinelliluca(a)gmail.com> ha
>> scritto:
>> > Io credo di potere, in seguito a colloqui con il mio direttore,
>> > finalmente esserci il 20 giugno, anche a nome di WMI (se WMI è
>> > d'accordo). :)
>>
>> Il vicepresidente di WMI dice di essere d'accordo.
>>
>> C
>> _______________________________________________
>> Bibliotecari mailing list
>> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it
>> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
>>
>
>
> _______________________________________________
> Bibliotecari mailing list
> Invio messaggi in lista: Bibliotecari(a)wikimedia.it
> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
>
Se lo SPAM non è arrivato anche a voi, guardatevi questa meravigliosa
biblioteca
Susanna
======================
*Susanna Giaccai - Firenze
*http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccai<http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita>
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Area_Progetti <postmaster(a)area-progetti.it>
Date: 12 giugno 2013 18:02
Oggetto: AREAPROGETTI NEWSLETTER #14
A: info(a)area-progetti.it
[image: AP] [image: ap] via regaldi 3
10154 torino t +39 011 2386221
f +39 011 2359391 www.area-progetti.it newsletter #14
*12 giugno 2013*
[image: ap]
* in primo piano*
MOviMEnte, la nuova Biblioteca della Città di Chivasso, apre al pubblico
con l'allestimento definitivo
[image: ap]
//
* **MOviMEnte, la nuova Biblioteca della Città di Chivasso, apre al
pubblico con l'allestimento definitivo
*
Nel maggio 2013 si sono conclusi i lavori di allestimento interno della
Biblioteca MOviMEnte, su disegno di AREAPROGETTI.
Così come l'immagine esterna è caratterizzata dal colore intenso e dal
disegno contemporaneo, lo è anche lo spazio interno, in cui sono molto
evidenti la scala centrale di forma elicoidale, e lo scaffale ibrido lungo
quanto la parete di fondo, opaca, che si sviluppa su entrambi i piani e che
contiene una quota consistente del patrimonio della biblioteca.
Il risultato è quello di biblioteca per i viaggiatori reali e virtuali, che
saprà attrarre, oltre ai lettori affezionati, nella capiente sala di
lettura che si affaccia sulla piazza del Movicentro, anche il pubblico di
passaggio, attraverso una immagine innovativa, procedimenti di prestito
rapidi, esposizione di novità librarie e di dispositivi elettronici (ebook,
tablets), collegamenti internet, ben visibili anche da un passante
attraverso il prospetto trasparente, in uno spazio caratterizzato da una
immagine contemporanea e facilmente leggibile.
In questo ambiente, al piano terra, vengono fornite, attraverso monitor di
grandi dimensioni, tutte le informazioni legate agli orari dei trasporti e
si possono acquistare i titoli di viaggio nella biglietteria automatica; il
tempo che intercorre tra un viaggio e l'altro può essere utilizzato per un
passaggio in biblioteca, per leggere un libro, un quotidiano, prenotare un
viaggio, vedere un film.
Al primo piano trovano posto, oltre alla sala per lo studio raccolto ed
individuale, gli spazi per i bambini, quelli per i ragazzi e un minicinema.
Il patrimonio librario a scaffale aperto potrà arrivare fino a 30.000
volumi; quello restante occuperà il deposito interrato, con superficie di
400 mq; i posti a sedere, tradizionali ed informali, a disposizione degli
utenti, saranno circa 180.
* Il Movicentro, progetto regionale, è un nodo di interscambio posto
strategicamente in corrispondenza di incroci significativi tra linee
ferroviarie, automobilistiche e parcheggi, e consente all'utenza di
iniziare, proseguire, terminare uno spostamento scegliendo il modo di
trasporto più rapido ed adatto alle personali esigenze in un ambiente
dotato di servizi di elevata qualità. Ne sono stati realizzati o sono in
fase di realizzazione circa 30, l'unico che prevede una biblioteca è quello
di Chivasso.
Progetto di allestimento e grafica: AREAPROGETTI srl
Fornitura e posa arredi: Tecnocoop srl
Fornitura e posa grafica: Fabbricanti di Immagine
[image: ap] // AREA PROGETTI Giorgio Gazzera, Domenico Racca
e Raffaella Magnano, dal 1995, con Marco Cuccureddu, dal 2007, integrano le
loro diverse specializzazioni e stimoli interpretativi per elaborare
progetti di restauro di edifici storici, allestimento museale, biblioteche
e strutture assistenziali. Il linguaggio architettonico, in forte relazione
con le architetture esistenti, ha guidato importanti progetti di recupero
di edifici storici vincolati. La ricerca continua nell'organizzazione degli
spazi correlata al rapporto tra biblioteca pubblica e società
dell'informazione, in collaborazione con i maggiori esperti bibliotecari
italiani ed europei, si è concretizzata nella progettazione di nuove
strutture in ambito italiano. L'attenzione al risparmio energetico ed alla
sostenibilità da tempo guidano la realizzazione di edifici passivi
connotati da scelte progettuali innovative e tuttavia non scontatamente
ipertecnologiche. Il successo riscontrato in importanti concorsi di
progettazione è frutto di una forte capacità di gestione e coordinalmento
multidisciplinare di gruppi di lavoro in progetti di respiro nazionale e
internazionale. La cura nel dettaglio e nella scelta dei materiali,
riciclati e riciclabili, si concretizza in realizzazioni di exhibit design
di spazi isituzionali in importanti manifestazioni fieristico culturali.
Sono attualmente impegnati nella trasformazione dell'area industriale
Bertola, a Marene, in impianto residenziale ad impatto zero.
Collaborano alla stesura dei progetti gli architetti Laura Ceccarelli,
Valentina Esposito ed Elvira Perri. [image: ap] Per
cancellarsi dalla lista rispondere all'email con oggetto "cancellami"
Caro Andrea Marchitelli,
una cosa è discutere sull'obiettivo di una iniziativa e magari può anche
succedere di non condividerlo o di comprenderlo. Ma un'altra cosa è
discutere sui mezzi per realizzare l'obiettivo: qui si possono avere idee
diverse senza che ci siano per forza equivoci sull'obiettivo.
La misura dei 5 minuti resta una misura di tempo ridicola per le persone
che hai deciso di coinvolgere.
Non si tratta di una questione personale. È una questione di contenuti e di
cose da dire. In genere 5 minuti è la quantità di tempo usata in senso
ironico per denotare scarsissima attenzione.
La formula da te adottata è funzionale a garantire una quantità max di
interventi data la durata complessiva dell'iniziativa. È da dimostrare che
questa scelta che privilegia la quantità sia anche funzionale alla
possibilità di esprimere dei contenuti ragionati. Il rischio palese è che
si presti a esprimere cose non argomentabili, conclusioni di personali
ragionamenti mentali; insomma: affermazioni che suoneranno come opinioni o
come slogan semplificati.
È una soluzione che non convince. Credo si possa dirlo senza sentirsi
rispondere che non si è capito.
Ci credi se ti dico che nessuna delle persone che conosco ne è convinta?
Sei disponibile a mettere in discussione la tua scelta più a che
giustificarla?
Comunque ormai è fatta.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 12 giugno 2013 17:09, Andrea Marchitelli
<marchitelli(a)gmail.com>ha scritto:
> Ciao a tutti,
> mi spiace arrivare cosi' in ritardo (vedo che questa lista esiste da
> tre anni, ne avevo parlato piu' volte con Andrea Zanni ma sempre in
> maniera molto episodica) e sulla base di una contingenza (l'incontro
> SBN a Roma) ma, meglio tardi che mai, ora ci sono.
>
> Ho scorso con interesse gli archivi delle vostre discussioni degli
> ultimi mesi... e ho capito perche' AIB-CUR non e' piu' molto
> interessante! :)) Mi pare che qui si discuta in maniera molto
> professionali di temi importantissimi. Sono convinto che imparero' un
> mondo di cose nuove.
>
> Detto cio', vado al sodo: la chiave con cui avete letto in molti, mi
> pare, lo spirito con cui abbiamo organizzato l'incontro del 20 a Roma.
> Mi spiace che si sia generato un equivoco, l'incontro (che e' un
> "incontro", non un convegno, non un seminario") vuole essere proprio
> un modo per mettere in migliore comunicazione due mondi, quello delle
> istituzioni e quello della professione.
>
> Il tutto si svolge in tre ore, per dare a piu' persone possibile la
> possibilita' di partecipare (si inizia tardi, si finisce presto, non
> c'e' bisogno di pernottare a Roma). Il tempo dedicato al dibattito e'
> lo stesso tempo dedicato agli interventi: la mattinata e' divisa a
> meta'.
> E' vero: 5 minuti sono pochi a confronto di 20, ma non credo che sia
> una gara a chi ce l'ha piu' lungo... e non troverei la cosa offensiva,
> anzi, mi sembra una questione di chiarezza.
> Tutti coloro che vorranno, avranno la possibilita' di intervenire per
> un tempo massimo di 5 minuti. Se avanzera' del tempo, chi vorra'
> intervenire di nuovo potra' e, se ci saranno pochi interventi, il
> tempo verra' diviso in maniera migliore (anche per questo abbiamo
> chiesto di avere una qualche forma di prenotazione degli interventi,
> per quanto non vincolante).
>
> Negli interventi non ci aspettiamo *domande* alle quali avere
> *risposte* ma, se mi passate il gioco di parole, "domande", che
> esprimano aspettative, desideri, critiche costruttive ecc.
> E' nostra intenzione raccogliere gli spunti che emergeranno
> dall'iniziativa (probabilmente si potranno pubblicare su AIB-WEB) e
> non lasciare la cosa senza seguito: uno degli obiettivi dell'incontro
> e' presentare la proposta AIB, che e' comunque di vocazione aperta ad
> altri stimoli, quindi...
>
> Infine, gli ospiti invitati: le persone che interverranno nella prima
> parte della mattinata hanno avuto e hanno ruoli di rilievo nelle loro
> organizzazioni e organizzazioni sono rappresentative di componenti
> fondamentali di SBN in senso istituzionale e funzionale (semplifico un
> po'... Leombroni per gli enti locali, ma anche per la collaborazione,
> Guerrini per l'universita', ma anche per la catalogazioneCaffo/Rummo
> MiBAC ma anche cultural heritage e coordinamento, Merola per i
> principi fondanti di SBN - non dimentichiamo che l'occasione e' la
> commemorazione di Boisset e altri).
>
> Infine: alcuni di voi, con i quali ho parlato direttamente, sanno che
> abbiamo talmente a cuore una partecipazione vasta da essere
> disponibili a valutare il rimborso spese anche per chi interverra'
> nella seconda parte. Non e' un invito allo scrocco, pero' sentirsi
> accusati di voler fare una cosa istituzionale e senza dialogo... beh,
> mi pare troppo!! :)
>
> Ora dopo l'autodifesa, la pars construens.
> Credo che sia fondamentale che, perche' la cosa venga percepita
> davvero come agìta bottom up (se a questo punto credete anche voi che
> lo sia, o almeno che lo possa essere), che venga diffusa, discussa,
> partecipata, su web. Ben vengam quindi, che di questa iniziativa, e
> della situazione di SBN, se ne parli ancora nelle liste, ma meglio
> ancora che se ne parli sui blog, su twitter facebook e cosi' via.
> Questo potrebbe far pesare, ancora di piu', il mondo della professione
> e, per una volta ancora (sempre troppo poche...), degli utenti.
>
> Andrea
>
> --
> Andrea Marchitelli
> marchitelli(a)gmail.com - Roma
> _______________________________________________
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